La nuova strategia UE punta a rilanciare l'economia sostenendo le aziende con semplificazioni, nuovi regimi societari, più accesso ai finanziamenti e bollette ridotte, favorendo innovazione e competitività in Europa.
L’Unione Europea si prepara a una significativa trasformazione delle politiche a sostegno delle imprese, puntando a rafforzare la competitività e lo sviluppo di tutto il tessuto produttivo continentale. La Commissione europea, guidata dalle più recenti discussioni nel Parlamento UE e dai contributi di personalità autorevoli, propone un insieme armonizzato di interventi per rispondere alle sfide del presente: globalizzazione, energie costose, accesso semplificato ai capitali.
Tra le novità principali emergono proposte di semplificazione normativa, strumenti di finanziamento più accessibili ed efficaci azioni per il contenimento delle bollette energetiche. Queste iniziative si inseriscono in una piattaforma strategica, mirata a creare un ambiente uniforme e inclusivo per micro, piccole, medie e grandi imprese, superando ostacoli amministrativi e colli di bottiglia che hanno frenato la crescita europea nell’ultimo decennio.
Il cambio di prospettiva riguarda la possibilità di operare senza i tradizionali vincoli nazionali. Grazie all’adozione di soluzioni digitali per la registrazione societaria, alla specializzazione delle procedure di risoluzione delle controversie e alla spinta verso una vera unicità del mercato comunitario, il nuovo impianto normativo disegna un’Europa più vicina alle esigenze delle aziende.
La riforma del sistema europeo non si limita alle forme societarie. Il pacchetto di interventi presentato dalla Commissione si estende ai mercati dei capitali, all’accesso ai finanziamenti e al potenziamento del mercato energetico, con misure chiave che puntano a rafforzare il ruolo dell’Europa come destinazione privilegiata per gli investimenti.
Il nuovo assetto prevede:
La componente energetica rappresenta un nodo imprescindibile: finora la dipendenza dal gas e la scarsa interconnessione tra reti nazionali hanno limitato l’efficacia del mercato unico dell’energia. Il piano appena presentato si propone di ridisegnare la geografia della produzione e distribuzione con effetti tangibili sui costi per tutte le aziende. Una corretta integrazione delle fonti energetiche ridurrà la vulnerabilità del continente alle turbolenze dei mercati internazionali e garantirà prezzi più stabili e prevedibili.
Nel complesso, queste riforme segnano un netto cambio di passo rispetto al passato, integrando diritto societario avanzato, mercato dei capitali interoperabile e politiche energetiche in un’offerta competitiva di strumenti per la crescita imprenditoriale e l’attrazione di capitali internazionali sul territorio europeo.
Il Parlamento europeo ha recentemente espresso ampio consenso attorno a un progetto ambizioso: la creazione di un nuovo regime societario europeo, noto come "28° regime" o "EU Inc.". Questo innovativo modello, approvato in plenaria con una larghissima maggioranza, risponde all’esigenza di offrire alle aziende una cornice legale unificata, capace di eliminare le barriere che hanno finora limitato l’espansione transfrontaliera.
L’idea chiave è dotare l’Unione di un passaporto giuridico unico per le imprese, che faciliti la costituzione di società con validità in tutti i 27 Paesi membri. La novità sarà particolarmente rilevante per le Srl non quotate, che potranno registrarsi tramite una procedura totalmente digitale e accelerata – con tempi di attivazione inferiori a 48 ore e un capitale minimo richiesto di appena un euro.
Le principali caratteristiche di questo modello innovativo includono:
Non mancano riferimenti storici utili a comprendere il valore di questa iniziativa. In passato, lo strumento della Societas Europaea (SE) si è arenato di fronte a un’applicazione frammentata e costosa, accessibile più alle multinazionali che non a startup o PMI. La nuova proposta recepisce queste criticità, puntando a snellire l’impianto regolatorio e ad abbattere i "gold plating" nazionali (cioè sovra-regolamentazioni nazionali che appesantiscono la normativa europea), vero ostacolo a una reale integrazione.
Secondo rapporti e studi della Banca Mondiale, mercati realmente unificati possono incrementare la produttività fino al 20% rispetto a sistemi frammentati, grazie a effetti di scala e a una maggiore attrattività per investitori globali. L’approvazione da parte dell’Eurocamera è il primo passo: la palla passa ora alla Commissione europea, che dovrà tradurre queste linee in una proposta legislativa definitiva attesa nel primo trimestre 2026.