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Pensioni, se il pagamento avviene in ritardo vengono riconosciuti arretrati o risarcimenti INPS?

di Marianna Quatraro pubblicato il
pensione in ritardo diritto al rimborso

Ritardi nel pagamento delle pensioni possono generare dubbi su arretrati, interessi e risarcimenti. Si analizzano le cause, le tutele e le procedure per i pensionati in caso di mancato versamento puntuale.

La puntualità nell'accredito della pensione rappresenta un aspetto essenziale per milioni di cittadini italiani che vivono di queste entrate. Anche brevi slittamenti, spesso dovuti a problematiche bancarie, giorni festivi o errori amministrativi, possono causare serie difficoltà nella pianificazione delle spese quotidiane. Negli ultimi anni, la gestione dei pagamenti da parte degli enti previdenziali come l'INPS ha cercato di ridurre al minimo i disservizi, anche se occasionalmente si verificano imprevisti. Il sistema normativo nazionale dispone strumenti e garanzie a tutela dei pensionati in caso di erogazioni tardive, riconoscendo nei casi previsti sia arretrati sia somme aggiuntive a compensazione della perdita di disponibilità temporanea. 

Origine e gestione degli arretrati nelle pensioni: quando e perché vengono corrisposti

Gli arretrati pensionistici costituiscono le somme dovute ai beneficiari a seguito di ricalcoli, revisione degli importi, applicazione di nuove normative o sentenze giudiziarie favorevoli. Questi importi servono a pareggiare eventuali differenze tra quanto è stato percepito e quanto sarebbe spettato fin dall’origine della prestazione, per effetto di correggimenti successivi o del riconoscimento tardivo del diritto.

Le principali situazioni per cui vengono pagati arretrati sono molteplici:

  • Adeguamenti degli importi per inflazione (rivalutazione annuale, ad esempio con aggiornamenti ISTAT)
  • Ricalcoli contributivi dovuti a nuovi conteggi o a segnalazione di periodi lavorativi precedentemente non considerati
  • Errore amministrativo dell’ente pagatore (come l’INPS) con importi liquidati inferiori rispetto al dovuto
  • Sentenze giudiziarie o decisioni favorevoli che riconoscono diritti pensionistici precedentemente negati
  • Applicazione retroattiva di nuove leggi che modificano le modalità di calcolo della prestazione
La normativa di riferimento (D.P.R. n. 639/1970, art. 47-bis, oltre a specifici regolamenti interni INPS) regola il riconoscimento degli arretrati, stabilendo che il diritto alle somme causa decorrenza dalla data in cui sarebbero dovute, anche in presenza di una liquidazione ritardata. La Corte di Cassazione e diversi tribunali hanno più volte ribadito che il diritto agli arretrati è intoccabile: il pensionato ottiene quanto gli spetta dal primo giorno utile, non dal momento in cui l’accredito viene effettivamente materializzato, salvo casi di prescrizione quinquennale non interrotta.

Procedura e tempistiche per la liquidazione degli arretrati e dei pagamenti posticipati

La procedura per la liquidazione degli arretrati si differenzia in base alla motivazione che ha generato il diritto:

  • Nel caso di rivalutazione automatica (adeguamento ai prezzi al consumo) l’ente previdenziale provvede d’ufficio senza necessità di domanda.
  • Se l'arretrato nasce da ricalcolo su richiesta dell’interessato, a seguito di un ricorso o presentazione di nuova documentazione, sarà necessario iniziare una pratica amministrativa.
  • Se deriva da sentenza, la liquidazione avviene dopo che la decisione è diventata operativa e dopo la verifica tecnica dell’ente.
I tempi di pagamento possono variare sensibilmente:
  • Per rivalutazione annuale, in genere l’accredito degli arretrati avviene nei primi mesi dell’anno
  • Per domande di ricostituzione, le tempistiche stimate sono tra i 60 e i 90 giorni dall’accoglimento, ma possono protrarsi in caso di complessità documentale o contenziosi
  • In presenza di una sentenza, si attende la comunicazione ufficiale del provvedimento all’INPS, con tempi che possono raggiungere anche i sei mesi
L’accredito avviene di norma mediante bonifico sul conto corrente comunicato dall’interessato, talvolta con una disposizione separata rispetto al pagamento mensile della pensione. Tutte le informazioni relative ai pagamenti straordinari sono consultabili nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino, sezione “Pagamenti”. È importante conservare copia di tutte le richieste o le sentenze a supporto della domanda di arretrati, e monitorare lo stato di avanzamento tramite i canali ufficiali.

Interessi legali e rivalutazione sugli arretrati: diritti dei pensionati in caso di ritardo

Nel caso in cui l’accredito venga procrastinato rispetto ai termini previsti, la legge tutela il beneficiario prevedendo non solo il versamento degli importi dovuti, ma anche l’applicazione di somme accessorie. Gli interessi legali sono dovuti sugli arretrati dalla scadenza di ogni singolo rateo a quella del saldo effettivo; ciò significa che il tasso stabilito dallo Stato si applica automaticamente sulle somme non percepite per il periodo di ritardo.

