Essere madre e lavoratrice in Italia significa ancora oggi affrontare ostacoli, disuguaglianze e carichi mentali importanti. Un sondaggio su 3mila donne racconta diritti esistenti, sfide aperte e soluzioni desiderate per conciliare famiglia e lavoro.
Negli ultimi anni il rapporto tra genitorialità e lavoro in Italia è diventato sempre più complesso e articolato. L’arrivo di un figlio rappresenta per molte donne un momento di gioia, ma anche l’inizio di nuove difficoltà professionali. Secondo dati recenti, il tasso di occupazione delle donne con figli rimane tra i più bassi d’Europa, mentre la cosiddetta maternity penalty si traduce spesso in salari più bassi, minor stabilità lavorativa, e una riduzione delle possibilità di crescita. La fotografia emerge chiaramente dal sondaggio condotto su 3mila madri lavoratrici realizzato in occasione della Festa della Mamma 2026: l’esperienza della maternità comporta ancora sfide rilevanti sul piano lavorativo e sociale, pur fra elementi positivi come resilienza personale e supporto in alcune realtà aziendali.
Il sondaggio realizzato su un campione di 3.000 madri lavoratrici italiane restituisce un quadro nitido delle criticità ancora presenti nell’esperienza lavorativa femminile dopo la maternità. I principali ostacoli segnalati riguardano:
| Ostacolo | Percentuale madri coinvolte |
| Difficoltà di conciliazione orari | 64% |
| Assenza o costo elevato dei servizi per l’infanzia | 38% |
| Timore di discriminazione/rallentamento carriera | 45% |
Non mancano aree positive: quasi una madre su quattro racconta di aver trovato ambiente supportivo o di aver acquisito, grazie alla genitorialità, nuove soft skills come gestione dello stress e priorità. Tuttavia, il tema dell’esodo dal lavoro dopo la nascita dei figli resta centrale: circa il 20% dichiara di aver lasciato il lavoro per carichi non sostenibili o mancanza di alternative compatibili con la vita familiare. Emergono anche differenze regionali rilevanti: nelle aree meridionali, la percentuale di madri non occupate sale drammaticamente. La maternità resta uno dei maggiori fattori di svantaggio professionale femminile nel Paese.
Il divario di opportunità tra madri e padri rappresenta una delle questioni più segnalate nel sondaggio. Il carico mentale, ovvero l’insieme di preoccupazioni organizzative continue, è indicato dal 68% delle intervistate come la difficoltà principale. “Gestire figli con esigenze diverse, scuola, lavoro e la casa significa non staccare mai veramente con la testa”, afferma una delle lavoratrici coinvolte nel sondaggio.
Disuguaglianza sociale e geografica: il divario Nord-Sud è ancora forte, anche per effetto della minor copertura di servizi per l’infanzia e delle differenti opportunità lavorative. L’esperienza delle madri under 35 è particolarmente difficile: una su quattro lascia l’impiego dopo la nascita del primo figlio.
| Fattori di disparità | Impatto segnalato |
| Gender gap salariale | Dal 25% fino al 57% nei 15 anni successivi alla nascita di un figlio |
| Carico mentale e organizzativo | Oltre 2/3 delle madri afferma che incide negativamente sulla salute psicologica |
Sul piano normativo, in Italia la tutela della maternità è regolata dal Testo Unico D.Lgs. 151/2001 che garantisce congedi obbligatori, facoltativi e il diritto a non essere licenziate dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del figlio. Solo il 41% delle intervistate si ritiene soddisfatta delle tutele esistenti. Fra i diritti più riconosciuti:
Dal sondaggio emergono alcune buone pratiche applicate da aziende definite family friendly, caratterizzate da attenzione alla genitorialità e sostegni concreti alle madri. Un esempio significativo è quello di realtà che hanno introdotto:
Ma sono ancora troppo poche le aziende certificate come family friendly, mentre la sensazione di “dover scegliere tra carriera e famiglia” rimane diffusa in settori meno avanzati su questi temi. La diffusione di iniziative di certificazione e assessment aziendale in termini di attenzione alla genitorialità viene indicata dal 69% come chiave per creare un ambiente lavorativo moderno e inclusivo.
Le proposte raccolte attraverso il sondaggio convergono su interventi strutturali e urgenti. Le richieste delle madri sono chiare:
Dai risultati, emerge come il benessere delle madri non sia questione privata ma tema centrale per la crescita e il progresso dell’intero sistema Paese. Un cambio di approccio richiesto a gran voce dalle dirette interessate.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...