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Fringe benefit 2026: regole, novità e limiti con normative in vigore aggiornate

di Marianna Quatraro pubblicato il
Fringe benefit 2026 regole novita

Nel 2026 i fringe benefit assumono un ruolo centrale e seguono regole aggiornate, nuove tipologie e limiti fiscali

Nell’ultimo biennio, la disciplina dei benefit accessori elargiti dalle aziende ai propri dipendenti si è contraddistinta per significative conferme e qualche aggiornamento puntuale. Con l’entrata in vigore della Manovra 2026, il panorama normativo rafforza la stabilità già avviata dal 2025, garantendo così maggiore chiarezza su limiti di esenzione, tipologie di erogazione e modalità operative. L’obiettivo principale resta quello di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori attraverso strumenti flessibili, senza incidere eccessivamente né sul costo del lavoro né sulla pressione fiscale per le imprese.

Nel 2026, restano confermati i principali meccanismi già noti, con la possibilità di riconoscere ai dipendenti una vasta gamma di benefici non monetari, nei limiti previsti dalla normativa, mantenendo vantaggi fiscali considerevoli. Le novità rilevanti si concentrano in settori come il regime di tassazione delle auto aziendali, l’adeguamento delle percentuali per veicoli a basso impatto ambientale e una più ampia inclusione delle spese domestiche tra i rimborsi esenti.

Cosa sono i fringe benefit: definizione, differenza con il welfare aziendale e funzionamento

I fringe benefit rappresentano beni e servizi riconosciuti dal datore di lavoro al dipendente, in aggiunta alla normale retribuzione monetaria. Questi benefici non avvengono in forma di denaro, ma sotto forma di prestazioni, come auto aziendali, buoni pasto, rimborsi utenze e molte altre soluzioni. La loro funzione primaria è quella di integrare il compenso, offrendo al lavoratore risparmi concreti e favorendo il benessere personale e familiare.

È importante distinguere questi benefici dal più ampio concetto di welfare aziendale. Mentre il welfare abbraccia un insieme di prestazioni a fine sociale, tra cui previdenza complementare, assistenza sanitaria e servizi per la famiglia, i fringe benefit hanno limiti di esenzione più circoscritti e mettono a disposizione beni o servizi con finalità prevalentemente individuali. La normativa individua soglie precise entro le quali tali benefici restano totalmente esclusi dal reddito da lavoro.

Tipologie di fringe benefit riconosciute ai lavoratori nel 2026

L’elenco dei fringe benefit è molto vario e riflette l’esigenza di soddisfare sia bisogni immediati, sia soluzioni di lungo periodo per i dipendenti. Nel 2026, rientrano tra i benefit erogabili, nei limiti di legge, i seguenti:

  • Auto aziendali in uso promiscuo, ovvero utilizzabili sia per finalità lavorative che personali;
  • Buoni pasto (cartacei o elettronici), spendibili in esercizi convenzionati;
  • Buoni carburante o shopping per acquisto presso specifiche catene;
  • Dispositivi elettronici (smartphone, tablet, computer) concessi in uso anche privato;
  • Rimborsi di utenze domestiche, tra cui bollette acqua, luce, gas;
  • Rimborsi affitto prima casa o interessi passivi sul mutuo della stessa;
  • Prestiti a tasso agevolato rispetto al tasso ufficiale di riferimento;
  • Coperture assicurative sanitarie integrative e rimborsi spese per servizi scolastici o assistenza figli;
  • Abbonamenti mezzi pubblici e servizi di trasporto;
  • Benefici “in natura” derivanti dalla concessione gratuita o a tariffe agevolate di prodotti o servizi propri dell’azienda.

Esempi pratici: auto aziendali, buoni pasto, rimborsi utenze, prestiti agevolati e altri benefit

