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Dopo il bollo auto tocca al canone Rai: come cambia la bolletta della luce con la riforma al Senato degli italiani

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Dalla sospensione del bollo auto per il 2027 alla possibile riduzione del canone Rai da 90 a 70 euro: il Senato avvia la riforma, ma restano aperti i nodi su fondi, tempi e impatto sulle famiglie.

Il decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026 introduce per il 2027 una sospensione del bollo auto destinata a determinate categorie di veicoli: autovetture fino a 80 kW, pari a circa 109 CV, un solo mezzo per contribuente e motocicli. Il canone Rai, invece, resta a 90 euro l’anno: l’emendamento approvato in commissione al Senato il 23 settembre apre alla possibilità di una riduzione, legandola a nuovi finanziamenti pubblici compensativi. Per le famiglie, dunque, la misura sul bollo è riferita al 2027, mentre in bolletta elettrica continua l’addebito ordinario.

Bollo auto 2027, chi rientra nella sospensione

La sospensione del bollo rientra tra le misure di alleggerimento fiscale discusse per la manovra del 2027. Il decreto-legge n. 162, datato 17 settembre 2026, fissa requisiti precisi: la potenza dell’auto non deve superare 80 kW, circa 109 CV, e il beneficio è limitato a un solo veicolo per contribuente. Sono compresi anche i motocicli.

Il tetto di potenza restringe la platea delle auto interessate. Chi possiede più vetture può indicarne una sola per la sospensione; i mezzi che superano la soglia restano esclusi. Il provvedimento include inoltre i motocicli, con il criterio del veicolo unico da considerare insieme alla disciplina applicabile e alle caratteristiche del contribuente.

La misura riguarda il 2027. Il bollo, che è un tributo regionale, porta con sé anche una questione di bilancio: la riduzione del gettito può incidere sulle entrate degli enti territoriali. Copertura e modalità applicative si inseriscono quindi nel quadro delle disposizioni attuative e dei rapporti finanziari con le Regioni.

Per le Regioni, il punto è il minor gettito. Il bollo alimenta i bilanci regionali e l’esenzione riduce questa entrata, pur riguardando veicoli con caratteristiche definite. Nel confronto politico si discute delle risorse necessarie a compensare gli enti e della sostenibilità della misura per il bilancio pubblico.

C’è poi il criterio scelto per individuare i beneficiari. I requisiti riguardano la potenza dell’auto, il numero di veicoli e la presenza di motocicli; la condizione economica della famiglia non rientra tra i parametri indicati. L’agevolazione è quindi legata al mezzo e al contribuente, senza una soglia Isee o un limite di reddito. La platea viene definita su queste basi.

Il confronto con il canone Rai chiarisce la diversa natura dei due interventi. Per il bollo, il decreto individua veicoli e anno di riferimento; per il canone, la modifica approvata in commissione apre una possibilità di riduzione legata a una compensazione pubblica. Cambiano sia lo stato delle misure sia il meccanismo previsto.

Canone Rai, che cosa ha approvato il Senato

Il 23 settembre 2026 l’8ª Commissione permanente del Senato, competente anche in materia di comunicazioni, ha approvato un emendamento alla riforma della Rai presentato dai relatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso, entrambi senatori di Forza Italia. La proposta consente di valutare una riduzione del canone, a condizione che siano reperite altre risorse pubbliche equivalenti da destinare alla società concessionaria del servizio pubblico.

Il principio è semplice: a una diminuzione delle entrate da canone dovrebbe corrispondere un finanziamento pubblico compensativo per la Rai. La misura dipende dalle successive decisioni legislative e dall’individuazione delle coperture. Per i contribuenti, la questione riguarda l’importo eventualmente addebitato e le risorse con cui verrebbe finanziato il servizio pubblico.

Con questo meccanismo cambierebbe almeno in parte la provenienza dei fondi. Una quota passerebbe dall’addebito specifico in bolletta elettrica a risorse pubbliche sostenute dalla fiscalità generale. Se la voce in fattura diminuisse, il finanziamento della Rai continuerebbe quindi a gravare sul bilancio pubblico, attraverso un canale diverso.

