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Pensionato vende l'azienda perché malato, la ricompra per salvarla: stava per chiudere per cattiva gestione

di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Dalla malattia alla vendita, fino al riacquisto dopo appena venti mesi: la storia di Sertech Elettronica racconta crescita, perdita d’identità e una ripartenza fondata sull’etica.

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Stefano Ruaro, ormai già pensionato, ha ripreso il controllo di Sertech Elettronica dopo circa venti mesi di gestione esterna, tornando alla guida dell'azienda fondata nel 1987 insieme a Loris Zordan. Il passaggio è arrivato al termine di una fase complessa: la società vicentina, ceduta nell'aprile 2024 a una holding industriale, aveva visto crescere la distanza tra dirigenti e proprietà, fino a trovarsi esposta al rischio di chiusura.

Per Ruaro non si è trattato di una semplice operazione societaria. In gioco c'era un'impresa costruita in quasi quarant'anni di lavoro, con le sue competenze, i rapporti con i clienti e i posti di lavoro. La decisione di rientrare nasce quindi dall'esigenza di proteggere una realtà industriale e di provare a rimetterla in equilibrio dopo una crisi gestionale. Al centro tornano persone, competenze ed etica aziendale.

Sertech Elettronica nasce nel 1987

Sertech Elettronica è nata nel 1987 a Malo, in provincia di Vicenza. L'obiettivo iniziale era progettare e realizzare soluzioni per l'automazione industriale; nel corso del tempo, l'attività si è estesa ai quadri elettrici, alle apparecchiature elettroniche, ai software industriali e alla robotica.

La società è cresciuta grazie al lavoro dei tre soci fondatori, tra i quali Stefano Ruaro e Loris Zordan, e al contributo di collaboratori specializzati. Il suo sviluppo non è dipeso soltanto dal numero delle commesse. Un elemento decisivo è stata la possibilità di seguire direttamente più fasi dello stesso progetto: l'analisi iniziale, la progettazione hardware e software, il cablaggio, il collaudo, la messa in servizio e l'assistenza.

Per i clienti industriali questo significava poter contare su impianti personalizzati e su un interlocutore capace di accompagnare il lavoro dall'idea alla fase operativa. Per Sertech, invece, voleva dire conservare all'interno una parte consistente del patrimonio tecnico. La conoscenza maturata dai dipendenti, accumulata commessa dopo commessa, è diventata uno dei tratti distintivi dell'azienda.

La crescita fino a 30 dipendenti e 5 milioni

Nel 2023 Sertech Elettronica aveva superato i 30 dipendenti e aveva chiuso l'esercizio con un fatturato di 5 milioni di euro. Quasi metà del personale lavorava nell'area ricerca e sviluppo, considerata il centro dell'innovazione interna.

Quei numeri descrivevano una piccola e media impresa già organizzata, con una presenza consolidata nell'automazione industriale e una capacità progettuale significativa. Il fatturato, nello stesso anno, aveva superato di quasi il 10% il budget previsto:

Elemento aziendale

Dato riferito al 2023

Anno di fondazione

1987

Dipendenti

Oltre 30

Fatturato

5 milioni di euro

Area ricerca e sviluppo

Quasi metà del team

Settori principali

Automazione, software, robotica ed elettromeccanica

La fotografia del 2023 aiuta a capire perché i soci avessero iniziato a valutare una cessione. Sertech aveva raggiunto una dimensione che richiedeva ulteriori risorse per gli investimenti, lo sviluppo commerciale e la continuità manageriale. La scelta, quindi, non arrivava al termine di un percorso di declino.

La vendita alla holding nell'aprile 2024

Nell'aprile 2024 la totalità delle quote di Sertech Elettronica è stata ceduta a H* Industries, holding industriale che nel 2023 aveva già acquisito la società trentina Logiss. L'operazione era stata descritta come un progetto di integrazione tra imprese considerate complementari. L'obiettivo dichiarato era proporre soluzioni più ampie per l'automazione e rafforzare la presenza sui mercati internazionali.

Le possibili sinergie riguardavano, in particolare, le competenze elettroniche e robotiche di Sertech e l'attività di Logiss nella progettazione e produzione di impianti per la movimentazione interna. La prospettiva era costruire un gruppo italiano in grado di seguire soluzioni personalizzate dalla progettazione alla realizzazione.

Stefano Ruaro aveva scelto di vendere anche per motivi personali. Nel 2020 gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa che può incidere sulla mobilità, sulla gestione delle energie e sull'organizzazione della vita quotidiana. La cessione doveva offrire all'impresa un futuro più stabile, senza affidarne la continuità alla salute di uno dei fondatori.

