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Aste Btp e Bot 27-28-29 gennaio 2026: quali titoli vengono collocati, tipologie, rendimenti, durata e se convengono

di Marcello Tansini pubblicato il
Tipologie, rendimenti, durata

Le aste BTP di gennaio 2026 rappresentano un appuntamento chiave per i risparmiatori: tipologie di titoli, rendimenti, caratteristiche e strategie per valutare rischi e opportunità d'investimento.

Il mese di gennaio 2026 è un mese chiave per valutare sia le opportunità che i rischi legati all'acquisto dei Buoni del Tesoro Poliennali. In questa fase, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) conferma una gestione improntata alla trasparenza e al rigore, pubblicando un calendario dettagliato e aggiornato delle emissioni, in linea con le Linee guida per la gestione del debito pubblico.

L'attrattiva dei titoli di Stato italiani riflette non soltanto le caratteristiche intrinseche delle varie tipologie di titoli offerti ma anche la capacità dello Stato di fornire strumenti adatti alle differenti esigenze degli investitori, sia istituzionali che retail. L'asta è dunque un nodo nevralgico sia per la domanda interna che per quella internazionale, tenendo conto dei mutamenti nei tassi, dell'andamento dell'inflazione e delle strategie di gestione del debito pubblico previste per il nuovo anno.

Rivolgersi a titoli emessi tramite asta garantisce la possibilità di accedere a rendimenti trasparenti e di ottimizzare la diversificazione di portafoglio. La presenza di diverse scadenze e indicizzazioni consente di scegliere i titoli più adatti alle proprie aspettative e propensione al rischio. In questo quadro, gennaio 2026 offre diverse occasioni su più segmenti di durata e tipologia di rendimento.

Calendario delle aste BTP e BOT del 27-28-29 gennaio 2026

Il dettaglio delle scadenze per le aste in programma nel gennaio 2026 è stato reso noto dal MEF. Il calendario segue il consueto ritmo consolidato nei precedenti anni, integrando alcune novità relative all'offerta di titoli innovativi e alla gestione flessibile dei volumi emessi. Qui di seguito, una tabella con le principali date e tipologie di titoli coinvolti:

  • 27 gennaio: emissione combinata di BTP Short Term e BTP€i, con l’obiettivo di rispondere sia alla domanda di orizzonti temporali più brevi sia a quella di indicizzazione all’inflazione euro.
  • 28 gennaio: asta BOT, tradizionalmente dedicata alle scadenze semestrali ma con la possibile presenza di altri tagli temporali a seconda delle esigenze di gestione del debito.
  • 29 gennaio: appuntamento con i titoli a medio-lungo termine (BTP ordinari), che completano il ciclo delle emissioni mensili offrendo durate anche superiori ai dieci anni.
Le emissioni di gennaio coinvolgono sia titoli a breve che a medio-lungo termine:
  • I BOT restano un punto fermo per la gestione di liquidità su orizzonti brevi.
  • I BTP vengono offerti su più scadenze: sia in versione tradizionale, sia come BTP indicizzati all'inflazione europea (BTP€i), sia come BTP Short a durata compresa tra 18 e 36 mesi.
  • Accanto ai consueti strumenti, il MEF mantiene aperta la possibilità di innovare eventuali aste sulla base dell'andamento della domanda, includendo anche collocamenti via sindacato o strumenti destinati in modo esclusivo al segmento retail.
La varietà nell'offerta dei titoli riflette l'impegno a soddisfare le diverse necessità di investitori professionali e privati, sia in termini di durata che di rischio-rendimento. Gli annunci ufficiali precedono sempre di pochi giorni le aste, permettendo agli operatori di mercato di comporre in modo dettagliato le proprie strategie di portfolio.

