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Global Minimum Tax 2026: che cos'è, chi paga questa tassa e come si calcola

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La Global Minimum Tax 2026 rivoluziona il sistema fiscale internazionale: dall'origine e le ragioni della tassa, ai soggetti coinvolti, fino alle regole di calcolo, tempistiche e impatti concreti.

Negli ultimi anni, i sistemi fiscali internazionali hanno affrontato una trasformazione decisiva per garantire una tassazione più equa dei profitti delle grandi imprese. L'introduzione della nuova imposta minima globale rappresenta un passaggio centrale nelle politiche tributari internazionali, volto a rispondere alle sfide emerse dalla mobilità dei capitali e dalla presenza sempre crescente dei gruppi multinazionali.

Nel contesto normativo attuale, la necessità di uniformare i livelli di tassazione ha guidato il legislatore europeo e italiano a recepire le linee guida OCSE (Pillar 2), stabilendo un'imposta minima effettiva nelle diverse giurisdizioni in cui operano le società di grandi dimensioni. Il 2026 segna il momento in cui, per la prima volta, tali regole trovano operatività piena anche in Italia. Ciò determina una serie di obblighi dichiarativi e operativi per le imprese coinvolte, offrendo al contempo una risposta normativa ai fenomeni di elusione e di spostamento artificioso dei profitti. Lo scenario rappresenta un riferimento essenziale per consulenti, aziende ed enti che desiderano comprendere nel dettaglio le nuove responsabilità e procedure.

Cos'è la Global Minimum Tax e perché è stata introdotta

La cosiddetta imposta minima globale nasce dall'esigenza di impedire che i grandi gruppi possano sfruttare differenze tra regimi fiscali, spostando i profitti verso Stati con aliquote più vantaggiose. Sulla scia dei lavori dell'OCSE e della Direttiva UE 2022/2523, tale sistema mira a garantire un livello minimo di tassazione su scala internazionale. In questo modo si cerca di combattere pratiche aggressive di pianificazione fiscale e l'erosione della base imponibile (BEPS), assicurando che i gruppi di dimensioni rilevanti contribuiscano in modo equo ovunque operino.

Il quadro normativo italiano è stato disegnato dal D.Lgs. n. 209/2023, che recepisce gli standard OCSE e UE, individuando una aliquota effettiva minima del 15% sulle imprese multinazionali. Questo livello viene considerato essenziale per ridurre le distorsioni competitivi e valorizzare il principio della responsabilità fiscale delle imprese. L'innovazione risiede nell'approccio integrativo: qualora una società sia soggetta in una giurisdizione a una tassazione inferiore al livello minimo, interviene una apposita imposta suppletiva o nazionale a colmare la differenza.

Con queste misure il legislatore ha inteso rafforzare l'equità del sistema tributario globale, sottolineando la volontà di tutelare le risorse fiscali degli Stati e ridurre i vantaggi ingiustificati delle strutture societarie particolarmente complesse. Si tratta di una risposta concreta e strutturata, coordinata a livello internazionale, ai tentativi di evasione fiscale delle maggiori corporate mondiali.

A chi si applica la Global Minimum Tax: obbligati ed esclusi

Il nuovo sistema si rivolge a una platea selezionata di contribuenti: sono interessati specificamente i gruppi multinazionali o nazionali che, su base consolidata, abbiano registrato ricavi uguali o superiori a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti. Rientrano nell'ambito d'applicazione anche le imprese che, pur avendo base nazionale, fanno parte di gruppi con struttura internazionale che superano tale soglia dimensionale.

Gli obblighi dichiarativi e di versamento sono in generale a carico della Controllante Capogruppo residente sul territorio italiano oppure, in casi determinati, della cosiddetta Rilevante Entità Locale eventualmente designata all'interno del gruppo. Non tutte le organizzazioni, tuttavia, sono incluse: sono esclusi dalla disciplina:

  • gli enti governativi,
  • le organizzazioni senza scopo di lucro,
  • i fondi pensione e
  • altre entità a scopo mutualistico o collettivo.
La delimitazione dei soggetti obbligati, chiaramente definita, deriva dalla volontà di focalizzare la normativa sulle realtà che generano consistenti ricavi distribuiti in più paesi e adattare gli adempimenti alle complessità delle strutture multinazionali. Questo aspetto risponde al principio di proporzionalità ed evita oneri ingiustificati a entità di minori dimensioni o a soggetti di rilevanza pubblica o sociale.

