Negli ultimi anni, le truffe digitali che sfruttano comunicazioni ufficiali sono diventate sempre più convincenti, colpendo una vasta platea di utenti. Tra i nuovi schemi emersi nell'ultimo periodo, uno dei più insidiosi è quello relativo a presunti verbali per eccesso di velocità rilevati da sistemi automatici. Queste comunicazioni si presentano con un aspetto formale, riproducendo fedelmente elementi tipici delle notifiche inviate dagli enti pubblici e persino la grafica dei portali dedicati ai pagamenti elettronici con la Pubblica Amministrazione.
L’inganno si sviluppa attraverso email che imitano i messaggi di servizi come PagoPa, inducendo il destinatario a credere di aver ricevuto una vera “contestazione” per eccesso di velocità. Gli elementi inclusi – codice contestazione, data del presunto accertamento e riferimenti tecnici sul sistema di rilevazione – aumentano l’autorevolezza apparente della comunicazione. Il testo avvisa della presenza di una violazione commessa e fornisce dettagli quali la velocità rilevata, l’importo da pagare e la minaccia di una sanzione aumentata se il saldo non avviene rapidamente.
Dietro questa apparente legittimità si cela una classica tecnica di phishing, finalizzata a carpire dati personali, bancari e, nei casi più gravi, a sottrarre somme direttamente dai conti correnti. Il fenomeno coinvolge migliaia di persone, poiché la fedeltà della riproduzione e la pressione psicologica spingono numerosi utenti meno esperti a credere genuinamente nella veridicità del messaggio. La capacità persuasiva e la somiglianza alle comunicazioni ufficiali differenziano queste nuove truffe da quelle, spesso grossolane, che circolavano in passato.
Le strategie usate dai truffatori per rendere la truffa credibile
L’efficacia di queste simulazioni digitali si fonda su una serie di accorgimenti sofisticati. Analizzando da vicino le modalità adottate dai truffatori, emergono strategie ben pianificate che mirano a ingannare anche gli utenti più attenti:
- Riproduzione grafica fedele: Il layout delle email è studiato per ricalcare esattamente quello dei servizi ufficiali. Sono presenti loghi, colori e riferimenti legati a PagoPa e alle amministrazioni locali, rendendo la comunicazione immediatamente riconoscibile e apparentemente autentica.
- Utilizzo di un linguaggio tecnico e formale: Le email sono scritte in italiano perfetto, senza errori grammaticali o sintattici, con terminologie specifiche come “contestazione”, “radar automatico omologato”, “decurtazione punti” e “importo attuale”. Questo non solo aumenta la credibilità del messaggio, ma riduce anche la naturale diffidenza verso mittenti sconosciuti.
- Pressione psicologica mirata: Spesso viene sottolineata l’urgenza, mediante frasi come “per evitare la maggiorazione automatica ti consigliamo di regolarizzare la posizione quanto prima”. Questo stratagemma punta a indurre l’utente a reagire d’impulso, limitando il tempo per le verifiche e aumentando la probabilità che il destinatario clicchi sul link.
- Inserimento di dettagli realistici: I truffatori inseriscono codici di contestazione simili a quelli reali, date della presunta infrazione, dati tecnici su sistemi radar e, soprattutto, importi credibili (come 198 euro). Questo insieme di dettagli rafforza la sensazione di autenticità.
- Falsi link e indirizzi email camuffati: I collegamenti presenti nelle email sembrano rimandare a domini ufficiali come “pagopa.gov.it”, ma puntano, in realtà, verso siti il cui nome differisce di poco o contiene elementi sospetti come domini “.ar” o nomi inconsueti nascosti nell’indirizzo reale, ad esempio “abc.gob.ar”. Il mittente appare come “Servizio PagoPa”, ma l’indirizzo effettivo è spesso facilmente riconoscibile come fraudolento guardando più in dettaglio.
- Aggiramento dei filtri antispam: La qualità linguistica e la struttura grafica delle email permettono di superare molti sistemi di filtraggio antispam, penetrando sia le caselle di posta elettronica dei computer che i dispositivi mobili.
