Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Mare e rischio batteri, le bandiere blu non garantiscono nulla: i più pericolosi, i rischi e come controllare qualità acqua online

WhatsApp X Telegram
di Marianna Quatraro pubblicato il

Ogni estate milioni di italiani si tuffano in mare convinti che la bandiera blu esposta sul lungomare sia una garanzia di acqua pulita e sicura. In realtà non è così. Ecco cosa c'è davvero dietro quel simbolo e quali rischi batteriologici si possono correre

Ogni estate milioni di italiani si tuffano in mare convinti che la bandiera blu esposta sul lungomare sia una garanzia di acqua pulita e sicura. In realtà non è così. Ecco cosa c'è davvero dietro quel simbolo, quali sono i batteri più pericolosi presenti nelle acque di balneazione e, soprattutto, come verificare in tempo reale la qualità batteriologica del mare prima di fare il bagno.

Bandiera blu: un marchio turistico, non una garanzia sanitaria

La bandiera blu è uno dei simboli più riconoscibili dell'estate italiana. Esposta sulle spiagge di centinaia di comuni costieri, viene spesso interpretata dai bagnanti come una certificazione che l'acqua è batteriologicamente sicura. In realtà, si tratta di qualcosa di diverso e molto più limitato.

La bandiera blu è un ecolabel volontario assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education), un'organizzazione non governativa con sede in Danimarca. Per ottenerla, un comune deve soddisfare 33 criteri, che spaziano dalla qualità delle acque alla gestione dei rifiuti, dalla presenza di servizi in spiaggia all'educazione ambientale. La qualità batteriologica dell'acqua è soltanto uno di questi criteri.

Il primo punto critico è che la partecipazione è volontaria: un comune che non presenta domanda non può ricevere la bandiera blu, indipendentemente da quanto sia pulito il suo mare. Il secondo punto, ancora più rilevante, è che la FEE non dispone di laboratori propri e non effettua analisi autonome: si affida alle stesse rilevazioni delle ARPA regionali (Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale) che vengono usate per dichiarare la balneabilità delle acque a norma di legge. Infine, la documentazione richiesta ai comuni si basa in parte su autocertificazione, con i rischi di imprecisione che questo comporta.

Questo significa che una spiaggia con bandiera blu potrebbe avere avuto un'acqua eccellente nella stagione precedente ma presentare, oggi o questa settimana, un'improvvisa contaminazione batterica. Il riconoscimento, per sua natura, fotografa una situazione passata e non certifica la qualità del mare in tempo reale.

I batteri più frequenti nelle acque marine: cosa cercare e perché

La normativa italiana ed europea stabilisce che il monitoraggio della qualità delle acque di balneazione si basi su due parametri microbiologici fondamentali, considerati indicatori affidabili di contaminazione fecale: l'Escherichia coli e gli Enterococchi intestinali.

Escherichia coli

L'Escherichia coli (E. coli) è un batterio gram-negativo presente nella parte inferiore dell'intestino di tutti gli animali a sangue caldo, uomo compreso. La stragrande maggioranza dei suoi ceppi è innocua e parte integrante della normale flora intestinale. Tuttavia, alcuni ceppi patogeni, se ingeriti attraverso acqua contaminata, possono provocare conseguenze anche gravi.

I sintomi delle infezioni da E. coli comprendono:

  • Diarrea, anche con presenza di sangue
  • Crampi addominali intensi
  • Nausea e vomito
  • Febbre nei casi più seri.
La comparsa dei sintomi avviene generalmente tra 1 e 3 giorni dal contagio. Nelle persone adulte e in buona salute, l'infezione si risolve spesso spontaneamente in 4-10 giorni. Il rischio aumenta sensibilmente però per alcune categorie vulnerabili: bambini piccoli, anziani e persone immunodepresse possono sviluppare complicazioni gravi, tra cui la sindrome emolitico-uremica, una forma di insufficienza renale acuta potenzialmente letale. Il contagio può avvenire ingerendo accidentalmente acqua di mare, attraverso piccole ferite o abrasioni cutanee, oppure per contatto con le mucose e gli occhi.

Il limite normativo per le acque marine è fissato a 500 UFC/100 ml (Unità Formanti Colonia ogni 100 millilitri). Il superamento di questa soglia comporta il divieto temporaneo di balneazione.

Enterococchi intestinali

Gli Enterococchi intestinali sono batteri di forma sferica che vivono anch'essi nell'intestino umano e animale. Il Ministero della Salute li utilizza come indicatori privilegiati di inquinamento fecale perché, rispetto all'E. coli, tendono a sopravvivere più a lungo nelle acque, rendendoli un segnale più affidabile per stimare la presenza di patogeni persistenti.

La loro presenza nelle acque di balneazione segnala una recente contaminazione fecale e indica la necessità di ulteriori indagini. Le infezioni da enterococchi possono causare:

  • Febbre e brividi
  • Nausea, vomito e diarrea
  • Dolori addominali
  • Ipotensione nei casi più severi
  • Infezioni delle vie urinarie, soprattutto nelle donne
  • Infezioni cutanee in presenza di ferite aperte
Il limite accettato per le acque marine è di 200 MPN/100 ml (Most Probable Number per 100 millilitri).

