Dall’intuizione sul tubetto di maionese alla crescita dei sughi freschi: la storia di Pietro Casella, della Formec Biffi di Lodi, tra impresa, famiglia, memoria e 154 milioni di fatturato.
Pietro Casella ha compiuto 90 anni e la sua Formec Biffi, nata nel Lodigiano nel 1966, ha raggiunto nel 2025 un fatturato comunicato di circa 154 milioni di euro. All’inizio, però, l’idea sembrava poco compatibile con le abitudini italiane: vendere la maionese già pronta in un tubetto, quando nelle case la salsa si preparava ancora con uova, olio e pazienza.
La madre di Casella non pensava che ci fosse un mercato per quella soluzione. In Italia, gli disse, la maionese si faceva in casa e nessuno avrebbe comprato un tubetto. Il figlio aveva maturato un’opinione diversa. Era convinto che i cibi confezionati avrebbero modificato la spesa quotidiana e che la grande distribuzione avrebbe portato sugli scaffali prodotti fino ad allora riservati alla cucina domestica.
Nato a Piacenza, Pietro Casella si è formato come chimico-biologo. Prima di fondare la propria azienda aveva lavorato in una multinazionale alimentare. Quel passaggio gli consentì di conoscere da vicino i processi produttivi, i controlli sulle materie prime e le possibilità offerte dall’industria alimentare. Il 23 agosto 1966 fondò la Formec Alimentari di Casella dr. Pietro e C. a San Rocco al Porto, comune che oggi si trova in provincia di Lodi. Il primo stabilimento misurava circa 120 metri quadrati. Era uno spazio molto lontano, per dimensioni e organizzazione, dal complesso produttivo attuale.
Il debutto commerciale avvenne con Mamy, un formaggino confezionato in tubetto. Poco tempo dopo arrivò la maionese Oro, destinata a diventare il primo capitolo di una vicenda industriale costruita attorno a salse, condimenti, sughi pronti e prodotti freschi.
Portare una preparazione dalla cucina di casa a una linea industriale non significava limitarsi a cambiare il contenitore. Servivano una ricetta stabile, un sistema di conservazione affidabile e una confezione in grado di proteggere il prodotto. Occorreva anche una rete commerciale capace di farlo arrivare nei negozi.
Negli anni Sessanta i prodotti pronti occupavano ancora poco spazio nella cucina italiana. La spesa si fondava soprattutto su ingredienti freschi e preparazioni domestiche; intanto, frigorifero e distribuzione moderna iniziavano a modificare lentamente il rapporto con il cibo. Casella aveva capito che la praticità non avrebbe per forza cancellato la tradizione. Una salsa pronta poteva entrare nelle case come un aiuto per risparmiare tempo e ottenere un risultato costante, senza presentarsi necessariamente come un’alternativa alla cucina fatta in casa.
Il commento della madre rende bene il contrasto al centro della storia. Per lei la maionese preparata in casa restava insostituibile. Il figlio, invece, riteneva che il consumatore avrebbe accettato un prodotto confezionato se quel prodotto avesse garantito qualità, praticità e sicurezza.
La prima produzione partì con mezzi essenziali. Casella acquistò una macchina intubettatrice usata, predispose un piccolo impianto e cominciò a riempire i tubetti con l’aiuto di una sola collaboratrice. L’avvio aveva dimensioni artigianali, ma l’obiettivo era già quello di ottenere una produzione ordinata, ripetibile e adatta a crescere.
Negli anni Settanta Formec mise a punto nuove versioni della maionese e iniziò a lavorare anche per i marchi della grande distribuzione. Alle prime referenze si aggiunsero le salse a base di maionese, le salse leggere, la senape e la pasta di acciughe. Una singola intuizione cominciava così a trasformarsi in un portafoglio di prodotti.
La crescita rese necessari investimenti negli impianti e nelle linee di confezionamento. Negli anni Ottanta nacque la linea Gaia, rivolta soprattutto alla grande distribuzione. Tra il 1982 e il 1983 l’azienda acquisì poi lo storico marchio Paolo Biffi Pasticceria. Biffi aveva alle spalle una storia commerciale e gastronomica autonoma, legata a Milano e alla tradizione del gusto. Formec ne trasferì il posizionamento premium alle salse, ai sughi pronti e alle specialità gastronomiche. Il nome Formec Biffi finì così per riunire due caratteristiche: la capacità industriale costruita da Casella e l’immagine di qualità associata a Biffi.
La società non rimase concentrata sulla maionese. Entrò nel comparto dei sughi, sviluppò il pesto lavorato a freddo e cominciò a rivolgersi tanto al consumatore finale quanto al canale professionale. Accanto ai marchi propri, la produzione comprendeva articoli realizzati per le insegne della distribuzione organizzata.
