Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

I diritti delle mamme sul lavoro e bonus e incentivi attualmente disponibili

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Tra diritti, bonus e incentivi in continua evoluzione, le mamme lavoratrici si trovano a navigare opportunità e sfide nel mondo del lavoro. Le misure attuali, requisiti e prospettive future per conciliare famiglia e carriera.

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

L’evoluzione delle politiche a sostegno della genitorialità rappresenta da anni uno dei temi centrali sia delle agende sociali sia di quelle economiche. In Italia, il lavoro delle madri incontra ancora ostacoli legati alla conciliazione tra occupazione e responsabilità familiari. La normativa ha progressivamente rafforzato diritti di maternità e strumenti di tutela, estendendo garanzie come il congedo obbligatorio, la tutela della salute sul lavoro, la possibilità di sospensione e riduzione oraria in caso di figli minori o con disabilità. Tuttavia, negli ultimi anni, l’accento è stato posto sempre più su misure concrete di sostegno economico, con la crescita di bonus, esoneri contributivi e incentivi fiscali mirati a favorire la permanenza delle madri nel mercato del lavoro. Una risposta che rispecchia non solo i bisogni delle famiglie, ma anche quelli di una società che deve affrontare il calo demografico e valorizzare il contributo delle donne all’economia. In questo scenario si inseriscono i nuovi bonus e incentivi dedicati alle lavoratrici madri, attualmente regolati dalle Leggi di Bilancio 2025 e 2026, nonché dai recenti decreti attuativi e circolari INPS.

Bonus mamme lavoratrici 2025-2026: caratteristiche e importo

Dal 2025, il sostegno alle madri con figli ha assunto caratteristiche innovative, migliorate ulteriormente con l’ultima Legge di Bilancio. Inizialmente introdotto come incentivo temporaneo, il bonus consiste in un contributo economico mensile riconosciuto alle lavoratrici con almeno due figli. Nel 2025, l’importo è stato fissato a 40 euro per ogni mese di attività lavorativa, erogato dall’INPS in unica soluzione a dicembre per un massimo di 480 euro annuali. Il beneficio è stato ulteriormente rafforzato per il 2026: l’importo sale a 60 euro mensili, ovvero fino a 720 euro/anno, sempre versato in un'unica soluzione a fine anno.

La platea delle beneficiarie è stata ampliata per includere:

  • Lavoratrici dipendenti a tempo determinato e indeterminato nel settore pubblico e privato
  • Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie
  • Professioniste iscritte alle casse dedicate o alla Gestione Separata INPS
Non sono incluse le lavoratrici domestiche, rimaste escluse dagli ultimi provvedimenti. Le lavoratrici con contratto a termine o in condizioni di lavoro non continuativo ricevono il bonus in proporzione alle mensilità di attività effettiva, e l’età del figlio più piccolo influisce sulla durata del beneficio (fino a 10 anni per due figli, fino a 18 anni per almeno tre figli senza tempo indeterminato).

Risorse e sostenibilità:

  • Per l’anno 2025 sono stati stanziati 480 milioni di euro
  • Per il 2026 è previsto un ulteriore incremento degli stanziamenti, a conferma della volontà di sostenere la continuità occupazionale delle madri e favorire la natalità
L’intervento non rappresenta una semplice riduzione fiscale, ma si configura come un’erogazione diretta esente da imposte e contributi, assicurando un’integrazione del reddito completamente “netta”.

Requisiti per accedere ai bonus: chi può beneficiarne

L’accesso ai contributi previsti è subordinato a condizioni precise, che tengono conto sia della composizione familiare sia del reddito:

  • Numero di figli: almeno due figli (naturali, adottati o in affido), con età del più piccolo inferiore a 10 anni; oppure almeno tre figli, con età del più piccolo inferiore a 18 anni se non si è dipendenti a tempo indeterminato.
  • Attività lavorativa: rapporto di lavoro dipendente (pubblico, privato, intermittente, somministrato), esclusi solo i rapporti di lavoro domestico; attività autonoma purché iscritta alle gestioni previdenziali ordinarie.
  • Limite di reddito annuo: il reddito personale da lavoro deve essere pari o inferiore a 40.000 euro. Si fa riferimento al reddito imponibile previdenziale, escludendo quindi altre eventuali fonti di reddito familiare o ISEE.
La misura è alternativa agli esoneri contributivi totali concessi alle madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato. In altre parole, non è consentito cumulare il bonus economico con la decontribuzione integrale: in caso di cambiamento dello stato contrattuale in corso d’anno, il beneficio verrà riconosciuto solo per i mesi nei quali non si usufruisce dell’esonero totale sui contributi previdenziali.

