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Lista di attesa esami e visite, quali sono stati gli effetti e cosa è cambiato con la normativa per velocizzarle in base analisi Gimbe

di Marianna Quatraro pubblicato il
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L’annosa questione delle liste d’attesa per esami e visite trova nuove prospettive tra interventi normativi, come quelli attuati nel Lazio, e le analisi della Fondazione Gimbe, da cui emergono ancora criticità espresse dagli esperti

Le attese per esami diagnostici e visite specialistiche nel Servizio Sanitario pubblico continuano a rappresentare, per milioni di cittadini, un ostacolo all’accesso tempestivo alle cure. Negli ultimi diciotto mesi, dopo la conversione in legge del cosiddetto "Decreto Liste di attesa", le criticità su tempistiche e gestione della prenotazione delle prestazioni non hanno trovato risposte concrete. La terza valutazione indipendente della Fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) ha ribadito come le riforme promosse siano ancora insufficienti nel risolvere la complessità del fenomeno: i tempi d’attesa restano infatti significativamente lunghi, specie per alcune classi di priorità.

Al di là degli annunci di rinnovamento e delle modifiche alle modalità di gestione delle prenotazioni, i dati raccolti da Gimbe dimostrano che la necessità di bilanciare trasparenza, equità e tempestività richiede strategie più articolate e strutturali. Il carattere urgente attribuito al decreto sulle liste di attesa si è rivelato inadeguato a governare una questione così articolata, dove fattori come carenza di risorse, gestione dei flussi e reali capacità erogative sono strettamente interconnessi. 

Come è cambiata la gestione delle ricette e delle priorità: la nuova normativa nel Lazio

Dall’inizio di febbraio, la Regione Lazio ha adottato un nuovo sistema per la validità delle ricette per le prestazioni ambulatoriali, cambiando significativamente la gestione delle prenotazioni tramite il sistema ReCUP. Prima di questo intervento, la durata di tutte le ricette, indipendentemente dalla classe di priorità assegnata (Urgente, Breve, Differita, Programmato), era uniforme: 180 giorni per tutte le categorie. Questa uniformità contribuiva a creare sovrapposizioni e rallentamenti, specialmente per chi aveva necessità immediate.

Con la nuova regolamentazione, in linea con le direttive nazionali ma con specificità regionali, si differenzia ora il tempo di validità delle ricette a seconda della priorità clinica, cercando di rispondere meglio ai reali bisogni sanitari:

  • Urgente (U): esecuzione entro 72 ore, validità della ricetta ridotta a 10 giorni.
  • Breve (B): esecuzione entro 10 giorni, validità ora fissata a 20 giorni.
  • Differita (D): visite da effettuarsi entro 30 giorni (validità 40 giorni), prestazioni strumentali entro 60 giorni (validità 70 giorni).
  • Programmato (P): prestazioni da garantire entro 120 giorni, ricetta valida per 130 giorni.
Questa revisione nasce dall’esigenza di dare la precedenza alle prescrizioni corrispondenti a urgenze cliniche reali, distinguendo nettamente fra priorità effettiva e richieste meno immediate. Secondo il governatore Rocca, la regolamentazione precedente rendeva possibile prenotare prestazioni urgenti ben oltre i tempi stabiliti dai medici, creando gravi inefficienze e penalizzando chi aveva reale bisogno. Nel solo 2025, un esame urgente su tre risulta essere stato prenotato in ritardo rispetto alla raccomandazione medica, con ripercussioni sia sul singolo cittadino sia sull’efficacia del sistema sanitario.

Il nuovo provvedimento mira a favorire la trasparenza e a velocizzare il deflusso delle liste, evitando che prenotazioni tardive interferiscano con le priorità cliniche. Interessante notare che la validità limitata si applica esclusivamente alle ricette elettroniche e alle prenotazioni tramite ReCUP, escludendo così le procedure cartacee. La giunta regionale sostiene che la misura riduca potenziali disparità, assicurando a tutti i cittadini pari accesso alle prestazioni in base all’effettiva urgenza: l’importante resta prenotare entro le nuove scadenze, senza dover necessariamente tornare dal medico per ottenere una altra prescrizione purché si rispetti il termine fissato.

Criticità e limiti della normativa secondo Gimbe e le opinioni degli esperti

Mentre l’obiettivo della Regione Lazio è limitare i tempi di prenotazione per razionalizzare la gestione delle richieste e ridurre i ritardi, nonostante la nuova legge sulle liste di attesa per effettuare esami e visite mediche, numerose criticità sono emerse sia dall’analisi di Gimbe sia dalle opinioni degli esperti di settore. Restano ancora diverse problematiche generate:

  • La nuova validità delle ricette potrebbe non tradursi in una reale riduzione delle liste: il rischio segnalato è che il sistema, fissando data di scadenza differenti per ogni priorità, finisca per "ripulire" artificialmente le code. Non perché vengano effettuate più prestazioni, ma perché un cittadino che non riesce a prenotare in tempo viene escluso dalla lista e costretto a rinnovare la prescrizione o, in alternativa, a pagare di tasca propria il servizio in regime privato.
  • Il Lazio appare isolato rispetto alle altre regioni, avendo adottato un meccanismo a sei scadenze differenti che rischia di generare confusione e disorientamento tra gli utenti, soprattutto quelli meno familiari con il sistema delle prenotazioni digitali. È stato sollevato il dubbio che, anziché favorire una maggiore trasparenza, questo possa produrre caos organizzativo e senso di precariato tra i cittadini.
  • Scarico della responsabilità sui pazienti: secondo le critiche, la normativa progettata mira a trasferire implicitamente l’onere della rapidità sulla popolazione generale, senza una revisione strutturale delle cause profonde che allungano i tempi, come la carenza di personale, gli investimenti tecnologici e le inefficienze amministrative.
  • Persistente lunghezza delle tempistiche: la terza relazione di Gimbe riporta che, a 18 mesi dalla conversione in legge del Decreto Liste di attesa, la situazione sui tempi necessari per accedere a visite ed esami non mostra miglioramenti concreti, rimarcando che il carattere d’urgenza della riforma ha mancato l’obiettivo di incidere sulle principali criticità del sistema.
Tabella riepilogativa delle principali criticità segnalate:
Criticità Effetti potenziali
Validità ridotta delle ricette Esclusione automatica dei cittadini che non riescono a prenotare in tempo
Pluralità di scadenze Maggior rischio di errori, confusione e ricorso frequente ai medici per rinnovo prescrizioni
Mancato aumento dell’offerta Nessun impatto concreto su risorse, capacità di erogazione e personale

L’analisi Gimbe invita a una riflessione più ampia: senza investimenti mirati e strategie di sistema, gli strumenti amministrativi rischiano di rispondere solo parzialmente all’esigenza di ridurre i tempi di attesa.