La rapidità con cui si trasforma il settore assicurativo può rappresentare una minaccia per chi non è pronto al cambiamento o un trampolino per chi ha la mentalità e le competenze per cogliere ogni occasione. I tempi hanno mostrato come il mercato italiano delle assicurazioni sia oggi ricco di opportunità, ma anche di ostacoli che premiano solo chi dimostra di saper innovare, restare resiliente e guidare con visione. Le scelte strategiche, la formazione solida e la capacità di interpretare il nuovo contesto culturale sono determinanti per emergere.
La storia di Virginia Borla, tra le professioniste più autorevoli secondo una intervista al Corriere Torino, incarna questa tensione: il suo percorso racconta che raggiungere i vertici del management assicurativo è possibile anche partendo dagli sportelli di filiale.
Il suo curriculum, come riportato dalla testata piemontese, è fonte di ispirazione soprattutto per le donne, senza escludere però chiunque aspiri a ruoli di leadership. Oggi si avverte una crescente urgenza di identificare modelli di riferimento affidabili e di valore reale, capaci di orientare le nuove generazioni verso carriere di successo nel settore assicurativo e finanziario, nonostante le barriere ancora esistenti. È in questa prospettiva che l'esperienza di Virginia Borla assume un significato esemplare.
Dalla rete commerciale alla guida di Intesa Sanpaolo Assicurazioni
La traiettoria professionale di Virginia Borla, oggi alla guida della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo e CEO di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, rappresenta una case history di riferimento per comprendere come diventare amministratore delegato di una grande compagnia assicurativa italiana. Il suo inizio risale a circa venticinque anni fa, successivamente alla laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università di Torino: scelta definita «molto concreta» dalla diretta interessata, che ha permesso di combinare studio e lavoro nella città natale, sviluppando capacità gestionali e di problem solving da subito.
I primi anni sono trascorsi nella rete commerciale di Intesa Sanpaolo, con ruoli graduali: dall'assistenza alla clientela fino a gestire una filiale come direttrice. Borla sottolinea come il segreto sia stato concentrarsi sulla qualità del proprio lavoro e sulla volontà di apprendere dagli altri, più che perseguire un titolo di prestigio fine a sé stesso:
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2000-2010: Ruoli operativi sul territorio, In questo periodo acquisisce una padronanza totale del rapporto con il cliente, uno degli asset fondamentali nel banking e nelle assicurazioni.
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Dal 2010: Passaggio alle strutture centrali, Il salto di qualità avviene con l'apertura verso la componente più strategica del gruppo bancario-assicurativo. La sua crescita si consolida attraverso progetti rilevanti, la gestione di team unici per background e competenze, e un costante confronto con le sfide di digitalizzazione e cambiamento normativo.
Risultati come questi si legano direttamente alla sua visione pragmatica: come ha affermato nella intervista, la vera chiave è «imparare dalle persone incontrate e dalle difficoltà vissute». Nel 2023, Borla assume anche la vicepresidenza di ANIA e diventa membro della Conference of European Bancassurers, a testimoniare il riconoscimento dell'esperienza e credibilità anche su scala nazionale ed europea. Durante la sua leadership, la Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo ha:
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Rafforzato la cultura della prevenzione presso imprese e cittadini;
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Lanciato partnership strategiche su piattaforme digitali per la protezione da rischi catastrofali, valorizzando innovazione e accessibilità;
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Gestito reti di vendita e customer care multicanale, modernizzando l'approccio e la rapidità nell'erogazione dei servizi;
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Accompagna la trasformazione digitale dei processi assicurativi, incluso lo sviluppo di strumenti AI per efficientare gestione sinistri e personalizzazione delle polizze.
Merito, quote rosa e stereotipi nel settore assicurativo
Il settore assicurativo e bancario è spesso percepito come una
roccaforte maschile: i dati confermano una presenza femminile pari al 50% tra gli impiegati, che però crolla fino al 20% ai livelli dirigenziali. Come sottolinea Borla, citando la sua esperienza, la crescita professionale delle donne incontra ancora numerosi ostacoli legati a
stereotipi culturali e limiti interni alle organizzazioni e alla società.
