Rallentare, cucinare con calma, coltivare le relazioni, riscoprire i piccoli riti quotidiani. È questa la promessa del Nonna Maxxing, il trend che negli ultimi mesi ha invaso TikTok, Instagram e Pinterest e che sta conquistando non solo la Gen Z ma anche i millennial tra i 30 e i 40 anni, sempre più stanchi della cultura della performance continua. Vediamo che cos'è, come è nato e perché sta diventando uno stile di vita concreto, oltre che un semplice hashtag.
Cos'è il Nonna Maxxing
Il termine nasce dalla fusione tra la parola italiana "nonna" e il suffisso inglese "maxxing", derivato da to max out, cioè portare qualcosa al massimo, ottimizzare al meglio un aspetto della propria vita. Nel caso specifico, si tratta di massimizzare uno stile di vita ispirato alle nonne italiane: donne accoglienti, sagge, protettive, dedite alla cucina, alla cura della casa e della famiglia, capaci di vivere con un ritmo lento e senza l'ansia da prestazione tipica della vita contemporanea.
Non importa se questa figura sia in parte idealizzata o romanzata: quello che conta è l'idea di un tempo che scorre in un altro modo, senza ansie né paure, senza fretta. Il Nonna Maxxing non è quindi soltanto un'estetica da condividere sui social, ma un vero e proprio manifesto valoriale contro lo stress lavorativo ma anche digitale, il multitasking permanente e la sensazione di inadeguatezza generata da un confronto continuo con gli altri online.
Come si è sviluppato il fenomeno
Le radici del trend affondano nel periodo del lockdown, quando molte persone hanno riscoperto il piacere di cucinare, di rallentare i ritmi e di dedicare tempo a se stesse e alla propria casa. Il concetto ha iniziato a circolare in modo virale su Instagram e TikTok, esattamente come altri fenomeni come Estetista Cinica, tra febbraio e marzo 2026, quando un post ha raccolto oltre 50mila like in pochi giorni, mostrando attraverso illustrazioni la vita di una nonna italiana come modello desiderabile. Da lì il termine si è diffuso rapidamente in tutto il mondo.
Il fenomeno è stato ripreso da diverse testate internazionali: dopo essere stato lanciato da un sito di lifestyle, è stato rilanciato da altre riviste fino ad approdare sui principali media anglosassoni, trasformando le nonne italiane in un modello positivo di riferimento per l'estate lenta e il "dolce far niente", espressione che compare non a caso in italiano in gran parte degli articoli internazionali dedicati al trend.
Il Nonna Maxxing ha travalicato i confini del semplice contenuto social, arrivando a influenzare anche moda e consumi. Su Pinterest le ricerche di occhiali da sole oversize, abiti stile babydoll, foulard e outfit ispirati agli anni Sessanta sono cresciute sensibilmente nell'ultimo trimestre, mentre su TikTok i contenuti legati all'estetica e agli hobby "da nonna" hanno registrato un'impennata significativa. Non un caso isolato, quindi, ma un vero e proprio movimento culturale trasversale.
I pilastri del Nonna Maxxing
Il trend si fonda su alcuni elementi ricorrenti, che ne costituiscono la base valoriale e pratica, come:
- La lentezza come scelta di vita. Al centro del Nonna Maxxing c'è il rifiuto della velocità imposta dalla quotidianità digitale. Prendersi del tempo per un pasto, per una passeggiata, per una chiacchierata diventa un atto quasi rivoluzionario.
- La cucina tradizionale e la dieta mediterranea. Cucinare con ingredienti freschi e di stagione, dedicare tempo alla preparazione dei pasti, condividere il cibo con altre persone sono pratiche centrali del trend. Colazioni abbondanti, pranzi regolari, ingredienti dell'orto, riposo pomeridiano e momenti di ritrovo attorno alla tavola ne rappresentano i principi di base, in un equilibrio che richiama da vicino i benefici, ormai ampiamente documentati, della dieta mediterranea.
- La cura degli altri. Prendersi cura di familiari, amici e vicini, essere presenti nella vita delle persone che si amano, coltivare relazioni autentiche e non mediate da uno schermo è un altro pilastro fondamentale.
