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Il termostato un grado in meno vale 95 euro, ma la mossa per risparmiare di più su bollette è un'altra per Enea

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Una bolletta da quasi 1.400 euro si può ridurre abbassando il termostato di un grado, con un risparmio di 95 euro. Ma incidono anche tariffa, programmazione del riscaldamento, valvole e dispersioni: ecco come valutare le mosse più efficaci.

Una famiglia italiana può spendere quasi 1.400 euro per il riscaldamento invernale. Abbassare di un grado il termostato può valere circa 95 euro nell'arco della stagione; scegliere un'offerta fissa più conveniente, invece, può portare a un risparmio stimato di 157 euro. Il peso della tariffa dipende dal costo della materia prima e dalle altre condizioni contrattuali, oltre che dai gradi impostati in casa.

Per capire quale intervento incida di più, occorre distinguere le abitudini domestiche dal prezzo dell'energia e confrontare le condizioni economiche con i consumi della propria famiglia. Le cifre variano in base al periodo, ai consumi e al prezzo usato come riferimento.

Da dove nasce una spesa di quasi 1.400 euro

Il dato di quasi 1.400 euro si riferisce a una spesa invernale per il riscaldamento, calcolata su un profilo familiare e su determinate condizioni tariffarie. Il costo effettivo cambia con il clima, l'isolamento dell'edificio, la zona geografica e le ore di funzionamento dell'impianto.

Un'altra stima, elaborata nell'ottobre 2026 da Facile.it, riguarda il solo riscaldamento: 1.016 euro medi per stagione, il 26% in più rispetto all'anno precedente a parità di consumi. Il calcolo prende in esame 646 standard metri cubi di gas e un costo complessivo di 1,57 euro per Smc, comprensivo della quota fissa e delle altre voci in bolletta. I prezzi utilizzati erano quelli delle offerte a prezzo bloccato rilevate il 14 ottobre 2026.

I due importi derivano da ipotesi diverse: quasi 1.400 euro è l'ordine di grandezza indicato nel confronto iniziale, mentre 1.016 euro è una simulazione basata su consumi e prezzi specifici. Per una famiglia conta la spesa stagionale che si può attribuire al riscaldamento, ricavata dai consumi effettivi e dalle condizioni applicate al proprio contratto.

Un grado in meno: come si arriva a 95 euro

La stima di circa 95 euro riguarda una stagione in cui la temperatura impostata viene ridotta di un grado, partendo da un determinato livello di spesa. L'importo varia con i consumi e con il costo del calore: tende a essere più alto nelle abitazioni che usano molto il riscaldamento e più contenuto dove si riscalda poco o l'edificio disperde meno energia.

Come riferimento, ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, stima che ogni grado in meno può ridurre i consumi dal 5 al 10%. Un altro calcolo divulgativo indica un risparmio fino al 10%. Le percentuali si applicano ai consumi stagionali; le quote fisse e il gas usato per l'acqua calda o la cucina possono seguire andamenti diversi.

Per ottenere una stima in euro bisogna considerare la parte della spesa legata al riscaldamento. Su un costo di riferimento vicino a 1.400 euro, 95 euro corrispondono a circa il 6,8%: un valore compatibile con l'intervallo indicativo di riduzione dei consumi, riferito a quel profilo e a quella stagione. L'effetto può diventare apprezzabile quando la casa resta riscaldata per molti mesi.

Nelle ore in cui la famiglia è presente, la temperatura consigliata è in genere di 19-20°C. Di notte e durante le assenze brevi si può scendere verso 16-17°C, regolando l'impianto in base all'abitazione. In Italia il limite massimo ordinario è di 20°C, con due gradi di tolleranza, salvo disposizioni particolari. Portare una temperatura abitualmente alta a un livello moderato è diverso dal lasciare gli ambienti freddi: incidono sul comfort anche l'umidità, le attività svolte e le condizioni personali.

La tariffa fissa può valere 157 euro

Nel confronto considerato, il passaggio da un'offerta meno conveniente a una tariffa fissa più competitiva riduce la spesa di 157 euro. La cifra dipende dal consumo annuo, dal prezzo applicato e dalle quote aggiunte dal fornitore alla componente energia.

La simulazione di mercato dell'ottobre 2026 evidenzia l'effetto che può avere la scelta del contratto: passando da una delle offerte meno convenienti a una delle più vantaggiose disponibili, la spesa scende fino al 27%. Sul profilo usato per il confronto, il divario è pari a 157 euro. Il calcolo considera le offerte a prezzo bloccato rilevate il 14 ottobre 2026.

Il paragone con i 95 euro risulta diretto quando coincidono periodo, consumi e voci di spesa. Se 157 euro è il risparmio tariffario calcolato sullo stesso profilo e per la stessa stagione, supera di 62 euro quello attribuito al grado in meno. Quando cambiano i consumi, la durata o le componenti incluse, occorre ricalcolare entrambi gli importi sul caso domestico.

