Il 9 settembre si apre l'era di John Ternus: dopo quasi quindici anni Tim Cook lascia Apple, chiamata a rinnovarsi tra iPhone, servizi, Cina, nuove regole e aspettative di utenti e azionisti.
John Ternus è diventato amministratore delegato di Apple il 1° settembre 2026, mentre Tim Cook è passato alla carica di executive chairman del consiglio di amministrazione. Il 9 settembre, appena pochi giorni dopo il cambio ai vertici, Apple presenterà il nuovo iPhone. L'appuntamento assume così un significato che va oltre il prodotto: sarà il primo grande evento pubblico dell'azienda sotto la guida del manager che per anni ha seguito l'ingegneria hardware.
Il consiglio di amministrazione ha approvato all'unanimità la successione, annunciata il 20 aprile 2026. Cook è rimasto CEO fino all'estate, lavorando con Ternus per preparare il passaggio. La procedura indica continuità, ma arriva mentre Apple deve gestire problemi diversi e collegati tra loro: i cicli dell'iPhone si stanno allungando, l'intelligenza artificiale impone nuovi investimenti, i rapporti con la Cina restano delicati e le autorità stanno aumentando la pressione normativa.
La presentazione del 9 settembre 2026 era stata organizzata quando Tim Cook occupava ancora il ruolo di CEO. Sul palco, però, Apple avrà già un nuovo responsabile operativo. Il nuovo iPhone sarà quindi il primo test visibile della successione, anche se sarebbe improprio attribuire a Ternus tutte le scelte che riguardano un dispositivo arrivato alla fase finale dopo anni di lavoro.
Un modello presentato nel 2026 nasce infatti molto prima dell'evento: progettazione, selezione dei componenti, sviluppo del software, accordi con i fornitori e organizzazione della produzione richiedono tempi lunghi. Ternus non riceve una società da ripensare dalle fondamenta. Eredita una macchina già impostata, con prodotti e processi definiti in larga parte durante la gestione Cook.
La questione sarà capire fin dove vorrà spostare le priorità senza indebolire il modello esistente. Per gli utenti, il primo segnale potrebbe arrivare dal modo in cui hardware, sistema operativo e servizi lavoreranno insieme. Gli azionisti guarderanno soprattutto alla crescita, ai margini e alla capacità di trasformare la spesa tecnologica in nuovi ricavi. Il mercato, invece, osserverà il passaggio dalla successione annunciata alle decisioni concrete.
John Ternus è entrato nel team di product design di Apple nel 2001. Nel 2013 è diventato vice president of Hardware Engineering e nel 2021 ha fatto il suo ingresso nel gruppo dirigente come senior vice president of Hardware Engineering. Prima di arrivare in Apple aveva lavorato come ingegnere meccanico presso Virtual Research Systems. Ha conseguito una laurea in ingegneria meccanica all'Università della Pennsylvania.
La sua formazione lo distingue da quella di Cook. Cook è associato soprattutto alla gestione operativa, alla catena industriale e agli aspetti finanziari; Ternus arriva invece dall'ingegneria del prodotto. Nel corso della sua carriera in Apple ha seguito l'hardware di iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, AirPods e Apple Vision Pro.
Ha partecipato anche all'introduzione di nuove categorie, tra cui iPad e AirPods, e alla transizione dei Mac verso i chip progettati dall'azienda. La sua responsabilità ha compreso anche affidabilità, durata dei dispositivi, scelta dei materiali, riduzione dell'impatto ambientale e riparabilità.
Quest'ultimo punto può acquistare maggiore rilievo nel rapporto con consumatori e autorità. La durata di un prodotto e la possibilità di ripararlo incidono sui costi sostenuti dalle famiglie, ma anche sulle regole europee legate all'economia circolare. Non è quindi un tema confinato ai reparti tecnici.
La nomina affida Apple a un manager interno che conosce direttamente i processi di progettazione e le persone coinvolte nella realizzazione dei prodotti. È una scelta che protegge la continuità. Può anche indicare una maggiore attenzione all'hardware, dopo una fase in cui la gestione di Cook è stata associata soprattutto alla crescita organizzativa, industriale e finanziaria.
La successione non implica una discontinuità immediata: Ternus conosce già prodotti, processi e struttura aziendale, mentre Cook resta executive chairman. Il cambiamento andrà quindi valutato sulle decisioni dei prossimi esercizi, non soltanto sulla presentazione del 9 settembre 2026.
