Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Per chi ha un'auto, 4 novità importanti in arrivo: non tutte così positive come possono sembrare

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

Bollo esente solo per un anno, tetto sui carburanti con il rischio Francia, nuovo Codice della Strada non ancora definitivo e RC Auto tra rincari reali e controlli automatici ancora da formalizzare.

Nel giro di poche settimane, chi possiede un'auto in Italia si trova davanti a quattro novità che si intrecciano tra loro: dal bollo alle pompe di benzina, dalle regole della strada fino all'assicurazione obbligatoria. Ognuna viene presentata come un vantaggio per gli automobilisti, ma basta leggere le condizioni con attenzione per scoprire che dietro l'annuncio si nascondono spesso scadenze brevi, rischi concreti o misure ancora tutte da scrivere. Ecco cosa sta cambiando davvero, punto per punto.

Il bollo esente, ma solo per un anno

Il primo dei quattro cambiamenti riguarda il bollo auto, e a prima vista sembra la notizia più semplice da accogliere con favore. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 16 settembre 2026 l'esenzione dal pagamento del bollo per il solo anno 2027, per un veicolo a testa, riservata alle auto a benzina o gasolio con potenza fino a 80 kW (circa 109 CV) e alle moto.

Secondo le stime, la misura riguarderebbe circa 14,5 milioni di veicoli. Il punto da tenere a mente è che non si tratta affatto di un'abolizione definitiva, come qualche titolo ha lasciato intendere, ma di una sospensione temporanea per un solo anno. Il governo ha dichiarato l'intenzione di renderla strutturale attraverso la prossima legge di Bilancio, ma al momento questo resta un impegno politico, non una certezza normativa. Chi possiede un'auto più potente di 80 kW, inoltre, non rientra affatto nel beneficio, e continuerà a pagare il bollo come sempre.

Il tetto sui carburanti e il rischio già visto in Francia

Il secondo fronte riguarda il prezzo di benzina e gasolio. Dal 28 settembre 2026, Eni ha fissato un tetto ai prezzi alla pompa (1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 euro per il gasolio), inizialmente per 30 giorni, con possibilità di proroga fino a fine anno. Anche IP (Italiana Petroli, gruppo Socar) ha seguito la stessa strada dalla stessa data. Insieme, le due compagnie coprono oltre 8.000 delle circa 22.000 stazioni di servizio italiane. Qui la parte "non così positiva come può sembrare" ha già un precedente concreto: in Francia, dove TotalEnergies aveva introdotto un tetto simile già dal 2023, nell'aprile 2026 ben il 66% delle sue stazioni è rimasto senza carburante per l'eccesso di domanda, contro appena il 4,1% del resto della rete nazionale. Un prezzo fissato sotto il livello di mercato, per quanto vantaggioso nell'immediato per chi fa rifornimento, può generare code, razionamenti e stazioni a secco se la domanda supera l'offerta che l'azienda è disposta a sostenere in perdita. Non è detto che in Italia si ripeta lo stesso scenario, ma è un rischio concreto di cui tenere conto prima di considerare la misura una vittoria senza ombre per gli automobilisti.

Il nuovo Codice della Strada, tra patente a 17 anni e multe proporzionali

Il terzo cambiamento è probabilmente il più ampio e strutturale: la riscrittura integrale del Codice della Strada, la prima dal 1992. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiuso la fase di consultazione pubblica il 13 settembre 2026, dopo aver coinvolto oltre 100 associazioni, enti e operatori di settore, ciascuno con la possibilità di presentare fino a cinque proposte di modifica mirate.

Ora la palla passa al governo, che dovrà approvare il testo definitivo in Consiglio dei ministri entro il 14 ottobre 2026, termine ultimo della legge delega, prima del passaggio parlamentare. Tra le novità più discusse compare la patente a 17 anni per auto e furgoni, con l'obbligo di un tutore al fianco del giovane guidatore: una misura che il Ministero giustifica richiamandosi alla direttiva europea 2025/2205, ma che le autoscuole contestano apertamente per ragioni di sicurezza stradale.

Altre novità includono multe proporzionali all'eccesso di velocità (10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite), il sorpasso a destra in autostrada per le moto abbinato all'uso della corsia d'emergenza, e una stretta sulla cosiddetta "esterovestizione", cioè i veicoli con targa estera intestati a prestanome, fenomeno diffuso soprattutto nel Mezzogiorno per aggirare le tariffe RC Auto più alte. Alcune proposte più drastiche, come tre codici unionali molto restrittivi (guida entro un raggio di 100 chilometri dalla residenza, divieto di autostrada, tolleranza zero per l'alcol), erano presenti nella bozza iniziale ma sono già state eliminate durante la consultazione. Il punto debole di questo fronte è che, a oggi, nulla è ancora definitivo: qualsiasi titolo che presenti queste misure come già decise rischia di essere smentito nelle prossime settimane, quando il testo dovrà affrontare il vaglio parlamentare.

RC Auto, tra rincari già reali e controlli automatici ancora da formalizzare

Il quarto e ultimo fronte riguarda l'assicurazione obbligatoria, e qui convivono due situazioni molto diverse tra loro per grado di certezza. Da un lato ci sono i rincari già in corso: il premio medio RC Auto ha raggiunto 483,57 euro a novembre 2025, in crescita del 3,4% su base annua e addirittura del 31,1% rispetto al 2022. Chi ha causato un sinistro nel corso del 2025, circa 1,5 milioni di automobilisti italiani (il 4,4% del totale degli assicurati), rischia al rinnovo un aumento del premio fino al 94% rispetto a chi non ha provocato incidenti.

Questa parte della notizia è già realtà, non una previsione. Dall'altro lato, invece, c'è una misura ancora annunciata ma non formalizzata: il governo sta lavorando a una norma, collegata proprio al nuovo Codice della Strada, che permetterebbe di verificare automaticamente se un veicolo è assicurato incrociando la lettura della targa, tramite telecamere ZTL, tutor e autovelox, con le banche dati delle compagnie assicurative. L'obiettivo dichiarato è contrastare l'evasione, che riguarderebbe circa 3 milioni di veicoli circolanti senza copertura in Italia. L'attivazione era stata indicata per l'estate 2026, ma non risulta ancora esistere una norma attuativa definitiva, né un regolamento tecnico su privacy e omologazione degli apparati: per questo motivo, chi legge di "telecamere che stanano gli automobilisti senza assicurazione" dovrebbe sapere che, allo stato attuale, si tratta ancora di un progetto, non di un sistema già operativo.

Messi insieme, questi quattro cambiamenti raccontano bene come, dietro annunci che sembrano quasi sempre a vantaggio degli automobilisti, si nascondano spesso condizioni, tempi e rischi che meritano un'attenzione in più. Il bollo esente vale un solo anno, il tetto sui carburanti porta con sé il precedente scomodo della Francia, il nuovo Codice della Strada non è ancora un testo definitivo, e l'RC Auto convive con rincari reali e controlli automatici ancora solo annunciati. Per chi possiede un'auto, i prossimi giorni e le prossime settimane saranno quindi da seguire con attenzione, senza dare per scontato che ogni titolo entusiasta corrisponda già a una misura pienamente operativa.






Leggi anche

Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...