Khaby Lame, icona globale e protagonista indiscusso del famoso social network TikTok, ha deciso di cedere la sua società e mettere a disposizione la propria persona - nel senso più profondo del termine - per consentire la creazione di un vero e proprio gemello digitale. Non si tratta soltanto di capitalizzare follower o sponsorizzazioni: questa scelta inaugura una nuova fase, in cui l'identità personale viene trasferita e scalata tramite algoritmi avanzati.
La questione sottostante va ben oltre l'aspetto finanziario e solleva temi di esperienza, affidabilità e autorevolezza che coinvolgono la società nel suo insieme, dal valore della presenza online all'etica dei nuovi modelli di business basati sull'intelligenza artificiale.
La vendita della società di Khaby Lame: dettagli e valutazione
Nel panorama degli accordi internazionali, la cessione della società da parte di Khaby Lame si distingue per dimensioni e struttura. Secondo i documenti depositati presso la SEC americana, la transazione - conclusa l'11 gennaio 2026 - ha visto il trasferimento del pacchetto di controllo di Step Distinctive Limited a favore di Rich Sparkle Holdings Limited, gruppo quotato al Nasdaq (ticker ANPA). Il valore dell'operazione sfiora i 975 milioni di dollari, cifra calcolata come valore di mercato delle 75 milioni di nuove azioni Rich Sparkle poste a compensazione degli asset ceduti:
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Non si è trattato di un pagamento in denaro, bensì di uno scambio azionario strategico.
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La società ceduta controllava direttamente i diritti d'immagine e tutte le attività di e-commerce e branding globale legate al nome del creator.
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Khaby Lame possedeva il 49% della holding.
La valutazione della società non riflette solo i guadagni attuali, ma proietta il suo potenziale futuro nel settore del live streaming e-commerce e nella valorizzazione dell'identità come proprietà intellettuale. La due diligence effettuata prima della chiusura dell'accordo ha fissato una soglia di valutazione pari a 900 milioni di dollari, superata grazie alla solidità e alla proiezione dei ricavi futuri generati soprattutto dall'utilizzo della tecnologia.
Spicca inoltre la particolarità del contratto, che autorizza formalmente l'uso dei dati biometrici (voce, volto, gestualità) a scopo di creazione di un avatar digitale. Mentre il pagamento in azioni trasforma Khaby Lame in azionista e partner strategico della società acquirente, si apre la strada a una partnership di lungo periodo, in cui la distinzione tra individuo, impresa e asset digitale diventa sempre più sottile.
Il gemello digitale: identità, intelligenza artificiale e nuovo modello di business
Il cuore dell'operazione risiede nel via libera alla creazione di un gemello digitale: un avatar generato tramite intelligenza artificiale che replica fedelmente non solo le sembianze, ma anche la voce, i comportamenti e la capacità di interazione multilingue di Khaby Lame:
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L'accordo prevede l'impiego di Face ID, modelli vocali e analisi comportamentali per ottenere una copia virtuale iperrealistica.
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Questo gemello digitale sarà in grado di generare contenuti video in tempo reale, comunicare simultaneamente in diverse lingue - tra cui inglese, cinese e arabo - e operare h24 su numerosi mercati globali.
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L'avatar potrà essere utilizzato per campagne promozionali, live shopping ed eventi digitali, svincolando l'attività dalla presenza fisica del creatore.
Dal punto di vista giuridico ed economico, la personalità - tradizionalmente protetta dal diritto sulla privacy e sullo sfruttamento dell'immagine - viene riconfigurata come
asset industriale e IP (Intellectual Property). Questo conferisce alla persona un valore scalabile, replicabile attraverso linee di codice e algoritmi. Il nuovo modello di business consente di:
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superare le limitazioni del tempo umano;
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espandere la definizione di identità;
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trasformare la notorietà digitale in flusso di ricavi strutturati.
A gestire i processi operativi sarà Anhui Xiaoheiyang Network Technology, gigante cinese del live streaming, che si occuperà di produzione, logistica e distribuzione mirata in mercati chiave come Stati Uniti, Medio Oriente e Sud-Est asiatico.
Il gemello digitale rappresenta così il primo esperimento concreto di automatizzazione del personal branding su larga scala, in cui il
vero protagonista cede il passo a un'infrastruttura di sé stesso.
Le ripercussioni dell'accordo: dalla creator economy alla asset economy
La cessione della società e l'introduzione del clone digitale segnano un cambio di paradigma: si passa da una creator economy centrata sulla creatività umana e il limite del tempo individuale, ad una asset economy dove la personalità viene trattata come bene produttivo autonomo:
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Il valore non è più legato alla performance umana singola, ma alla possibilità di moltiplicarsi e monetizzare simultaneamente su più mercati.
