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Come sta andando il nuovo Codice della strada lanciato da Salvini quasi 2 anni fa: un primo bilancio oggettivo

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Codice della strada

A oltre due anni dall'introduzione del nuovo Codice della strada promosso da Salvini, dati sugli incidenti, le novità normative e il loro impatto, con attenzione ai giovani e agli obiettivi futuri.

Introdotto un anno sette mesi fa, il nuovo impianto normativo relativo alla circolazione stradale rappresenta un cambiamento tra i più rilevanti dell'ultimo decennio in ambito mobilità, sicurezza pubblica e prevenzione. Approvato con la legge 25 novembre 2024, n. 177, e applicabile dal 14 dicembre dello stesso anno, il provvedimento ha inciso sull'impianto normativo storico (decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285), fornendo un aggiornamento che interviene dove i rischi rimanevano più elevati: distrazione alla guida, guida alterata, utilizzo di mezzi leggeri urbani e frequentatori della strada più vulnerabili. La strategia legislativa si è fondata su un principio chiaro: prevenire e reprimere comportamenti ad alto rischio non isolati, ma sistematici nella realtà italiana.

Il contesto che ha portato alla riforma era segnato da dati preoccupanti: solo nel 2024, oltre 3.000 decessi su strada e più di 173.000 incidenti. Serviva un cambio di passo, per ridurre la mortalità e le gravi conseguenze degli incidenti, portando la sicurezza stradale al centro del dibattito istituzionale, sociale e civico.

Dati e andamento dell'incidentalità dopo la riforma

I numeri raccolti tra dicembre 2024 e giugno 2026 offrono una fotografia oggettiva dell'impatto della nuova disciplina. Secondo dati diffusi da Ministero delle Infrastrutture, Polizia Stradale e Carabinieri, si osserva:

Periodo

Vittime registrate

% variazione

Anno 2024

3.030

-

Anno 2025

~2.909

-4%

1° semestre 2025

1.310

-6,8% (rispetto H1 2024)

Risaltano anche i valori relativi agli incidenti e ai feriti:

  • Incidenti totali 2024: 173.364
  • Feriti 2024: 233.853
  • Incidenti con lesioni H1 2025: 82.344
  • Feriti H1 2025: 111.090
Le vittime si sono ridotte di oltre cento rispetto all'anno precedente nel perimetro della rilevazione Polizia Stradale e Carabinieri, con un calo generale delle principali voci (decessi, incidenti gravissimi, feriti).

A dieci mesi dalla riforma, la diminuzione dei morti supera il 10% e quella dei feriti è attorno al 3% rispetto al periodo precedente. I dati sottolineano un avanzamento concreto verso gli obiettivi nazionali ed europei di dimezzamento delle vittime entro il 2030. L'impatto positivo, pur non ancora definitivo, emerge come segnale significativo sia dal punto di vista umano che da quello economico—il costo sociale degli incidenti stradali resta elevato, con una stima di 22,6 miliardi di euro l'anno in Italia.

Le novità normative: alcolock, monopattini e sanzioni

L'aggiornamento del quadro normativo punta a limitare i comportamenti più pericolosi per la collettività attraverso modifiche tecniche e sanzioni rafforzate. Di particolare rilievo:

  • Alcolock: obbligatorio per chi già sanzionato per guida in stato di ebbrezza con tasso oltre 0,8 g/l. Il dispositivo impedisce l'accensione del veicolo se l'alito contiene alcol, rivolgendosi a recidivi per ridurre drasticamente il rischio di recidiva e proteggere la collettività.
  • Monopattini elettrici: dal 16 maggio 2026, diventa operativo l'obbligo di contrassegno identificativo; dal 16 luglio 2026 è necessaria la copertura assicurativa. Queste misure hanno l'obiettivo di rendere immediata la responsabilità del proprietario nei confronti degli altri utenti e del danno prodotto in caso di sinistro.
  • Sanzioni più severe: sono state introdotte restrizioni aumentate per uso improprio del cellulare, guida sotto effetto di droga (art.187 aggiornato), eccesso di velocità, circolazione senza patente. Rilevante l'intervento della Consulta che ha avvalorato la bontà della nuova disciplina specie sulle violazioni legate agli stupefacenti, con il ritiro di oltre 2.400 patenti nel 2025 per guida sotto effetto.
La riforma è stata accompagnata da controlli intensificati sulla rete stradale, in particolare su autostrade e arterie extraurbane. Si segnala inoltre l'annuncio di misure per la regolamentazione degli autovelox e l'aggiornamento continuo delle procedure di controllo, in modo da coniugare prevenzione, deterrenza e certezza della pena per chi viola le nuove prescrizioni.

