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I buoni pasto Pellegrini diventano i ticket per tutti gli statali: come funzionano e i pro e contro di chi li usa

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Pellegrini, nota azienda italiana, si è aggiudicata la gara Consip per i buoni pasto statali e per gli enti locali e pubbliche amministrazione per i prossimi 2 anni

I sistemi di welfare e i benefici complementari, quali i buoni pasto, assumono una valenza sempre più marcata tra i dipendenti degli enti pubblici. La più recente aggiudicazione di Pellegrini S.p.A. tra i fornitori di buoni pasto per il comparto statale e la Pubblica Amministrazione italiana rappresenta un passo evolutivo nell’offerta di questo servizio. La presenza della società Pellegrini si integra con la lunga tradizione dei ticket sostitutivi di mensa, espandendo ulteriormente la rete di strutture convenzionate utili ai lavoratori pubblici.
I ticket emessi consentono non solo di ampliare il potere d’acquisto ma anche di garantire una maggiore inclusività per i diversi profili impiegatizi dello Stato, grazie a una gestione sempre più digitale e capillare sul territorio nazionale.

Come funzionano i buoni pasto Pellegrini per i dipendenti pubblici e statali

Il funzionamento dei titoli Pellegrini per il personale degli enti pubblici si basa su un sistema digitale interoperabile con la maggior parte dei locali convenzionati in Italia. L’introduzione delle card elettroniche, abbinate alle app mobile, rende tutto il processo di ricezione, spesa e controllo saldo ampiamente accessibile anche in mobilità:
- Erogazione: le amministrazioni acquistano i ticket secondo le regole fissate dai contratti Consip; l’accredito avviene sulla card personale del lavoratore, che può essere usata presso una vasta rete di partner.
- Ripartizione dei costi: in base alle disposizioni contrattuali, solitamente l’80% del valore del titolo è a carico dell’ente, mentre il 20% viene sostenuto dal lavoratore, come chiarito anche in esperienze territoriali (es. ASL Foggia).
- Validità e spendibilità: il dipendente può utilizzare il credito accumulato ogni giorno lavorativo per pasti, generi alimentari o consumazioni in una pluralità di esercizi aderenti, senza restrizioni sugli orari.
- Vantaggi digitali: l’utilizzo digitale velocizza le transazioni e riduce il rischio di smarrimento o furto, favorendo anche una migliore tracciabilità ai fini fiscali e di controllo.

Pellegrini assicura una copertura nazionale attraverso oltre 85.000 esercizi convenzionati e promuove l’inclusione di attività locali, valorizzando le eccellenze del territorio.

Pro e contro per aziende, esercenti e lavoratori: vantaggi e criticità dei nuovi ticket

L’avvento dei buoni digitali Pellegrini e l’attuale regolamentazione comportano una serie di benefici e possibili criticità per tutti i soggetti coinvolti nel sistema.

  • Per le aziende pubbliche: strumenti più efficaci di gestione welfare; riduzione della burocrazia; controllo puntuale dei benefici assegnati; risparmio grazie a sconti d’asta e alla digitalizzazione. Tuttavia, l’adeguamento ai nuovi sistemi può comportare difficoltà gestionali nella fase di transizione e la necessità di supporto informatico per i dipendenti meno digitalizzati.
  • Per gli esercenti: diminuzione delle commissioni (ora entro il 5%) consente un incremento della marginalità e incentiva l’adesione, in particolare tra le piccole imprese: bar, ristoranti, negozietti e supermercati. Il terminale unico semplifica la gestione giornaliera dei pagamenti. Tuttavia, alcuni operatori segnalano tempistiche di rimborso non sempre rapide e una riduzione delle offerte promozionali da parte dei fornitori, che tendono ora a concentrare i margini sul servizio essenziale.
  • Per i lavoratori: più soluzioni per la pausa pranzo e migliore accessibilità alla rete di punti convenzionati. La card elettronica è pratica, sicura e favorisce la pianificazione delle spese alimentari. Restano, tuttavia, possibili criticità nei territori dove la digitalizzazione avanza lentamente o in caso di mancata adesione delle piccole attività, non sempre dotate di terminale abilitato.
Alcune preoccupazioni sono espresse dalle stesse società emettitrici, che si trovano a dover compensare la contrazione dei ricavi da commissioni con diversi modelli di business, rischiando di uscire dal mercato o dover ridurre servizi aggiuntivi.