Altri rischi microbiologici: cianobatteri e virus

Oltre ai due parametri obbligatori per legge, le autorità ambientali monitorano anche altri organismi. I cianobatteri (alghe azzurre) possono proliferare nelle acque costiere, specialmente in aree con scarso ricambio idrico, e produrre tossine irritanti. Anche alcuni virus, come il Norovirus, possono essere presenti nelle acque contaminate da scarichi fognari e provocare gastroenteriti acute con diarrea, nausea e vomito.

Come avviene il monitoraggio in Italia

Il sistema italiano di controllo delle acque di balneazione è tra i più capillari d'Europa. Il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), che coordina le ARPA regionali e l'ISPRA, ha definito una rete di controllo che copre oltre 6.200 chilometri di coste con più di 4.500 aree di balneazione marine, a cui si aggiungono circa 680 siti di balneazione lacustri e fluviali.

Ogni anno vengono effettuati oltre 30.000 prelievi di campioni d'acqua, con frequenza mensile durante la stagione balneare (da aprile a settembre). I risultati consentono di classificare ogni tratto costiero in quattro categorie di qualità: eccellente, buona, sufficiente e scarsa, secondo i criteri stabiliti dalla Direttiva europea 2006/7/CE.

I dati più recenti, relativi alla classificazione 2026 basata sul quadriennio 2022-2025, mostrano che il 94,9% delle coste monitorate rientra nella classe "eccellente". La Puglia si distingue come la regione con la percentuale più alta di acque eccellenti (99,7%), seguita dal Friuli-Venezia Giulia (99,6%) e dalla Sardegna (98,7%).

Tuttavia, l'eccellenza media non esclude che singoli tratti costieri possano essere soggetti a contaminazioni improvvise, legate a eventi meteorologici intensi, rotture della rete fognaria, scarichi abusivi o afflusso eccessivo di turisti. Dopo forti piogge, per esempio, i corsi d'acqua possono riversare in mare carichi batterici elevati, anche nelle zone normalmente classificate come eccellenti.

Il Portale Acque del Ministero della Salute: lo strumento per verificare la qualità in tempo reale

Per sapere concretamente se il mare in cui volete fare il bagno è sicuro oggi, lo strumento più affidabile e aggiornato è il Portale Acque del Ministero della Salute, accessibile all'indirizzo portaleacque.salute.gov.it.

Si tratta di un servizio pubblico e gratuito che raccoglie e pubblica i risultati delle analisi microbiologiche effettuate lungo tutta la costa italiana, compresi mare, laghi e fiumi. I dati vengono forniti direttamente dalle ARPA regionali e dalle ASL, e aggiornati nel corso della stagione balneare.

Come funziona il Portale Acque

Il portale mette a disposizione una mappa interattiva che utilizza le ortofoto di Google Maps. Navigando sulla mappa, è possibile localizzare qualsiasi area di balneazione italiana e accedere a una serie di informazioni dettagliate:

  • La classificazione ufficiale dell'area (eccellente, buona, sufficiente, scarsa)
  • I dati di monitoraggio della stagione in corso, con i valori di E. coli ed Enterococchi rilevati nelle ultime analisi
  • L'eventuale divieto temporaneo di balneazione in vigore al momento della consultazione
  • Il profilo della costa, con informazioni sulle caratteristiche geografiche, le possibili fonti di inquinamento e le criticità storiche dell'area
  • La serie storica delle misurazioni nel tempo, utile per valutare l'andamento della qualità dell'acqua
L'interfaccia è pensata per essere accessibile a tutti: è sufficiente selezionare un punto sulla mappa per visualizzare immediatamente i dati relativi a quell'area. Nessuna registrazione, nessun abbonamento: le informazioni sono disponibili liberamente.

Perché consultare il portale prima di andare al mare

Nonostante l'Italia vanti acque tra le migliori d'Europa, i divieti temporanei di balneazione non sono rari. Possono scattare in pochi giorni, spesso dopo eventi meteorologici improvvisi, e possono riguardare anche spiagge storicamente classificate come eccellenti. Un tratto di costa con bandiera blu può essere soggetto a divieto temporaneo nell'arco della stessa stagione.

Verificare la situazione sul Portale Acque prima di ogni uscita al mare è una precauzione semplice e rapida che può fare una differenza concreta per la salute propria e dei propri figli.

Consigli pratici per ridurre i rischi in acqua

Anche in presenza di acque classificate come eccellenti, è possibile adottare alcuni comportamenti preventivi per ridurre ulteriormente il rischio di infezioni:

  • Evitare di fare il bagno nelle 48-72 ore successive a piogge intense, poiché i deflussi superficiali possono portare in mare carichi batterici elevati, soprattutto vicino a foci di fiumi e torrenti.
  • Non ingerire acqua di mare, anche accidentalmente: è il principale veicolo di trasmissione dei batteri fecali.
  • Proteggere ferite e abrasioni prima di entrare in acqua, poiché i batteri possono penetrare più facilmente attraverso la cute danneggiata.
  • Prestare maggiore attenzione con i bambini, che tendono a ingerire acqua durante il gioco e hanno sistemi immunitari ancora in sviluppo.
  • Evitare le aree vicino a scarichi, porti o foci di corsi d'acqua, zone tradizionalmente a rischio di contaminazione.
  • Consultare il Portale Acque prima di ogni bagno, specialmente in zone non abituali o dopo periodi di maltempo.

 




Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...