Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Perché i treni ad alta velocità italiani arrivano in ritardo più spesso al Sud anche quando la tratta è nuova

di Marianna Quatraro pubblicato il

Nonostante le nuove tratte, i treni ad alta velocità al Sud Italia registrano più ritardi rispetto al resto del Paese. Un'analisi dei dati, delle cause e delle conseguenze per pendolari e viaggiatori, tra criticità tecniche e prospettive di miglioramento

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

La presenza di ritardi sulla rete ferroviaria ad alta velocità italiana è un elemento di costante frustrazione per i viaggiatori, in particolare nelle regioni meridionali. Nonostante l’apertura di nuove tratte e investimenti infrastrutturali consistenti, l’esperienza dei pendolari e dei viaggiatori occasionali è ancora spesso segnata da disagi imprevisti. Basta una semplice mattina di imprevisti tecnici nella zona di Napoli - come accaduto più volte negli ultimi mesi - per scatenare effetti a catena che si prolungano per ore su tutto il corridoio tra Roma e il Sud Italia. Il fenomeno appare tanto più sconcertante se si considera che molte di queste tratte sono state realizzate secondo i più moderni standard europei. Tuttavia, il solo avanzamento tecnologico dell’infrastruttura non sembra sufficiente a garantire la puntualità, con forti ricadute su chi viaggia per lavoro o studio. Le statistiche più recenti pongono in risalto come tali problematiche siano più accentuate al Sud che al Nord o al Centro, sollevando interrogativi su efficienza gestionale, affidabilità dei sistemi tecnologici ed equità territoriale nel servizio. 

Statistiche sulle puntualità: confronto tra Nord, Centro e Sud

Le analisi indipendenti e i dati raccolti da enti come Altroconsumo e RFI offrono una panoramica dettagliata delle differenze geografiche nella puntualità dei treni ad alta velocità. Secondo una recente indagine che ha monitorato 54 tratte da Nord a Sud per 43 giorni consecutivi e oltre 28 mila rilevazioni, il 31% dei Frecciarossa arriva oltre l’orario previsto sul territorio nazionale, mentre per Italo la percentuale scende al 20%.

  • Area Nord: le tratte come Milano-Bologna e Milano-Roma evidenziano migliori standard di puntualità rispetto alle regioni meridionali; solo il 18% dei Frecciarossa da Milano a Roma presenta sforamenti, mentre il dato sale al 25% nella direzione opposta.
  • Area Centro: anche qui i dati sono meno gravi rispetto al Sud. Tuttavia, sono segnalati ritardi frequenti soprattutto nella zona di Roma, spesso per lavori o guasti.
  • Area Sud: i numeri peggiorano sensibilmente. La tratta Bari Centrale – Milano Centrale registra oltre il 70% dei treni in ritardo, la Salerno – Torino Porta Nuova supera il 53%. Anche per Italo, Napoli Centrale-Venezia Mestre raggiunge il 40% di disservizi, mentre Reggio Calabria-Roma Termini si attesta al 38% di treni fuori orario.
Quanto agli Intercity, il quadro peggiora ancora: la percentuale di treni in ritardo schizza al 41% con punte dell’80% sulla rotta Reggio Calabria - Salerno.

Tratta

% Ritardi Frecciarossa

% Ritardi Italo

Milano-Roma

18-25%

15-19%

Bari-Milano

70%

-

Salerno-Torino

53%

-

Napoli-Venezia

-

40%

Reggio Calabria-Roma

-

38%

Ne emerge un quadro di oggettivo svantaggio per le regioni del Sud, dove i ritardi non solo sono più frequenti, ma a volte anche più gravi e sistemici rispetto al resto d’Italia.

