Niente spegne l'entusiasmo di una partenza verso la montagna o verso la costa come ricevere una multa imprevista: pochi clic e si trasforma in una spesa inattesa, con effetti immediati sul buonumore dell'intera vacanza. Nel 2025, secondo dati condivisi da ACI e Polizia Stradale, erano attivi più di 13.000 sistemi di rilevazione elettronica della velocità, tra autovelox fissi, mobili e tutor.
Durante l'alta stagione, tra giugno e settembre, i controlli su statali e provinciali aumentano ulteriormente, con l'intenzione dichiarata di tutelare la sicurezza ma, di fatto, generando spesso sorprese poco gradite nel portafoglio degli automobilisti. Essere a conoscenza delle aree in cui la presenza degli autovelox è più frequente e meno visibile non è questione solo di prudenza, ma di esperienza maturata negli anni: saper riconoscere le zone a rischio è il primo vero alleato di chi viaggia, soprattutto nel 2026, per anni più digitalizzati e monitorati che mai.
Perché le strade di vacanza sono più rischiose
Le destinazioni di villeggiatura, sia sulle dolci curve della montagna sia lungo le strade costiere, hanno caratteristiche che rendono le sanzioni più probabili rispetto al resto dell'anno:
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Strade poco familiari: i percorsi delle ferie spesso non coincidono con quelli abituali. Segnaletica diversa, limiti di velocità temporanei o insufficientemente visibili espongono il guidatore a errori banali ma costosi.
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Comportamento rilassato: la sensazione di essere in vacanza induce a rilassare l'attenzione e, spesso, a sottovalutare la presenza di controlli automatici. La disattenzione è amplificata dal clima vacanziero e dall'assenza di urgenza.
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Aumento dei controlli estivi: dati Polizia Stradale e ACI mostrano che nei mesi di punta si registra un incremento anche del 30% nel numero di rilevamenti, soprattutto sulle grandi direttrici di accesso a località di mare e montagna.
Il risultato? Una vera e propria trappola per il portafoglio. Nei periodi di massimo afflusso, le amministrazioni locali intensificano i controlli, specie nei comuni a forte vocazione turistica.
I limiti vengono abbassati in certe zone sensibili (dintorni di spiagge, passi montani, centri storici), mentre la presenza di sistemi mobili si fa più frequente proprio perché difficile da prevedere.
La prudenza, tuttavia, non basta se non viene accompagnata dalla conoscenza dei regolamenti stradali e della posizione degli autovelox. Ecco allora un approfondimento sulle zone più a rischio nel 2026.
Le strade di montagna dove gli autovelox fanno più vittime
I percorsi alpini e appenninici occupano una posizione di rilievo nella lista dei tratti pericolosi per chi vuole evitare multe estive. Ecco una selezione di strade dove i dispositivi elettronici di controllo sono maggiormente insidiosi:
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SS51 e SS48, Dolomiti: la SS51 di Alemagna e la SS48 delle Dolomiti collegano località turistiche come Cortina, Canazei e Dobbiaco. Qui i limiti di velocità oscillano spesso tra 50 e 70 km/h, soprattutto nei pressi dei centri abitati e alle gallerie. I sistemi installati sono soprattutto autovelox fissi segnalati da apposita cartellonistica, cui si affiancano tutor in alcuni passaggi chiave. La difficoltà è data dalla variabilità dei limiti e da curve che invogliano a lasciar correre l'auto.
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Valle del Gran San Bernardo: la salita verso il celebre passo, specialmente sul versante italiano e in Valle d'Aosta, vede la presenza sia di autovelox fissi che di sistemi mobili piazzati in modo intermittente, con limiti tra 50 e 70 km/h. In estate, il traffico aumenta e con esso la probabilità di essere sanzionati; in Svizzera, la normativa consente controlli ancor più nascosti, senza obbligo di preavviso.
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SS36 Lago di Como, Spluga: questa strada, molto frequentata dai cittadini del Nord in fuga verso le Alpi, alterna tutor in galleria e controlli fissi all'uscita dei centri abitati. Particolarmente insidiosi sono sia i limiti ridotti nei pressi dei tunnel che le postazioni mobili allestite nei week-end.
