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Naspi, Dis-Coll a Novembre 2026: per chi calano importo pagamenti questo mese e le date di pagamento variabili

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il
Naspi DisColl Novembre 2026 chi calano importo pagamenti questo mese

Non cambiano, in generale, gli importi di Naspi e Dis-Coll per la disoccupazione nel mese di novembre 2026, a parte in determinati casi specifici: quali sono e quando vengono pagate le indennità.

Per migliaia di disoccupati il mese di novembre 2026 porta con sé una domanda ricorrente: l'importo della Naspi e della Dis-Coll cambia oppure resta uguale? La risposta è che per una parte dei beneficiari l'accredito sarà più basso del mese precedente, mentre per tutti gli altri non ci sarà alcuna modifica. A fare la differenza non è il mese dell'anno, ma da quanto tempo si percepisce l'indennità. 

Naspi e Dis-Coll a novembre 2026

Prima di entrare nei dettagli, ci sono alcuni punti chiave da ricordare:

  1. Non esiste una nuova riduzione generalizzata introdotta a novembre: cambia soltanto l'importo di chi entra nella fase della riduzione automatica del 3% al mese.
  2. Il decalage (così si chiama il taglio progressivo) riguarda sia la Naspi sia la Dis-Coll e scatta dal primo giorno del sesto mese di fruizione.
  3. Per chi aveva 55 anni compiuti alla data della domanda di Naspi, il taglio parte invece dal primo giorno dell'ottavo mese.
  4. Le date di accredito non sono uguali per tutti: a differenza delle pensioni, pagate dal 2 novembre, Naspi e Dis-Coll arrivano in giorni diversi a seconda della pratica.
  5. Chi è già in pagamento riceve di norma l'accredito nella prima metà del mese, con una finestra indicativa che va dal 6 al 15 novembre secondo le diverse fonti.

Per chi calano gli importi a novembre: la regola del 3%

Il meccanismo è lo stesso dal 2022. La Naspi viene calcolata come 75% della retribuzione mensile media fino a una soglia rivalutata ogni anno dall'INPS, più il 25% della parte che supera la soglia, entro un tetto massimo anch'esso aggiornato annualmente. Secondo le fonti di settore, il massimale lordo 2026 si aggira intorno ai 1.584 euro al mese, ma conviene sempre verificare il dato nella circolare INPS di riferimento.

Su questo importo iniziale si applica la riduzione del 3% ogni mese, a partire dal sesto mese di fruizione (dall'ottavo per gli over 55). Il taglio è progressivo e composto: ogni mese il 3% si calcola sull'importo già ridotto del mese precedente. Questo significa che la perdita non è fissa, ma cresce nel tempo e prosegue fino alla fine del periodo di indennità spettante.

La Dis-Coll, l'indennità per collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, assegnisti e dottorandi con borsa, segue la stessa logica. Dal 2022 anche per la Dis-Coll la riduzione del 3% parte dal sesto mese, mentre in precedenza scattava dal quarto. Per la Dis-Coll la durata massima è di 12 mesi, mentre la Naspi può arrivare a un massimo di 24 mesi.

Chi è colpito concretamente a novembre 2026

Per capire se il proprio assegno cala occorre conoscere la data di decorrenza della prestazione, indicata nel provvedimento di accoglimento dell'INPS. Ecco i casi principali:

Beneficiari under 55. Chi ha la decorrenza della Naspi a giugno 2026 entra nel sesto mese proprio a novembre: giugno è il primo mese, luglio il secondo, agosto il terzo, settembre il quarto, ottobre il quinto e novembre il sesto. Chi era partito prima, ad esempio a maggio, ha già superato la soglia e vede l'importo scendere ogni mese.

Beneficiari over 55. Per chi aveva già compiuto 55 anni quando ha presentato la domanda, il taglio comincia dall'ottavo mese. A novembre ci entra quindi chi ha avuto la decorrenza ad aprile 2026.

Beneficiari Dis-Coll. Valgono le stesse regole degli under 55 della Naspi: la riduzione parte dal sesto mese, quindi a novembre tocca a chi ha iniziato a percepire l'indennità a giugno.

C'è, però, un dettaglio importante che spesso genera confusione. L'INPS di norma paga le indennità in via posticipata, cioè l'accredito di un mese copre le giornate maturate nel periodo precedente. Per questo la prima riduzione può comparire sul conto con un mese di ritardo rispetto all'inizio ufficiale del sesto mese. In pratica, chi ha la decorrenza a maggio rischia di vedere il primo importo ridotto già nell'accredito di novembre, mentre chi è partito a giugno potrebbe notarlo con il pagamento di dicembre. Il calcolo resta corretto in entrambi i casi: cambia soltanto il mese in cui si nota la differenza sul conto.