Cause principali dei ritardi sulle tratte ad alta velocità nel Sud Italia

Nell’analisi delle cause dei ritardi dei treni ad alta velocità al Sud, diverse componenti si delineano come determinanti:

  • Sistemi tecnologici e guasti ricorrenti: incidenti legati al sistema di comunicazione GSM-R, centrale per la gestione della sicurezza e della segnalazione sulla rete AV, si sono rivelati determinanti negli ultimi anni. Un singolo guasto può impattare decine di treni, generando cancellazioni e ritardi a cascata.
  • Infrastrutture nuove ma fragili: l’attivazione di tratte di ultima generazione al Sud non ha risolto le criticità strutturali. La fragilità dei sistemi, specialmente nei nodi strategici come Napoli e Salerno, determina frequenti interruzioni o deviazioni su linee tradizionali, aumentando i tempi di percorrenza.
  • Manutenzione programmata e imprevedibile: i lavori di sostituzione infrastrutturale, ad esempio su cavalcaferrovie, portano a deviazioni obbligate e riduzione della capacità di traffico. Benché necessari, questi interventi spesso non sono comunicati con sufficiente anticipo o coordinati per ridurre i disagi.
  • Fenomeni di sabotaggio: negli ultimi mesi si sono verificati episodi di danneggiamenti volontari, con incendi di cavi e manomissioni nei pressi dei nodi ferroviari, costringendo il traffico a stop prolungati e accertamenti giudiziari.
  • Gestione dell’emergenza e comunicazione ai passeggeri: una gestione poco reattiva delle emergenze, spesso accompagnata da informazioni contraddittorie o tardive, complica ulteriormente il quadro, lasciando i viaggiatori senza riferimenti chiari per riprogrammare i propri spostamenti.
Il risultato è un sistema con risposta lenta agli imprevisti e con una rete meridionale ancora penalizzata nonostante l’apparente modernità delle infrastrutture.

Rimborsi e tutele per i viaggiatori in caso di ritardo

Il quadro normativo attuale, secondo il Regolamento UE 782/2021, prevede l’erogazione di indennizzi solo in caso di sforamenti superiori a 30 minuti per i treni ad alta velocità. L’entità del rimborso cresce al crescere del ritardo:

  • Ritardo di almeno 30 minuti: indennizzo pari al 25% del costo del biglietto (a seconda dell’operatore)
  • Ritardo superiore ai 60 minuti: rimborsi fino al 50%
  • Oltre le due ore: in alcune situazioni, è possibile l’integrale restituzione del prezzo, ma si tratta di casi molto rari
Le richieste delle associazioni di consumatori chiedono abbassamento delle soglie e automatismo nei rimborsi. Se, ad esempio, si applicasse la richiesta di riconoscere l’indennizzo già oltre i 15 minuti di ritardo, la platea dei beneficiari aumenterebbe notevolmente, dato che il fenomeno è assai frequente sulle tratte monitorate.

Va sottolineato che le modalità di accesso al rimborso risultano spesso macchinose, lasciando molti utenti inconsapevoli del proprio diritto o scoraggiati dal processo burocratico. Una maggiore trasparenza e la digitalizzazione delle procedure, così come avvenuto su alcune categorie di treni regionali, potrebbero migliorare la situazione per i passeggeri AV.

Possibili soluzioni al problema dei ritardi dell’Alta Velocità al Sud

L’esame dei dati e delle cause dei ritardi sulla rete ad alta velocità nel Mezzogiorno indica la necessità di un approccio integrato tra interventi infrastrutturali, miglioramenti gestionali e innovazione nei sistemi di manutenzione. Tra le possibili linee di intervento, si distinguono:

  • Potenziamento della manutenzione predittiva tramite sensoristica avanzata e verifica tempestiva dei sistemi di segnalamento
  • Miglior coordinamento tra gestori dell’infrastruttura e operatori dei servizi, per una gestione rapida ed efficace delle emergenze
  • Revisione dei criteri di rimborso e dell’assistenza ai passeggeri, privilegiando modalità automatiche e trasparenti
  • Investimenti per rafforzare la resilienza delle infrastrutture ai fenomeni dolosi e agli eventi avversi
Ciò che emerge chiaramente è che la sola inaugurazione di nuove tratte non basta: la qualità e l’affidabilità del servizio devono essere garantite da interventi continui e da una cultura della responsabilità diffusa a tutti i livelli del sistema ferroviario.


Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...