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Nuova revisione Ue: numerose auto rischiano il blocco di circolazione e sanzioni fino agli 8mila euro

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di Alberto Pelletti pubblicato il

La nuova revisione UE introduce severi controlli sulle auto, con l'estensione delle verifiche a nuovi dispositivi come ADAS e propulsioni ibride, sanzioni fino a 8000€ e rischi di blocco per i veicoli non conformi.

L'Unione Europea sta attraversando una fase di profondo cambiamento per quanto riguarda i controlli tecnici sui veicoli, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza stradale e la sostenibilità ambientale. La Commissione Trasporti dell'Europarlamento ha approvato una bozza innovativa per la revisione dei mezzi circolanti, adeguando i controlli alle evoluzioni tecnologiche del settore automobilistico. L'intento è modernizzare le verifiche, adattandole a veicoli dotati di elettronica avanzata, sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e propulsioni a basse emissioni, affrontando così anche i rischi legati ad anomalie tecniche difficilmente rilevabili con i protocolli tradizionali.

Nel nuovo quadro normativo, le conseguenze di una revisione non superata si fanno più stringenti, soprattutto in termini di blocco della circolazione e sanzioni elevate. Infatti, secondo le linee guida UE, la mancata conformità non prevede più tolleranze ma il divieto immediato di circolare fino a nuova verifica. Si osserva pertanto un cambiamento significativo: più criteri e nuovi parametri di controllo diventano obbligatori, mentre l'apparato sanzionatorio si rafforza, con importi che possono raggiungere cifre considerevoli. L'effetto atteso è la riduzione dei veicoli non sicuri o inquinanti sulle strade europee, ma anche una maggiore attenzione alle nuove criticità prodotte dall'aumento dei sistemi elettronici di bordo.

Le novità della revisione UE: cosa cambia per i controlli auto

La revisione tecnica si evolve in sintonia con le tecnologie automotive. La bozza di riforma, ora oggetto di confronto tra gli Stati membri in Consiglio UE, prevede:

  • Ampliamento delle aree sottoposte a controllo: non solo componenti meccaniche tradizionali, ma anche la tecnologia digitale di bordo, le funzionalità ADAS, airbag e dispositivi di sicurezza avanzata.
  • Validità transfrontaliera delle revisioni: sarà possibile effettuare la revisione in un Paese UE diverso da quello di immatricolazione, ottenendo un certificato temporaneo di validità semestrale.
  • Potenziamento della lotta alle frodi sul chilometraggio: le officine dovranno registrare il valore dei chilometri durante ogni riparazione superiore a un'ora, con obbligo di trasmettere i dati a un database nazionale.
Un cambiamento importante riguarda la periodicità delle revisioni. La proposta di aumentare la frequenza a cadenza annuale per i veicoli con oltre dieci anni d'età è stata respinta, lasciando invariata la distanza biennale, salvo autonomia dei singoli Paesi per periodi più brevi. La Commissione ha motivato tale scelta sull'assenza di prove concrete di una correlazione tra controlli annuali e riduzione degli incidenti stradali. Di rilievo anche la maggiore attenzione ai sistemi digitali e ai richiami obbligatori delle case produttrici: se non sono stati effettuati i richiami noti, il veicolo potrà essere bocciato al controllo periodico, bloccando la circolazione sino alla regolarizzazione.

Le novità mirano a una revisione più efficiente e sicura, potenzialmente più costosa ma anche più trasparente, in grado di tracciare tutte le informazioni vitali sullo stato del veicolo, nell'ottica di una mobilità europea realmente integrata e di un monitoraggio ambientale sempre più preciso.

Maggiori controlli e sanzioni: quali auto rischiano il blocco

Il rischio di blocco della circolazione oggi si estende soprattutto ai mezzi che non superano la revisione secondo i nuovi parametri, nonché alle categorie coinvolte dalle restrizioni antinquinamento. I veicoli a rischio includono:

  • Auto non conformi alle nuove normative tecniche, per le quali i nuovi test su software, ADAS, airbag, elettronica di bordo, impianti ibridi ed elettrici possono rilevare anomalie non considerate in precedenza.
  • Diesel Euro 5: in diverse aree urbane del Nord Italia, questi veicoli sono oggetto di speciali restrizioni, a prescindere dal superamento della revisione tecnica.
  • Veicoli che omettono richiami ufficiali obbligatori o con chilometraggio manomesso.
Secondo la riforma, non sarà più possibile circolare con un veicolo che non ha superato la revisione, nemmeno per brevi spostamenti, fatta eccezione per il tragitto verso un centro autorizzato previa dimostrazione della prenotazione.

