Nei cedolini dello stipendio NoiPa di gennaio 2026 per il personale scolastico, sono emerse diffuse anomalie che hanno coinvolto sia i docenti che il personale ATA. NoiPA, il sistema centrale per la gestione pagamenti della Pubblica Amministrazione, ha formalmente riconosciuto diversi errori nel calcolo sia degli aumenti tabellari sia degli arretrati previsti dal rinnovo contrattuale 2022-2024. Tali irregolarità, riscontrate dopo attento controllo da parte dei lavoratori e segnalate anche dalle organizzazioni sindacali, hanno generato disorientamento tra i destinatari dei cedolini in quanto gli importi liquidati non sempre corrispondono alle aspettative e alle tabelle ufficiali.
Quali errori sono stati commessi nei cedolini di gennaio 2026
Gli errori emersi nei cedolini NoiPA di gennaio 2026 riguardano sia gli importi degli arretrati sia la corretta applicazione degli aumenti retributivi previsti dal nuovo CCNL. Secondo le ammissioni della stessa amministrazione centrale, il calcolo degli arretrati e degli stipendi tabellari risulta incompleto, costringendo i beneficiari a rivedere attentamente la busta paga appena pubblicata sul portale. Entrando più nel dettaglio, sono emersi:
- Calcolo parziale degli arretrati: per molti dipendenti, soprattutto docenti e ATA con variazioni di gradone nel periodo 2024-2025, la somma liquidata non riflette l’esatto importo spettante secondo le nuove tabelle contrattuali. Gli errori hanno interessato sia la base imponibile che le voci accessorie, penalizzando chi ha subito cambi di posizione o periodi di assenza.
- Incongruenze sugli aumenti medi lordi: l’importo degli aumenti, che avrebbe dovuto aggirarsi intorno ai 160 euro lordi medi, non sempre viene riportato correttamente nel cedolino, con fluttuazioni sensibili fra lavoratori della stessa fascia o qualifica.
- Gestione difforme degli importi una tantum: sebbene NoiPA abbia già chiarito che le somme una tantum legate all’articolo 16 saranno liquidate soltanto con il prossimo cedolino di febbraio 2026, in alcuni cedolini sono state riscontrate anticipazioni o voci non allineate ai criteri normativi.
- Errori nelle ritenute: particolarmente critici sono stati i conteggi relativi a ritenute previdenziali e fiscali, che in alcune situazioni hanno portato a una riduzione non corretta degli importi netti in pagamento.
La
presenza di questi errori è stata confermata da NoiPA attraverso comunicazioni ufficiali, che assicurano una prossima rielaborazione dei calcoli e il riconoscimento di eventuali somme mancanti.
Come vengono calcolati gli arretrati e gli aumenti stipendiali
Il meccanismo di determinazione di arretrati e aumenti stipendiali per docenti e ATA segue criteri regolati sia dal nuovo CCNL 2022-2024 sia dalle specifiche istruzioni di NoiPA. Gli arretrati liquidati con il cedolino di gennaio 2026 fanno riferimento al periodo 2024-2025 e tengono conto delle variazioni di gradone, delle assenze, delle somme già percepite e delle IVC (Indennità di Vacanza Contrattuale) riconosciute negli anni precedenti:
- Base di partenza: si utilizzano le nuove tabelle retributive stabilite dal CCNL, aggiornate al 23 dicembre 2025, che prevedono un incremento stipendiale medio di circa 160 euro lordi mensili.
- Ricalcolo retroattivo: per quanto riguarda gli arretrati, si procede alla differenza tra quanto spettante secondo i nuovi parametri e quanto già percepito, considerando per ogni periodo di riferimento la posizione individuale: gradone di appartenenza, eventuali passaggi di fascia, giornate di assenza, somme di IVC effettivamente pagate. Ad esempio, un docente che ha cambiato gradone nel 2024 avrà diritto ad aumenti proporzionali nei mesi di permanenza nel vecchio e nel nuovo gradone.
- Deduzioni e tassazione: sull’importo lordo spettante vengono applicate le ritenute assistenziali (11,15% per stipendio, 9,15% per voci accessorie come RPD e una tantum) e l’IRPEF media personalizzata, calcolata sulla base del cedolino di dicembre o gennaio.
- Tassazione separata: gli arretrati sono soggetti a tassazione separata secondo l’art. 21 del TUIR, utilizzando solo l’aliquota media risultante dal cedolino e mai quella massima di scaglione.
Il risultato finale è un importo netto diverso tra lavoratori della stessa qualifica a causa delle molteplici variabili coinvolte. Oltre agli arretrati e agli aumenti, vanno considerati gli
importi una tantum che, come chiarito da NoiPA, saranno liquidati in una emissione separata (febbraio 2026) e che vanno da 111,70 euro lordi per il personale docente a 270,70 per il personale ATA.