Come funziona la Global Minimum Tax: regole e meccanismi

Il funzionamento della tassazione minima internazionale si fonda su meccanismi condivisi a livello OCSE e recepiti dal D.Lgs. 209/2023. Viene stabilito che per ogni giurisdizione in cui opera il gruppo multinazionale, si debba calcolare il carico fiscale effettivo (Etr). Se l'aliquota media effettiva risulta inferiore al 15%, il gruppo è tenuto a versare una specifica imposta integrativa che colma la differenza tramite la cosiddetta Top-up Tax: ciò vale caso per caso, per ciascuna giurisdizione interessata. I pilastri operativi sono rappresentati da tre meccanismi principali:

  • Iir (Income Inclusion Rule): la capogruppo versa l'imposta per le controllate estere che risultano sotto-tassate;
  • Qdmtt (Qualified Domestic Minimum Top-up Tax): riguarda l'imposta minima interna applicata prioritariamente dall'Italia per le realtà locali, così da evitare prelievi di altri Stati;
  • Utpr (Undertaxed Profits Rule): interviene come regola di salvaguardia, qualora le precedenti non siano attivate.
La determinazione della Top-up Tax segue un percorso tecnico:
  • si parte dal risultato di bilancio consolidato e si apportano le rettifiche previste dalla normativa (esclusione di dividendi, aggiustamenti per costi non deducibili, rettifiche per stock option, ecc.);
  • successivamente, le imposte correnti e differite vengono riassegnate alla giurisdizione di pertinenza;
  • si determina quindi il reddito GloBE e la corrispondente aliquota effettiva;
  • se inferiore alla soglia, si calcola l'importo della Top-up Tax, considerando anche l'esclusione sulla sostanza (costi del personale e asset materiali).
Nel calcolo complessivo, particolare attenzione va riservata alle safe harbours: se una presenza in una giurisdizione è marginale (ricavi medi inferiori a 10 milioni di euro e utile medio sotto 1 milione di euro), si può evitare l'onere di calcolare la tassa aggiuntiva, secondo i test previsti dall'OCSE.

Il Modello GloBE: struttura e sezioni della dichiarazione

La disciplina italiana si attua anche attraverso un modello dichiarativo dedicato, denominato Modello GloBE, approvato dall'Agenzia delle Entrate con provvedimento 46523 del 6 febbraio 2026. Esso rappresenta un documento complesso e modulare, distinto rispetto alle dichiarazioni fiscali ordinarie, pensato per garantire la massima trasparenza e controllabilità delle informazioni:

  • Frontespizio e dati generali: contiene i dati identificativi della Rilevante Entità Dichiarante, la struttura del gruppo, il periodo d'imposta e l'eventuale esercizio di opzioni relative al calcolo.
  • Sezione safe harbours: gestisce le casistiche di esonero dall'obbligo del dettaglio analytico della tassazione effettiva per giurisdizioni a rischio basso, secondo i test de minimis e dell'aliquota semplificata (soglie differenziate per ciascun anno di transizione).
  • Riconciliazione e calcolo dell'imposta: qui si verifica la convergenza tra utile di bilancio e reddito GloBE, si opera la ripartizione tra imposte correnti e differite e si calcola la Top-up Tax dovuta.
  • Quadri di liquidazione: sono dedicate al riepilogo dei versamenti, all'utilizzo di eventuali crediti d'imposta e alle dichiarazioni accessorie.
Una corretta e completa compilazione del modello è essenziale per garantire la conformità agli standard internazionali e consentire all'amministrazione finanziaria di verificare, in dettaglio, la corretta applicazione della normativa.

Tempistiche, scadenze e modalità di presentazione

A livello operativo, l'adempimento relativo alla comunicazione annuale si articola in specifiche tempistiche e modalità di presentazione:

  • Per l'anno d'imposta 2024 (primo periodo soggetto alle nuove regole), la trasmissione del Modello GloBE e il relativo versamento dovranno avvenire entro il 30 giugno 2026, entro 18 mesi dalla chiusura dell'esercizio, beneficiando di un termine più ampio per facilitare l'adeguamento alle novità.
  • Dall'anno d'imposta 2025, il termine ordinario sarà ridotto a 15 mesi dalla chiusura dell'esercizio. Per esempio, la scadenza dichiarativa sarà il 31 marzo 2027.
La trasmissione è prevista in modalità telematica, tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate, avvalendosi anche di intermediari abilitati. La disponibilità del software DichiarazioneGlobe facilita la corretta predisposizione della documentazione e il rispetto delle specifiche tecniche, dettagliate in provvedimenti successivi.

Implicazioni pratiche e cambiamenti per le multinazionali

L'introduzione dell'imposta minima e della relativa dichiarazione annuale richiede una significativa revisione dei processi interni da parte delle società interessate. Le principali implicazioni operative possono essere sintetizzate nei seguenti punti:

  • necessità di raccogliere e consolidare i dati fiscali a livello globale con criteri uniformi, riducendo i margini di errore e disallineamento tra paesi;
  • sfida nell'analizzare accuratamente le aliquote effettive paese per paese, utilizzando strumenti adeguati e dati certi;
  • potenziamento del coordinamento tra le funzioni fiscalità, amministrazione, controllo interno e legale per adeguare la compliance ai nuovi standard internazionali;
  • maggiore trasparenza e interazione con le autorità fiscali nella gestione delle pratiche dichiarative.



Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...