Esempi pratici aiutano a comprendere la casistica:

  • Madre con due figli, il minore dei quali compie 10 anni a giugno, avrà diritto al bonus solo per i mesi fino a giugno incluso.
  • Lavoratrice autonoma con tre figli e attività aperta solo per parte dell’anno riceverà il beneficio limitatamente ai mesi di effettiva contribuzione.
Non sono eleggibili le lavoratrici domestiche né coloro che risultino prive di un’attività lavorativa attiva nei mesi di riferimento.

Domanda e modalità di erogazione dei bonus mamme

L’erogazione del contributo non avviene automaticamente: è necessario presentare apposita domanda tramite i canali telematici INPS. La procedura prevede i seguenti passaggi:

  • Accesso al portale INPS tramite SPID, CIE o CNS, nella sezione dedicata alle prestazioni per le lavoratrici madri
  • Facoltà di affidarsi a patronati o intermediari abilitati per la compilazione e trasmissione della domanda
  • Obbligo di autocertificazione del numero dei figli, della loro età, del reddito previsto, della natura del rapporto di lavoro o dell’attività autonoma
La scadenza per la presentazione delle domande viene annualmente stabilita dall’INPS attraverso apposite istruzioni operative, ma è consigliato presentare la richiesta tempestivamente, in quanto il bonus viene riconosciuto fino a esaurimento delle risorse stanziate.

Pagamento e tempistica:

  • L’importo maturato viene versato dall’INPS direttamente sul conto corrente della beneficiaria a dicembre
  • In caso di domanda tardiva, l’erogazione potrebbe slittare ai primi mesi dell’anno successivo
  • Il diritto al bonus decade in caso di dichiarazioni false o perdita dei requisiti durante l’anno
La gestione completamente digitale e trasparente semplifica l’accesso e limita il rischio di errori o esclusioni ingiustificate.

Esoneri contributivi per madri con tre o più figli e altre misure strutturali

Accanto ai contributi economici diretti, la normativa prevede un sistema di esoneri contributivi rivolti specificamente alle lavoratrici con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato. Dal 2024 e per tutto il 2026 queste lavoratrici possono godere di esonero totale dei contributi IVS (fino a 3.000 euro annui), beneficio che ha l’effetto di aumentare il netto in busta paga senza impattare sulle prestazioni pensionistiche.

Queste misure non sono cumulabili con il bonus da 60 euro mensili. Il principio di alternatività è stato ribadito anche dalla circolare INPS e dai chiarimenti dei consulenti del lavoro. Nel dettaglio:

  • Esonero totale dei contributi IVS per madri con almeno tre figli, applicabile solo per i periodi di lavoro a tempo indeterminato
  • In caso di cessazione temporanea del lavoro o passaggio a contratto diverso (ad esempio durante temporanee riduzioni di orario o contratti di lavoro autonomo), la lavoratrice può accedere al bonus per i mesi in cui non benefica dell’esonero
Dal 2027, è previsto l’avvio di una misura strutturale di decontribuzione parziale per tutte le madri con due o più figli e reddito fino a 40.000 euro, a prescindere dal tipo di contratto. I dettagli attuativi saranno stabiliti con decreto ministeriale, ma l’obiettivo è garantire una maggiore continuità e stabilità del sostegno economico per le madri lavoratrici.