I segnali più utili da monitorare saranno concreti:
L'iPhone resta il prodotto principale, ma la composizione dei ricavi è più articolata rispetto al 2011. Nell'esercizio fiscale 2025, chiuso il 27 settembre 2025, Apple ha registrato ricavi complessivi per circa 416,2 miliardi di dollari. L'iPhone ne ha generati circa 209,6 miliardi; i Servizi hanno superato quota 109,1 miliardi:
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Categoria Apple |
2023 |
2024 |
2025 |
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Ricavi complessivi |
383,3 miliardi di dollari |
391,0 miliardi di dollari |
416,2 miliardi di dollari |
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iPhone |
200,6 miliardi di dollari |
201,2 miliardi di dollari |
209,6 miliardi di dollari |
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Servizi |
85,2 miliardi di dollari |
96,2 miliardi di dollari |
109,2 miliardi di dollari |
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Mac |
29,4 miliardi di dollari |
29,0 miliardi di dollari |
33,7 miliardi di dollari |
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iPad |
28,3 miliardi di dollari |
26,7 miliardi di dollari |
28,0 miliardi di dollari |
I dati mostrano che l'iPhone produce ancora circa metà del fatturato, ma la sua crescita non segue più la traiettoria regolare delle prime fasi di espansione. I Servizi, intanto, sono saliti da circa 85,2 miliardi di dollari nel 2023 a circa 109,2 miliardi nel 2025. Per Apple rappresentano ricavi ricorrenti e, in genere, margini più elevati rispetto alla vendita dei dispositivi.
La società ha speso 34,6 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo nell'esercizio fiscale 2025, contro i 31,4 miliardi del 2024 e i 29,9 miliardi del 2023. Queste risorse finanziano hardware e chip, ma anche software, servizi, sicurezza, tecnologie per la salute e intelligenza artificiale. Ternus dovrà stabilire come distribuire la spesa mantenendo la redditività.
Il nuovo iPhone dovrà sostenere i ricavi in un mercato maturo. Molti utenti possiedono già dispositivi recenti e aspettano più tempo prima di sostituirli. Per convincerli all'aggiornamento, le novità tecniche dovranno essere abbastanza visibili; allo stesso tempo, il telefono dovrà restare collegato a servizi e accessori capaci di aumentare il valore dell'intero ecosistema.
L'esperienza di Ternus può favorire una differenziazione fondata su design, autonomia, fotocamere, materiali, prestazioni e durata. La questione più delicata, però, riguarda il rapporto tra il prodotto e l'intelligenza artificiale. Un iPhone avrà maggiori possibilità di vendere se offrirà funzioni utili nella vita quotidiana, non soltanto un processore più veloce o un'estetica aggiornata.
Rendere l'intelligenza artificiale semplice da usare è già difficile. Farlo mantenendo privacy e affidabilità lo è ancora di più. Apple ha costruito una parte della propria reputazione sulla protezione dei dati personali; le funzioni basate su modelli generativi dovranno quindi lasciare all'utente un controllo effettivo e funzionare, quando possibile, sul dispositivo oppure attraverso ambienti cloud protetti.
Il peso dei Servizi rende la successione più complessa di quanto lasci intendere il profilo tecnico di Ternus. Apple deve difendere l'App Store, i sistemi di pagamento, gli abbonamenti e la pubblicità digitale mentre le autorità di diversi Paesi mettono in discussione pratiche commerciali e condizioni applicate agli sviluppatori.
In Europa, il Digital Markets Act ha già cambiato il quadro per le grandi piattaforme digitali. Commissioni, distribuzione delle applicazioni, pagamenti alternativi e interoperabilità sono questioni che possono modificare sia i ricavi sia l'esperienza degli utenti. Ternus dovrà lavorare con i responsabili dei servizi, gli esperti legali e i rappresentanti istituzionali. La guida dell'hardware, da sola, non basta.
Resta delicata anche la situazione in Cina. Nell'esercizio fiscale 2025 Apple ha registrato nell'area Greater China ricavi inferiori a quelli del 2024, in un mercato segnato da una concorrenza locale più intensa e da una domanda variabile. La Cina conta per le vendite, ma anche per la catena produttiva. Tensioni commerciali, vincoli tecnologici e una possibile maggiore localizzazione della produzione possono incidere sui costi e sulla disponibilità dei prodotti.
Per gli azionisti, queste variabili si sommano alle domande sulla crescita futura. I risultati rimangono solidi, ma una società delle dimensioni raggiunte nel 2025 non può basarsi soltanto sull'aumento dei volumi. Servono nuovi servizi, aggiornamenti capaci di convincere gli utenti, mercati emergenti e una gestione rigorosa del capitale.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...