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L'economia e la ricchezza sono dei 50-65enni in Italia: i prossimi 10 anni raccontanti dal Prof.re Brambilla

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Come i 50-65enni siano al centro del panorama economico italiano: demografia, ricchezza, consumi innovativi, risparmio, ruolo imprenditoriale ed equilibri intergenerazionali, guardando alle sfide.

Nel contesto della transizione demografica in corso, la fascia 50-65 anni si afferma come pilastro economico e sociale del Paese. Questa generazione, cresciuta durante l'espansione economica del secondo dopoguerra, oggi detiene la quota più significativa di risorse finanziarie, immobiliari e produttive. Le persone appartenenti a questo gruppo anagrafico si caratterizzano per un livello di reddito elevato, patrimonio consistente e tasso di indebitamento contenuto. 

Le analisi del Prof. Brambilla offrono una prospettiva che invita a rileggere il ruolo di questa generazione al centro delle trasformazioni del sistema Italia: la presenza di risorse accumulate negli anni rappresenta un motore potenziale di sviluppo, capace di influenzare consumi, settore immobiliare, attività imprenditoriali e trasferimenti intergenerazionali. Prevedere e accompagnare l'evoluzione dei bisogni e delle scelte di queste coorti significa, dunque, contribuire a delineare il futuro stesso del benessere collettivo.

Demografia e longevità: la nuova composizione sociale

L'invecchiamento progressivo della popolazione italiana sta riscrivendo la struttura sociale, ridisegnando rapporti generazionali e scenari di sostenibilità del sistema di welfare. Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2024 gli ultra65enni ammontano a circa 14,3 milioni, ovvero il 24,3% della popolazione totale. Questo numero è destinato a salire ulteriormente: la proiezione per il 2035 prevede che un terzo degli italiani supererà i 65 anni, raggiungendo il 34,5% entro il 2050. Il fenomeno è accentuato dalla bassa natalità e dall'aumento dell'aspettativa di vita, che pone il Paese ai vertici delle classifiche UE per longevità, sebbene con un divario tra vita media e anni in buona salute ancora marcato.

L'assetto demografico italiano si caratterizza così per la crescita costante delle fasce d'età elevate, con effetti diretti sulla composizione delle famiglie, sulla domanda di servizi sanitari, assistenziali e abitativi e sulle dinamiche del mercato del lavoro. La cosiddetta compressione della morbilità, cioè il ritardarsi dell'insorgenza delle patologie croniche, implica che una larga parte degli over 65 resti attiva, autonoma e partecipe nella società per periodi più lunghi rispetto al passato.

Parallelamente, il processo di invecchiamento incide sulla distribuzione territoriale della popolazione, con impatti differenti tra aree urbane e rurali e la conseguente necessità di ripensare città e servizi. Le scelte politiche avviate secondo la strategia del mainstreaming ageing mirano a includere l'invecchiamento in tutte le politiche, rafforzando l'integrazione verticale tra Stato, Regioni e comunità locali e riducendo le disuguaglianze socio-economiche che ancora permangono nei percorsi di invecchiamento.

Patrimonio, reddito e casa dei 50-65enni e over 65

Il binomio tra patrimonio immobiliare e stabilità del reddito garantisce ai Longennial italiani un primato nella detenzione della ricchezza nazionale. Le ultime rilevazioni della Banca d'Italia mostrano che alla fascia tra i 50 e i 65 anni spetta il reddito medio equivalente più elevato: 23.110 euro, superato solo dagli over 65 con 24.090 euro. Questo rappresenta una crescita notevole rispetto ai valori del 2006, quando i più giovani detenevano valori superiori, e segna oggi una differenza di quasi 3.000 euro a favore delle generazioni mature.

Sotto il profilo patrimoniale, oltre il 75% della ricchezza immobiliare e mobiliare nazionale è detenuta da individui con più di 50 anni. Per i soli capofamiglia over 65, il valore medio dell'immobile posseduto si attesta a 281.000 euro. Su 9,1 milioni di nuclei familiari guidati da ultra65enni, la ricchezza immobiliare ammonta a circa 2.599 miliardi di euro, pari al 38,64% del totale, mentre i 50-64enni cumulano 2.467 miliardi (37,26%).

Un altro tratto distintivo consiste nell'altissima percentuale di case di proprietà: il 90,7% degli over 65 e l'85,2% dei 55-64 anni vive in abitazioni di proprietà, dato che testimonia tanto la capacità di accumulo quanto la tendenza a destinare le proprie risorse alla stabilità familiare. Dal punto di vista del debito, le generazioni più anziane risultano tra le meno esposte, godendo inoltre di redditi pensionistici e rendite non influenzate dai cicli economici.

