Temu affronta una nuova pesante sanzione dall’Unione Europea per violazioni al Digital Services Act. Cerchiamo di capire meglio e nel concreto i rischi dei prodotti illegali, i casi di contraffazione e le risposte della piattaforma cinese.
Negli ultimi anni il commercio elettronico ha subito una trasformazione radicale, diventando canale preferenziale per milioni di consumatori europei. In questo scenario digitale in rapida evoluzione, emergono però nuove sfide legate alla sicurezza dei prodotti e alla tutela degli acquirenti. Oggi, 28 maggio 2026, una delle piattaforme più discusse, Temu, si trova nuovamente al centro del dibattito a seguito di una pesante sanzione inflitta dalla Commissione europea. La decisione riguarda l’offerta di articoli ritenuti illegali o non conformi alle normative dell’Unione e mette in evidenza i rischi emergenti per gli utenti che acquistano attraverso marketplace globali. La vicenda tocca questioni di regolamentazione, sicurezza e responsabilità in uno degli ambienti commerciali più complessi, dimostrando come la fiducia dei consumatori sia sempre più legata alla capacità delle piattaforme di garantire conformità e trasparenza. Non si tratta soltanto di prezzi bassi e ampia scelta: la questione della legalità dei prodotti rappresenta ormai una priorità di livello europeo, con effetti tangibili sia per i marketplace digitali sia per chi li utilizza quotidianamente.
La decisione della Commissione europea di imporre a Temu una multa da 200 milioni di euro nasce dalla violazione delle norme dettate dal Digital Services Act (DSA), regolamento pensato per aumentare la responsabilità delle piattaforme online nel controllo delle proprie attività e dei propri partner commerciali. Secondo quanto accertato, Temu non avrebbe valutato adeguatamente il rischio di diffusione di prodotti illegali sulla sua piattaforma. La valutazione del rischio effettuata nel 2024 si è rivelata generica, basata su linee guida di settore e non su dati concreti legati al funzionamento interno.
Le indagini – svolte anche tramite acquisti anonimi – hanno rivelato che un’elevata percentuale di articoli proposti risultava non conforme: tra questi, caricabatterie incapaci di superare test basilari di sicurezza e giocattoli con livelli di sostanze chimiche oltre i permessi o caratterizzati da parti facilmente staccabili, quindi pericolosi per i bambini. Inoltre, i sistemi di promozione online, compreso il ricorso a influencer, contribuirebbero ad accentuare il rischio di diffusione di prodotti non autorizzati. La gravità viene amplificata dalla durata e dall’impatto sistemico della violazione stessa: la mancata valutazione approfondita dei rischi è stata giudicata un’infrazione particolarmente seria, specie in termini di tutela dei consumatori e trasparenza nei confronti delle autorità.
Tra le motivazioni, la Commissione sottolinea come le valutazioni del rischio rappresentino una “base imprescindibile per la sicurezza digitale e la fiducia nel mercato unico”, dichiarando che una maggiore appropriatezza e specificità nei processi di controllo sono condizioni imprescindibili per qualsiasi operatore internazionale.
L’offerta crescente di prodotti non conformi o potenzialmente dannosi su marketplace come Temu presenta una serie di rischi tangibili per tutti gli acquirenti europei. Gli accertamenti hanno portato alla luce difetti di sicurezza rilevanti:
| Tipologia di prodotto | Rischio principale |
| Caricabatterie | Incendi, cortocircuiti, malfunzionamenti elettrici |
| Giocattoli | Sostanze chimiche pericolose, rischio soffocamento |
| Abbigliamento contraffatto | Violazione proprietà intellettuale, sequestro e multe |
Il quadro delineato dalle ispezioni mette in luce la necessità di introdurre prassi più rigide di verifica dei prodotti e di informare in modo chiaro i consumatori sui possibili rischi, al fine di limitare i danni causati da articoli non autorizzati. Una gestione carente delle valutazioni di rischio espone inoltre a problemi legali e reputazionali, con ricadute sulla fiducia globale verso l’e-commerce internazionale.
La vendita di articoli non conformi su piattaforme di ampia portata si traduce in conseguenze dirette e spesso imprevedibili per gli utenti finali. Numerosi resoconti degli ultimi mesi vedono acquirenti residenti in Italia e in altri Paesi dell’Unione ricevere cartelle esattoriali a seguito dell’acquisto su Temu di beni risultati contraffatti. Notevole è il caso di un consumatore romano che, dopo aver ordinato articoli per uso domestico e abbigliamento per un valore di 42 euro, si è visto recapitare oltre 600 euro di multa a causa dell’importazione inconsapevole di mercati ispirati a franchise tutelati, violando norme sui diritti di proprietà intellettuale.
L’intervento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – supportato da verifiche tecniche commissionate ai titolari dei marchi – ha mostrato come anche prodotti dall’aspetto banale possano nascondere rischi legali importanti. In base alle norme italiane e comunitarie (tra cui il D.L. 35/2005, art. 1 comma 7-bis e la legge 238/2021, art. 22), il cittadino che importa beni contraffatti da Paesi extra-UE è passibile di sanzioni amministrative da 300 a 7.000 euro e del sequestro immediato dei prodotti.
Molti acquirenti non sono consapevoli che, ai fini doganali, vengono considerati importatori responsabili anche se non hanno possibilità di verificare fisicamente la merce prima della consegna. Le associazioni di tutela dei consumatori raccomandano massima attenzione nell’acquisto di articoli a prezzo sospettosamente basso e che riproducono marchi popolari.
A seguito della pubblicazione della decisione della Commissione europea, i portavoce di Temu hanno espresso la volontà di collaborare pienamente con le autorità comunitarie e di migliorare ulteriormente le procedure di sicurezza e conformità, pur ribadendo le iniziative già intraprese a tutela della proprietà intellettuale e dei diritti dei consumatori. La piattaforma ha sottolineato di aver intensificato
le verifiche sui venditori, rafforzato programmi di formazione, impiegato strumenti di monitoraggio e creato centri dedicati ai reclami e alla rimozione di prodotti segnalati. Temu ha aderito a organizzazioni internazionali come l’International Trademark Association (INTA) e la International AntiCounterfeiting Coalition (IACC) con lo scopo di rafforzare la lotta alla contraffazione.
Tuttavia, secondo la Commissione, quanto realizzato fino ad ora appare insufficiente rispetto ai requisiti del DSA, rendendo necessarie azioni correttive specifiche:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...