Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Esselunga è ancora il primo supermercato in Lombardia, ma i concorrenti si avvicinano sempre di più

di Marcello Tansini pubblicato il
supermercati lombardia

In Lombardia Esselunga mantiene la leadership nei supermercati, ma la distanza dai rivali si riduce. Analisi di quote di mercato, strategie vincenti, evoluzione dei consumi e peculiarità locali ridisegnano la sfida nel settore.

Il settore della grande distribuzione organizzata in Lombardia si conferma tra i più vivaci e affollati d’Italia. In questa regione, il mercato supera i 24 miliardi di euro, testimoniando una densità di operatori e un’intensa pressione competitiva senza pari nel resto del Paese. Le dinamiche di mercato lombarde anticipano spesso quelle nazionali: ogni cambiamento, accelerazione o crisi tende infatti a riflettersi, con tempi rapidi, anche fuori regione.

Il panorama è complesso e articolato, con la coesistenza di leader nazionali, insegne regionali radicate, una forte presenza di discount e una molteplicità di reti locali. In questa cornice, non è solo la crescita complessiva a fare la differenza, bensì la capacità degli operatori di intercettare i nuovi bisogni dei consumatori, sfruttando al massimo leve come assortimento, logistica e presidio territoriale. La Lombardia rappresenta quindi il banco di prova dove innovazione, servizio e competitività si intrecciano costantemente nella definizione della classifica regionale dei supermercati.

Esselunga: leadership, punti di forza e percezione dei consumatori

L’insegna Esselunga continua a dominare la scena distributiva lombarda, mantenendo una quota di mercato regionale del 22,9% a livello di centrale e il 18% come singolo brand, primato senza eguali in altre parti d’Italia. La sua posizione si è consolidata negli anni grazie a una politica commerciale orientata all’efficienza del servizio, ordine nei punti vendita e rapidità alle casse, aspetti riconosciuti da numerose indagini tra i principali fattori di fidelizzazione della clientela. Le recensioni raccolte da migliaia di consumatori premiano inoltre la costante attenzione per qualità, pulizia e organizzazione degli spazi, elementi ritenuti essenziali per una spesa agevole e soddisfacente.

I dati Altroconsumo riportano Esselunga tra le prime tre catene in Italia (77 punti su 100), in competizione con altri grandi player nazionali, ma distinta per alcuni tratti caratteristici: l’ampiezza dell’assortimento e l’efficienza logistica permettono di offrire sia grandi marchi che prodotti a marchio dell’insegna, spesso valorizzati per il rapporto qualità-prezzo. La catena si è ritagliata anche un ruolo da protagonista nella digitalizzazione della spesa, risultando tra le preferite per l’offerta online e raggiungendo standard elevati di soddisfazione.

Nel contesto milanese, la presenza di Esselunga assume una dimensione quasi identitaria: secondo un’indagine, oltre l’80% dei cittadini la considera il supermercato di riferimento, evidenziando il legame stretto con il territorio. Tuttavia, la recente discesa di alcune filiali nelle graduatorie legate alla convenienza segnala anche nuove sfide da affrontare. Il divario sui prezzi, talvolta accentuato tra diversi punti vendita della stessa catena e zone della città, rappresenta una criticità che il gruppo dovrà monitorare nell’evoluzione della propria offerta. La forza di Esselunga, comunque, resta la capacità di mantenere un elevato livello di servizio e un’immagine di insegna affidabile e riconoscibile, ponendosi come leader per efficienza e reputazione tra i supermercati lombardi.

L’avanzata dei concorrenti: chi si sta avvicinando e perché

Negli ultimi dodici mesi, la pressione competitiva sulla grande distribuzione lombarda si è intensificata, con diverse insegne in rapida crescita che stanno ridisegnando la gerarchia del settore. Il fenomeno più significativo è proprio l’ascesa di operatori come Agorà Network, che ha incrementato la sua quota del 13,6% a livello centrale, e nuovi poli come Iperal e Iper, capaci di conquistare progressivamente segmenti di clientela e rilevanti fette di mercato.

Numeri di rilievo arrivano dai discount, in particolare Eurospin, MD, Aldi e Lidl, che hanno saputo intercettare una parte importante di consumatori sia per il prezzo competitivo sia per l’ampliamento qualitativo dell’offerta. In Lombardia, Eurospin e Aldi si posizionano ai vertici dei gradimenti tra i discount, segno che il concetto di risparmio non è ormai più associato a una scarsa qualità, ma anzi a una particolare attenzione negli assortimenti a prezzi contenuti. Interessante è anche la crescita delle insegne locali e dei poli cooperativi, come il gruppo Selex, Conad e Tigros, che puntano sulla vicinanza, sulla personalizzazione dell’offerta e su una logistica sempre più efficiente.

Queste catene, spesso legate a una rete capillare di punti vendita nei centri medi e piccoli della regione, rappresentano una valida alternativa ai colossi nazionali per chi cerca spesa di prossimità e attenzione al territorio. Un ulteriore impulso alla concorrenza deriva dall’innovazione nei servizi digitali, con la spesa online che, pur rimanendo una nicchia, vede proprio Esselunga e alcuni discount tra i migliori player per tempi di consegna, selezione e soddisfazione dei clienti. La pressione competitiva si riflette in una redistribuzione interna costante delle quote di mercato, che obbliga i tradizionali leader a rinnovare modelli e strategie, al fine di restare al passo con le nuove aspettative dei consumatori lombardi.