L'effetto sulla sicurezza dei giovani e il ruolo educativo

I giovani restano la fascia più esposta alle conseguenze gravi degli incidenti stradali, con un'incidenza preoccupante nel range 5-29 anni, dove la mobilità su strada supera qualsiasi altra causa di decesso. Accanto all'inasprimento delle sanzioni, la riforma ha riconosciuto la necessità di investire nell'educazione e nella consapevolezza dei piccoli e giovani utenti della strada, andando oltre il semplice intervento repressivo. Prende particolare rilievo il progetto Ragazzi On the Road, promosso a livello interministeriale:

  • Iniziativa avviata su scala nazionale e fondata sull'educazione tra pari;
  • Permette ai giovani over 16 di vivere le attività di prevenzione, affiancando forze dell'ordine e operatori del pronto soccorso;
  • Mira a trasferire la percezione reale del rischio e la cultura della responsabilità civica, rendendo più efficace e duratura la sensibilizzazione;
  • Il metodo pratico punta ad anticipare la formazione dei comportamenti virtuosi, evitando che abitudini a rischio diventino la norma ancor prima della patente.
L'investimento sulla formazione e su campagne di sensibilizzazione prosegue con accordi tra MIT, Ministero dell'Interno e associazioni volontarie, mirando a costruire una generazione più consapevole e responsabile nella gestione dei pericoli stradali.

Limiti, confini tecnici e consolidamento nazionale

L'interpretazione corretta del bilancio numerico passa dall'analisi accurata delle fonti e dei perimetri di rilevazione. I dati diffusi da Ministero o forze dell'ordine fotografano il solo segmento di incidentalità coperto da Polizia Stradale e Carabinieri, decisamente rilevante per le dinamiche più gravi (autostrade, extraurbane).

La statistica nazionale consolidata, gestita da ACI-Istat, include anche i rilievi effettuati dalle polizie locali in contesti urbani e a traffico elevato. Differenziare questi livelli:

  • Evita di assumere il calo registrato in un segmento come successo strutturale senza una verifica aggregata;
  • Permette di considerare le variabili aggiuntive: intensità dei controlli, abitudini di mobilità urbana, innovazione tecnologica, cambiamenti nella composizione del traffico.
Il dato operativo, seppur positivo, deve essere seguito nella ripetizione su più annualità, per trasformarsi in un dato consolidato. La vera efficacia della riforma si misura sulla distanza tra norme scritte e reale cambiamento dei comportamenti, non solo sul breve periodo.

Sostenibilità dei risultati nel tempo e obiettivi verso il 2030

L'impegno assunto dal Ministero delle Infrastrutture punta al raggiungimento degli obiettivi comuni dell'Unione Europea, cioè dimezzare morti e feriti gravi sulle strade rispetto al 2019 entro il 2030. Sebbene la tendenza degli ultimi 18 mesi denoti segni di progresso, il target rimane ancora distante e impone a istituzioni e cittadini uno sforzo ulteriore.

Per garantire la sostenibilità dei primi risultati, alcune direttrici sono prioritarie:

  • Potenziamento dei controlli tecnologici e delle infrastrutture di rilevazione predittiva;
  • Rafforzamento delle politiche di mobilità sostenibile e sicura;
  • Monitoraggio e aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e repressione;
  • Rete educativa territoriale, con progetti formativi stabili e una sinergia tra amministrazioni, forze dell'ordine e società civile.
L'evoluzione della normativa continuerà a essere accompagnata da un sistema trasparente di rendicontazione e aggiornamento pubblico, indispensabile per misurare i progressi nel lungo termine.

l percorso della riforma non si esaurisce con il primo bilancio positivo. Alcune criticità rimangono irrisolte: dalle disparità territoriali nei controlli, alle difficoltà nel misurare con esattezza l’impatto di ogni singola novità. Non si può ancora ascrivere tutto il calo delle vittime unicamente alle nuove norme: condizioni contingenti, evoluzioni delle abitudini di spostamento e fattori esterni devono essere costantemente monitorati.

La trasparenza nella raccolta, interpretazione e pubblicazione dei dati resta il pilastro della credibilità della riforma. Solo con un monitoraggio continuato, una valutazione pubblica e aggiornamenti basati su fonti certificate si può aspirare a una strada più sicura, equa e moderna per tutti gli utenti. Il valore della verifica costante e della collaborazione tra autorità, cittadini e associazioni si dimostra la vera forza di una politica efficace nella lotta all’incidentalità.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...