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Passi alpini (Bernina, Maloja, Forcola, ecc.): i passi come il Bernina e il Maloja vedono spesso la presenza di radar fissi ben mimetizzati. In particolare, tratti come quello della dogana tra Italia e Svizzera, o l'entrata di Maloja, espongono a limiti di 50 km/h poco intuitivi, specie quando la sede stradale sembra ampia e sgombra.
La vera insidia è la combinazione tra scenario naturale accattivante, limiti severi e postazioni che, pur essendo spesso segnalate, si confondono facilmente con l'ambiente. L'esperienza di tanti vacanzieri insegna che
una distrazione è sufficiente a compromettere la serenità del viaggio nei mesi estivi.
Le strade costiere e i comuni balneari da tenere d'occhio
Non solo l'entroterra: anche le rotte verso il mare si confermano fra le aree più monitorate durante l'estate. Alcuni esempi concreti meritano particolare attenzione:
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Aurelia (SS1) tra Livorno e Grosseto: tratto storico e amatissimo da chi raggiunge l'Argentario e l'Isola d'Elba. I limiti variano frequentemente (50, 70, 90 km/h) in prossimità dei centri abitati e delle deviazioni balneari. I dispositivi sono perlopiù autovelox fissi e mobili, in grado di sorprendere nel traffico intenso dei fine settimana.
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Statale Adriatica (SS16) in Romagna: qui, da Rimini fino a Ravenna e oltre, la concentrazione di postazioni automatiche è massima soprattutto all'ingresso delle località balneari e nei tratti a doppia corsia. Limiti ridotti e traffico misto (auto, bici, scooter) aumentano rischi e sorprese.
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Litorale campano: Domitiana (SS7 quater): questa via di accesso al litorale domizio è sede di numerosi autovelox comunali, spesso installati nei pressi degli accessi spiaggia e frequentati dai residenti e dai vacanzieri. I limiti, anche qui, sono di 50 km/h nei pressi degli abitati.
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Comuni siciliani e calabresi: segnalata da più automobilisti la presenza di sistemi fissi assai discreti, gestiti dalle amministrazioni locali, talvolta ai confini del paese e in punti dove la sede stradale sembra non giustificare un limite basso.
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Lungomare e centri storici con ZTL attive e velox: molte località balneari italiane, specie nel Sud e nelle Isole, utilizzano ZTL abbinate a rilevatori di velocità. L'accesso non autorizzato si traduce in una doppia sanzione: sia per violazione dei limiti di velocità sia per ingresso non consentito.
L'esperienza mostra come i maggiori rischi non derivino solo dalla velocità eccessiva, ma dalla distrazione logistica: una svolta sbagliata, il non riconoscere una ZTL, una curva dove il limite scende improvvisamente. Il controllo si fa più pressante nei mesi di affollamento massimo, dove le amministrazioni puntano anche a gestire il flusso di turisti ed evitare incidenti sulle coste assolate.
Autovelox fissi, tutor o mobile: quale ti becca più facilmente?
Capire le differenze tra i vari sistemi permette non solo di viaggiare più consapevoli, ma di evitare errori di valutazione nell'approccio alla guida.
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Autovelox fissi: sono installati in punti precisi, segnalati obbligatoriamente in Italia da appositi cartelli (art. 142 CdS), spesso ad almeno 1 km dalla postazione. Punti noti e fissi, ma facilmente dimenticabili su strade non famigliari.
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Tutor (Safety Tutor): questo sistema misura la velocità media su un tratto anche di molti chilometri. L'insidia è la dimenticanza a distanza di tempo: basta un'accelerazione dopo una curva o un sorpasso per vedere la media salire oltre il limite ammesso. Più difficile da anticipare, specie sui lunghi viaggi autostradali e nei tunnel.
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Telelaser e sistemi mobili: utilizzati dalle pattuglie, spesso sistemati in modo strategico al termine di lunghi rettilinei, nei punti in cui la velocità tende a salire naturalmente. Non sono annunciati con cartellonistica dedicata, ma sottostanno comunque all'obbligo di pre-segnalazione generale.
La maggiore facilità di sorpresa si verifica spesso con i dispositivi mobili e, in autostrada, con i tutor, per la loro natura meno prevedibile. Ma nel complesso,
la sinergia dei tre sistemi in alta stagione porta a una copertura quasi totale delle arterie più trafficate verso località di mare e montagna.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...