Le nuove disposizioni prevedono anche un inasprimento delle sanzioni amministrative e della sospensione dalla circolazione, a tutela di una maggiore sicurezza pubblica e della trasparenza nel mercato dell'usato.

Nuove categorie e dispositivi sottoposti a revisione

Dalla sola meccanica ai sistemi intelligenti: la revisione auto apre la porta alle nuove tecnologie. Le novità principali riguardano:

  • Sistemi di guida assistita (ADAS): ora oggetto di controlli specifici per garantire la corretta funzionalità di sensori, radar, videocamere e software di gestione della sicurezza dinamica, come frenata d'emergenza automatica e mantenimento corsia.
  • Airbag e dispositivi di ritenuta: inclusi nei controlli di idoneità, rilevando eventuali difetti di funzionamento o segnalazioni di anomalia da parte delle centraline.
  • Veicoli ibridi ed elettrici: focus particolare su batterie, sistemi di ricarica e propulsori elettrici, con verifiche supplementari su cablaggi e sicurezza dei pacchi batteria.
Questo ampliamento richiede centri di revisione dotati di attrezzature aggiornate, personale formato alle nuove procedure e protocolli di diagnosi elettronica avanzata. Le nuove ispezioni non riguardano solo la riduzione delle emissioni, ma assicurano che le nuove forme di mobilità rispondano a standard elevati di sicurezza e affidabilità. L'inclusione di questi controlli rende la procedura più complessa e accurata, ma anche un riferimento per l'evoluzione futura delle regole sulla circolazione europea.

Blocco e restrizioni Euro 5 diesel: territori coinvolti e date

La questione delle auto Euro 5 diesel è uno dei nodi nella strategia ambientale delle regioni del Nord Italia, in particolare in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il blocco alla circolazione interesserà:

  • Comuni con oltre 100.000 abitanti nelle aree interessate
  • Giorni feriali, normalmente dalle 8:30 alle 18:30, con alcune differenze locali
  • Periodo iniziale a partire da ottobre 2026, grazie a una proroga rispetto agli annunci precedenti
A Milano le restrizioni sono già operative nell'Area B, mentre in città come Torino, Bologna e Roma sono previste a breve. Il sistema Move-In rappresenta una possibile deroga, consentendo, con l'installazione di una scatola nera, una circolazione controllata a chilometraggio limitato per i proprietari che non possono immediatamente rinnovare il parco veicolare.

Sono previste esenzioni per particolari categorie di cittadini, come residenti in ZTL, disabili, lavoratori con turni notturni e per alcuni veicoli commerciali. L'obiettivo delle restrizioni è la riduzione delle emissioni di NOx nelle aree più congestionate, ma si tiene conto anche delle difficoltà socio-economiche per chi deve rottamare veicoli ancora efficienti.

La gestione del blocco può essere modificata a livello regionale, in base all'adozione di misure alternative per abbattere l'inquinamento.

Sanzioni: conseguenze economiche per mancata revisione

Il nuovo sistema sanzionatorio è stato rafforzato sia per chi dimentica di procedere alla revisione nei tempi previsti sia per chi viola il blocco della circolazione. Ecco alcune delle principali sanzioni previste:

  • Multe da 173 a 694 euro per la mancata revisione
  • Sanzioni fino a quasi 8.000 euro in caso di recidiva o di circolazione con auto già sospesa
  • Ritiro della carta di circolazione e fermo amministrativo della vettura per almeno 90 giorni
  • Sospensione immediata dalla circolazione, anche nel caso in cui il veicolo venga trovato fermo su suolo pubblico
Nei casi più gravi, come utilizzo di certificati falsi o omissione di richiami di fabbrica obbligatori, si aggiungono altre sanzioni amministrative e il possibile sequestro del mezzo. È importante sottolineare che, secondo il Codice della Strada, anche per i proprietari di veicoli alimentati a gas come GPL o metano, la mancata revisione delle bombole comporta specifiche sanzioni fino a 600 euro e sospensione della circolazione.

La normativa punta alla responsabilizzazione degli automobilisti, rendendo onerosa qualsiasi forma di inadempienza e scoraggiando l'utilizzo di veicoli non in regola con la sicurezza e le emissioni ambientali.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...