Nel cuore della società cinese cresce il Lying Flat, una protesta silenziosa che sfida la cultura del lavoro estremo. Tra origini storiche, impatti sociali e conseguenze per giovani e mercato del lavoro.
In Cina, il termine cinese tang ping (tradotto appunto come stare sdraiati) è diventato il simbolo di una generazione di giovani che scelgono di rigettare la cultura del lavoro estremo e la pressione sociale costante per il successo a tutti i costi. Il concetto di lying flat, che sta trovando gradualmente spazio anche in Italia, rappresenta una risposta radicale e inaspettata ai modelli di produttività e iper-competizione, soprattutto nelle metropoli e tra le classi urbane più istruite.
Non si tratta di una semplice disobbedienza o di svogliatezza: questa posizione esprime un malessere profondo e un desiderio di riconnettersi a valori esistenziali diversi dal guadagno materiale. Il significato del termine si collega alle condizioni insostenibili di chi lavora secondo regole non scritte. come la famigerata 996 (lavoro dalle 9 alle 21, sei giorni a settimana). Il movimento, sebbene nato localmente, ha assunto rilievo globale entrando in risonanza con frustrazioni diffuse anche in altri Paesi, specialmente nelle nuove generazioni più istruite e digitalizzate che riflettono sull'equilibrio tra vita e lavoro.
La ribellione lying flat nasce in Cina intorno al 2021, a seguito di una serie di post virali pubblicati su forum online e social network locali, come Baidu Tieba. Gli utenti, per lo più giovani lavoratori e neolaureati, raccontavano le proprie esperienze di stanchezza cronica, alienazione e mancanza di scopo derivanti dal lavoro urbano tipico dei settori tecnologici e della nuova economia dei servizi. A rendere ancora più esplosiva la questione, le testimonianze condividevano la scelta di tirarsi indietro dalla cosiddetta corsa al topo, preferendo uno stile di vita minimalista, a basso reddito e con bassi consumi, per ridurre la pressione psicologica e recuperare autonomia sulle scelte di vita.
Il termine lying flat si è diffuso rapidissimamente oltre i confini digitali, venendo ripreso sia da media cinesi che da osservatori internazionali. Il fenomeno ha iniziato a essere interpretato come manifestazione di disagio legata alla crescita dell'economia, all'aumento dei costi della vita e all'affievolimento delle prospettive di mobilità sociale in una società ancora influenzata dal mito della ascesa attraverso il duro lavoro. Si è assistito inoltre a un incremento di casi individuali di ritiro dal mondo lavorativo, soprattutto tra giovani di città come Pechino, Shanghai e Shenzhen. La diffusione del lying flat è avvenuta su più livelli:
Dietro la scelta di lying flat si nasconde un articolato insieme di motivazioni psicologiche, sociali ed economiche. La crescente insoddisfazione per la qualità della vita lavorativa è spesso legata a due elementi chiave:
Accanto a questi aspetti, l'esaurimento psicologico e il burnout sono sempre più diffusi tra chi affronta ritmi insostenibili, con conseguenze sulla salute mentale. ansia, depressione, stress cronico. e sulla salute fisica. L'incertezza crescente (precariato, instabilità abitativa, difficoltà ad accedere a servizi di qualità) rende tale scelta. seppur radicale. legittima agli occhi di molti giovani. Ulteriori fonti di insoddisfazione sono:
L'emergere massiccio del lying flat ha già dimostrato effetti sia sul piano sociale che su quello economico. Dal punto di vista della società, la rinuncia esplicita all'ambizione come motore unico della realizzazione personale indebolisce i modelli tradizionali del self-made man e la credenza nella scalata gerarchica. Si assiste a un riposizionamento dei valori prioritari: il tempo libero, il benessere mentale, la qualità delle relazioni, e l'essenzialità vengono messi in primo piano rispetto al solo successo materiale.
Dal lato economico, le aziende hanno iniziato a riscontrare difficoltà nell'attrarre e trattenere giovani talenti determinati a non sacrificare tutto per il lavoro. Alcuni settori. soprattutto quelli tecnologici, della finanza e delle start-up, storicamente propensi a chiedere disponibilità piena e orari ultra-flessibili. risentono di una crescente disaffezione giovanile. Secondo vari osservatori, si rilevano:
Al contempo, sono numerose le riflessioni apparse su riviste, blog e forum indipendenti che, invece, difendono la legittimità della scelta, sottolineando la responsabilità condivisa delle aziende e della società civile nel ridefinire le condizioni e le aspettative del lavoro.
Sul versante aziendale, alcune realtà più innovative (soprattutto multinazionali tech) hanno iniziato a introdurre policy interne per prevenire il burnout e migliorare l'equilibrio tra vita privata e professionale: più giorni di ferie, orari flessibili, counseling, e campagne di consapevolezza sul diritto alla disconnessione.
Anche le istituzioni occidentali, pur da prospettive diverse, affrontano la questione legata al lying flat all'interno di un dibattito più ampio su giovani, occupazione e qualità del lavoro. Diversi Paesi stanno sperimentando formule innovative:
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...