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Diventa un ricco imprenditore solo dopo aver sfiorato il fallimento 6 volte: l'ingegnere che ha lasciato per l'agricoltura

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

La storia di Shashi Kumar non è solo un semplice racconto di successo imprenditoriale, ma la testimonianza di come il coraggio di seguire una propria visione possa portare, con il tempo, a risultati straordinari. Come è arrivato ad un profitto mensile stimato intorno ai 5,4 milioni di euro.

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Shashi Kumar aveva tutto quello che, sulla carta, rappresenta il sogno di una vita: una laurea in ingegneria, una carriera solida e ben retribuita, la sicurezza economica garantita da un colosso mondiale dell'informatica. Eppure ha deciso di lasciare tutto per inseguire un'idea che quasi nessuno, nella sua famiglia, era disposto a capire. La sua storia, oggi raccontata e diventata virale sui social e sui media internazionali, è l'ennesima dimostrazione che il successo raramente segue un percorso lineare.

Da Wipro ai campi, la scelta che ha cambiato tutto e il padre che non gli parla per 8 anni

Prima di diventare un imprenditore di successo (come in diversi altri casi è successo) nel settore agricolo, Shashi Kumar ha trascorso 12 anni lavorando per Wipro negli Stati Uniti, una delle più grandi multinazionali indiane specializzate in tecnologia e servizi informatici. Un impiego stabile, uno stipendio elevato, la classica traiettoria che qualsiasi famiglia indiana di ceto medio avrebbe sognato per un figlio ingegnere.

Poi, a un certo punto della sua vita, Kumar ha deciso di voltare pagina. Ha lasciato il posto fisso e ben retribuito per dedicarsi a un progetto completamente diverso: l'agricoltura biologica. Una scelta che, vista da fuori, poteva sembrare quasi incomprensibile. E infatti, per molti nella sua cerchia più stretta, lo è stata.

La decisione di Shashi Kumar non è stata accolta con entusiasmo dalla sua famiglia. Al contrario, ha generato una frattura profonda. Suo padre, deluso e in disaccordo con quella che considerava una rinuncia insensata a una carriera prestigiosa, ha smesso di parlargli per ben 8 anni.

Otto anni di silenzio, di distanza, di un rapporto interrotto per una scelta di vita che il genitore non riusciva ad accettare. Un prezzo altissimo, pagato sulla propria pelle e sui legami familiari, per inseguire una visione che all'epoca sembrava tutt'altro che sicura. È il classico scenario in cui chi rompe gli schemi si trova, almeno all'inizio, completamente solo di fronte alle proprie scelte.

Akshayakalpa: sei volte sull'orlo del fallimento e poi un fatturato milionario

Il progetto che Shashi Kumar ha deciso di portare avanti si chiama Akshayakalpa, un'azienda nata con l'obiettivo di rivoluzionare la produzione lattiero casearia in India puntando su metodi biologici e su un modello sostenibile per gli agricoltori locali. Ma il percorso imprenditoriale non è stato affatto semplice.

Nei primi 9 anni di attività, l'azienda si è trovata per ben 6 volte sull'orlo della bancarotta. Sei momenti critici in cui tutto sembrava destinato a crollare, in cui il sogno di Shashi Kumar rischiava di infrangersi definitivamente contro la dura realtà dei numeri, dei debiti e delle difficoltà operative tipiche di chi prova a costruire un business completamente nuovo in un settore complesso come quello agricolo.

In uno dei momenti più difficili, a salvare l'azienda dal collasso definitivo sono stati i risparmi della moglie di Shashi Kumar, pari a circa 27mila euro. Una cifra che oggi, guardando ai risultati raggiunti da Akshayakalpa, può sembrare piccola, ma che all'epoca ha rappresentato la differenza tra la chiusura definitiva e la possibilità di continuare a lottare.

Questo dettaglio racconta molto della storia di Shashi Kumar: non un successo costruito dall'oggi al domani, ma un percorso fatto di sacrifici condivisi, di scelte familiari coraggiose e di un sostegno che è arrivato, paradossalmente, proprio da chi gli era rimasto accanto mentre altri, come il padre, si allontanavano.