Indicatori di performance: quote di mercato, qualità, prezzi e assortimento

L’analisi dettagliata degli indicatori di performance della distribuzione lombarda restituisce una fotografia dinamica e articolata. A livello di quote di mercato, Esselunga S.p.A. rimane il riferimento principale con il 22,9%, seguita da Agorà Network (12,6%), Selex Commerciale (10,7%), e Finiper (9,7%). La fascia centrale presenta grande densità e variabilità, con Conad e Gruppo VéGé tra il 6% e il 7%. Sul fronte della qualità complessiva, la valutazione dei consumatori premia le catene che uniscono ordine nei negozi, assortimento ampio e standard elevati di pulizia.

Grande rilievo ha la qualità dei freschi: Coop e Ipercoop, ad esempio, ottengono punteggi eccellenti su frutta, verdura e prodotti a marchio, mentre NaturaSì svetta per la qualità percepita nell’intera offerta. Per quanto riguarda i prezzi, l’indicatore mostra una forte segmentazione: discount come Eurospin e Aldi sono associati ai maggiori livelli di risparmio, ma la variabilità delle politiche di prezzo interessa anche punti vendita della medesima catena.

La capacità competitiva si misura così nella sensibilità a equilibrare convenienza e assortimento: operatori come Lidl e Dpiù ottengono giudizi ottimi combinando prezzi bassi e crescente attenzione alla qualità delle proprie linee. L’assortimento rimane infine un fattore chiave e premia soprattutto chi propone sia grandi marche che un’ampia scelta di prodotti private label con posizionamento trasparente e riconoscibile per il consumatore. La competizione tende così a polarizzarsi tra chi investe in ampiezza e qualità dell’offerta e chi punta su uno shopping essenziale e veloce, in linea con le nuove abitudini delle famiglie lombarde.

Dinamiche locali: differenze nelle città lombarde e scenario milanese

L’eterogeneità del tessuto urbano e sociale lombardo si riflette anche nella distribuzione delle preferenze di acquisto tra le varie province.

Mentre nelle grandi città come Milano la presenza di un elevato numero di insegne garantisce ampie possibilità di scelta e una solida competizione anche sui prezzi — con punti vendita della stessa catena che possono applicare listini sensibilmente diversi — nelle province minori la spesa di prossimità rimane un riferimento fondamentale per il consumatore. Nel capoluogo, emerge un quadro in cui la concorrenza è particolarmente serrata: Esselunga resta fortemente radicata, ma la polverizzazione del mercato — rafforzata dalla presenza di Iperal, Iper, Tigros e numerose realtà specializzate — spinge i leader a sviluppare strategie sempre più personalizzate nelle diverse zone della città. A Milano, ad esempio, i dati Altroconsumo segnalano come Iperal si sia aggiudicato il primato in termini di convenienza per alcuni formati di spesa, con differenze percentuali anche significative tra punti vendita della stessa insegna a seconda della posizione e della presenza di concorrenti nel raggio di pochi chilometri.

Nelle città di provincia, invece, si accentua il valore della relazione personale, con una netta preferenza per gli esercizi storici e le insegne locali che garantiscono servizi su misura. Questo genera una mappa dei consumi estremamente articolata, dove la classifica regionale va interpretata alla luce delle specificità territoriali, delle differenze demografiche e della competizione tra centri urbani e piccoli comuni.

La nuova mappa dei consumi: supermercati, ipermercati e discount a confronto

La Lombardia mostra un panorama sempre più sfaccettato e competitivo tra i modelli distributivi. Secondo i dati raccolti da organizzazioni indipendenti, i consumatori lombardi alternano con sempre maggiore frequenza la spesa tra supermercati classici, ipermercati e discount, a seconda delle esigenze del momento e delle tipologie di prodotto ricercato.

L’affermazione del discount, in particolare, segna una trasformazione della percezione: non più segnalato come scelta secondaria, viene preferito in molte occasioni anche da famiglie con alta capacità di spesa, grazie alla garanzia di qualità su prodotti a marchio e a una politica di prezzi chiara. Tabella a confronto tra le tipologie principali:

Tipologia Punti di Forza Dati di gradimento
Supermercati Assortimento, qualità dei freschi, servizi aggiuntivi Esselunga 77/100, Coop 75/100
Ipermercati Prezzi competitivi su grandi volumi, ampia varietà Iperal e Iper tra i primi posti nelle graduatorie di convenienza
Discount Risparmio, qualità migliorata delle linee a marchio Eurospin e Aldi 76/100, Lidl 74/100

Il crescente ricorso ai discount è favorito anche dalla trasparenza delle promozioni e dalla rapidità di spesa che queste catene garantiscono, rispetto ai tradizionali tempi di permanenza negli ipermercati. Al tempo stesso, però, il supermercato classico conserva il proprio pubblico di riferimento grazie all’offerta di servizi esclusivi, assortimenti specializzati e reparti freschi particolarmente curati.






Leggi anche