- Il movimento quotidiano naturale. Non la corsa in palestra cronometrata, ma il semplice camminare ogni giorno, spostarsi a piedi, restare attivi senza forzature. Le nonne italiane, osservate con curiosità dall'estero, camminano ogni giorno, spesso attraversando l'intera città senza alcun aiuto, sempre in movimento e indaffarate quanto basta.
- La socialità di prossimità. Frequentare gli stessi negozi di fiducia, avere una rete di amicizie solida, chiacchierare con i vicini: molte nonne hanno tante amiche e parenti con cui trascorrere le giornate e una rete di negozi di riferimento che fa parte del loro essere sociali.
- Il valore del fare manuale. Cucire, rammendare, riparare oggetti invece di sostituirli, coltivare un piccolo orto. Il Nonna Maxxing propone un ritorno intenzionale alle pratiche di una volta: conservare il cibo, riparare oggetti, valorizzare il lavoro manuale e creare spazi di condivisione intergenerazionale.
- L'estetica senza filtri. Anche lo stile fa parte del pacchetto: capi comodi, accessori vintage, un'eleganza sobria e senza tempo. Molte nonne sono vestite in modo impeccabile, ma non cercano nemmeno di nascondere la propria età, un atteggiamento che parla direttamente a una generazione stanca degli standard estetici imposti dai social.
Perché piace tanto ai 30-40enni
Se il
Nonna Maxxing nasce come fenomeno legato principalmente alla Gen Z, sono in molti tra i millennial, cioè le persone
tra i 30 e i 40 anni, a ritrovarsi in questi valori, spesso in modo ancora più concreto. Le ragioni sono diverse:
- Il burnout da performance. Chi ha tra i 30 e i 40 anni vive spesso una fase di vita particolarmente pressante: carriera, famiglia, mutuo, responsabilità crescenti. Il concetto di burnout, ormai diffuso in oltre la metà della forza lavoro globale, spinge molte persone a cercare nuovi modi per staccare la spina e il Nonna Maxxing offre una via d'uscita accessibile, senza dover necessariamente prenotare un viaggio o cambiare vita.
- La nostalgia per un tempo (percepito come) più semplice. I trentenni e quarantenni di oggi hanno spesso vissuto da bambini l'esperienza diretta delle nonne, un legame affettivo reale che rende il trend meno artefatto rispetto ad altre mode passeggere. Riscoprire quei gesti non è solo estetica, ma memoria.
- La ricerca di autenticità. Dopo anni di ottimizzazione ossessiva di ogni aspetto della vita (produttività, corpo, carriera, relazioni), il Nonna Maxxing rappresenta un paradosso interessante: l'ottimizzazione della lentezza stessa. Un modo per rimettere al centro ciò che conta davvero, senza rinunciare del tutto alla logica del miglioramento personale tanto cara a questa fascia d'età.
- La genitorialità come acceleratore. Molti trentenni e quarantenni diventano genitori proprio in questa fase della vita, e riscoprono il valore di ritmi più umani, di pasti condivisi, di una rete di supporto familiare, elementi che il Nonna Maxxing valorizza pienamente.
- Un antidoto sostenibile e a basso costo. A differenza di altri trend legati al benessere, spesso costosi (ritiri, viaggi, coaching), il Nonna Maxxing si basa su pratiche semplici e accessibili: cucinare, camminare, stare con le persone care. Questo lo rende particolarmente attraente per chi, a 30 o 40 anni, ha già imparato a diffidare delle mode superficiali.
I rischi di idealizzazione
Come ogni trend, anche il Nonna Maxxing porta con sé alcune criticità da non ignorare. La vita delle nonne di una volta non era priva di fatiche, limiti economici e disuguaglianze, soprattutto di genere. Idealizzarla come modello universale, senza considerare il contesto storico e sociale in cui si è formata, rischia di trasformarla in una fantasia estetica poco realistica. Come ha sottolineato la dietista
Erin Palinski-Wade, occorre cautela: trasformare il trend in un'ulteriore fonte di pressione sarebbe l'opposto di quello che il Nonna Maxxing dovrebbe promuovere.
L'obiettivo, quindi, non è replicare in modo letterale un'esistenza agreste irraggiungibile per chi vive in città e ha un lavoro a tempo pieno, ma adattare i principi alla propria quotidianità: un pasto preparato con calma anche in un piccolo appartamento vale più di una fantasia bucolica non realizzabile.
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Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...