Va ricordato che le cosiddette quote rosa hanno rappresentato uno strumento di accelerazione indispensabile per il bilanciamento delle opportunità, anche se, secondo l'attuale AD di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, «sarebbe auspicabile un mondo dove il merito venga riconosciuto a prescindere dalle statistiche». Le resistenze, però, non sono solo numeriche o regolamentari; agiscono nella vita quotidiana, nei piccoli gesti, nelle aspettative educative, nei suggerimenti dati a bambini e bambine che, ancora oggi, rivelano pregiudizi inconsci ma radicati:
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Percezione sociale del lavoro femminile, Frequenti sono gli episodi in cui si considera la professionalità delle donne come secondaria, o si attribuisce connotazioni di aiuto laddove vi sia un impegno paritario nella vita privata.
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Lentezza del cambiamento, L'evoluzione verso la parità nei ruoli apicali è ancora troppo graduale, nonostante una crescente attenzione pubblica.
La stessa leader sottolinea come
la crescita professionale femminile richieda tre condizioni principali:
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Essere supportati nei momenti chiave da chi crede nel talento, nelle difficoltà e nei successi;
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Accettare le sfide quando si presentano, evitando di sottoporsi a continua autovalutazione negativa;
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Maturare una disponibilità alla messa in discussione costruttiva e duratura.
Errore comune:
considerare la scelta universitaria o l'appartenenza a network esclusivi come garanzia di successo. Le esperienze e le relazioni vissute fanno invece la differenza reale.
Innovazione, prevenzione e cultura assicurativa
Il settore assicurativo si trova oggi in un momento di trasformazione tecnologica e culturale, caratterizzato dall'accelerazione nella digitalizzazione, dall'integrazione dell'intelligenza artificiale e dal nuovo rapporto tra pubblico e privato. Secondo Virginia Borla, elemento cardine per il prossimo decennio sarà l'equilibrio tra prevenzione e consapevolezza, intrecciando soluzioni innovative e formazione degli utenti. Negli ultimi anni, Intesa Sanpaolo Assicurazioni si è fatta promotrice di:
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Piattaforme digitali per la gestione dei rischi catastrofali, che rispondono alle nuove disposizioni normative e garantiscono alle imprese protezione online, riducendo la burocrazia e personalizzando le offerte;
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Modelli assicurativi orientati alla prevenzione, con soluzioni sia per privati che per aziende, soprattutto contro rischi climatici e danni naturali;
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Progetti per la diffusione della cultura assicurativa, unendo la vicinanza consulenziale alla clientela con strumenti digitali e servizi integrati, specie in aree come previdenza complementare e sanità integrativa;
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Uso di strumenti di automazione e intelligenza artificiale per la gestione dei sinistri, la personalizzazione delle polizze e il customer journey digitale.
L'approccio perseguito si basa sull'analisi puntuale dei dati, sulla mappatura del rischio e su alleanze strategiche come quella con Unipol e Poste Assicura per coperture contro calamità naturali. In tutto ciò,
consulenza e ascolto rimangono centrali: la prossimità alle esigenze di cittadini, imprese e PMI è il filo conduttore che unisce tutte le anime della trasformazione in corso. I dati nazionali rispecchiano la necessità di questa evoluzione:
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Oltre 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure nel 2023, segno di una domanda crescente di assicurazioni e servizi sanitari integrati;
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Solo l'11,4% della spesa privata sanitaria è oggi coperta da assicurazioni o fondi;
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Il 95% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, il 35% della popolazione vive in zone ad alta sismicità.
L'
innovazione vera oggi non riguarda solo la tecnologia, ma anche la capacità di prevenire e anticipare bisogni nuovi, educando clienti e operatori a una visione olistica delle soluzioni assicurative.
Strategie per donne e giovani leader
Il percorso di Virginia Borla evidenzia che emergere nell'assicurativo italiano richiede non solo duro lavoro, ma anche scelte concrete e strategie specifiche. Ecco alcuni suggerimenti validati dall'esperienza e dalla realtà di Intesa Sanpaolo Assicurazioni:
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Puntare su una formazione trasversale e personalizzata, sviluppando sia competenze tecniche (analisi del rischio, digitalizzazione, normativa) sia soft skills (comunicazione, gestione della diversità, ascolto attivo);
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Non considerare la tipologia di ateneo come limite: anche percorsi locali o meno blasonati, se vissuti in modo attivo, danno strumenti validi per inserirsi con successo nella grande industria;
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Ricercare mentori, sostenitori e reti di collaborazione, in grado di valorizzare il talento nei momenti chiave della carriera;
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Accettare progetti sfidanti e cogliere occasioni di cambiamento, senza paura dei passaggi laterali o apparenti battute d'arresto;
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Imparare a gestire la conciliazione tra vita privata e crescita lavorativa, considerando la persona nella sua completezza.
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Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni.
In modo particolar...