- Adattamento alla tecnologia mobile: Approfittando delle interazioni più rapide sui cellulari, i truffatori sanno che gli utenti tendono a controllare meno l’URL effettivo su smartphone rispetto al computer, risultando più esposti al rischio di cliccare su link dannosi.
Questi accorgimenti rendono la frode una minaccia concreta soprattutto per le vittime meno esperte in materia di sicurezza digitale. Anche chi ha familiarità con il phishing tradizionale può essere tratto in inganno dal
livello di accuratezza raggiunto. Non va sottovalutato il rischio ulteriore di furto di identità o svuotamento del conto corrente, poiché, dopo il pagamento della falsa multa, talvolta vengono chieste ulteriori informazioni personali che potrebbero essere utilizzate per accessi fraudolenti alle piattaforme bancarie o ai servizi di home banking.
Emblematici sono i casi avvenuti in Umbria, regione in cui le segnalazioni di email truffaldine sono in aumento. Secondo le forze dell’ordine e gli esperti del settore, la capacità di questi tentativi di eludere i sistemi di difesa sta creando allarme e crescente consapevolezza sulla necessità di proteggersi in modo proattivo.
| Elemento della comunicazione |
Indicazione del falso |
| Mittente “Servizio PagoPa” |
Indirizzo email sospetto |
| Logo ufficiale nella mail |
Link che porta a siti fraudolenti |
| Codice contestazione realistico |
Codice facilmente inventabile |
| Importo da pagare |
Pressione sull’urgenza del pagamento |
| Linguaggio tecnico |
L’italiano troppo perfetto può insospettire |
Come riconoscere le email fraudolente e difendersi: consigli pratici
Individuare i segnali di una comunicazione fraudolenta rappresenta una competenza oggi indispensabile per proteggere il proprio patrimonio digitale e finanziario. Esistono diversi accorgimenti, basati sull’esperienza degli esperti di sicurezza informatica e sulle indicazioni fornite dalle autorità, che possono fare la differenza tra sicurezza e pericolo:
- Verificare l’indirizzo email del mittente: Anche se il nome visualizzato sembra affidabile, passando il mouse sul mittente si può notare un indirizzo sospetto, spesso con domini stranieri o insoliti.
- Non cliccare immediatamente sui link: Prima di procedere, passare il cursore sopra il collegamento senza cliccarlo permette di vedere l’URL effettivo. Se differisce, anche di poco, dal sito ufficiale, è segno che si tratta di una truffa.
- Attenzione ai dettagli tecnici: Le amministrazioni non notificano le multe esclusivamente via email e non richiedono dati personali o coordinate bancarie tramite posta elettronica.
- Esaminare l’italiano utilizzato: Se il linguaggio è troppo perfetto o troppo standardizzato, potrebbe trattarsi di una comunicazione artefatta.
- Diffidare dall’urgenza: Pressioni su tempistiche e minacce di conseguenze gravi, come aumento dell’importo o decurtazione punti patente, sono segnali tipici di una truffa.
- Consultare i canali ufficiali: Verificare l’esistenza di eventuali sanzioni sull’apposito portale dell’ente di riferimento, digitando manualmente il sito e non utilizzando i link ricevuti via email.
È importante ricordare che i
veri enti pubblici utilizzano procedure tracciabili e sicure per la notifica delle infrazioni, spesso tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (come previsto dall’art. 201 del Codice della Strada) o tramite portali istituzionali, mai attraverso email generiche contenenti richieste di pagamento urgente. In caso di dubbio, è consigliabile rivolgersi alle forze dell’ordine o al proprio avvocato di fiducia.
Anche la segnalazione delle comunicazioni fraudolente alle autorità competenti può essere d’aiuto per contribuire alla sicurezza collettiva e limitare la diffusione di simili pratiche. La consapevolezza e la prudenza restano le principali barriere contro le frodi digitali, in un contesto in cui i rischi emergenti richiedono attenzione costante e aggiornamento continuo sulle tecniche di inganno più raffinate.
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