La ricarica gratuita dell'auto elettrica nei supermercati italiani sta diventando sempre più rara: quali catene resistono, dove il servizio è scomparso, le regole, strumenti utili, vantaggi e prospettive.
Negli ultimi anni, la crescita delle auto elettriche e ibride plug-in ha portato a un'evoluzione significativa nel modo di vivere la mobilità in Italia. In questo contesto, la possibilità di ricaricare gratuitamente la propria auto presso supermercati e grandi catene è diventata una risorsa particolarmente apprezzata dagli automobilisti. Tuttavia, l'accessibilità alle infrastrutture di ricarica senza costi diretti sta gradualmente cambiando. L'iniziale entusiasmo per queste opportunità è stato alimentato dagli incentivi della mobilità elettrica e dalla spinta normativa europea sulla riduzione delle emissioni, che hanno favorito investimenti mirati all'installazione di colonnine nei parcheggi dei punti vendita.
La strategia della ricarica gratuita rientrava nelle politiche di fidelizzazione per attrarre e trattenere la clientela: consentire la sosta per la spesa e, nel frattempo, offrire un servizio a valore aggiunto. Questo modello, però, si è dovuto confrontare con i crescenti costi energetici, l'aumento del parco circolante di veicoli alla spina e la necessità di una maggiore sostenibilità economica per le aziende distributive. Nel 2026, trovare una colonnina gratuita originale non è più semplice come in passato: la disponibilità, sia in termini di numero che di copertura geografica, si è ridotta, restando comunque una forte leva per tutta l'utenza consapevole.
Le colonnine di ricarica gratuite installate presso supermercati e centri commerciali funzionano in modo simile alle infrastrutture a pagamento: il veicolo si collega tramite apposito cavo e la sessione può essere avviata tramite tessera RFID, app specifiche o persino automaticamente in alcuni casi. La differenza risiede nell'assenza di una tariffa diretta per l'utente finale, anche se di norma sono previste limitazioni sul tempo massimo di utilizzo e sulla potenza disponibile.
La maggior parte di queste postazioni offre potenze tra i 7 e i 22 kW in corrente alternata, rendendo la ricarica adatta a soste di tipo breve o medio, spesso pari al tempo di permanenza nel punto vendita. L'identificazione del punto di ricarica può essere richiesta, in particolare presso catene che rilasciano card dedicate o integrano l'accesso tramite i propri sistemi di fidelizzazione. Oltre ai parcheggi dei supermercati, strutture ricettive, uffici pubblici e aziende ospitano sempre più frequentemente stazioni che, per finalità ambientali o promozionali, offrono la carica senza oneri immediati per il cliente.
La ricerca della colonnina gratuita ideale può essere semplificata grazie a strumenti digitali e applicazioni mobile che consentono di filtrare i punti di ricarica in base a criteri di potenza, accessibilità e costo. Le piattaforme più aggiornate illustrano, inoltre, eventuali note sulle modalità di accesso e le possibili restrizioni orarie o legate all'utilizzo ripetuto.
Nel territorio nazionale, la presenza di colonnine gratuite nei supermercati si è concentrata prevalentemente al Nord Italia, dove la densità di auto elettriche e l'attenzione alla mobilità sostenibile sono superiori rispetto ad altre aree. Catene come Lidl, Aldi, Tigros e, solo parzialmente, Esselunga, hanno rappresentato nel corso degli ultimi anni le principali realtà con servizi di ricarica senza esborso per la clientela. La copertura, sebbene in diminuzione, si mantiene consistente nei pressi delle grandi città e nelle zone a più alta presenza di veicoli plug-in:
|
Catena |
Punti principali |
Modalità accesso |
|
Lidl |
Nord Italia, grandi città |
Libero negli orari di apertura |
|
Aldi |
Lombardia, Veneto |
Card rilasciata dal personale |
|
Tigros |
Assago, Canegrate (Mi) |
Card RFID dal banco clienti |
|
Esselunga |
Milano, Pioltello |
Voucher con punti fedeltà |
La tendenza generale mostra come servizi un tempo diffusi siano oggi limitati a specifiche aree e spesso richiedano attenzioni particolari nel loro utilizzo.
L'analisi conferma Lidl come l'ultimo grande supermercato nazionale a mantenere un'offerta stabile di ricarica gratuita per auto elettriche. Il servizio, concepito in origine come incentivo per l'adozione della mobilità sostenibile, si basa su una rete capillare di oltre 300 punti attivi in tutto il Nord d'Italia e progressivamente ampliati anche nelle regioni centrali. Caratteristica distintiva è la possibilità di accedere liberamente senza registrazione o autenticazione, durante tutto l'orario di apertura dei punti vendita.
Le stazioni installate da Lidl offrono potenze variabili fino a 22 kW in corrente alternata e consentono una sessione di carica della durata media tra 30 e 90 minuti, sufficiente per fare la spesa e recuperare una parte significativa dell'autonomia del veicolo. La politica della catena punta a garantire accessibilità e rotazione, imponendo limiti temporali e segnalando chiaramente gli orari di servizio e le istruzioni all'utenza.
L'affluenza elevata è un aspetto da considerare, soprattutto nei fine settimana e negli orari di punta: le postazioni sono spesso occupate anche da chi non sta ricaricando o sfora il tempo massimo, generando comprensibili disagi per chi utilizza il servizio secondo regolamento. A fianco della rapidità di accesso, si evidenzia l'assenza di programmi fedeltà o prerequisiti specifici, evidenziando la volontà di Lidl di investire ancora fortemente nel rapporto con l'utente elettrico. Questo approccio, unico tra le grandi catene nel 2026, consolida la reputazione dell'azienda come promotrice di soluzioni sostenibili e alleate della clientela più attenta all'innovazione ambientale.
Gli aggiornamenti sulla copertura e sulle singole ubicazioni delle colonnine sono accessibili tramite le principali applicazioni dedicate, che permettono all'utente di monitorare in tempo reale la disponibilità delle postazioni e l'eventuale presenza di code o limiti di servizio.
Nel corso degli ultimi anni si è assistito a una graduale contrazione dell'offerta di ricarica senza costi presso le altre catene della grande distribuzione. Diversi fattori hanno contribuito a questa evoluzione: l'aumento dei costi energetici, la crescente domanda degli utenti alla spina e la necessità di una pianificazione più sostenibile per gli esercizi commerciali coinvolti.
Esselunga, pioniere in passato della formula gratuita, ha convertito il servizio in sistema a punti, concedendo vouchers di ricarica in collaborazione con provider energetici. Iper La Grande i ha seguito un percorso simile: la tariffazione, ora standard e riservata ai possessori di carte fedeltà, ha ridotto la gratuità ad occasioni straordinarie o a promozioni temporanee. Persino le realtà di dimensioni inferiori, come Tigros e Famila, permettono la carica gratuita solo in punti selezionati e per periodi limitati, spesso con l'obbligo di richiedere tessere dedicate o di rispettare limiti orari stringenti.
Le barriere all'accesso nei discount come Aldi riguardano l'obbligo di attivazione manuale tramite personale, mentre la presenza su scala nazionale rimane frammentata e prevalentemente concentrata nel Nord. Il quadro generale suggerisce che la scelta di limitare o azzerare la gratuità sia condivisa dalla maggior parte delle catene, in linea con una strategia di razionalizzazione dei costi e di ottimizzazione delle risorse:
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...