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ITS Academy, i problemi da risolvere nonostante il grande successo

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di Marcello Tansini pubblicato il

Gli ITS Academy stanno vivendo una crescita senza precedenti in Italia, ma emergono criticità dopo la selezione: tra aumento delle iscrizioni, valore del diploma, sfide sociali e rischio dispersione, il sistema si trova davanti a nuove sfide da affrontare.

Negli ultimi anni, il sistema degli ITS Academy ha visto una rapida espansione, segnando una nuova era per la formazione tecnica post-secondaria italiana. Questo fenomeno non si limita più a semplici segnali statistici: la crescita degli iscritti si è trasformata in un vero movimento strutturale, sostenuto da politiche pubbliche, interventi finanziari e dalla crescente richiesta di competenze altamente specializzate da parte delle imprese. Tuttavia, il percorso di selezione presenta una caratteristica meno visibile ma rilevante: nonostante il numero importante di candidati che superano le prove di ammissione, una parte significativa non finalizza l’iscrizione definitiva. Questo elemento rappresenta una delle sfide più attuali, implicando riflessioni su orientamento, attrattività della formazione tecnica e allineamento tra aspettative e realtà nei percorsi post-diploma. 

Gli ITS Academy sono Istituti Tecnologici Superiori costituiti come fondazioni partecipate da scuole, enti di formazione, università e imprese. La riforma del 2022 ha attribuito loro un ruolo centrale nell’istruzione tecnica post-diploma italiana, rendendoli una delle principali alternative all’università. La caratteristica distintiva risiede nell’impostazione didattica: almeno il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro e offerta formativa progettata insieme alle aziende, garantendo allineamento costante con l’evoluzione del mercato.

  • Percorsi della durata di 2 o 3 anni, con rilascio di un diploma di V o VI livello EQF, riconosciuto in Europa.
  • Integrazione tra teoria e pratica (30–40% minimo di ore in laboratorio o stage in azienda per i percorsi biennali, fino a 900 ore per i triennali).
  • Accesso tramite selezione pubblica: test scritto (logica, lingua inglese, materie specifiche) e colloquio motivazionale, con graduatoria finale.
  • I corsi sono generalmente gratuiti, finanziati da fondi del PNRR, Ministero dell’Istruzione e Regioni.
Il valore aggiunto consiste nell’apprendere competenze immediatamente spendibili nell’industria, grazie a una didattica learning by doing, al coinvolgimento di professionisti e periodi cruciali di stage reali, anche all’estero. Il diploma, oltre a favorire il rapido inserimento lavorativo, permette la prosecuzione degli studi universitari grazie a crediti riconosciuti.

La crescita degli iscritti e il ruolo del PNRR: numeri, geografie e aree tecnologiche

La spinta delle risorse PNRR ha agito da vero catalizzatore per l’espansione degli ITS Academy. Dal 2021 a oggi, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, gli iscritti sono passati da circa 13.000 a oltre 40.000, con più di 22.000 nuove immatricolazioni solo nel 2024. Questo trend è perfettamente in linea con l’obiettivo di raddoppiare entro tre anni i numeri di partenza, confermando la validità della strategia nazionale per la formazione tecnica superiore.

  • Lombardia è la regione leader per numero di iscritti, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna.
  • L’area tecnologica con il maggior numero di studenti resta la meccanica e la meccatronica, pilastri della manifattura italiana.
  • La riforma ha portato a 10 aree tecnologiche riconosciute, tra cui ICT, logistica, automazione, scienze della vita e turismo, ampliando notevolmente l’offerta.
Anno Iscritti
2021 13.000 ca.
2023 30.000 ca.
2024 Oltre 40.000
Oltre all’aumento dei numeri, la partecipazione delle imprese nei processi formativi e le risorse per laboratori e docenze hanno portato una profonda innovazione nei modelli didattici, rendendo l’istruzione tecnica superiore un canale sempre più visibile e attrattivo.