Completano il quadro altre misure:

  • Sgravi per l’assunzione di donne madri disoccupate
  • Incentivi per la trasformazione dei contratti e la conciliazione delle esigenze di vita-lavoro
  • Favori normativi per la tutela occupazionale nel periodo di maternità e congedo parentale

Trattamento fiscale e compatibilità con altri incentivi

Uno dei punti di forza principali è la totale esenzione fiscale e contributiva del beneficio: il bonus non costituisce reddito imponibile IRPEF, non va inserito nella dichiarazione dei redditi e non è assoggettato a contributi previdenziali. Anche sul fronte ISEE, il contributo non incide nella determinazione della situazione economica della beneficiaria, preservando il diritto ad altri strumenti di welfare familiare.

Il bonus economico è compatibile con:

  • Assegno unico universale per i figli
  • Detrazioni fiscali per figli a carico
  • Eventuali ulteriori incentivi specifici concessi a livello regionale o aziendale
Non è invece cumulabile con l’esonero contributivo totale IVS per madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato: chi opta per questa seconda misura non ha diritto al bonus economico nello stesso periodo. È consigliata una valutazione attenta della situazione personale, per individuare l’opzione più vantaggiosa in relazione al proprio contratto e percorso professionale.

Criticità e prospettive evolutive delle misure a favore delle mamme lavoratrici

Nonostante l’impatto positivo che bonus e esoneri contribuiscono a generare, nel campo della tutela delle madri non mancano aree di criticità e questioni irrisolte, emerse sia nell’applicazione concreta sia tra gli addetti ai lavori.

  • Limiti della platea: Lavoratrici domestiche e autonome in alcune specifiche condizioni sono escluse dal beneficio, sebbene si tratti spesso di categorie ad alta vulnerabilità sociale e poverta di tutela previdenziale.
  • Ambiguità sui periodi di frazione di mese: Manca chiarezza sulla percentuale di attività minima richiesta per il riconoscimento del bonus per frazione di mese, sollevando dubbi interpretativi in sede di istruttoria INPS.
  • Cumulabilità e transizione fra misure: In presenza di cambi di contratto in corso d’anno, la coordinazione fra esoneri e bonus non è sempre semplice, rischiando di lasciare scoperte alcune lavoratrici nei passaggi tra una misura e l’altra.
  • Temporaneità: Sia il bonus economico che gli esoneri totali sono tuttora concepiti come misure temporanee. La mancata strutturalità rischia di tradursi in incertezza per le famiglie e imprevedibilità nella pianificazione finanziaria.
  • Copertura finanziaria limitata: Il meccanismo “fino ad esaurimento fondi” comporta una corsa all’accesso e rischia di lasciare fuori alcune beneficiarie in caso di forte domanda.
Le prospettive legislative puntano su un rafforzamento strutturale delle misure, con l’introduzione dal 2027 di esoneri contributivi permanenti più incisivi, procedure più chiare e strumenti di monitoraggio costante degli effetti sociali ed economici. Resta la necessità di colmare le lacune per garantire equità, continuità e piena efficacia a favore dell’occupazione femminile.

Conclusioni: il ruolo degli incentivi nel favorire la partecipazione femminile al lavoro

L’adozione di strumenti di sostegno economico e contributivo rivolti alle madri rappresenta un passo concreto verso una maggiore equità nei percorsi professionali femminili. Gli ultimi interventi normativi offrono un supporto reale per bilanciare attività lavorativa e cura familiare, favorendo il mantenimento e il rafforzamento della presenza delle donne in ambito lavorativo. L’efficacia di questi incentivi dipende tuttavia dalla capacità di mantenerli stabili nel tempo, estenderli alle categorie più fragili e integrarli con politiche attive del lavoro, formazione e conciliazione.

La strategia di sviluppo futuro, secondo le istituzioni e le associazioni di categoria, deve puntare a misure strutturali, stabili e accessibili, in grado di rispondere davvero alle esigenze delle madri e di contribuire al rilancio demografico ed economico del Paese. L’equilibrio fra sostegno diretto, decontribuzione e programmi di welfare integrato costituirà la linea guida per valorizzare il talento, l’energia e la resilienza delle lavoratrici madri.






Leggi anche

Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

Puoi Approfondire