Nonostante le nuove tratte, i treni ad alta velocità al Sud Italia registrano più ritardi rispetto al resto del Paese. Un'analisi dei dati, delle cause e delle conseguenze per pendolari e viaggiatori, tra criticità tecniche e prospettive di miglioramento
La presenza di ritardi sulla rete ferroviaria ad alta velocità italiana è un elemento di costante frustrazione per i viaggiatori, in particolare nelle regioni meridionali. Nonostante l’apertura di nuove tratte e investimenti infrastrutturali consistenti, l’esperienza dei pendolari e dei viaggiatori occasionali è ancora spesso segnata da disagi imprevisti. Basta una semplice mattina di imprevisti tecnici nella zona di Napoli - come accaduto più volte negli ultimi mesi - per scatenare effetti a catena che si prolungano per ore su tutto il corridoio tra Roma e il Sud Italia. Il fenomeno appare tanto più sconcertante se si considera che molte di queste tratte sono state realizzate secondo i più moderni standard europei. Tuttavia, il solo avanzamento tecnologico dell’infrastruttura non sembra sufficiente a garantire la puntualità, con forti ricadute su chi viaggia per lavoro o studio. Le statistiche più recenti pongono in risalto come tali problematiche siano più accentuate al Sud che al Nord o al Centro, sollevando interrogativi su efficienza gestionale, affidabilità dei sistemi tecnologici ed equità territoriale nel servizio.
Le analisi indipendenti e i dati raccolti da enti come Altroconsumo e RFI offrono una panoramica dettagliata delle differenze geografiche nella puntualità dei treni ad alta velocità. Secondo una recente indagine che ha monitorato 54 tratte da Nord a Sud per 43 giorni consecutivi e oltre 28 mila rilevazioni, il 31% dei Frecciarossa arriva oltre l’orario previsto sul territorio nazionale, mentre per Italo la percentuale scende al 20%.
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Tratta |
% Ritardi Frecciarossa |
% Ritardi Italo |
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Milano-Roma |
18-25% |
15-19% |
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Bari-Milano |
70% |
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Salerno-Torino |
53% |
- |
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Napoli-Venezia |
- |
40% |
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Reggio Calabria-Roma |
- |
38% |
Ne emerge un quadro di oggettivo svantaggio per le regioni del Sud, dove i ritardi non solo sono più frequenti, ma a volte anche più gravi e sistemici rispetto al resto d’Italia.
Nell’analisi delle cause dei ritardi dei treni ad alta velocità al Sud, diverse componenti si delineano come determinanti:
Il quadro normativo attuale, secondo il Regolamento UE 782/2021, prevede l’erogazione di indennizzi solo in caso di sforamenti superiori a 30 minuti per i treni ad alta velocità. L’entità del rimborso cresce al crescere del ritardo:
Va sottolineato che le modalità di accesso al rimborso risultano spesso macchinose, lasciando molti utenti inconsapevoli del proprio diritto o scoraggiati dal processo burocratico. Una maggiore trasparenza e la digitalizzazione delle procedure, così come avvenuto su alcune categorie di treni regionali, potrebbero migliorare la situazione per i passeggeri AV.
L’esame dei dati e delle cause dei ritardi sulla rete ad alta velocità nel Mezzogiorno indica la necessità di un approccio integrato tra interventi infrastrutturali, miglioramenti gestionali e innovazione nei sistemi di manutenzione. Tra le possibili linee di intervento, si distinguono:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...