Caratteristiche dei titoli in asta: BTP, BOT, BTP Short, BTP€i e BTP Italia

La differenziazione dei Titoli di Stato emessi in asta a gennaio 2026 sottolinea l'enorme flessibilità offerta dal MEF per rispondere ai bisogni dei risparmiatori. Ecco una sintesi delle caratteristiche delle principali tipologie:

  • BTP (Buoni del Tesoro Poliennali): Titoli a tasso fisso e scadenze variabili (da 3 a 50 anni). Pagano cedole semestrali, il rimborso è a valore nominale alla scadenza. Adatti per chi ricerca prevedibilità e flussi di cassa costanti.
  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): Titoli zero-coupon, privi di cedole. Durata massima 12 mesi, consentono una gestione agile della liquidità e offrono rendimento attraverso lo scarto di emissione rispetto al valore di rimborso.
  • BTP Short Term: Durata tra 18 e 36 mesi, cedola fissa semestrale. Collocati regolarmente a fine mese e spesso oggetto di operazioni di riacquisto.
  • BTP€i (indicizzati all'inflazione europea): Strumenti che tutelano dal rischio inflazione; sia la cedola sia il capitale sono rivalutati in base all'andamento dei prezzi dell'area euro. Durata variabile.
  • BTP Italia: Pensati per chi desidera proteggersi dall'aumento dei prezzi a livello nazionale, offrono cedole semestrali e rivalutazione in linea con l'inflazione italiana. Nei collocamenti si sono distinti per l'inclusione di un bonus fedeltà a chi li mantiene fino a scadenza.
Questa ampia offerta consente una costruzione efficace del portafoglio sia in ottica di liquidità sia per la copertura contro l'erosione inflattiva:

Tipologia

Durata

Indicizzazione

Modalità di pagamento

BTP

3-50 anni

Tasso fisso

Cedole semestrali

BOT

3-12 mesi

Zero-coupon

Rimborso a scadenza

BTP Short

18-36 mesi

Tasso fisso

Cedole semestrali

BTP€i

Variabile

Inflazione area euro

Cedole e capitale rivalutati

BTP Italia

4-8 anni

Inflazione italiana

Cedole rivalutate + bonus fedeltà

Analisi dei rendimenti previsti e andamento delle aste BTP

Gli ultimi collocamenti di titoli a medio e breve termine evidenziano una riduzione progressiva dei rendimenti nell'ultimo anno, in relazione alla politica monetaria della BCE che, nel corso del 2025, è passata da una fase restrittiva a una più accomodante.

Ad esempio, nell'asta dei BTP Short Term a due anni condotta a febbraio 2025, il rendimento si è attestato al 2,38%, in calo rispetto all'asta precedente, mentre i BTP indicizzati all'inflazione europea su dieci anni hanno mantenuto un rendimento lordo intorno all'1,90%.

Il grafico delle emissioni degli ultimi anni mostra come i rendimenti siano direttamente influenzati da fattori macroeconomici e dal merito di credito della Repubblica Italiana. Negli ultimi dieci anni, la domanda per questi titoli da parte di risparmiatori e istituzioni è rimasta sostenuta, grazie anche a un contesto di liquidità elevato e all'affidabilità creditizia attribuita all'Italia dalle principali agenzie di rating.

L'evoluzione dei rendimenti nelle aste di gennaio 2026 sarà ancora influenzata dal livello dei tassi ufficiali e dalle pressioni inflazionistiche. Si prevede che il rendimento dei titoli a breve scadenza possa oscillare tra l'1,8% e il 2,2%, mentre le emissioni a più lungo termine dovrebbero attestarsi poco sopra il 2,5%, salvo significative variazioni di scenario economico e finanziario internazionale.

Come partecipare alle aste: modalità di acquisto e canali

Chi vuole acquistare titoli di Stato tramite asta può avvalersi di differenti canali di accesso studiati per un'utenza ampia e diversificata. Le modalità di partecipazione si articolano come segue:

  • Banca: Tramite l'apertura di un conto corrente e di un conto titoli presso la propria banca si possono trasmettere ordini sia allo sportello sia tramite i sistemi di trading online messi a disposizione dagli istituti.
  • Piattaforme di trading online: È possibile acquistare titoli direttamente online previa apertura e alimentazione di un account. Si inseriscono gli ordini specificando codice ISIN, quantità e, dove previsto, prezzo massimo.
  • Poste Italiane: Attraverso il Conto Bancoposta e l'apertura di un conto titoli, l'utente può acquistare strumenti in asta sia recandosi negli uffici sia sfruttando i servizi di home banking.
  • Partecipazione diretta all'asta: È necessaria la prenotazione tramite la banca convenzionata con la Banca d'Italia o presso gli intermediari abilitati. È possibile indicare l'importo da investire nei termini stabiliti per ciascuna asta.
Occorre prestare attenzione alle commissioni applicate dai vari canali, nonché ai tempi di regolamento e alle scadenze per la presentazione delle domande. La sottoscrizione avviene prevalentemente alla pari, soprattutto per i risparmiatori retail, e i rendimenti sono soggetti a una tassazione agevolata al 12,5%.