La convenienza dei benefit diventa più immediata attraverso alcuni esempi concreti:
  • Auto aziendale in uso promiscuo: il dipendente può utilizzare il veicolo per tragitti casa-lavoro e nel tempo libero. Il valore fiscale è calcolato in base alle tabelle ACI, alla percorrenza convenzionale di 15.000 km e alla percentuale determinata dal tipo di alimentazione (dal 2025: 10% per elettrici, 20% per ibridi plug-in, 50% per veicoli tradizionali). Se il beneficio resta nei limiti annuali, la tassazione non si applica.
  • Buoni pasto elettronici: ciascun giorno lavorativo può essere riconosciuto un buono esente fino a 8 euro (o 10 euro se confermata la nuova soglia), senza limiti mensili e in aggiunta ai benefit tradizionali. Per i buoni cartacei, il tetto rimane a 4 euro.
  • Rimborsi utenze: i dipendenti possono ricevere rimborsi per le spese di acqua, energia elettrica e gas relative all’abitazione principale, previa presentazione di idonea documentazione.
  • Prestiti agevolati: in caso di concessione di finanziamenti a tassi inferiori al TUR, il vantaggio economico (solo nella misura del 50% della differenza rispetto agli interessi teorici) rientra nel fringe benefit. Rilevante soprattutto per l’acquisto o ristrutturazione della prima casa.
  • Prodotti aziendali: per esempio, una società alimentare può garantire forniture periodiche a prezzo simbolico. Il valore imponibile sarà calcolato secondo il prezzo medio di mercato o, per prodotti propri, secondo il costo di produzione.
  • Coperture sanitarie integrative: nella parte che eccede quanto rientrante nel welfare (art. 51 TUIR), possono essere inquadrate fra i benefit tassabili solo se superano le soglie e non sono strettamente vincolate a esigenze familiari non autosufficienti.
  • Abbonamenti trasporti: per tragitti casa-lavoro possono essere riconosciuti in aggiunta entro i limiti esenti.
L’esempio dei buoni pasto elettronici evidenzia come sia possibile cumulare benefit differenti, sempre rispettando soglie e condizioni di esclusione dal reddito.

Regole di erogazione: requisiti, modalità, dichiarazioni e obblighi di comunicazione

L’erogazione dei benefit accessori avviene secondo modalità lasciate alla discrezionalità aziendale, pur dovendo rispettare precise regole operative. Non è richiesto un piano formale di welfare per la loro attribuzione: l’azienda può individuare criteri soggettivi o collettivi nella scelta dei destinatari.

Tra i requisiti fondamentali si annoverano:

  • il rispetto della soglia annua stabilita dalla normativa;
  • la possibilità di riconoscere benefit a categorie omogenee o singoli lavoratori;
  • l’obbligo di acquisire una dichiarazione dal dipendente per attestare il diritto alla soglia maggiorata (2.000 euro), laddove esistano figli fiscalmente a carico;
  • documentazione idonea in caso di rimborsi utenze, affitto o interessi mutuo sulla prima casa;
  • l’obbligo, per le aziende che hanno RSU, di comunicazione informativa circa l’erogazione dei benefit con tetto innalzato (può essere contestuale o a fine anno).
La procedura di accesso a tali vantaggi può essere:
  • Automatica: il datore di lavoro eroga direttamente il benefit sulla base delle proprie politiche retributive;
  • Su richiesta: il lavoratore presenta dichiarazioni o documentazione specifica, ad esempio per fruire delle soglie maggiorate o del rimborso spese documentate.
Non è previsto alcun obbligo generalizzato di presentare domande: l’attivazione dipende da quanto definito nell’accordo individuale, collettivo o dalla prassi aziendale.

Importi massimi e limiti di esenzione fiscale e contributiva previsti per il 2026

Per l’intero triennio 2025-2027, la normativa ha confermato precisi limiti annuali di esenzione applicabili alla somma complessiva dei fringe benefit percepiti nell’anno solare. Queste le soglie:

Lavoratore senza figli a carico 1.000 euro annui
Lavoratore con figli fiscalmente a carico 2.000 euro annui

Sono ricomprese in queste soglie le auto aziendali in uso promiscuo, i buoni pasto (solo oltre la soglia di esenzione specifica), i buoni carburante, i rimborsi di utenze domestiche, affitto e mutuo per la prima casa. I benefici superano queste soglie soltanto se il dipendente ha fornito apposita autodichiarazione acquisita dal datore.

Importante: per ogni figlio fiscalmente a carico, la soglia di esenzione sale a 2.000 euro per ciascun genitore lavoratore, purché i figli siano effettivamente a carico secondo i criteri del TUIR. Le soglie sono riferite all’intero anno, a prescindere da eventuali cambi di datore di lavoro, ed è responsabilità del lavoratore fornire comunicazione degli importi già percepiti in caso di assunzioni multiple nell’anno.

Fringe benefit e impatto su TFR, pensione, ISEE e fiscalità personale

L’attribuzione di benefit accessori, pur rappresentando un valido incremento del potere d’acquisto, presenta alcune peculiarità rispetto alle componenti retributive ordinarie:

  • TFR: i valori dei fringe benefit nei limiti di esenzione non concorrono alla formazione del Trattamento di Fine Rapporto, poiché esclusi dall’imponibile previdenziale;
  • Pensione: per gli stessi motivi, i benefici non incidono sull’ammontare della futura pensione, riducendo la base contributiva annua;
  • ISEE: i benefit esclusi da tassazione non vanno indicati nella Certificazione Unica e di conseguenza non incrementano il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Soltanto se superano i limiti, devono essere computati come reddito;
  • Fiscalità personale: in presenza di più rapporti di lavoro o cambi di datore nell’anno, è centrale comunicare gli importi già fruiti, per evitare errori ed eventuali rettifiche in sede di dichiarazione dei redditi.