Sertech, al momento del passaggio, non era stata venduta perché l'azienda non funzionava. I risultati economici erano positivi e il gruppo di lavoro aveva superato i 30 dipendenti. Ruaro aveva cercato di programmare per tempo il futuro della società, così che una difficoltà personale non diventasse, in seguito, un limite per l'attività.

Quando la gestione si allontana dall'identità

Il cambio di proprietà ha aperto una fase di forte trasformazione organizzativa. Nei primi mesi era prevista la continuità degli amministratori e dei ruoli operativi, ma la nuova impostazione ha progressivamente creato una distanza tra la struttura dirigenziale e la proprietà.

Il problema non riguardava soltanto le scelte finanziarie. A entrare in discussione era un modo preciso di intendere l'impresa: il rapporto con i collaboratori, la gestione delle competenze interne, la relazione con clienti e fornitori e il valore attribuito alla storia costruita dai fondatori.

Tra il 2024 e il 2026, in una transizione durata circa venti mesi, Sertech ha dovuto affrontare riorganizzazioni e decisioni difficili. A un certo punto la prosecuzione dell'attività è apparsa a rischio. Non perché fosse venuto meno il mercato dell'automazione industriale, ma per la perdita di coesione interna e per l'indebolimento del progetto condiviso.

Per un'azienda tecnica di piccole o medie dimensioni, una frattura di questo tipo può produrre effetti in tempi brevi. Il patrimonio di una società non è racchiuso nei macchinari o nei bilanci. È presente anche nelle competenze dei progettisti e dei tecnici, nell'esperienza dei responsabili di commessa, nella conoscenza dei clienti e dei processi produttivi.

Quando questi legami si allentano, la capacità operativa può ridursi rapidamente. Anche una realtà con una storia solida e risultati positivi può trovarsi in difficoltà se perde il riferimento comune che teneva insieme le persone.

Il riacquisto dopo circa venti mesi

Dopo circa venti mesi dalla cessione, Ruaro e Zordan sono tornati alla guida di Sertech Elettronica. Il riacquisto ha riportato l'azienda sotto la proprietà storica e ha inaugurato, nel 2026, una nuova fase gestionale.

Le condizioni rese note per il passaggio riguardano soprattutto il ritorno della governance ai fondatori e la ripresa diretta della direzione. Non è stato comunicato pubblicamente il valore economico dell'operazione. Il dato che emerge con maggiore chiarezza è un altro: la proprietà storica è intervenuta prima che la crisi societaria arrivasse alla chiusura definitiva dell'impresa.

In questo passaggio Loris Zordan ha un ruolo centrale. Socio fondatore e punto di riferimento della società, ha affiancato Ruaro nel ritorno alla guida. L'operazione, dunque, non ha riguardato soltanto l'acquisto di quote. Ha significato recuperare una visione comune, maturata a partire dal 1987:

Fase

Situazione di Sertech

1987

Fondazione dell'azienda da parte dei soci fondatori

2020

Diagnosi di Parkinson per Stefano Ruaro

2023

Oltre 30 dipendenti e 5 milioni di euro di fatturato

Aprile 2024

Cessione della società a H* Industries

2024-2026

Transizione gestionale e rischio di chiusura

2026

Riacquisto e ritorno della proprietà storica

La malattia e la forza costruita nello sport

La vicenda imprenditoriale di Ruaro si lega al percorso personale seguito dopo la diagnosi del 2020. Il Parkinson non è stato raccontato come un ostacolo cancellato dalla forza di volontà. È una condizione con la quale ha dovuto organizzare in modo diverso obiettivi, tempi e attività.

Nel 2022 Ruaro ha completato l'Ironman Italy Emilia-Romagna di Cervia. La gara si è svolta il 18 settembre 2022, è durata circa 14 ore e lo ha portato a essere indicato come il primo italiano con Parkinson ad aver concluso un Ironman.

La preparazione è durata dieci mesi. L'impresa sportiva ha avuto anche un valore di sensibilizzazione: il triathlon è diventato un modo per mostrare che una diagnosi non esaurisce l'identità di una persona. Senza nascondere, però, la fatica e la disciplina richieste da un percorso simile.

Nel 2023 Ruaro ha partecipato anche al mondiale XTERRA, competizione di triathlon off-road che comprende nuoto, ciclismo su percorsi sterrati e corsa. La partecipazione ha confermato la continuità del suo impegno sportivo proprio nel periodo in cui maturava la decisione di rientrare nel progetto industriale di Sertech.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...