Tra rimborsi del 730, tredicesime, quattordicesime, bonus e non solo, molti italiani sanno già come spendere i soldi dovuti ancor prima di riceverli: il test per conoscersi e come 'pensare' davvero all'uso dei soldi
È luglio. Il rimborso fiscale arriva finalmente sul conto corrente. Milleduecento euro, forse qualcosa in più. Un secondo prima di guardare il saldo hai già la risposta pronta: "Ah sì, li uso per..."
Quella frase era già formata a maggio, quando il CAF ti aveva comunicato l'importo stimato. In quel momento hai fatto un calcolo rapido, hai spostato mentalmente quei soldi da una casella all'altra, e hai cominciato a considerarli disponibili. Erano soldi immaginari. Ma il cervello li aveva già spesi.
Stessa scena, copione diverso, a ottobre. La tredicesima arriva a dicembre. Ma a ottobre molte famiglie italiane hanno già deciso come usarla: i regali di Natale, la rata del mutuo, la vacanza di fine anno prenotata con "tanto poi entra la tredicesima". Quando arriva davvero, sembra già consumata. Perché lo è, mentalmente.
E poi c'è l'aumento di stipendio. Firmato il contratto integrativo a settembre, la differenza mensile viene immediatamente assorbita da nuove spese: un abbonamento in più, una rata aggiuntiva, una voce di budget che prima non esisteva. Quando il primo cedolino aggiornato arriva, l'aumento è già scomparso. Speso due volte: una con la testa, una con il conto.
Questo meccanismo ha un nome preciso nella psicologia economica, ha conseguenze reali sul bilancio di milioni di famiglie italiane, e si misura.
Prima di arrivare al test, serve capire il meccanismo per cui gli italiani riescono anche solo già mentalmente a spendere soldi che sanno di dover ancora avere. Non per sapere dove cercare la colpa, ma per riconoscerlo nel momento in cui agisce.
La contabilità mentale (Richard Thaler, Nobel per l'Economia 2017). Il cervello non tratta tutti gli euro come equivalenti. Li divide in categorie separate in base alla provenienza: lo stipendio, i risparmi, il rimborso fiscale, il bonus aziendale. Gli euro dello stipendio vengono gestiti con attenzione, perché associati alla fatica quotidiana. Gli euro di un rimborso o di una vincita finiscono in una casella mentale con meno vincoli, si spendono più facilmente e con meno senso di perdita. Stessi euro, trattamento completamente diverso.
Il house money effect (Thaler e Johnson, 1990). Dopo una vincita o un'entrata inattesa, le persone assumono rischi finanziari maggiori nelle decisioni successive. È la stessa logica di chi al casinò gioca con le vincite appena fatte con più leggerezza di quanto giocherebbe con i propri risparmi. Il rimborso 730, la tredicesima, il bonus di fine anno attivano esattamente questo effetto: vengono percepiti come "soldi in più" e vengono spesi con meno cautela.
Il present bias (distorsione del presente). Il piacere di spendere adesso pesa più del vantaggio di avere liquidità in futuro. Quando anticipi mentalmente la spesa di un'entrata futura, il cervello ottiene già una quota della gratificazione emotiva dell'acquisto, prima ancora che i soldi esistano sul conto. Questo rende molto difficile, una volta pre-spesa mentalmente una somma, tornare indietro e trattarla come disponibilità libera quando arriva davvero.
Il meccanismo non è astratto. Esiste in forme precise, prevedibili, che si ripetono ogni anno nel bilancio di milioni di famiglie italiane.
Tredicesima e quattordicesima
La tredicesima viene erogata con la busta paga di dicembre. La quattordicesima, nei settori che la prevedono, arriva a giugno o luglio. Vengono mentalmente spese con due o tre mesi di anticipo, spesso come copertura implicita per acquisti natalizi a rate, vacanze estive prenotate in primavera o debiti da saldare entro fine anno. Se arrivano ridotte per assenze, malattia o inizio anno lavorativo, il buco si apre immediatamente perché la spesa pianificata non si riduce di conseguenza.
Rimborso 730
Per i lavoratori dipendenti il rimborso arriva in busta paga tra luglio e agosto, direttamente dall'INPS o dal datore di lavoro. Per i pensionati tra luglio e dicembre. Per chi presenta tramite CAF con liquidazione diretta dall'Agenzia delle Entrate i tempi si allungano anche oltre l'anno. Il CAF comunica l'importo stimato già a maggio o giugno, e da quel momento la cifra entra nei calcoli mentali come disponibile. Se arriva in ritardo, se viene ridotta per compensazioni fiscali, o se l'importo stimato era sovrastimato, la spesa pianificata rimane ma la copertura no.
TFR e anticipo TFR
Il Trattamento di Fine Rapporto matura ogni anno ma viene liquidato alla fine del rapporto di lavoro. L'anticipo è richiedibile dopo almeno otto anni di servizio, solo per motivazioni specifiche (acquisto prima casa, spese mediche straordinarie) e per un massimo del 70% del maturato. Viene pianificato e mentalmente speso mesi prima della richiesta formale. Il rischio concreto è che l'azienda non abbia la liquidità per erogarlo nei tempi previsti, o che l'importo maturato sia inferiore alle aspettative a causa di anni con retribuzione variabile o periodi di cassa integrazione.