La normativa di riferimento per queste garanzie si trova, tra gli altri, nell’art. 16, comma 6, della legge n. 412/1991 e nell’art. 22, comma 36, della legge n. 724/1994, che estendono il diritto agli interessi non solo alle pensioni, ma anche a prestazioni assistenziali come l’invalidità civile. In presenza di inflazione significativa, si aggiunge la rivalutazione monetaria: nell’ipotesi in cui la rivalutazione superi l’ammontare degli interessi maturati, prevale l’adeguamento più favorevole al beneficiario, così da proteggere il potere d’acquisto delle somme dovute. Organi giurisdizionali, come il Tribunale di Roma (sent. n. 8970/2023), hanno più volte ribadito questa tutela automatica.

Tali somme accessorie dovrebbero essere riconosciute d’ufficio. Tuttavia, non sempre l’INPS liquida in modo integrale questi importi in sede di pagamento e può essere necessario esaminare il conteggio degli arretrati ed eventualmente sollecitare un’integrazione. La prescrizione per il recupero degli arretrati e degli interessi legali è di cinque anni dalla scadenza del rateo (art. 47-bis D.P.R. 639/1970), occorre dunque monitorare la situazione e agire tempestivamente in caso di ritardi prolungati.

Il risarcimento del danno da ritardo nei pagamenti: possibilità, limiti e sentenze recenti

Il ritardo nell’erogazione dei ratei pensionistici genera automaticamente il diritto agli arretrati con interessi e rivalutazione, ma l’ipotesi di ottenere un risarcimento aggiuntivo per danni subiti (esistenziali o morali) segue regole ben più restrittive.

La giurisprudenza di legittimità (Cassazione, Sez. Lav., sent. n. 2217/2016; Cass. civ., Sez. VI, ord. n. 32080/2019) ha chiarito che il semplice disagio o stress legato all’attesa non configura automaticamente un danno risarcibile. È infatti necessario che il ritardo abbia inciso in modo gravissimo su interessi fondamentali, violando diritti inviolabili – ad esempio, la privazione della possibilità di soddisfare bisogni primari come casa, salute o alimentazione, e che tale lesione sia dimostrata nel dettaglio dal richiedente. Senza una simile prova, le richieste vengono respinte.

In casi particolari, come quello della sentenza TAR Calabria n. 748/2023, il risarcimento è stato riconosciuto quando il ritardo amministrativo ha determinato effetti lesivi ingiustificabili, ma la prassi previdenziale mostra orientamenti più cauti. Recenti pronunce (Cass. SS.UU. n. 36209/2021, Cass. n. 5236/2025) distinguono la competenza giurisdizionale tra giudice ordinario o, per la pubblica amministrazione in ambiti specifici, giudice contabile (Corte dei Conti), sottolineando inoltre l’onere della prova in capo all’assistito.

L’art. 2-bis della legge 241/1990 prevede un indennizzo forfettario per l’eccessiva durata dei procedimenti amministrativi; tuttavia, la tutela risarcitoria resta subordinata alla dimostrazione concreta di un danno aggiuntivo rispetto al mero disagio economico sanato dal pagamento degli arretrati e degli interessi automatici previsti dalla legge. In assenza di circostanze eccezionali, la liquidazione dei diritti patrimoniali con le somme accessorie viene ritenuta sufficiente sotto il profilo della tutela giuridica.

Prevenire ritardi e agire in caso di mancato pagamento: strumenti e tutele pratiche

Al fine di prevenire imprevisti ed evitare ritardi rilevanti nell’accredito delle prestazioni pensionistiche, sono disponibili strumenti e cautele operative:

  • Controllo costante del Fascicolo Previdenziale tramite il portale INPS utilizzando SPID, CIE o CNS
  • Verifica regolare del conto corrente e aggiornamento tempestivo delle coordinate bancarie
  • Contatto diretto con i canali di assistenza INPS (“INPS Risponde”, Contact Center) per ottenere chiarimenti istantanei
  • Segnalazione di eventuali errori anagrafici o anomalie tramite le funzioni online o presso i patronati
Nel caso in cui il pagamento non avvenga nei termini stimati, è possibile:
  • Presentare sollecito formale attraverso canali digitali o recandosi in sede
  • Raccogliere tutta la documentazione utile sulle comunicazioni avvenute e le richieste presentate
  • Richiedere l’assistenza di un patronato o un consulente previdenziale per risolvere pratiche più complesse
In caso di inadempienza protratta o quantificazione errata degli interessi/accessori, si può valutare l’azione in sede giudiziale presso il Tribunale del lavoro, allegando prove concrete e dettagliate delle richieste effettuate e degli eventuali danni supplementari esigibili. In presenza di sentenze favorevoli, l’ente previdenziale dovrà uniformarsi alle disposizioni e provvedere in tempi ragionevoli alla liquidazione dovuta.

In estrema sintesi....la tutela effettiva dei pensionati tra arretrati, interessi e risarcimenti

Il quadro normativo e giurisprudenziale offre una garanzia strutturata contro i ritardi nell’accredito delle prestazioni pensionistiche. Le tutele automatiche – arretrati, interessi legali e rivalutazione monetaria – assicurano che il beneficiario riceva quanto gli spetta senza perdita economica reale per il tempo intercorso. La richiesta di risarcimenti aggiuntivi resta circoscritta a situazioni particolarmente gravi e documentate, in linea con il principio di adeguatezza e proporzionalità della tutela giurisdizionale. Per assicurare il rispetto di queste garanzie, è sempre raccomandabile monitorare attentamente la propria posizione e attivarsi tempestivamente in presenza di irregolarità, sfruttando tutti gli strumenti previsti dal sistema previdenziale e – se necessario – tutelandosi anche in via giudiziale.