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Nuova Omoda 4, ricorda una Lamborghini ma costa 20mila euro: la mia prima recensione dopo averla vista a Pechino

di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

Al Salone di Pechino debutta la nuova Omoda 4, ispirata a Lamborghini e al mondo degli anime: un modello high tech, versatile tra motorizzazioni benzina, hybrid e elettrica, atteso in Italia.

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Seduto tra luci e colori del Salone di Pechino, mi sono trovato di fronte a uno dei SUV compatti più discussi dell'anno: la Omoda 4. C'è stata subito una sensazione di freschezza, come se osservassi un oggetto proveniente dal futuro, ma concepito pensando espressamente alle esigenze urbane e alle tendenze stilistiche internazionali.

Le mie prime impressioni del nuovo modello di Omoda sono di un veicolo grintoso e sorprendente, pensato per catturare l'attenzione e, allo stesso tempo, mostrare solidità ingegneristica. Se la prima serie di prototipi aveva creato curiosità, è con la versione definitiva che questo modello ha rivelato tutta la propria personalità, mostrando le credenziali di un'auto pronta per il mercato europeo, a un prezzo che promette di scuotere la concorrenza.

Design esterno e stile ispirato: tra Lamborghini e anime

L'elemento che più colpisce quando ci si avvicina all'Omoda 4 è il suo linguaggio stilistico affilato e chiaramente orientato alla sportività. La lunghezza di 4,40 metri permette proporzioni equilibrate, ma è il frontale ad attirare subito lo sguardo: linee tese e geometriche, paraurti pronunciato e gruppo ottico sdoppiato, con fari dalla firma luminosa inedita, suggeriscono un'influenza diretta delle coupé più iconiche come Lamborghini. Richiami estetici, questi, che il pubblico riconosce senza esitazione, grazie anche alla scelta di uno splitter anteriore pronunciato e ad un cofano che scivola verso il basso abbracciando la strada.

Ma c'è di più. L'estetica trae ispirazione dal mondo degli anime nipponici, basti pensare allo stile Cyber Mecha, che caratterizza le nervature profonde delle fiancate e la netta separazione degli elementi carrozzeria. Sulla coda, il profilo rimane muscoloso: i gruppi ottici posteriori, con firma luminosa propria, rimangono volutamente separati, a differenza della tendenza attuale, incrementando la sensazione di originalità nel panorama SUV compatto. Una prova di forza che, senza cadere nell'esagerazione, rende il modello immediatamente riconoscibile, anche per le nuove luci O-Universe tipiche dei robottoni giapponesi.

Rispetto al prototipo, sono evidenti ottimizzazioni in senso pratico: dimensioni più generose e un assetto sollevato che mantiene però una linea di cintura bassa, interpretando con coerenza il connubio tra praticità e suggestioni sportive. Da vicino, ho potuto apprezzare dettagli come le calotte degli specchi in simil carbonio e l'aggressività degli angoli vivi, che disegnano l'intera silhouette dell'auto. Tutto con l'intento di mettere in mostra un'anima giovane e dinamica, in linea con le aspettative di chi cerca originalità ma anche comfort e tecnologia di ultima generazione.

Interni high tech e comfort alla guida: la mia esperienza

Entrando nell'abitacolo, la prima parola che mi è venuta in mente è futuristico. Mi accoglie un ambiente dominato da contrasti piacevoli tra superfici morbide e materiali più solidi, disposizione razionale dei comandi e una plancia creata sì per sorprendere ma anche per essere vissuta ogni giorno. Il monitor centrale verticale, elemento chiave del sistema infotainment, è ampio e posizionato in modo da essere facilmente raggiungibile: durante la prova ho trovato l'interfaccia fluida, con i comandi organizzati logicamente. Alle sue spalle, il sottile quadro strumenti digitale fornisce tutte le informazioni necessarie, ben visibile anche in piena luce grazie all'ottima collocazione rispetto al volante.

Il tunnel centrale ospita due basi per la ricarica del telefono, una delle quali ventilata per evitare surriscaldamenti durante il collegamento con l'infotainment. Ho apprezzato anche la soluzione del joystick integrato, che permette di gestire funzioni ludiche, un espediente che rivela attenzione non solo al comfort ma anche all'intrattenimento a bordo, soprattutto per chi viaggia spesso in compagnia. L'ergonomia complessiva è di buon livello: i sedili garantiscono una postura corretta sia per il guidatore sia per i passeggeri posteriori, mentre la disposizione intuitiva di tasti e display agevola ogni azione.

Tra i dettagli rubati all'aviazione e alle supercar, spicca il pulsante d'avviamento coperto da uno sportellino rosso, una chicca stilistica presente anche sulle celebri Huracán. L'impressione generale è quella di un SUV compatto con aspirazioni premium, pensato per garantire sia comfort nei lunghi viaggi sia una raffinata esperienza di guida in città.

