Per riscaldare casa senza sprechi contano temperatura, ricambio d’aria e buone abitudini: i consigli Enea spiegano quanti gradi impostare, quando aprire le finestre e perché evitare di stendere sui termosifoni, oltre a controlli e manutenzione.
ENEA indica 19 °C come temperatura sufficiente per il comfort domestico e consiglia di rinnovare l’aria aprendo le finestre per pochi minuti, anziché lasciarle socchiuse a lungo. La differenza si sente anche nei consumi: spalancare le finestre per un ricambio rapido limita la dispersione di calore, mentre un’apertura prolungata raffredda gradualmente gli ambienti. Quando si riaccende il riscaldamento, la routine può partire da tre gesti: impostare una temperatura moderata, arieggiare in fretta e lasciare liberi i termosifoni.
Con l’arrivo del freddo viene spontaneo alzare il termostato e prolungare l’accensione dell’impianto. Una gestione più efficiente comincia invece da impostazioni misurate e da qualche controllo in casa. Il calore deve poter raggiungere le stanze senza ostacoli e rimanere all’interno il più possibile; abitudini piccole, ripetute ogni giorno, incidono sul comfort e sul combustibile consumato.
Nel decalogo, l’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, affianca ai suggerimenti sugli impianti indicazioni pratiche per contenere gli sprechi. Tra le raccomandazioni ci sono il limite della temperatura, il ricambio d’aria breve e i radiatori lasciati scoperti. Sono interventi accessibili, da accompagnare a una manutenzione e a una regolazione corrette.
Il benessere in casa non richiede di produrre calore in eccesso o di disperderlo prima che sia utile. Se una stanza viene riscaldata troppo, ventilata a lungo o ha i termosifoni schermati, l’impianto dovrà lavorare di più per riportarla alla temperatura desiderata. Meglio quindi seguire abitudini regolari, invece di intervenire soltanto quando si avverte freddo.
Per gli ambienti domestici, ENEA considera 19 °C una soglia generalmente adeguata al comfort. La normativa ammette una temperatura fino a 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Il calore percepito varia in base all’isolamento dell’abitazione, alla distribuzione nell’ambiente e alle condizioni personali. Impostare il termostato su un valore moderato aiuta a evitare consumi superflui.
Secondo l’indicazione ENEA, abbassare di un grado il termostato può ridurre fino al 10% i consumi di combustibile. L’entità del risparmio varia con l’impianto, il clima e le caratteristiche dell’edificio. Conviene non inseguire temperature elevate e verificare se una regolazione più bassa mantiene comunque un livello di comfort soddisfacente.
Anche le ore di funzionamento sono regolate da limiti che cambiano secondo la zona climatica. Occorre dunque considerare sia la temperatura consentita sia il calendario previsto per la propria area. In casa, cronotermostati e regolatori programmabili permettono di coordinare l’accensione con gli orari di presenza: così si evita di riscaldare stanze vuote o fasce della giornata in cui il calore non serve.
Il termostato è un punto di partenza. Pareti e finestre poco isolate possono far raffreddare rapidamente una stanza, anche quando l’impianto è regolato con attenzione. Di notte, chiudere le tapparelle aiuta a contenere le dispersioni attraverso i vetri.
Per cambiare aria, ENEA consiglia di aprire completamente le finestre per 5-10 minuti, non di tenerle socchiuse a lungo. Il ricambio rapido ventila la stanza e riduce il tempo in cui il calore interno passa all’esterno. Se la disposizione della casa lo permette, aprire finestre o porte su lati diversi crea una corrente e accelera il ricambio.
Una finestra a ribalta, lasciata aperta per un periodo prolungato, continua a far uscire calore mentre l’impianto cerca di compensare la perdita. L’aria fredda può inoltre abbassare la temperatura delle pareti e delle superfici vicine all’apertura. Meglio spalancare per poco tempo e poi richiudere.
Il ricambio può essere programmato quando il riscaldamento non sta lavorando a pieno regime, senza trasformare l’aerazione in una lunga interruzione. Aprire al mattino, o in un altro momento della giornata, per pochi minuti è in genere sufficiente. Il tempo necessario varia anche con le dimensioni della stanza e con la possibilità di creare corrente. La cosa da evitare è dimenticare la finestra aperta.
Di notte, persiane, tapparelle e tende pesanti aiutano a ridurre le dispersioni dalle finestre quando fuori fa freddo. Le tende vanno però sistemate senza coprire il termosifone: una barriera davanti al radiatore ostacola la circolazione del calore e riduce il beneficio della schermatura.