Oggi la storia di Shashi Kumar e di Akshayakalpa è completamente diversa da quella degli anni difficili raccontati finora. L'azienda fattura circa 54 milioni di euro all'anno, equivalenti a 600 crore di rupie indiane. Un risultato che rende ancora più significativo il percorso di crisi e rilancio attraversato dall'imprenditore.

Il modello di business di Akshayakalpa si basa su una rete di 2.800 agricoltori, che collaborano con l'azienda seguendo metodi di produzione biologica e sostenibile. Ognuno di loro riceve un compenso mensile di circa 1.150 euro, per un totale complessivo che supera i 43 milioni di euro all'anno distribuiti direttamente tra i produttori coinvolti nella filiera.

A completare il quadro finanziario dell'azienda c'è un profitto mensile stimato intorno ai 5,4 milioni di euro, una cifra che testimonia quanto il progetto avviato da Shashi Kumar sia oggi solido, redditizio e capace di generare valore non solo per il fondatore, ma per un intero ecosistema di lavoratori agricoli.

Un modello che valorizza gli agricoltori

Uno degli aspetti più interessanti della storia di Akshayakalpa riguarda proprio il rapporto con i 2.800 agricoltori coinvolti nella produzione. Il compenso mensile garantito, pari a 1.150 euro, rappresenta per molti di loro una svolta economica significativa, soprattutto se paragonato ai guadagni tipici del settore agricolo tradizionale in India, spesso caratterizzato da forte precarietà e redditi molto bassi.

Il modello ideato da Shashi Kumar dimostra come sia possibile costruire un'impresa di successo puntando non solo sulla crescita del fatturato, ma anche sulla creazione di un indotto economico che coinvolge direttamente le comunità rurali. Un approccio che, oltre a garantire risultati economici, ha anche un forte impatto sociale sul territorio in cui l'azienda opera.

La vicenda di Shashi Kumar si inserisce in quel filone di storie che raccontano il coraggio di abbandonare la sicurezza di un impiego garantito per inseguire un progetto personale, spesso osteggiato dall'ambiente familiare e sociale. Dodici anni in Wipro, negli Stati Uniti, rappresentavano una base solida su cui costruire una vita comoda e priva di rischi.

Invece Shashi Kumar ha scelto la strada più difficile: lasciare il lavoro, affrontare l'incomprensione del padre per quasi un decennio, attraversare sei crisi finanziarie quasi fatali nel giro di nove anni e ricostruire, pezzo dopo pezzo, un'azienda che oggi vale decine di milioni di euro.

Un percorso che conferma come, spesso, dietro ai grandi successi imprenditoriali si nascondano anni di difficoltà, dubbi, sacrifici e momenti in cui tutto sembrava destinato a fallire. La differenza, in questi casi, la fanno la perseveranza e la capacità di non arrendersi anche quando il sostegno delle persone più vicine viene meno.

I numeri chiave della storia di Shashi Kumar

Per riassumere i dati più significativi legati al percorso di Shashi Kumar e alla sua azienda Akshayakalpa, ecco i principali punti della vicenda:

  • Esperienza professionale precedente: 12 anni in Wipro, negli Stati Uniti, prima di licenziarsi per dedicarsi all'agricoltura biologica.
  • Conflitto familiare: il padre non gli ha rivolto la parola per 8 anni dopo la sua decisione di lasciare il lavoro fisso.
  • Crisi aziendali: Akshayakalpa ha rischiato la bancarotta 6 volte nei primi 9 anni di attività.
  • Salvataggio economico: i risparmi della moglie, pari a 27mila euro, hanno permesso all'azienda di superare uno dei momenti più critici.
  • Fatturato attuale: circa 54 milioni di euro all'anno, corrispondenti a 600 crore di rupie indiane.
  • Rete di agricoltori: 2.800 collaboratori pagati circa 1.150 euro al mese ciascuno, per un totale di oltre 43 milioni di euro all'anno.
  • Profitto mensile: circa 5,4 milioni di euro.





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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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