La condizione posta dall’emendamento richiama la necessità di assicurare al servizio pubblico risorse adeguate, sostenibili e prevedibili. Il riferimento è coerente con il Media Freedom Act europeo, il regolamento che stabilisce garanzie per il pluralismo e l’indipendenza dei media. Per i servizi pubblici radiotelevisivi, il finanziamento deve consentire lo svolgimento delle funzioni e dare stabilità all’assetto economico.

Le coperture sono dunque una parte sostanziale della proposta. L’emendamento lega la riduzione del canone a una compensazione pubblica; l’individuazione dei fondi e la forma del trasferimento rientrano nei passaggi successivi della riforma e nelle decisioni di bilancio. È su questo aspetto che si concentra una parte del confronto politico.

Le posizioni sono distanti. La Lega guarda con favore all’apertura verso una riduzione, mentre esponenti dell’opposizione hanno definito la proposta un “trucco”, sostenendo che i cittadini continuerebbero a finanziare la Rai tramite altre entrate pubbliche. Anche tre consiglieri di amministrazione della Rai hanno segnalato il rischio di una maggiore discrezionalità politica nel finanziamento. Al centro della discussione ci sono quindi l’entità delle risorse e la loro stabilità, oltre all’indipendenza con cui vengono assegnate.

Da 90 a 70 euro: l’ipotesi per il 2027

Nel 2026 il canone ordinario è di 90 euro all’anno. Per le utenze domestiche residenti viene riscosso attraverso la bolletta elettrica, in dieci rate mensili da 9 euro, da gennaio a ottobre. Nel 2024 l’importo era stato ridotto temporaneamente a 70 euro; nel 2025 e nel 2026 è tornato a 90.

Nel dibattito è stata avanzata l’ipotesi di riportare il canone a 70 euro dal 2027. La differenza rispetto ai 90 euro attuali sarebbe di 20 euro all’anno per ciascuna utenza soggetta al pagamento. L’ipotesi resta legata alle decisioni successive sulla riforma e alle coperture pubbliche necessarie.

La riduzione potrebbe avere un’entità diversa da quella ipotizzata, mentre il canone potrebbe anche restare all’importo vigente. Il risultato dipenderà dall’evoluzione parlamentare e dalle risorse individuate per sostituire le entrate da canone. In ogni caso, la modifica richiede una decisione che stabilisca importo e decorrenza.

L’emendamento fa parte della riforma della governance Rai, il disegno di legge che interviene sull’organizzazione e sul servizio pubblico radiotelevisivo. Il testo era all’esame della commissione del Senato da circa un anno; l’iter è proseguito tra interruzioni e contrasti fra maggioranza e opposizione. Il voto del 23 settembre costituisce un passaggio dell’esame in commissione.

Perché la possibilità di riduzione diventi effettiva servono i successivi passaggi parlamentari della riforma, una decisione sull’importo e sulla data di decorrenza e la definizione della compensazione pubblica prevista. Intanto, le fatture elettriche seguono le regole vigenti.

La discussione si intreccia con la governance della Rai. La Commissione parlamentare di Vigilanza, organo bicamerale con funzioni di indirizzo e controllo sul servizio pubblico, era interessata dalle dimissioni dei componenti di maggioranza e opposizione. La sua operatività conta nell’iter complessivo, perché alla Commissione spettano competenze sul rinnovo degli organi Rai. La questione del canone si colloca quindi all’interno di una riforma più ampia.

Che cosa cambia davvero per le famiglie

Per il bollo auto, il decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026 definisce le categorie interessate dalla sospensione nel 2027 e i relativi limiti. Per il canone Rai, l’emendamento approvato in commissione collega l’eventuale riduzione al reperimento di fondi pubblici compensativi. Anche le entrate coinvolte sono diverse: il bollo è regionale, mentre la compensazione del canone sarebbe un finanziamento pubblico destinato alla Rai.

Per chi controlla la prossima bolletta, il dato resta quello del 2026: 90 euro annui, suddivisi in dieci addebiti da 9 euro. L’ipotesi di una riduzione a 70 euro dal 2027 dipende dai passaggi normativi e dalle coperture; fino alla loro definizione, l’importo applicato è quello vigente.

Un eventuale taglio ridurrebbe la voce visibile in bolletta, mentre il finanziamento sostitutivo passerebbe alla fiscalità generale. Per le famiglie, il beneficio sul bollo dipende dai requisiti previsti per i veicoli; sulla bolletta elettrica, per ora, resta l’addebito ordinario di 90 euro l’anno.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...