Domanda delle imprese, tasso di occupazione e valore del diploma ITS

L’accelerazione degli ITS Academy non è solo frutto dell’offerta istituzionale, ma è alimentata da un’intensa domanda di profili tecnici specialistici espressa dalle imprese. Le aziende italiane, soprattutto nei settori tecnologici avanzati, dichiarano un fabbisogno di circa 120.000 diplomati ITS nel 2025, mentre il sistema riesce a produrne meno della metà, generando un gap rilevante tra richiesta e disponibilità effettiva.

  • Tasso di occupazione superiore all’85% entro un anno dal diploma, con una coerenza tra titolo e lavoro che supera il 90%.
  • Le principali aree di inserimento riguardano meccatronica, automotive, industria 4.0, ICT, logistica, biomedicale e scienze della vita.
  • Il diploma ITS ha validità europea (V o VI EQF), abilitando sia a carriere immediate sia, con integrazioni, a percorsi universitari.
Settore Impiego coerente (%)
Meccanica e Meccatronica 94
ICT 92
Biomedicale 91
Il successo occupazionale è legato all’elevato livello di specializzazione, alle collaborazioni costanti con le imprese – che spesso assumono direttamente dopo il tirocinio – e alla centralità delle competenze «pronte all’uso» costruite durante il percorso.

Il paradosso post-selezione: perché molti idonei rinunciano all’iscrizione finale?

A fronte di una domanda potenziale in forte ascesa e di numerosi candidati che superano le selezioni, il passaggio da idoneo a iscritto effettivo rappresenta un punto critico. Secondo il monitoraggio Indire 2024, su oltre 26.000 domande di partecipazione alle selezioni, più di 22.000 si sono presentate alle prove, quasi 19.600 hanno ottenuto l’idoneità, ma solo circa 9.000 hanno poi perfezionato l’iscrizione. Questa differenza significativa rivela un fenomeno di dispersione nascosto, che rischia di limitare l’efficacia dell’ampliamento dei percorsi tecnici.

  • Orientamento insufficiente: molti candidati affrontano la scelta dell’ITS senza una piena consapevolezza delle proprie attitudini o senza la reale comprensione dell’impegno richiesto.
  • Divergenza tra aspettative e realtà: alcuni vedono l’ITS come una scorciatoia rispetto all’università, salvo poi scoprire che le richieste di frequenza, partecipazione continua in laboratorio e serietà degli stage sono elevate.
  • Costi e logistica: la copertura delle borse di studio e dei contributi non sempre è sufficiente per chi risiede lontano dalle sedi, specialmente se si considera la necessità di presenza minima all’80% delle ore.
  • Scarsa percezione sociale: resiste, specie in alcune famiglie e territori, la percezione che la formazione tecnica «valga meno» rispetto a percorsi universitari, nonostante i dati di occupazione lo smentiscano.
Si delinea così la necessità di rafforzare gli strumenti di orientamento già nella scuola secondaria e garantire informazioni chiare su contenuti, sbocchi e impegni richiesti da ogni indirizzo ITS Academy. Solo così si potrà limitare la dispersione e convertire pienamente l’enorme bacino potenziale di studenti interessati in percorsi effettivamente completati.

Sfide ancora aperte: disparità di genere, disuguaglianze territoriali e rischio dispersione

Sebbene il modello degli ITS Academy abbia mostrato risultati di eccellenza nell’inserimento professionale, restano aperte criticità strutturali che frenano una piena democratizzazione del sistema:

  • Disparità di genere: solo il 25% degli iscritti sono donne, una quota sostanzialmente stabile nonostante il boom di nuove immatricolazioni, con forti distanze in aree come meccanica o ICT.
  • Diversità territoriali: regioni del Centro-Nord (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) concentrano oltre la metà dell’offerta e degli iscritti, mentre in Sud e isole l’accesso resta più limitato, anche a causa di meno sedi e minor presenza industriale.
  • Rischio dispersione: il collo di bottiglia tra selezione e iscrizione, già descritto, può generare frustrazione e spreco di risorse, limitando l’effettivo impatto sulle politiche occupazionali giovanili.
L’innovazione didattica, la flessibilità di accesso e la promozione attiva di modelli inclusivi rappresentano piste di lavoro irrinunciabili per disinnescare queste fragilità e rendere il sistema ITS Academy sempre più rappresentativo dell’intera società italiana.


Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...

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