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I più grandi evasori sono i pensionati: la frase shock a Dritto e Rovescio di Janina Landau

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Una dichiarazione destinata a far discutere quella arrivata nel corso della trasmissione Dritto e Rovescio, da Janina Landau, che ha affrontato uno dei temi più controversi e ricorrenti del dibattito pubblico italiano, quello dell'evasione fiscale, offrendo una lettura che ribalta molte delle convinzioni più diffuse tra i cittadini. La sua tesi.

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Una dichiarazione destinata a far discutere quella arrivata nel corso della trasmissione Dritto e Rovescio, il talk show di approfondimento politico ed economico condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4. Ospite della puntata, Janina Landau ha affrontato uno dei temi più controversi e ricorrenti del dibattito pubblico italiano, quello dell'evasione fiscale, offrendo una lettura che ribalta molte delle convinzioni più diffuse tra i cittadini e nel dibattito politico.

Secondo la tesi sostenuta da Landau in studio, i veri grandi evasori non andrebbero cercati tra le categorie tradizionalmente indicate come le più inclini a sottrarsi al fisco, ma altrove. Un'affermazione che ha subito acceso il confronto in studio e che merita di essere analizzata con attenzione, mettendo a fuoco sia il contenuto della tesi sia il contesto più ampio in cui si inserisce.

La tesi di Janina Landau: pensionati sotto accusa

Il punto centrale dell'intervento di Landau riguarda un presunto primato dei pensionati nella classifica degli evasori fiscali italiani. Una posizione che si scontra frontalmente con la narrazione più comune, secondo cui sarebbero i liberi professionisti e i piccoli operatori economici, tramite la mancata emissione di fatture e scontrini, i principali responsabili del cosiddetto tax gap, cioè la differenza tra quanto dovrebbe essere versato allo Stato e quanto viene effettivamente incassato.

Landau ha, invece, spostato l'attenzione su una fascia di popolazione che raramente viene associata al fenomeno dell'evasione: chi percepisce una pensione. Una tesi provocatoria, capace di generare reazioni forti sia tra il pubblico in studio sia tra chi seguiva la puntata da casa, proprio perché va contro il senso comune diffuso, che tende ad additare le partite IVA come la categoria più esposta al fenomeno.

Va sottolineato che la questione dell'evasione fiscale legata al mondo pensionistico non riguarda tanto le pensioni dichiarate quanto piuttosto eventuali redditi aggiuntivi non dichiarati, lavori sommersi svolti da chi già percepisce un assegno pensionistico, o rendite parallele che sfuggono ai controlli. È su questo terreno che si gioca gran parte della discussione sollevata durante la trasmissione.

Liberi professionisti, e il bersaglio tradizionale del dibattito pubblico e il Ivero nodo dell'evasione tra grandi patrimoni e ricchezza finanziaria

Nel discorso pubblico italiano, i liberi professionisti vengono spesso indicati come la categoria più propensa a occultare parte dei propri incassi. Le statistiche ufficiali, in effetti, confermano che una quota rilevante del tax gap è riconducibile ai lavoratori autonomi, attraverso meccanismi come la mancata fatturazione delle prestazioni o l'omissione dello scontrino fiscale.

Proprio per questo la tesi sostenuta da Landau a Dritto e Rovescio risulta particolarmente dirompente: spostare il focus dai professionisti ai pensionati significa mettere in discussione uno degli assunti più radicati nel dibattito politico ed economico italiano. Una provocazione che, come spesso accade nei talk show di approfondimento, ha l'obiettivo di far riflettere il pubblico su dinamiche che restano spesso in secondo piano rispetto ai luoghi comuni più consolidati.

Se la contrapposizione tra pensionati e liberi professionisti ha catalizzato l'attenzione del pubblico, il passaggio forse più rilevante dell'intervento di Landau riguarda un altro aspetto, quello dei grandi patrimoni. Secondo quanto emerso nel corso della puntata, il vero nodo cruciale dell'evasione fiscale in Italia non risiederebbe tanto nelle piccole irregolarità diffuse, quanto nei meccanismi sofisticati utilizzati dai soggetti più ricchi per ridurre, aggirare o eludere il proprio carico fiscale.

Si tratta di un tema che negli ultimi anni è tornato al centro del dibattito economico e politico, non solo in Italia ma in tutta Europa, dove diverse forze politiche hanno rilanciato la proposta di una patrimoniale sui grandi patrimoni, sul modello di quanto già sperimentato in paesi come la Francia, la Spagna o la Svizzera. L'obiettivo dichiarato di queste proposte è colpire non tanto il reddito dichiarato, quanto la ricchezza accumulata attraverso beni mobili e immobili, conti correnti, azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari.