Una tariffa può incidere più delle abitudini quando il contratto in uso è caro e l'alternativa offre condizioni complessivamente migliori. Per una casa con consumi bassi il vantaggio in euro può essere limitato; in un'abitazione con riscaldamento a gas e consumi elevati, invece, le differenze tra prezzi unitari pesano maggiormente.

Come confrontare davvero due offerte

Il prezzo pubblicizzato al metro cubo, preso da solo, non basta per capire quale contratto sia più economico. ARERA, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, distingue le componenti della bolletta e mette a disposizione strumenti per confrontare le offerte sul mercato. Nelle condizioni economiche del fornitore conviene controllare in particolare:

  • Prezzo della materia gas: può restare fisso per un periodo oppure seguire un indice. Vanno controllate l'unità di misura e la durata delle condizioni.
  • Quota fissa annuale: si paga anche quando i consumi sono bassi e può ridurre il vantaggio ottenuto con un prezzo unitario più contenuto.
  • Durata del prezzo bloccato: indica per quanto tempo resta invariata la componente concordata e quali condizioni si applicano alla scadenza.
  • Consumo stimato: il confronto deve basarsi su un profilo vicino a quello reale della famiglia.
  • Voci incluse nel totale: trasporto, oneri, imposte e altre componenti incidono sul costo finale, anche se non dipendono tutte dal venditore.
Per un confronto attendibile, si parte dai consumi annui in Smc riportati in bolletta e si inseriscono gli stessi valori per entrambe le offerte. Va chiarito anche a quale uso si riferisce il dato: se il gas serve per l'acqua calda e i fornelli, il consumo complessivo comprende anche questi impieghi e supera quello dei termosifoni.

Una tariffa fissa protegge dalle variazioni della componente bloccata per il periodo stabilito, mentre le altre voci possono cambiare. Una quota fissa elevata o una durata breve riducono il beneficio apparente. Prima di confrontare i totali è quindi utile leggere le condizioni economiche e contrattuali, comprese quelle previste dopo la scadenza dell'offerta.

Una volta controllato il contratto, il termostato permette di intervenire sui consumi mantenendo il comfort. Il cronotermostato consente di programmare fasce diverse nel corso della giornata; i modelli smart possono aggiungere il controllo da remoto e la gestione per zone, se l'impianto è compatibile. Gli orari dovrebbero seguire le abitudini reali della famiglia, senza mantenere la temperatura di comfort quando la casa è vuota.

Per un'assenza di poche ore, spesso è preferibile abbassare la temperatura impostata invece di lasciarla invariata. I 16-17°C sono un riferimento comune, ma la risposta dipende dall'inerzia dell'impianto e dalla dispersione dell'edificio. Un sistema a pavimento reagisce lentamente e richiede regolazioni graduali; un impianto rapido si presta meglio a cicli più brevi. Spegnere o abbassare non produce lo stesso risultato in tutti i sistemi.

La programmazione può ridurre la temperatura di notte e durante le assenze, riportandola al livello di comfort prima del risveglio o del rientro. Orari coerenti tagliano le ore inutili di funzionamento. Accensioni e spegnimenti frequenti, oppure una ripartenza brusca dopo che la casa si è raffreddata molto, possono peggiorare il comfort. Anche il comportamento dell'edificio nel suo insieme conta, non soltanto il numero indicato dal termostato.

Valvole, radiatori e dispersioni: le altre leve

Le valvole termostatiche regolano i singoli radiatori e permettono di limitare il calore nelle stanze usate poco. Il termostato centrale stabilisce quando avviare l'impianto; le valvole distribuiscono il calore in modo differenziato. Se installate e utilizzate correttamente, evitano di mantenere una camera vuota alla stessa temperatura del soggiorno.

Anche il punto in cui si trova il termostato influenza la rilevazione. La posizione più adatta è su una parete interna, a un'altezza intermedia e in una zona rappresentativa della casa. Il sole diretto, le correnti d'aria, i radiatori vicini, le tende e i mobili possono alterare la temperatura letta, provocando accensioni superflue o un comfort insufficiente.

Quando tende pesanti o mobili coprono i radiatori, il calore si diffonde con più difficoltà. Secondo la stima riportata per questo comportamento, l'ostruzione può aumentare la spesa fino al 5%. Prima dell'inverno, pulizia e sfiato aiutano a distribuire il calore in modo uniforme; la manutenzione sostiene l'efficienza dell'impianto. Per arieggiare è preferibile aprire le finestre per un ricambio breve, invece di lasciarle socchiuse a lungo con il riscaldamento acceso.

Infissi e pareti incidono sul tempo necessario a mantenere una temperatura confortevole. Di notte si possono abbassare le tapparelle e controllare che le guarnizioni siano in buono stato. Coibentazione e sostituzione degli infissi richiedono invece valutazioni e investimenti più ampi. Quando il calore si disperde rapidamente, abbassare di un grado può accompagnarsi a una perdita di comfort più evidente.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...