L’Italia rilancia il dossier sull’ora legale permanente e punta a riaprire il negoziato europeo, fermo dal 2018. Tra risoluzione parlamentare, indagine alla Camera e stime sui risparmi energetici, restano da chiarire firme e passaggi necessari.
Il deputato Andrea Barabotti ha presentato alla Camera una risoluzione per rilanciare in Europa il confronto sul superamento del cambio stagionale dell’ora. L’iniziativa arriva a pochi giorni dal ritorno all’ora solare: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre le lancette saranno spostate indietro di sessanta minuti, secondo il calendario in vigore. La proposta mira a riportare il dossier nell’agenda europea, dove la riforma avanzata nel 2018 è ancora ferma.
La discussione riguarda gli orari, i consumi energetici e l’organizzazione della vita quotidiana. Con l’ora legale mantenuta tutto l’anno, in inverno ci sarebbe più luce naturale nelle ore serali. Le stime indicano un possibile risparmio energetico aggiuntivo; tra gli aspetti da considerare ci sono anche le mattine più buie. Per modificare le regole comuni, l’iniziativa nazionale dovrà accompagnarsi alla ripresa e alla conclusione del percorso legislativo dell’Unione europea.
Barabotti, deputato della Lega e promotore dell’iniziativa, chiede al Governo di sostenere un nuovo confronto europeo sull’abolizione del doppio cambio annuale. L’obiettivo è riportare la questione al tavolo dell’Unione e lavorare a una soluzione coordinata. In assenza di un accordo comune, i Paesi potrebbero scegliere autonomamente orari permanenti diversi, con possibili ricadute sui trasporti, sul commercio e sulle comunicazioni transfrontaliere.
La data della presentazione è vicina al cambio d’autunno. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 si passerà dall’ora legale a quella solare, spostando le lancette indietro di un’ora. Per famiglie e lavoratori questo significa più luce al mattino e meno nel tardo pomeriggio. Con l’ora legale permanente, invece, gli orologi resterebbero avanti di sessanta minuti anche d’inverno: il tramonto arriverebbe più tardi secondo l’orario ufficiale e l’alba si sposterebbe in avanti nella stessa misura.
La risoluzione è un atto di indirizzo politico con cui la Camera sollecita una posizione nazionale e chiede di riaprire il negoziato. Per stabilire un nuovo sistema occorrerebbero decisioni europee e i successivi adeguamenti normativi. Il calendario italiano, intanto, segue quello attuale.
La proposta europea risale al 2018. In quell’anno la Commissione europea presentò una direttiva per interrompere i cambi stagionali dell’ora e abrogare la disciplina allora vigente, dopo una consultazione pubblica svolta tra luglio e agosto. Parteciparono circa 4,6 milioni di persone e l’84% dei rispondenti si espresse a favore della fine del cambio semestrale.
Nel marzo 2019 il Parlamento europeo approvò la propria posizione sulla proposta. Agli Stati membri sarebbe spettato scegliere se mantenere come orario stabile quello attuale dell’inverno o quello dell’estate. Per proseguire serviva poi un accordo tra i governi riuniti nel Consiglio dell’Unione europea. Le difficoltà di coordinamento, le differenze tra le posizioni nazionali e la necessità di valutare gli effetti sul mercato interno hanno impedito di raggiungere un’intesa condivisa. La procedura legislativa europea è ancora in corso.
La questione comprende quindi due scelte: se superare il cambio stagionale e quale orario adottare in modo permanente. Una riforma non coordinata potrebbe produrre orari diversi tra Paesi confinanti o modificare i rapporti tra territori che oggi condividono lo stesso fuso. Per le imprese, i collegamenti ferroviari e aerei e gli scambi commerciali, la coerenza delle regole è un elemento centrale.
Su questo punto si concentra la nuova iniziativa italiana: chiedere all’UE di riprendere il confronto e definire una cornice comune. La risoluzione può contribuire a orientare la posizione del Governo, mentre la decisione finale coinvolge le istituzioni europee e gli Stati membri.
Prima della risoluzione, la X Commissione Attività produttive della Camera, competente per commercio e turismo, ha avviato un’indagine conoscitiva. La Commissione ne ha concordato l’avvio il 2 marzo 2026 e l’ha deliberata l’11 marzo. Nei mesi successivi ha ascoltato rappresentanti delle imprese e dei sindacati, associazioni dei consumatori, esperti di energia e professionisti della salute e del sonno.
Il 1° ottobre 2026 la Commissione ha approvato all’unanimità il documento conclusivo. Il testo raccoglie quanto emerso nelle audizioni e presenta le opzioni in discussione: mantenere il sistema attuale, adottare l’ora legale permanente, passare all’ora solare permanente oppure valutare una sperimentazione accompagnata dal monitoraggio degli effetti. È un documento parlamentare di approfondimento, destinato a fornire elementi alle successive decisioni politiche.