Durante la trasmissione è stato evidenziato come i grandi patrimoni possano contare su strumenti finanziari specifici, strutture societarie complesse, investimenti diversificati e, in alcuni casi, veri e propri sistemi di pianificazione fiscale internazionale, che permettono di ridurre legalmente o illegalmente il prelievo fiscale complessivo. Un fenomeno che, a differenza della piccola evasione diffusa tra le partite IVA, coinvolge cifre estremamente più significative e risulta spesso più difficile da individuare e contrastare da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Ricchezza non è sinonimo di evasione

Un passaggio importante dell'intervento di Janina Landau riguarda però una precisazione fondamentale, utile a evitare facili generalizzazioni: essere ricchi non significa automaticamente evadere le tasse. Si tratta di una distinzione che appare centrale per inquadrare correttamente il tema, evitando di trasformare il legittimo possesso di un patrimonio elevato in una presunzione di colpevolezza fiscale.

Molti grandi patrimoni, infatti, sono frutto di attività lecite, investimenti trasparenti e una corretta applicazione delle norme fiscali vigenti. Il problema, secondo quanto sottolineato nel corso della trasmissione, non è la ricchezza in sé, ma l'utilizzo distorto di meccanismi finanziari pensati per aggirare il fisco, che restano appannaggio di una minoranza di soggetti particolarmente facoltosi e con accesso a strumenti di pianificazione fiscale avanzata.

Questa precisazione appare fondamentale anche alla luce dei numerosi studi economici che, negli ultimi anni, hanno cercato di distinguere con precisione tra evasione fiscale, ovvero la sottrazione totale o parziale di redditi al fisco, ed elusione fiscale, che consiste invece nello sfruttare le lacune normative per ridurre legalmente il carico fiscale. Una distinzione tecnica ma sostanziale, che spesso viene persa nel dibattito pubblico più acceso.

Il contesto: cosa dicono i dati sull'evasione fiscale in Italia

Per comprendere appieno la portata delle affermazioni fatte a Dritto e Rovescio, è utile richiamare alcuni dati ufficiali sul fenomeno dell'evasione fiscale in Italia. Secondo le analisi più recenti basate sui rapporti dell'Agenzia delle Entrate, il cosiddetto tax gap complessivo ammonta ogni anno a decine di miliardi di euro, con una parte rilevante riconducibile ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese, ma con una quota significativa attribuibile anche alle persone giuridiche, ovvero le grandi società.

Negli ultimi anni sono inoltre aumentati gli sforzi dello Stato per il recupero dell'evasione, grazie anche all'utilizzo di nuove tecnologie e strumenti basati sull'intelligenza artificiale, con risultati in crescita costante nel corso degli ultimi esercizi fiscali. Resta però aperto il dibattito su dove concentrare le risorse e i controlli: se puntare maggiormente sulla platea diffusa dei piccoli contribuenti o rafforzare la lotta contro i grandi patrimoni e le strutture finanziarie più sofisticate.

È proprio in questo scenario che si inserisce la provocazione lanciata da Janina Landau, che ha avuto il merito di spostare l'attenzione del pubblico su una categoria, quella dei pensionati, raramente al centro del dibattito sull'evasione, senza però perdere di vista il tema più ampio delle disuguaglianze fiscali legate ai grandi capitali.

Le reazioni in studio e sui social

Come spesso accade con le affermazioni più forti pronunciate nei talk show politici, anche in questo caso la tesi sostenuta da Landau ha generato un acceso confronto in studio, con opinioni contrastanti tra gli ospiti presenti nella puntata di Dritto e Rovescio. Un tema, quello dell'evasione fiscale, che continua a essere uno degli argomenti più divisivi del panorama politico ed economico italiano, capace di scatenare reazioni forti anche sui social network, dove la puntata è stata ampiamente commentata e condivisa.

Il dibattito innescato dall'intervento di Landau conferma quanto il tema della giustizia fiscale resti centrale nell'agenda pubblica italiana, in un momento storico in cui le disuguaglianze economiche e la distribuzione della ricchezza sono al centro dell'attenzione non solo degli osservatori economici, ma anche dei cittadini, sempre più sensibili al tema di chi paga davvero le tasse in Italia.

 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...