Negli anni Novanta Formec Biffi si avvicinò con maggiore decisione al settore dei prodotti freschi. Il pesto Nonna Amelia fu uno dei passaggi più rilevanti. Nello stesso periodo l’azienda allargò la propria presenza sui mercati esteri e aumentò la produzione per il segmento private label, cioè per i marchi della grande distribuzione.
La sede legale, operativa e produttiva di Formec Biffi si trova in via Piacenza 20, a San Rocco al Porto, in provincia di Lodi. Il rapporto con il territorio non è quindi soltanto una questione amministrativa: proprio qui Casella ha costruito l’impresa e qui la storia aziendale continua a essere raccontata. Il complesso occupa una superficie complessiva indicata in circa 180 mila metri quadrati, dei quali 30 mila sono dedicati allo stabilimento. Le dimensioni attuali derivano da ampliamenti successivi, avvenuti quando la produzione iniziale di maionese e formaggini ha lasciato il posto a un’organizzazione molto più articolata.
Il passaggio ai freschi ha richiesto un lavoro di ricerca specifico. Il pesto, per esempio, deve mantenere profumo, colore e caratteristiche organolettiche, conservando al tempo stesso la praticità della confezione. Per arrivare a questo risultato l’azienda ha lavorato sulle materie prime, sulle tecnologie di lavorazione e sui sistemi di confezionamento, fino a sviluppare una linea articolata di sughi freschi.
La logica di fondo era simile a quella che aveva guidato la maionese: prendere una preparazione familiare alla cucina italiana e renderla più semplice da acquistare, conservare e utilizzare. Il prodotto industriale, in questa prospettiva, non si limita a riprodurre la ricetta domestica. La adatta ai tempi e alle esigenze della distribuzione moderna.
Il dato di 154 milioni di euro di fatturato si riferisce al 2025 ed è stato comunicato dall’azienda durante le celebrazioni per i 60 anni di attività. È la cifra impiegata nella comunicazione industriale e negli articoli più recenti per descrivere le dimensioni raggiunte da Formec Biffi.
Per leggere correttamente i numeri bisogna però distinguere tra il fatturato comunicato e i ricavi risultanti dai bilanci depositati. Per la società Formec Biffi S.p.A., i dati economici indicano ricavi pari a 148.494.281 euro nel 2023, 148.308.717 euro nel 2024 e 147.036.346 euro nel 2025. I 154 milioni possono quindi dipendere da una modalità di calcolo diversa, da un dato gestionale oppure da un perimetro commerciale più ampio rispetto al solo valore civilistico dei ricavi:
| Riferimento | Dato economico | Anno |
| Fatturato comunicato dall’azienda | Circa 154 milioni di euro | 2025 |
| Ricavi risultanti dai dati di bilancio | 148.494.281 euro | 2023 |
| Ricavi risultanti dai dati di bilancio | 148.308.717 euro | 2024 |
| Ricavi risultanti dai dati di bilancio | 147.036.346 euro | 2025 |
La differenza tra i due riferimenti non modifica il dato di fondo. L’impresa partita nel 1966 da un piccolo stabilimento è oggi una realtà alimentare di grandi dimensioni, presente nella grande distribuzione, nel food service e sui mercati internazionali.
Nel 2025 la sua attività non ruotava soltanto attorno alla maionese. Il portafoglio comprendeva salse, condimenti, pesto, sughi pronti, prodotti freschi, referenze a lunga conservazione e articoli prodotti per i marchi della distribuzione. La produzione per conto terzi affianca quella a marchio Biffi e consente di servire canali commerciali differenti.
A 90 anni Pietro Casella conserva il ruolo di fondatore e presidente di Formec Biffi. La sua figura resta legata alle scelte sull’innovazione, alla qualità dei prodotti e alla memoria dell’azienda, ma la gestione di una realtà industriale di queste dimensioni coinvolge oggi competenze e responsabilità distribuite.
La famiglia garantisce continuità al progetto imprenditoriale, ma non è corretto attribuire automaticamente ai singoli familiari incarichi operativi o quote societarie senza indicazioni ufficiali. Le informazioni disponibili identificano con chiarezza Casella come fondatore e presidente.
La storia di Formec Biffi mostra quindi come un’intuizione personale sia diventata un’organizzazione articolata, sostenuta da impianti, manager, ricercatori e lavoratori. Il legame familiare rimane parte dell’identità dell’impresa, mentre la crescita è stata costruita attraverso prodotti diversi, investimenti industriali e una presenza estesa nei canali commerciali italiani ed esteri.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...