Quanto si perde: simulazioni di calcolo

Gli importi che seguono sono lordi. Sull'indennità si applica l'Irpef, con le detrazioni previste per il lavoro dipendente, quindi il netto accreditato sarà inferiore. Ecco come evolve l'assegno nei primi tre mesi di riduzione:

  • Naspi da 1.000 euro lordi. Il primo mese di taglio l'importo scende a 970,00 euro, il secondo a 940,90 euro e il terzo a 912,67 euro, con una perdita mensile di 87,33 euro rispetto all'assegno iniziale.
  • Naspi da 1.300 euro lordi. Si passa a 1.261,00 euro, poi a 1.223,17 euro e infine a 1.186,47 euro: al terzo mese la perdita supera i 113 euro.
  • Naspi da 1.500 euro lordi. L'assegno diventa 1.455,00 euro, quindi 1.411,35 euro e 1.369,01 euro, con una perdita di circa 131 euro al terzo mese.
  • Dis-Coll da 900 euro lordi. Gli importi sono 873,00 euro, 846,81 euro e 821,41 euro, con un calo di 78,59 euro al terzo mese di riduzione.
  • Over 55 con Naspi da 1.200 euro lordi e decorrenza ad aprile. Il primo taglio porta l'assegno a 1.164 euro.
Questi esempi mostrano un aspetto che molti sottovalutano: il taglio sembra modesto nel primo mese, ma si accumula. Dopo sei mesi di riduzione un assegno da 1.000 euro scende sotto i 840 euro lordi. Per questo è importante pianificare il bilancio familiare con anticipo.

Chi non subisce alcun cambiamento a novembre

Per molti beneficiari, a novembre 2026, l'importo resta identico a quello di ottobre. Non cambia nulla in questi casi:

  • Chi ha iniziato da poco. Se la decorrenza è successiva a giugno 2026 (luglio, agosto, settembre o ottobre), la soglia del sesto mese non è ancora stata raggiunta e l'assegno rimane pieno.
  • Gli over 55 con decorrenza recente. Chi ha compiuto 55 anni prima della domanda e ha iniziato dopo aprile 2026 non è ancora nell'ottavo mese.
  • Chi percepisce già un importo ridotto. In questo caso nessuna novità: il taglio continua semplicemente il suo corso, mese dopo mese, con la stessa percentuale del 3% sull'importo precedente.
  • Chi ha un nuovo accertamento o una variazione del rapporto di lavoro. Se si trova un nuovo impiego mentre si percepisce l'indennità, occorre comunicarlo all'INPS entro 30 giorni, indicando il reddito annuo presunto. A seconda del contratto e del reddito, l'assegno può essere sospeso, ridotto o decadere. Si tratta però di una variazione legata alla propria situazione, non a una regola valida per tutti a novembre.

Le date di pagamento variabili di novembre 2026

Quando arriva la Naspi a novembre? La risposta onesta è che non esiste una data unica. L'INPS dispone gli accrediti in base alla lavorazione delle pratiche da parte delle sedi territoriali, alla data della domanda e alla decorrenza della prestazione. Il calendario ufficiale non fissa un giorno valido per tutti, ma le indicazioni dei patronati e della stampa specializzata permettono di orientarsi.

Chi è già in pagamento. L'accredito è atteso indicativamente tra il 6 e il 15 novembre. Alcune fonti restringono la finestra tra il 6 e il 9 novembre, altre arrivano fino al 15. Poiché il 7 novembre cade di sabato, i primi accrediti sono più probabili da lunedì 9 novembre.

Nuove domande accolte. Per chi riceve la prima mensilità, la finestra indicativa è tra il 16 e il 24 novembre. Per il primo pagamento servono in genere dai 30 ai 45 giorni dalla domanda, e possono essere inclusi gli eventuali arretrati.

Il consiglio è considerare queste date come indicative: possono slittare di qualche giorno, soprattutto per chi riceve il pagamento con bonifico domiciliato presso gli uffici postali o per chi ha un conto presso una banca con tempi di valuta diversi. Con il passare dei mesi, per ogni singolo lavoratore il pagamento tende comunque a regolarizzarsi e la data diventa più prevedibile.

Come controllare importo e data di accredito

Per sapere con precisione quanto arriverà e quando, bastano pochi passaggi.

  1. Accedi al sito INPS o all'app INPS Mobile con SPID, CIE o CNS.
  2. Apri il Fascicolo previdenziale del cittadino e cerca la sezione dedicata ai pagamenti, dove compaiono data di disposizione e importo.
  3. Controlla la data di decorrenza nel provvedimento di accoglimento, da cui si calcola il mese di fruizione.
  4. Confronta l'importo con quello del mese precedente: una differenza del 3% indica che la riduzione è partita.
  5. Se l'importo è diverso dal previsto o l'accredito manca, contatta il contact center INPS al numero 803 164 da rete fissa o allo 06 164 164 da cellulare, oppure rivolgiti a un patronato.





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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...