Questo livello di sicurezza consente non solo un potere di acquisto superiore ma anche una maggiore resilienza in fasi di crisi globale, come sperimentato con le turbolenze internazionali. Secondo il Prof. Brambilla, lo spendibile netto annuo degli over 65 era già stimato nel 2022 a 288,7 miliardi (al netto di tasse), con una proiezione fino al 2030 di 391 miliardi annui e una crescita ancora prevista fino al 2050, anche grazie all'aumento del numero relativo nella popolazione:

Fascia anagrafica

Reddito medio equivalente (€)

Patrimonio immobiliare medio (€)

50-65 anni

23.110

289.000

Over 65

24.090

281.000

Silver economy: consumi, abitudini e opportunità

La Silver Economy, termine ormai entrato nel dibattito internazionale, identifica l'insieme delle attività economiche generate dalla domanda di beni e servizi da parte della popolazione senior. In Italia, secondo una stima del Centro Studi Itinerari Previdenziali, gli over 50 generano il 67,7% dei consumi nazionali. Analizzando le tendenze degli ultimi anni, emerge una progressiva diversificazione del paniere di spesa:

  • Beni e servizi per la salute (assistenza, farmaci, prevenzione)
  • Prodotti e attività orientate al benessere psichico e fisico (palestre, tempo libero, turismo esperienziale)
  • Interventi per l'abitare: riqualificazione edilizia orientata all'efficienza energetica, domotica, soluzioni abitative innovative come il cohousing, pensate per la convivenza solidale
  • Consumi culturali e relazionali, viaggi, attività ricreative
  • Acquisti di valore destinate ai familiari o a investimenti immobiliari per i figli e i nipoti
La mutevolezza delle preferenze, insieme alla maggiore disponibilità economica, sta stimolando l'offerta di soluzioni e servizi innovativi nei settori della salute, dell'abitazione, del turismo e del tempo libero. A trainare questa trasformazione è una generazione Silver molto diversa da quella del passato: più attiva, curiosa e tecnologicamente alfabetizzata, con l'obiettivo di mantenere autonomia e benessere anche in età avanzata.

Interessante il ruolo emergente delle imprese che sviluppano servizi personalizzati per le persone senior, dalla domotica alla telemedicina, dal supporto alla mobilità al turismo age-friendly, insieme alla crescita di settori collaterali, come la pet economy. In questo scenario, la dimensione relazionale dei consumi (beni/servizi che creano benessere condiviso) si affianca sempre più a quella esperienziale.

Risparmio e investimenti tra prudenza e nuove sfide

Il tasso di risparmio degli italiani, oggi sopra il 58%, ha raggiunto il valore più alto degli ultimi vent'anni. A trainare questo dato sono proprio le generazioni mature: oltre due terzi degli over 60 continuano a risparmiare regolarmente, mostrando una preferenza per strategie finanziarie orientate alla sicurezza e alla progettualità familiare. La propensione all'accantonamento ha una duplice natura:

  • Precauzionale: tutela di fronte agli imprevisti (36% degli intervistati)
  • Intenzionale: risparmio finalizzato a progetti, trasferimenti intergenerazionali, investimenti immobiliari per figli e nipoti (38%)
La casa rimane il cuore del patrimonio: quasi l'80% delle famiglie abita in immobili di proprietà, sia come garanzia che come investimento per il futuro delle nuove generazioni. La quota di coloro che acquistano immobili nella silver age è significativa, con il 22% delle operazioni destinate ai figli. Le scelte d'investimento restano improntate alla prudenza: le obbligazioni, soprattutto titoli di Stato, sono privilegiate dal 20% del campione, con oltre il 25% di quota tra chi supera i 68 anni. Solo una minoranza investe in strumenti a rischio e l'alfabetizzazione finanziaria resta bassa (il 40% circa si sente realmente competente).

Nonostante questa prudenza si osserva un cambio di tendenza: per la prima volta la soglia di chi privilegia la sicurezza degli investimenti scende sotto il 50%, segnalando un interesse emergente verso nuove opportunità, trainato anche dall'attenzione all'innovazione e dai modelli internazionali di Silver Economy, che mettono a valore l'esperienza maturata nelle scelte di gestione del patrimonio e dei rischi.

Il ruolo imprenditoriale e sociale degli over 50

Nell'attuale scenario nazionale, le generazioni più mature non sono solo detentrici di capitali; rivestono un ruolo centrale nella produzione di valore aggiunto e occupazione. Secondo l'analisi Itinerari Previdenziali, oggi il 36% dei titolari di PMI supera i 60 anni, mentre il 20% ha più di 65 anni. In termini assoluti, quasi un milione di aziende (su 4,9 milioni totali) è gestito da ultra65enni, per un fatturato complessivo annuo stimato in circa 300 miliardi di euro, con una significativa incidenza sul PIL.

L'attività imprenditoriale di queste fasce anagrafiche mostra tassi di successo e di consolidamento maggiori rispetto alle start-up fondate da giovani, in virtù di esperienza, risorse e rete di conoscenze. Non è da trascurare inoltre la quota di over 65 che continua a lavorare anche dopo il pensionamento (oltre 782mila persone), così come quella di chi partecipa all'economia familiare o del volontariato (quasi 300mila), rafforzando la dimensione sociale oltre che economica dell'invecchiamento attivo.

La crescente patrimonializzazione di questa generazione, unita ai processi di successione e trasferimento intergenerazionale, sta generando il più importante passaggio di ricchezza della storia italiana: tra il 2026 e il 2035 si prevede il trasferimento di oltre 1.800 miliardi di euro a favore delle nuove generazioni, con potenziali ricadute sul tessuto sociale e produttivo. Tutto ciò avviene mentre si rafforza l'attenzione normativa e di policy (D.Lgs. 29/2024) al raccordo tra competenze, saperi e solidarietà intergenerazionale all'interno delle imprese e dei territori.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...