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I nuovi marchi di auto cinesi in arrivo in Italia nel 2026, quali potrebbero avere davvero successo e perchè

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Il 2026 vedrà l'arrivo di nuovi marchi automobilistici cinesi in Italia: identità, strategie e modelli, confronto con il mercato europeo, preferenze locali, sfide tra qualità, prezzo e affidabilità determineranno chi avrà successo.

Il panorama automobilistico italiano si appresta a vivere una fase di grande trasformazione. Nel 2026, diversi marchi cinesi si preparano a entrare ufficialmente nel mercato nazionale, segnando un cambiamento che va oltre la semplice offerta di nuovi modelli. Se negli ultimi anni l’arrivo di brand come MG, BYD e Omoda ha incuriosito molti automobilisti, l’imminente debutto di protagonisti come Lepas, iCaur, Exlantix e Deepal promette di mutare profondamente il volto delle concessionarie italiane. La svolta non riguarda solo la quantità, ma anche la varietà: SUV, crossover, citycar e veicoli premium, molti dei quali spiccano per tecnologie avanzate, alimentazioni ibride e design rinnovato. L’espansione delle case automobilistiche asiatiche si inserisce in un contesto in cui prezzi competitivi, dotazioni ricche e attenzione alla mobilità sostenibile diventano fattori centrali per i consumatori. Come si sta preparando il settore e cosa cercano davvero gli italiani di fronte a questa nuova ondata di proposte?

Panoramica dei marchi cinesi: chi sono i protagonisti in arrivo e le loro strategie

L’offerta delle auto "Made in China" si fa sempre più articolata, con un mix di nuovi marchi ufficiali, brand globali e operatori specializzati nel rebranding e nell’importazione di modelli asiatici. Tra i principali gruppi in ascesa spiccano nomi come Chery—già presente tramite Omoda e Jaecoo—che porterà in Italia Lepas, iCaur ed Exlantix entro il 2026. Dongfeng, altra colonna dell’industria cinese, rafforza la sua presenza attraverso le novità premium di Voyah e fuoristrada MHero, mentre Geely introduce gamme inedite sotto la propria insegna e tramite brand di successo come Polestar, Lynk & Co, Lotus e Volvo.

Il gruppo SAIC si affida al rilancio di MG con una strategia centrata su capillarità della rete, affidabilità percepita e prodotti come MG ZS e MG4 ormai stabilmente nella Top 10 delle vendite. Leapmotor, supportato dalla joint-venture con Stellantis, può invece contare sull’accesso a una rete di assistenza consolidata, un fattore chiave per ridurre la diffidenza verso i nuovi operatori. I futuri ingressi di Xiaomi, Changan (tramite Deepal), Firefly e Jetour dimostrano la volontà cinese di coprire tutti i segmenti, dai city SUV accessibili fino alle elettriche di fascia alta.

Le strategie vincenti puntano su:

  • Modelli dall’alto rapporto qualità/dotazioni/prezzo
  • Officine e magazzini ricambi su base nazionale od europea
  • Offerte ibride e full elettriche per intercettare gli incentivi e rispondere alla crescente domanda green
  • Accordi di produzione o sviluppo in Europa per rafforzare credibilità e presenza post-vendita
Una competizione inedita, che costringe anche i competitor europei storici a rivedere prezzi, forniture e servizi al cliente.

Lepas, iCaur, Exlantix, Deepal e gli altri: identikit dei nuovi brand e modelli 2026

La nuova generazione di marchi in arrivo dall’Asia propone un’offerta diversificata, dove ogni brand mira a un target preciso:

  • Lepas (gruppo Chery): Lanciata come nuova realtà globale, Lepas presenta una gamma iniziale di tre SUV—L8, L6 e L4—accomunati da tecnologia plug-in hybrid e, successivamente, da versioni completamente elettriche. La L8, modello d’esordio, spicca per design ispirato ai predatori e abitacolo minimal, batteria da 18 kWh per 100 km in elettrico e potenza di 278 CV. Gli altri modelli coprono i segmenti più richiesti dal mercato italiano, con lunghezze tra 4,30 e 4,68 metri.
  • iCaur: Brand focalizzato su SUV elettriche e range extender. Il modello V27 si distingue per dimensioni generose (oltre 5 metri), architettura a range extender da 455 CV e trazione integrale intelligente, insieme ad accessori pensati per vita outdoor e viaggi.
  • Exlantix: La divisione "premium electric" del gruppo Chery si presenta con la berlina ad alte prestazioni ES (fino a 650 CV e 720 km di autonomia dichiarata) e future SUV di fascia alta. Interni high-tech e soluzioni cell-to-pack per le batterie rafforzano l’identità di gamma evoluta.
  • Deepal (Changan): Debutto previsto in Italia per le SUV elettriche S05 e S07, progettate con il contributo di designer italiani e posizionate su un target giovane, con forme originali e attenzione all’autonomia.
  • Xpeng: Dapprima con i SUV G6 e G9, si consolida tra le più tecnologiche, forte di soluzioni a 800 volt e sistemi evoluti di assistenza.
Questa ondata di modelli consente di coprire tutte le fasce, dalla citycar più economica fino agli ibridi plug-in e le full electric premium, secondo logiche molto più diversificate rispetto al passato.

Mercato e preferenze italiane: quali auto cinesi hanno più chance di successo?

Il successo commerciale di un marchio straniero in Italia dipende storicamente dalla capacità di intercettare gusti, bisogni e abitudini degli acquirenti locali. I dati degli ultimi mesi evidenziano come SUV compatti, C-SUV e crossover—soprattutto nelle versioni full hybrid o plug-in—siano le categorie a maggior tasso di crescita. In questo scenario, modelli come MG ZS, BYD Seal U, Omoda 5 e Jaecoo 7 stanno già raccogliendo numeri importanti nella classifica delle immatricolazioni, seguiti da citycar come Leapmotor T03.

  • MG gode di una quota di mercato già consolidata (circa 3% a fine 2025) grazie a vetture accessibili, gamma ampia e rete post vendita nelle principali regioni.
  • BYD, grazie a dotazioni paragonabili a marchi premium e una politica aggressiva sui prezzi, conquista sia la fascia d’ingresso (Dolphin Surf) sia flotte aziendali con la Seal U DM-i.
  • La strategia Chery (Omoda, Jaecoo, Lepas) si rivolge a un pubblico giovane e attento al design, proponendo motorizzazioni ibride, tecnologie digitali e formule di acquisto flessibili.
  • Leapmotor, associata a Stellantis, si propone come "entry point" elettrico accessibile e rassicurante sul fronte assistenza.
  • Xpeng, Deepal e Geely puntano sulla tecnologia, tra piattaforme a 800 volt, ADAS avanzati, ricarica ultra-rapida e software raffinati.
Le tipologie di auto che sembrano avere le maggiori possibilità di affermazione anche tra i nuovi brand che arriveranno sono:
  • SUV compatti, preferiti per versatilità e appeal estetico
  • Citycar elettriche, richieste per esigenze urbane e costi contenuti
  • Station wagon plug-in, nicchia emergente per chi cerca spazio e bassi consumi
  • Veicoli full hybrid, per chi desidera non vincolarsi a una ricarica frequente
E ovviamente, le nuove marche dovranno superare nelle loro proposte sia i brand europei che quelli cinesi già esistenti e operanti in Italia.

Fattori chiave per il successo: qualità, assistenza e prezzo a confronto con i competitor europei

L’avanzata dei nuovi brand asiatici trova legittimazione nella capacità di offrire dotazioni avanzate e prezzi generalmente inferiori alle alternative europee di pari segmento. Il confronto diretto su tre elementi principali:

  • Qualità percepita e reale: molte auto cinesi oggi raggiungono valutazioni di sicurezza eccellenti nei test Euro NCAP, grazie a piattaforme moderne, dotazioni di ADAS e materiali migliorati. A ciò si aggiungono garanzie estese e cicli di produzione supervisionati in stabilimenti localizzati, in parte, anche sul territorio europeo.
  • Servizi post vendita: la scelta di creare magazzini ricambi (MG in Lombardia, BYD e DR su scala nazionale) e investire in una capillare rete di assistenza si rivela fondamentale. Il timore legato alla difficoltà di reperire pezzi di ricambio o di dover affrontare lunghe attese per interventi si sta via via riducendo, almeno per i brand affermati o supportati da grandi gruppi europei.
  • Competitività nel prezzo: analizziamo nella seguente tabella alcune delle proposte principali a confronto con alternative occidentali:

Criticità e barriere percepite dal pubblico italiano: design, sicurezza, affidabilità e ricambi

L’irruzione dei brand orientali nel mercato locale porta con sé opportunità ma anche dubbi. L’analisi dei commenti di utenti e professionisti mette in risalto aree di scetticismo, spesso radicate in esperienze passate e pregiudizi:
  • Design e personalità: Se da un lato alcune proposte risentono di una certa omologazione stilistica fra SUV e crossover, dall’altro si registrano crescenti apprezzamenti per modelli più audaci e originali. Le critiche più frequenti riguardano una presunta “scopiazzatura” dei marchi occidentali, anche se Deepal, Zeekr e BYD vengono spesso giudicati più personali e innovativi dai più attenti ai dettagli.
  • Sicurezza ed equipaggiamento: Benché marchi come MG, BYD e Omoda abbiano adeguato dotazioni ADAS e airbag secondo gli standard UE, permane la diffidenza per modelli venduti in piccole quantità o importati da marchi locali, talvolta con dotazioni inferiori. È sempre indispensabile consultare le schede tecniche e verificare la presenza di sistemi omologati ai sensi dei regolamenti europei (si veda Reg UE 2018/858).
  • Affidabilità e reperibilità dei ricambi: Il timore di lunghe attese o di mancanza di ricambi viene attenuato dalla presenza di magazzini ufficiali in Italia per MG, BYD, DR ed EMC. Per i nuovi brand, la rapidità nel creare una rete logistica efficace sarà determinante per superare lo scetticismo iniziale.
  • Percezione di marca: Molte delle perplessità principali derivano dalla preoccupazione che il valore residuo delle auto cinesi possa risultare penalizzato nel tempo rispetto alle rivali europee, complice la presenza sul mercato di numerosi marchi con una storia limitata.
L’evoluzione di questi aspetti sarà decisiva per determinare l’effettiva capacità di radicamento dei nuovi protagonisti tra i clienti italiani più cauti e tradizionalisti.

Prospettive future: il 2026 come anno della selezione naturale dei marchi cinesi

L’espansione asiatica nel settore automobilistico italiano si appresta ad affrontare un punto di svolta. Il 2026 sarà ricordato come l’anno in cui il mercato opererà una “selezione naturale”, privilegiando i marchi capaci di adattarsi meglio alle esigenze locali. Il moltiplicarsi delle offerte porterà inevitabilmente a una razionalizzazione: non tutti i brand sopravviveranno alla prova della quotidianità, soprattutto se incapaci di garantire assistenza puntuale, valore residuo, e una rete affidabile di vendita post-vendita.

L’accessibilità economica smetterà di essere il solo driver del successo; i consumatori chiederanno sempre di più qualità, garanzie sul lungo periodo, trasparenza su dotazioni di sicurezza ed efficienza, e tempi di intervento certi. In parallelo, eventuali cambi normativi (dazi UE, incentivi, regolamenti stringenti su emissioni ed equipaggiamenti) potranno accelerare il consolidamento, secondo i criteri stabiliti dai regolamenti europei. Alcuni marchi sono già strutturati per rispondere a queste sfide, mentre altri, soprattutto quelli in arrivo tramite importatori paralleli o privi di accordi forti con partner europei, rischiano marginalità.

Il settore automobilistico, quindi, non assisterà semplicemente a una crescita numerica, ma a un vero cambio di paradigma, dove solo chi evolverà in qualità, servizi e credibilità saprà conquistare spazio duraturo nel mercato auto italiano.