Strategie di investimento e gestione del rischio nelle aste BTP

L'acquisto di titoli tramite asta comporta la necessità di strutturare strategie di portafoglio che bilancino rendimento, rischio e liquidità. Tra le tecniche più utilizzate si segnalano:

  • Laddering: Costruzione di una scala di scadenze, acquistando titoli con differenti maturity che consentano il reinvestimento periodico e offrano diversificazione rispetto all'andamento dei tassi.
  • Core-Satellite: Parte del portafoglio investita su scadenze di media durata (core), integrata da selezioni tattiche su scadenze corte o lunghe (satellite) per cogliere opportunità specifiche.
  • Barbell: Allocazione dei capitali su scadenze molto corte e molto lunghe, per sfruttare la stabilità dei primi e il maggior rendimento potenziale dei secondi.
  • Duration Matching: Selezione di titoli in base alla coincidenza tra la durata media finanziaria del portafoglio e l'orizzonte temporale pianificato dall'investitore, così da ridurre il rischio di tasso.
Tra i rischi da valutare si annoverano:
  • Rischio di tasso d'interesse: Le variazioni dei tassi incidono sul valore di mercato dei titoli a tasso fisso, soprattutto per le scadenze lunghe.
  • Rischio di credito: Pur essendo basso per i titoli sovrani italiani, dipende dal rating attribuito all'emittente.
  • Rischio di liquidità: Maggiore per i titoli meno scambiati o per scadenze fuori standard, anche se la liquidità resta generalmente elevata per i titoli in emissione.
La costruzione di portafogli equilibrati e l'adozione di software di gestione può facilitare il monitoraggio dei rischi, specie per chi detiene diversi titoli o intende pianificare più acquisti nel corso dell'anno.

Conviene investire nei BTP di gennaio 2026?

I vantaggi dell'investimento nei titoli offerti nelle aste di gennaio 2026 sono rappresentati da:

  • Sicurezza e stabilità: Il governo garantisce pieno rimborso a scadenza, con rating considerato affidabile dalle principali agenzie internazionali.
  • Liquidità: Facilità di negoziazione sia sul mercato primario che su quello secondario, grazie a una domanda costante di titoli del debito pubblico italiano.
  • Diversificazione: Possibilità di accedere a strumenti di varia struttura, durata e indicizzazione (tra cui BTP Italia per la difesa dall'inflazione e BTP Short per bisogni di liquidità a breve).
  • Incentivi fiscali: Aliquota agevolata del 12,5% sugli interessi e gli eventuali premi di fedeltà per i titoli tenuti fino alla scadenza.
Tra i possibili svantaggi si segnalano:
  • Rischio di prezzo: Esposizione alla volatilità per chi intenda cedere i titoli prima della scadenza, soprattutto in regime di rialzo dei tassi.
  • Erosione inflattiva per i titoli non indicizzati: In uno scenario di inflazione elevata, i titoli tradizionali a tasso fisso possono perdere potere d'acquisto se i rendimenti reali si riducono.
  • Rischio di reinvestimento: Soprattutto per le scadenze brevi, occorre valutare la possibilità di dover reinvestire in condizioni di mercato meno vantaggiose.
Le prospettive attuali suggeriscono che la strategia più efficiente potrebbe essere una combinazione di strumenti a diversa scadenza e indicizzazione. L'affidabilità dell'emittente, le previsioni sui tassi e la possibilità di ottenere rendimenti certi e un accesso facilitato al mercato, rendono ancora attrattive le aste di inizio anno. Tuttavia, ogni decisione di investimento deve tenere conto del contesto macroeconomico, delle specifiche esigenze personali e degli obiettivi temporali di chi acquista.




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