Motorizzazioni: benzina, hybrid e opzioni plug-in ed elettriche

Uno degli aspetti più convincenti di questa vettura riguarda la scelta delle motorizzazioni proposte all'esordio sul mercato europeo. Ci saranno inizialmente due alternative: un motore a benzina 1.5 quattro cilindri, destinato a chi predilige la semplicità e la convenienza, e la variante full hybrid da 204 CV, che abbina l'unità a benzina a un propulsore elettrico, offrendo incremento di prestazioni e efficienza nei consumi. Quest'ultima soluzione, già sperimentata su altri modelli del costruttore, ha mostrato una gestione intelligente delle fasi di carica e scarica della batteria, riducendo fortemente la dipendenza dalla spina nelle percorrenze urbane.

Con il passare dei mesi, almeno secondo quanto dichiarato dalla Casa madre, la famiglia delle propulsioni si allargherà, comprendendo una variante plug-in hybrid capace di percorrenze in modalità elettrica nell'ordine dei 100 km, e infine una versione completamente elettrica, dotata di batteria da 67 kWh (stimata autonomia di circa 400 km). In ambito urbano, questa soluzione garantirà sia una marcia silenziosa che emissioni azzerate, fattore sempre più importante nelle aree a traffico limitato.

Va rilevato come tutte le varianti siano state pensate per adattarsi tanto alle abitudini degli automobilisti tradizionali quanto alle esigenze dei clienti più green, offrendo uno spettro di possibilità capace di coprire, con costi di gestione ottimizzati, ogni tipo di spostamento. La tabella seguente riassume le principali motorizzazioni in arrivo:

Motore

Potenza

Autonomia dichiarata (EV)

Benzina 1.5 4 cilindri

ND

-

Full Hybrid (benzina + elettrico)

204 CV

-

Plug-in Hybrid

ND

~100 km

Elettrico

204 CV

~400 km

Grazie all'utilizzo di tecnologie sviluppate con rigore ingegneristico e alla collaborazione con Chery, uno dei maggiori costruttori cinesi, appare evidente che la strategia è di assicurare soluzioni orientate all'affidabilità: la gestione della batteria, l'integrazione dei sistemi ibridi e l'attenzione alla sicurezza rientrano tra le priorità del produttore.

Omoda 4 Ultra: dettagli esclusivi e dotazioni sportive

Per una personalizzazione ancora più spinta, l'allestimento Ultra della Omoda 4 rappresenta il vertice in termini di sportività ed esclusività. In questa configurazione, da me osservata durante la presentazione speciale Omoda Dream Day, i dettagli estetici raggiungono un livello superiore: spoiler dedicato, splitter frontale, inserti simil fibra di carbonio sugli specchietti e pinze freno colorate conferiscono immediatamente lo stile racing.

L'abitacolo mantiene la stessa impronta high tech delle altre versioni, ma introduce grafiche specifiche sul display centrale e probabilmente una modalità di guida supplementare, rivolta a una clientela sportiva. Degno di nota il badge Cyber sulle fiancate, che rafforza ulteriormente lo spirito moderno e tecnologico di questa variante.

L'equipaggiamento standard atteso per la Ultra è particolarmente ricco, con presenza di ADAS di livello 2+, piattaforma infotainment di ultima generazione e rifiniture di qualità superiore. Dal punto di vista tecnico, il powertrain dovrebbe ricalcare la versione full hybrid da 204 CV, un compromesso ideale tra prestazioni ed emissioni contenute. Nonostante i dettagli ancora non del tutto definiti sulle motorizzazioni, l'identità Ultra è chiara: unicità, attenzione ai dettagli sportivi e una dotazione completa di serie pensata per distinguersi.

Prezzo, posizionamento sul mercato e aspettative per l'arrivo

Uno degli aspetti discussi riguarda il posizionamento di prezzo. Le informazioni disponibili convergono verso una fascia di ingresso intorno ai 20.000 euro, rendendo questo SUV tra i più competitivi della categoria. Si tratta di un valore particolarmente interessante, specialmente se considerato alla luce di una dotazione che già nella versione base si annuncia superiore alla media, sia per la presenza di dispositivi di sicurezza che per la tecnologia di bordo.

Sul mercato italiano, la Omoda 4 sarà disponibile nella seconda metà del 2026. L'attesa per la versione Ultra si protrarrà di qualche mese, mentre per le varianti plug-in hybrid ed elettrica si dovrà probabilmente aspettare ulteriormente, in linea con la tendenza di molti altri costruttori ad introdurre le alternative a basse emissioni.

Analizzando l'offerta e considerando la crescente attenzione dei consumatori per il rapporto tra qualità e prezzo, è facile prevedere che il modello troverà spazio tra i giovani professionisti e le famiglie in cerca di una soluzione accessibile ma distintiva.






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Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...