La Global Minimum Tax 2026 rivoluziona il sistema fiscale internazionale: dall'origine e le ragioni della tassa, ai soggetti coinvolti, fino alle regole di calcolo, tempistiche e impatti concreti.
Negli ultimi anni, i sistemi fiscali internazionali hanno affrontato una trasformazione decisiva per garantire una tassazione più equa dei profitti delle grandi imprese. L'introduzione della nuova imposta minima globale rappresenta un passaggio centrale nelle politiche tributari internazionali, volto a rispondere alle sfide emerse dalla mobilità dei capitali e dalla presenza sempre crescente dei gruppi multinazionali.
Nel contesto normativo attuale, la necessità di uniformare i livelli di tassazione ha guidato il legislatore europeo e italiano a recepire le linee guida OCSE (Pillar 2), stabilendo un'imposta minima effettiva nelle diverse giurisdizioni in cui operano le società di grandi dimensioni. Il 2026 segna il momento in cui, per la prima volta, tali regole trovano operatività piena anche in Italia. Ciò determina una serie di obblighi dichiarativi e operativi per le imprese coinvolte, offrendo al contempo una risposta normativa ai fenomeni di elusione e di spostamento artificioso dei profitti. Lo scenario rappresenta un riferimento essenziale per consulenti, aziende ed enti che desiderano comprendere nel dettaglio le nuove responsabilità e procedure.
La cosiddetta imposta minima globale nasce dall'esigenza di impedire che i grandi gruppi possano sfruttare differenze tra regimi fiscali, spostando i profitti verso Stati con aliquote più vantaggiose. Sulla scia dei lavori dell'OCSE e della Direttiva UE 2022/2523, tale sistema mira a garantire un livello minimo di tassazione su scala internazionale. In questo modo si cerca di combattere pratiche aggressive di pianificazione fiscale e l'erosione della base imponibile (BEPS), assicurando che i gruppi di dimensioni rilevanti contribuiscano in modo equo ovunque operino.
Il quadro normativo italiano è stato disegnato dal D.Lgs. n. 209/2023, che recepisce gli standard OCSE e UE, individuando una aliquota effettiva minima del 15% sulle imprese multinazionali. Questo livello viene considerato essenziale per ridurre le distorsioni competitivi e valorizzare il principio della responsabilità fiscale delle imprese. L'innovazione risiede nell'approccio integrativo: qualora una società sia soggetta in una giurisdizione a una tassazione inferiore al livello minimo, interviene una apposita imposta suppletiva o nazionale a colmare la differenza.
Con queste misure il legislatore ha inteso rafforzare l'equità del sistema tributario globale, sottolineando la volontà di tutelare le risorse fiscali degli Stati e ridurre i vantaggi ingiustificati delle strutture societarie particolarmente complesse. Si tratta di una risposta concreta e strutturata, coordinata a livello internazionale, ai tentativi di evasione fiscale delle maggiori corporate mondiali.
Il nuovo sistema si rivolge a una platea selezionata di contribuenti: sono interessati specificamente i gruppi multinazionali o nazionali che, su base consolidata, abbiano registrato ricavi uguali o superiori a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti. Rientrano nell'ambito d'applicazione anche le imprese che, pur avendo base nazionale, fanno parte di gruppi con struttura internazionale che superano tale soglia dimensionale.
Gli obblighi dichiarativi e di versamento sono in generale a carico della Controllante Capogruppo residente sul territorio italiano oppure, in casi determinati, della cosiddetta Rilevante Entità Locale eventualmente designata all'interno del gruppo. Non tutte le organizzazioni, tuttavia, sono incluse: sono esclusi dalla disciplina:
Il funzionamento della tassazione minima internazionale si fonda su meccanismi condivisi a livello OCSE e recepiti dal D.Lgs. 209/2023. Viene stabilito che per ogni giurisdizione in cui opera il gruppo multinazionale, si debba calcolare il carico fiscale effettivo (Etr). Se l'aliquota media effettiva risulta inferiore al 15%, il gruppo è tenuto a versare una specifica imposta integrativa che colma la differenza tramite la cosiddetta Top-up Tax: ciò vale caso per caso, per ciascuna giurisdizione interessata. I pilastri operativi sono rappresentati da tre meccanismi principali:
La disciplina italiana si attua anche attraverso un modello dichiarativo dedicato, denominato Modello GloBE, approvato dall'Agenzia delle Entrate con provvedimento 46523 del 6 febbraio 2026. Esso rappresenta un documento complesso e modulare, distinto rispetto alle dichiarazioni fiscali ordinarie, pensato per garantire la massima trasparenza e controllabilità delle informazioni:
A livello operativo, l'adempimento relativo alla comunicazione annuale si articola in specifiche tempistiche e modalità di presentazione:
L'introduzione dell'imposta minima e della relativa dichiarazione annuale richiede una significativa revisione dei processi interni da parte delle società interessate. Le principali implicazioni operative possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...