Sempre in relazione ai por e contro, ci sembra interessante ricordare un nostro recente articolo dove avevamo raccolto le recensioni e i commenti su chi già usa i buoni pasto Pallegrini

Normativa, diritto ai ticket e casi particolari per dipendenti statali: smart working, part-time e CCNL

La disciplina dei buoni destinati ai lavoratori pubblici è regolata dal D.lgs. 36/2023 e da specifiche previsioni contenute nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).

  • Diritti: possono ricevere il ticket i lavoratori subordinati, gli apprendisti e (a discrezione del datore) anche stagisti e tirocinanti. La fruizione non è obbligatoria per legge, salvo sia prevista dal CCNL di comparto o da accordi individuali.
  • Part-time: hanno diritto ai buoni a prescindere dalla fascia oraria o dalla durata della giornata, salvo regole più restrittive fissate dal CCNL (es. solo per turni di almeno 6 ore).
  • Smart working: secondo l’articolo 14 del CCNL Funzioni Centrali, se il lavoratore svolge il numero ordinario di ore anche da remoto, il beneficio rimane pienamente applicabile.
  • Assenze e casi esclusi: non spettano quando il lavoratore è in aspettativa, permesso giornaliero (anche per Legge 104), in cassa integrazione, sciopero o malattia. In realtà aziendali dove è attiva la mensa (anche digitale) il datore può optare per la prestazione sostitutiva o il ticket, con libertà organizzativa.
La definizione degli aventi diritto può richiedere verifiche puntuali sul CCNL di riferimento e sulle policy di ciascuna amministrazione o ente pubblico, soprattutto tra comparti che presentano modalità operative peculiari (es. Sanità, Ministeri).

Ricordiamo le 4 novità per gli statali sui buoni pasto Consip e aziende che ci lavorano

Il biennio 2025-2026 è stato segnato da significativi cambiamenti nella gestione dei ticket destinati ai lavoratori della Pubblica Amministrazione. Il nuovo contratto Consip, attivo da fine 2025, ha introdotto alcune novità rilevanti sia per i lavoratori sia per le aziende fornitrici e gli esercenti convenzionati:

  • Digitalizzazione totale: i buoni pasto vengono ora distribuiti quasi esclusivamente in formato elettronico, tramite app o card, velocizzando tempi di erogazione e rendendo più immediata la gestione per utenti ed enti. Si riducono così costi e rischi legati al cartaceo e si favorisce la tracciabilità.
  • Terminale unico multi-fornitore: con l’introduzione di una piattaforma condivisa, gli esercenti possono accettare diversi tipi di buoni pasto elettronici con un solo dispositivo, eliminando la frammentazione tecnologica che aveva costituito un ostacolo in passato, specialmente per i piccoli operatori.
  • Tetto alle commissioni: la normativa applicata dal settembre 2025 (Decreto Concorrenza) ha fissato una soglia massima del 5% sulle commissioni trattenute dalle società emettitrici sui rimborsi agli esercenti, riducendo sensibilmente un onere che in precedenza poteva raggiungere anche il 20% del valore del buono.
  • Gara per lotti territoriali: la distribuzione della fornitura su base geografica garantisce copertura omogenea e personalizzazione dei massimali a livello regionale, in linea con le specificità dei diversi contesti amministrativi.

E anche l'aumento della soglia esentasse: chi beneficia e chi resta escluso

A partire dal 2026, la Legge di Bilancio ha introdotto un aumento del limite di esenzione fiscale per i buoni digitali, che passano da 8 a 10 euro al giorno. La misura risponde all’esigenza di aggiornare i valori all’inflazione e all’incremento dei costi sostenuti dai lavoratori per la pausa pranzo.
  • Beneficiari diretti: dipendenti pubblici e privati che ricevono i titoli in formato elettronico, i cui vantaggi annuali possono arrivare a oltre 2.200 euro l’anno (fino a 440 euro in più rispetto alla precedente soglia), senza alcun impatto sulla formazione del reddito.
  • Soggetti esclusi: i lavoratori che percepiscono buoni cartacei restano fermi a 4 euro esentasse, senza alcun incremento. Questa disparità colpisce in particolare chi opera in contesti poco digitalizzati o presso piccoli datori di lavoro che non hanno ancora adottato soluzioni elettroniche.
  • Lavoratori della logistica, distribuzione e piccole imprese: è alto il rischio che molti di questi dipendenti continuino ad essere esclusi dai principali vantaggi fiscali, malgrado svolgano mansioni analoghe a chi lavora nel pubblico impiego o in imprese digitalmente evolute.
La normativa non impone, per ora, una transizione obbligatoria verso i ticket digitali, lasciando quindi un’area di incertezza e di diversità di trattamento che genera dibattito e richieste di equiparazione da parte di sindacati e associazioni di categoria.




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...

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