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Il lavoratore frontaliere può ritornare in Italia con tasse e reddito agevolato: beneficiari, requisiti, istruzioni e domanda

di Marianna Quatraro pubblicato il
Il lavoratore frontaliere può ritornare

Il regime agevolato fiscale per i lavoratori frontalieri che rientrano in Italia offre nuove opportunità. Comprendiamo i requisiti richiesti, le condizioni di accesso e la procedura da seguire per ottenere i benefici previsti.

Negli ultimi anni, la normativa fiscale italiana ha subito una profonda evoluzione per favorire il rientro dei lavoratori che hanno maturato esperienze professionali oltreconfine. L’attuale regime agevolato, introdotto dal decreto legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023, nasce per incentivare il ritorno di personale qualificato, compresi gli ex lavoratori frontalieri che scelgono di trasferire nuovamente la residenza fiscale in Italia. In particolare, trova applicazione sui redditi di lavoro dipendente prodotti nel territorio italiano a seguito del rientro, permettendo loro di accedere a una tassazione ridotta.

L’Agenzia delle Entrate, attraverso la risposta n. 12 pubblicata il 20 gennaio 2026, ha chiarito che soggetti che si sono trasferiti all’estero mantenendo la prestazione lavorativa in Italia come frontalieri, possono beneficiare di importanti vantaggi fiscali se rispettano alcune condizioni specifiche. Questo chiarimento assume rilevanza per chi, dopo anni di esperienza all’estero, intende riacquisire la residenza nel Paese d’origine, pur continuando la collaborazione con il precedente datore di lavoro italiano.

La normativa non richiede più che il rientro sia direttamente collegato all’inizio di una nuova attività lavorativa, superando un vincolo che aveva limitato l’accesso a molti contribuenti in passato. Questo aggiornamento offre una maggiore flessibilità e riconosce il valore delle competenze acquisite all’estero, rappresentando un passo avanti nell’attrattività del sistema fiscale nazionale.

Prima di passare ai requsiti e procedura, ricordiamo che abbiamo spiegato il nuovo regime fiscale per i cosidetti rimpatriati in un precedente articolo

Requisiti e condizioni per accedere al nuovo regime fiscale impatriati

I criteri per accedere alle agevolazioni fiscali riservate ai lavoratori impatriati sono disciplinati dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 209 del 2023 e successive modifiche. Questa sezione approfondisce i principali punti della normativa e i requisiti richiesti:

  • Residenza fiscale all’estero: è necessario aver trasferito la propria residenza fuori dall’Italia per un determinato periodo, che nella normativa attuale è fissato in almeno sei o sette periodi d’imposta, a seconda della coincidenza o meno del datore di lavoro estero con quello precedente in Italia. Per i lavoratori frontalieri che desiderano lavorare nuovamente per lo stesso datore, la permanenza all’estero deve essere prolungata, garantendo trasparenza e coerenza nel percorso professionale.
  • Continuità lavorativa: Il rientro può avvenire con lo stesso datore o con una società appartenente al gruppo del precedente datore di lavoro estero, purché siano rispettati i criteri temporali sopra citati.
  • Attività svolta durante l’estero: Non è più necessario dimostrare che durante la permanenza all’estero si sia svolta una specifica attività lavorativa, né serve attivare una nuova posizione dopo il rientro.
  • Redditi agevolabili: La disciplina si applica ai redditi da lavoro dipendente prodotti nel territorio italiano dopo la riacquisizione della residenza fiscale.
  • Assenza di vincoli sull’attività pregressa: Non esistono limitazioni riguardo al luogo e alla tipologia di lavoro esercitato durante il periodo di residenza estera.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate conferma che il lavoratore frontaliere che abbia risieduto fiscalmente all’estero per almeno sette periodi d’imposta (come nel caso preso in esame, dal 2018 al 2026) e che possa dimostrare tali requisiti, viene considerato idoneo per l’accesso al nuovo regime agevolato.
Requisito Durata minima richiesta
Residenza fiscale estera (stesso datore/gruppo) 6-7 periodi d’imposta
Reddito agevolabile Lavoro dipendente prodotto in Italia
Nuova attività lavorativa Non richiesta
Vincolo sul tipo di attività all’estero Assente

Il quadro normativo, così strutturato, mira ad attrarre competenze qualificate e a valorizzare il percorso dei lavoratori frontalieri offrendo vantaggi concreti e facilmente accessibili, seppur subordinati al rigoroso rispetto dei termini.

Procedura di domanda e istruzioni pratiche per i lavoratori frontalieri

Chi desidera accedere al nuovo regime di favore dovrà seguire una precisa procedura amministrativa. Ecco una guida operativa:

  • Verifica dei requisiti: Il lavoratore deve raccogliere tutta la documentazione che attesti i periodi di residenza fiscale all’estero, i contratti di lavoro e le eventuali posizioni lavorative mantenute con il datore italiano.
  • Trasferimento della residenza fiscale: Occorre comunicare il cambio di residenza al Comune italiano prescelto e all’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità previste per il rientro degli italiani dall’estero.
  • Presentazione della domanda: Bisogna compilare i moduli previsti dall’Agenzia delle Entrate, allegando documenti che certifichino i requisiti richiesti dalla legge. In caso di dubbi, è consigliato riferirsi direttamente alle risposte ufficiali fornite dall’Agenzia (es. risposta n. 12/2026) o consultare i canali istituzionali.
  • Applicazione del regime agevolato: Una volta riconosciuta l’idoneità, il lavoratore può applicare la tassazione ridotta direttamente in dichiarazione dei redditi, indicando i redditi prodotti dopo il rientro e godendo del beneficio previsto dalla normativa vigente.
  • Monitoraggio e controlli: Durante il periodo di fruizione dell’agevolazione, è necessario mantenere le condizioni richieste (es. residenza stabile, tipologia di reddito, rapporto con il datore di lavoro) per evitare la decadenza dal regime e l’eventuale recupero delle imposte non versate.
Un aspetto importante riguarda la necessità di conservare tutta la documentazione che può essere richiesta in sede di verifica amministrativa da parte dell’ente fiscale, garantendo piena trasparenza e tracciabilità del percorso lavorativo e fiscale.

Infine, per coloro che intendono cimentarsi con la compilazione della dichiarazione dei redditi in autonomia, è disponibile un ampio ventaglio di istruzioni dettagliate e chiarimenti sui siti istituzionali e nelle circolari esplicative dedicate al regime impatriati. Tuttavia, il supporto di un consulente esperto può risultare prezioso in presenza di casi complessi o domande specifiche riguardanti la corretta applicazione delle norme.