Appoggiare la biancheria sul radiatore può sembrare una scorciatoia per asciugarla, ma ostacola la diffusione del calore nella stanza. Lo stesso succede con tende lunghe, copritermosifoni chiusi e mobili troppo vicini. L’energia resta concentrata intorno al radiatore o viene assorbita dai tessuti, mentre l’ambiente si scalda con minore efficacia.
Per raggiungere la temperatura impostata, l’impianto può così restare acceso più a lungo. Evitare di stendere sui termosifoni e di usarli come mensole aiuta a contenere gli sprechi e a distribuire meglio il calore. Lasciare libero lo spazio davanti e sopra il radiatore consente all’aria di circolare.
Quando il termosifone si trova sotto una finestra, si può raccogliere o accorciare la tenda mentre l’impianto è in funzione. Anche un mobile addossato al radiatore interferisce con il riscaldamento della stanza. Negli ambienti piccoli, dove c’è poco spazio, la disposizione dei mobili merita particolare attenzione: ogni ostacolo può modificare la circolazione dell’aria calda.
Un altro accorgimento riguarda la parete dietro al radiatore. ENEA segnala che inserire un materiale riflettente tra il muro e il termosifone può limitare la dispersione verso l’esterno; può essere utile anche un foglio di materiale riflettente. La superficie radiante deve comunque restare libera.
Prima di riattivare l’impianto, controllare che i radiatori siano puliti e pronti a scaldare in modo uniforme. Polvere e sporco si accumulano sulle superfici e possono ostacolare la diffusione del calore. Se alcune zone del termosifone restano fredde o il riscaldamento è irregolare, può servire lo sfiato per eliminare l’aria nel circuito. In caso di dubbi, è meglio seguire le istruzioni dell’impianto o rivolgersi a un tecnico.
La manutenzione periodica della caldaia e degli altri componenti mantiene l’impianto regolato e pulito, contribuendo a ridurre consumi e inquinamento. I controlli devono rispettare gli obblighi applicabili ed essere affidati a personale qualificato. Il DPR 74/2013 prevede sanzioni a partire da 500 euro per chi non effettua la manutenzione prescritta. Un impianto mantenuto correttamente può lavorare con maggiore regolarità e limitare guasti o anomalie durante la stagione fredda.
Vanno controllate anche porte e finestre, per individuare eventuali spifferi. Guarnizioni deteriorate e chiusure difettose lasciano entrare aria fredda e uscire quella calda. Si può verificare lo stato dei punti di contatto degli infissi e fare attenzione alle correnti d’aria, soprattutto vicino alle aperture verso l’esterno. Ridurre le dispersioni evita di compensarle alzando il termostato.
Per esaminare più a fondo la situazione, un tecnico qualificato può valutare l’efficienza dell’impianto e l’isolamento di pareti e finestre. Secondo le indicazioni ENEA, un check-up dell’abitazione può individuare interventi che consentono di ridurre i consumi fino al 40%. Una diagnosi permette di concentrare i lavori sulle criticità effettive della casa, anziché aggiungere apparecchi o modifiche senza una valutazione complessiva.
Oltre ai controlli domestici, una buona regolazione dell’impianto aiuta a mantenere più stabile la temperatura. Cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici gestiscono il riscaldamento in base agli orari e all’uso delle stanze. I sistemi di monitoraggio dei consumi consentono di seguire i cambiamenti nelle abitudini energetiche e di individuare tempestivamente eventuali malfunzionamenti.
Negli impianti con caldaia, la termoregolazione climatica varia la temperatura dell’acqua inviata ai radiatori secondo le condizioni esterne. In questo modo il sistema può mantenere il comfort senza lavorare alla massima temperatura quando non occorre produrre tanto calore. Anche le valvole termostatiche, obbligatorie nei condomini secondo le indicazioni riportate da ENEA, regolano i singoli radiatori. Il risparmio sui consumi può arrivare fino al 20%.
Sostituire un generatore, per esempio passando da una caldaia a combustibile a una pompa di calore elettrica, richiede una valutazione dell’abitazione e dell’impianto. Le pompe di calore possono riscaldare e raffrescare gli ambienti e produrre acqua calda sanitaria. La convenienza dipende dalle caratteristiche della casa e dalla configurazione esistente. ENEA mette a disposizione un applicativo web per stimare fattibilità e convenienza della sostituzione, anche quando si vogliono mantenere i radiatori e il circuito idraulico.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...