Durante l’indagine sono emersi interessi differenti. Più luce nel tardo pomeriggio può favorire le attività commerciali, il turismo e il tempo libero. L’alba più tarda in inverno, invece, può creare difficoltà a chi comincia presto a lavorare, agli studenti e ad alcune attività all’aperto. Sul piano sanitario, eliminare i cambi semestrali significa interrompere le transizioni tra i due orari; resta il confronto su quale orario stabile sia più coerente con i ritmi biologici.
Il documento della Commissione considera gli effetti sui consumi e sui settori produttivi, insieme alla distribuzione geografica della luce e all’organizzazione dei servizi. Le condizioni del mattino, per esempio, cambiano da una città all’altra e secondo la stagione. A incidere sono la latitudine, gli orari di scuola e lavoro e il tipo di attività svolte.
Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, separa il risparmio legato all’ora legale già prevista da marzo a ottobre da quello aggiuntivo ipotizzato per i mesi invernali. Per il 2026 stima che il periodo ordinario di ora legale comporti una riduzione dei consumi di circa 302 milioni di kWh, con un beneficio economico di circa 80 milioni di euro. Il calcolo considera il prezzo medio del kilowattora per il cliente domestico tipo in tutela nel primo trimestre del 2026.
Nel documento conclusivo approvato il 1° ottobre, le stime di Terna per il 2026 comprendono anche l’ipotesi di mantenere l’ora legale in inverno. In questo scenario si aggiungerebbero circa 160 milioni di kWh, portando a circa 462 milioni di kWh il totale dei minori consumi nell’anno. Il beneficio economico complessivo è stimato in circa 120 milioni di euro nel 2026; 80 milioni si riferiscono al periodo di ora legale già previsto:
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Dato energetico |
Periodo di riferimento |
Stima Terna |
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Risparmio con l’ora legale nel calendario vigente |
Marzo-ottobre 2026 |
Circa 302 milioni di kWh |
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Risparmio complessivo nell’ipotesi di ora legale permanente |
Anno 2026 |
Circa 462 milioni di kWh |
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Risparmio storico accumulato |
Dal 2004 al 2025 |
Oltre 12 miliardi di kWh e circa 2,3 miliardi di euro |
Il dato storico riguarda i risparmi associati all’ora legale applicata nella parte dell’anno prevista dal sistema attuale. Tra il 2004 e il 2025, Terna ha calcolato minori consumi superiori a 12 miliardi di kWh e un risparmio economico complessivo di circa 2,3 miliardi di euro.
La relazione parlamentare segnala anche una tendenza alla riduzione dei risparmi ottenuti nel periodo estivo, collegata in parte alla maggiore efficienza delle tecnologie di illuminazione. I consumi delle singole famiglie variano in base alle abitudini, alle dimensioni dell’abitazione, agli apparecchi utilizzati e alle tariffe applicate.
La richiesta di mantenere l’ora legale tutto l’anno è sostenuta anche da una petizione promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e da Consumerismo No Profit, associazione impegnata nella tutela dei consumatori. In occasione dell’iniziativa parlamentare del 15 ottobre 2026, la raccolta aveva raggiunto circa 360 mila firme.
I promotori indicano tra i benefici attesi più luce naturale nelle ore serali, un minore ricorso all’illuminazione artificiale e maggiori occasioni per stare all’aperto dopo la scuola o il lavoro. Per famiglie e consumatori, l’effetto più immediato riguarderebbe la distribuzione della luce durante la giornata: d’inverno il sole tramonterebbe più tardi secondo l’orologio, mentre nelle prime ore del mattino ci sarebbe meno luce.
Il documento della Camera mette a confronto valutazioni diverse sul risparmio energetico e sulla salute. L’ora legale permanente può offrire benefici per i consumi e per la vita serale, ma il ritardo dell’alba resta una criticità. Con l’ora solare permanente, invece, l’orario rimane più vicino alla luce del mattino e si rinuncia a una parte della luce pomeridiana.
Per far avanzare la riforma, i governi dell’UE dovrebbero tornare a discutere la proposta nel Consiglio e trovare una posizione comune. Il testo dovrebbe poi completare l’iter legislativo con il Parlamento europeo, attraverso il confronto tra le istituzioni e l’approvazione formale della direttiva. Dopo l’adozione verrebbero definite le modalità e i tempi di applicazione, compresa la scelta coordinata degli orari permanenti da parte degli Stati.
La risoluzione di Barabotti e il documento approvato dalla Commissione della Camera possono sostenere la richiesta italiana e orientare l’azione del Governo. Nel frattempo, in Italia resta in vigore l’alternanza tra ora legale e ora solare, secondo il calendario comune.
Per le famiglie, l’eventuale ora legale permanente porterebbe serate invernali più luminose sull’orologio e mattine più buie. Terna stima inoltre un possibile risparmio elettrico per il sistema nel suo complesso. Il confronto europeo dovrà stabilire se superare il cambio stagionale e quale orario mantenere, coordinando le scelte per evitare regole divergenti tra Paesi.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...