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Viene meno il collo di bottiglia rappresentato dal tempo umano: l'avatar è operativo 24/7, favorendo ricavi potenzialmente esponenziali.
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La replica digitale può essere concessa in uso a terzi per campagne globali, rendendo l'identità personale uno strumento di mercato.
Le stime indicate dagli analisti suggeriscono che il solo ecosistema fan/product experience collegato all'immagine standardizzata potrebbe valere oltre 4 miliardi di dollari all'anno. Stando ai documenti, Khaby Lame non viene sostituito: la sua presenza nel management resta indispensabile per garantire coerenza narrativa, riconoscibilità del brand e controllo della reputazione. Il fenomeno della finanziarizzazione dell'identità impone nuove domande su diritto d'immagine, proprietà dei dati biometrici, sostenibilità del modello e regole di ingaggio per i consumatori.
Come cambierà il futuro di Khaby Lame: opportunità e rischi
Con la conclusione dell'accordo, Khaby Lame non si limita a una vendita ma evolve nel ruolo di stakeholder strategico, portavoce e campione di una nuova forma di presenza digitale. Se da un lato il gemello digitale promette di amplificare le opportunità di business su scala globale, dall'altro introduce rischi inediti:
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L'identità personale viene separata dal tempo e dallo spazio reale, esponendo chi la detiene a sfide reputazionali e regole normative sempre più complesse.
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L'overdose di contenuti generati dall'avatar, se non governata, può determinare disaffezione da parte degli utenti o svalutazione dell'asset.
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Il vero Lame resta insostituibile per eventi dal vivo, collaborazioni di alto profilo e sviluppo di nuovi format.
Khaby mantiene una posizione centrale nella gestione delle strategie commerciali e narrative del brand, pur cedendo in parte il controllo operativo. La partnership con Rich Sparkle Holdings gli garantisce l'accesso a risorse e tecnologie, ma la longevità del modello dipenderà dalla capacità di mantenere
un equilibrio tra innovazione, autenticità e riconoscibilità. Il rischio maggiore? Che l'autenticità percepita - vero motore di fiducia verso il pubblico - possa sbiadire di fronte alla serializzazione dei contenuti digitali.
Le reazioni pubbliche, i dubbi e le sfide etiche della digitalizzazione dell'identità
La notizia dell'operazione ha generato un dibattito acceso sia tra addetti ai lavori sia tra il pubblico. Da un lato entusiasmo e ammirazione per il percorso imprenditoriale di Khaby, dall'altro preoccupazioni di tipo etico e sociale. Le opinioni sono polarizzate:
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C'è chi vede nella creazione del doppio digitale una naturale evoluzione della comunicazione di massa; altri temono una perdita di autenticità e la progressiva mercificazione dell'identità individuale.
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Sorgono interrogativi sulla trasparenza nell'uso dell'AI, sulla necessità di etichettare i contenuti generati artificialmente e sulle ricadute a lungo termine sul mercato del lavoro creativo.
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Sul piano giuridico, la gestione dei dati biometrici richiederà nuove norme di tutela, alla luce del GDPR e delle disposizioni sulla privacy.
L'impatto reputazionale dipenderà dalla capacità del gemello digitale di mantenere coerenza con la narrazione originale, senza ridursi a una versione vuota e ripetitiva. La sfida per il pubblico sarà distinguere tra interazioni autentiche e simulacri algoritmici, mentre aziende e investitori dovranno affrontare nuovi livelli di responsabilità e trasparenza.
Nel giugno 2025, la figura di Khaby è stata al centro di una controversia legata alle leggi sull'immigrazione statunitensi. Secondo le fonti, dopo essere stato identificato dall'ICE (Immigration and Customs Enforcement) a Las Vegas per un visto scaduto, è stato trattenuto per alcune ore e quindi invitato a lasciare volontariamente il Paese:
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L'arresto, segnalato inizialmente da utenti social e confermato da una nota dello stesso ICE, si è concluso con la semplice espulsione e senza ulteriori conseguenze penali, grazie allo status di residente italiano.
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Sui canali social di Khaby non comparivano riferimenti all'incidente. Le uniche informazioni sono state rilanciate in Italia e dagli ambienti social statunitensi, ma non ne sono seguite dichiarazioni ufficiali da parte del diretto interessato o del suo staff.
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Non risulta chiaro quale fosse il visto di ingresso e se il controllo sia avvenuto anche in seguito a una segnalazione pubblica.
La vicenda ha generato un'ondata di discussione sul rapporto tra popolarità digitale e norme locali, oltre a evidenziare quanto la ribalta internazionale esponga i creator, come Khaby Lame, anche a rischi regolamentari e mediatici, a prescindere dalle reali responsabilità personali.