Le principali differenze tra importi lordi, netti e una tantum nei cedolini NoiPA
Nell’analisi del cedolino stipendiale, è essenziale distinguere con attenzione fra l’importo lordo, il netto in busta e le somme una tantum. L’errore di interpretazione di questi valori è uno dei fattori che genera maggiore confusione tra il personale scolastico.
- L’importo lordo rappresenta la cifra totale stabilita dalle nuove tabelle salariali prima dell’applicazione di qualsiasi trattenuta, sia essa assistenziale che fiscale.
- L’importo netto è invece il risultato delle detrazioni per le ritenute previdenziali (generalmente 11,15% sulla parte stipendiale ordinaria, 9,15% sulle indennità accessorie) e dell’IRPEF calcolata con aliquota media personalizzata in base alla situazione fiscale del lavoratore.
- Le somme una tantum, disciplinate dall’art. 16 dell’ultimo CCNL, sono importi aggiuntivi liquidati separatamente dal cedolino ordinario e destinati esclusivamente a chi soddisfa i criteri di anzianità, tra cui l’attivazione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2023 e la mancata cessazione anticipata.
Per fornire
un quadro sintetico delle differenze, si può ricorrere alla seguente tabella:
| Tipo di importo |
Definizione |
Rilevanza nel cedolino |
| Lordo |
Totale prima delle ritenute |
Tabella delle competenze spettanti |
| Netto |
Importo dopo tutte le detrazioni |
Somma accreditata sul conto corrente |
| Una tantum |
Somma eccezionale, separata |
Indicata solo nei mesi specifici |
Il cedolino evidenzia le diverse tipologie di voci per evitare fraintendimenti ma è sempre consigliabile controllare dettagliatamente la colonna di imponibile fiscale e la voce delle ritenute per una corretta verifica dell’importo realmente spettante.
Cosa controllare nel cedolino per evitare importi sbagliati
Al fine di verificare la correttezza del cedolino stipendiale ricevuto da NoiPA, la consultazione attenta di alcune voci e colonne è fondamentale. Ecco gli elementi chiave da analizzare:
- Posizione professionale e gradone: assicurarsi che siano aggiornati secondo l’eventuale passaggio avvenuto nel 2024 o 2025 e che la qualifica riportata sia corretta.
- Elenchi degli arretrati: controllare che la voce "Arretrati CCNL" tenga conto degli anni oggetto di rivalutazione (2024 e 2025), distinguendo eventuali quote per periodi differenti di gradone o presenza/assenza.
- Valore delle ritenute previdenziali: verificare che non venga applicata la stessa percentuale su tutte le voci (errore comune l’11,15% sulla RPD, che invece prevede il 9,15%).
- Aliquota IRPEF media: il valore usato per il calcolo deve essere quello personalizzato e riportato sul cedolino di gennaio o dicembre; diffidare da tabelle generiche o calcoli presunti.
- Importo netto finale: confrontare la cifra accreditata con il totale indicato sul cedolino dopo detrazioni e ritenute, verificando l’eventuale mancanza della "una tantum", che sarà accreditata solo successivamente.
- Note e comunicazioni ufficiali: leggere eventuali annotazioni sul cedolino relative al motivo di pagamenti parziali, rinvii o rettifiche promesse da NoiPA.
Come richiedere la rettifica e ottenere il pagamento corretto da NoiPA
Se dal controllo emergono difformità rispetto agli importi attesi,
il dipendente può avviare la richiesta di rettifica secondo un preciso iter:
- Apertura di un ticket di assistenza sul portale NoiPA: l’utente accede alla propria area riservata, segnala il problema indicando dettagliatamente la voce contestata e, se possibile, allegando documentazione utile (tabelle, vecchi cedolini, risposte precedenti).
- Verifica con il supporto sindacale: coinvolgere le organizzazioni sindacali può facilitare la gestione del reclamo, soprattutto in presenza di errori collettivi o interpretazioni poco chiare delle norme contrattuali.
- Attendere la rielaborazione automatica: NoiPA ha dichiarato che il ricalcolo delle somme non spettanti avverrà centralmente e senza necessità di richiesta per tutti i casi generali. Tuttavia, è prudente mantenere traccia delle comunicazioni ricevute.
- Consultazione della Ragioneria Territoriale dello Stato: per casi particolarmente complessi, il supporto della RTS può fornire ulteriori chiarimenti, pur non potendo intervenire direttamente sulle procedure centrali di NoiPA.
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