Arretrati e aumenti da rinnovo contrattuale
I rinnovi contrattuali in Italia arrivano spesso con uno, due o anche tre anni di ritardo rispetto alla scadenza del contratto precedente. Quando il rinnovo viene siglato, prevede arretrati che possono coprire anni interi. Questi importi vengono percepiti e spesi mentalmente già durante le trattative sindacali, molto prima che l'accordo sia definitivo. Se il rinnovo slitta ulteriormente, se gli arretrati vengono diluiti in più tranches invece di arrivare in una soluzione unica, o se l'importo netto è inferiore al lordo annunciato, le aspettative vengono disattese con effetti diretti sulla liquidità familiare.
Bonus e incentivi statali annunciati ma non ancora erogati
Bonus ristrutturazioni, ecobonus, incentivi all'acquisto di veicoli, bonus cultura, contributi regionali per efficienza energetica: il panorama degli incentivi pubblici italiani è ricco di misure che vengono annunciate con mesi di anticipo rispetto all'erogazione effettiva. L'annuncio viene spesso trattato come certezza, e l'acquisto viene effettuato prima che il bonus sia confermato nella forma definitiva, finanziato e accreditato. Se la misura viene modificata, i fondi disponibili si esauriscono in anticipo, o i tempi si allungano oltre il previsto, la spesa è già avvenuta ma la copertura non c'è ancora.
Sapere che il meccanismo esiste non è sufficiente. Il present bias agisce nel momento della decisione, non quando si è a mente fredda a riflettere. Servono strumenti che cambino il comportamento nel momento che conta:
La regola dei sette giorni: Quando arriva un'entrata non ordinaria, qualunque essa sia, non prendere nessuna decisione di spesa per i sette giorni successivi. Non è un divieto permanente. È un periodo di decantazione che separa l'impulso emotivo dal denaro reale. Nella grande maggioranza dei casi, dopo sette giorni le priorità appaiono diverse da come sembravano il giorno dell'accredito. Le urgenze che sembravano improcrastinabili spesso si ridimensionano. Le spese che sembravano ovvie vengono ricalibrate.
Trattare l'entrata straordinaria come stipendio: Il modo più efficace per neutralizzare la contabilità mentale è applicare alla voce d'entrata straordinaria lo stesso processo che si applica allo stipendio ordinario: assegnarle le stesse destinazioni percentuali (spese fisse, spese variabili, risparmio), con la stessa disciplina. Non trattarla come "soldi in più" liberi da vincoli, ma come una seconda busta paga da gestire con le stesse regole della prima.
Il conto separato: il denaro atteso non esiste finché non è accreditato: Aprire un conto separato o un salvadanaio digitale dedicato alle entrate straordinarie e applicare una regola rigida: quel conto non viene toccato finché l'importo non è fisicamente presente. Nessun acquisto anticipato coperto da "quello che deve arrivare". Le entrate attese non vengono conteggiate nel saldo disponibile finché non ci sono davvero. Questo non impedisce di pianificare, ma impedisce di spendere sulla base di previsioni che potrebbero non realizzarsi.
Scrivere l'importo solo dopo l'accredito, mai prima: Nel foglio di budget, nel file di calcolo, nell'app di gestione finanziaria: l'entrata attesa non viene inserita finché non è accreditata. Questo sembra un dettaglio tecnico secondario. Non lo è. Vedere un numero scritto, anche con la dicitura "previsto" o "atteso", attiva la stessa percezione di disponibilità di un numero reale. Tenere il campo vuoto fino all'accredito mantiene il cervello ancorato alla realtà del saldo, non alle aspettative.
Per fare il test e capire come si pensa di spendere i soldi 'immagginari' prima ancora di averli, è necessario rispondere a sei domande specifiche. Ogni risposta affermativa vale 1 punto:
1. Hai già deciso cosa farai della prossima tredicesima, e mancano più di due mesi? Non un'idea generica. Una destinazione precisa: un acquisto, una spesa, un debito da saldare.
Sì / No
2. Hai fatto un acquisto contando su un rimborso, un bonus o un arretrato non ancora incassato? L'acquisto esiste già, fisicamente o come rata attiva. I soldi per coprirlo devono ancora arrivare.
Sì / No
3. Quando arriva un'entrata straordinaria la tratti diversamente dallo stipendio, anche se sono gli stessi euro? Lo stipendio finisce nel budget ordinario. Il rimborso, il bonus o la vincita vengono mentalmente separati e spariscono più in fretta, con meno controllo.
Sì / No
4. Hai rateizzato qualcosa pensando "tanto poi entra X"? La rata è attiva adesso. L'entrata X non è ancora arrivata.
Sì / No
5. Un aumento di stipendio ti è già sembrato speso prima di riceverlo? Tra la comunicazione dell'aumento e il primo accredito effettivo, la differenza mensile aveva già una destinazione precisa.
Sì / No
6. Hai un obiettivo di risparmio che rimandi sempre al prossimo mese perché "il prossimo mese entra di più"? Il risparmio reale non parte mai, perché c'è sempre un'entrata futura che giustifica il rinvio.
Sì / No
Alla fine del test bisogna attribuire ad ogni risposta un relativo un punteggio, che è il seguente:
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...