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Perchè è sempre più difficile ottenere i bonus con l'Isee nonostante le modifiche introdotte

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Le nuove regole sull'Isee, contrariamente a quanto prospettato, rendono sempre più difficile accedere ai bonus: tra franchigie riviste, scala di equivalenza aggiornata e criteri più severi, molti rischiano l'esclusione

Una stretta sull’accesso alle agevolazioni sociali rischia di mettere in difficoltà migliaia di famiglie proprio nel momento in cui la necessità di sostegni economici sarebbe maggiore. Da un lato, le nuove regole introdotte sul calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) sembrano promettere maggiore equità per i nuclei numerosi o residenti nelle grandi città.

Dall’altro, i dati rivelano un fenomeno che genera preoccupazione e apre interrogativi: negli ultimi quattro anni è calato sensibilmente il numero di famiglie con ISEE nella fascia bassa, utilizzata come soglia per molti bonus. Uno scenario che genera urgenza e incertezza, soprattutto per chi vive in condizioni economiche fragili.

L'aumento dell’ISEE medio non è necessariamente il segnale di una società più ricca. Più spesso, è il riflesso di fattori tecnici che impattano sul computo dell’indicatore: spostamenti patrimoniali, rivalutazioni di immobili, nuove franchigie e, non ultima, la revisione della scala di equivalenza legata al numero di figli. Ecco perchè molte famiglie appaiono leggermente al di sopra delle soglie che danno diritto ai benefici, pur senza un reale miglioramento delle proprie condizioni di vita. Questo meccanismo produce un effetto paradossale: cresce il disagio sociale, ma si restringe la platea degli aventi diritto ai benefici pubblici.

Le novità del calcolo Isee 2026: franchigie, scala di equivalenza e nuovi criteri

L’introduzione del nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha dato il via, a partire da gennaio, a importanti cambiamenti nella metodologia di calcolo dell’ISEE. Le modifiche cercano di adattare il sistema alle nuove esigenze di equità sociale e alle dinamiche demografiche. Si concentrano soprattutto su:

  • Valore dell’abitazione principale
  • Maggiorazioni previste per la presenza di figli
  • Introduzione dell’ISEE dedicato a specifiche prestazioni familiari e all’inclusione
  • Gestione di casi particolari (immobili distrutti da calamità, aggiornamento automatico attestazioni).
Nuove franchigie sulla prima casa

Uno degli interventi chiave per l'Isee 2026 riguarda l’innalzamento della franchigia che si può detrarre dal valore della prima casa ai fini dell’ISEE destinato a prestazioni familiari specifiche:

  • Da 52.500 euro (precedente limite) a 91.500 euro per la maggior parte dei nuclei
  • Fino a 120.000 euro per nuclei residenti nei capoluoghi metropolitani
  • Più 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo
Questa struttura premia le famiglie più numerose e chi abita in grandi città, dove il valore degli immobili è normalmente superiore alla media nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il peso immobiliare per i nuclei con figli, ponendo rimedio a distorsioni emerse negli anni precedenti.

Scala di equivalenza e nuove maggiorazioni

Entra in vigore la revisione della cosiddetta “scala di equivalenza”, il sistema che, a parità di reddito e patrimonio, rimodula l’indicatore tenendo conto della composizione familiare. Aumentano le maggiorazioni associate alla presenza di figli (introducendo un bonus già per il secondo figlio), nella seguente misura:

  • +0,10 per due figli
  • +0,25 per tre figli
  • +0,40 per quattro figli
  • +0,55 per cinque figli o più
Questa rimodulazione della scala di equiavlenza abbassa progressivamente l’ISEE per le famiglie numerose, favorendo l’accesso a specifiche misure pubbliche come l’assegno unico, i bonus nascita, asilo nido, sostegno all’inclusione e supporto al lavoro.

Nasce l’Isee per specifiche prestazioni familiari e di inclusione sociale

Il 2026 segna l’avvio di una attestazione supplementare, che coesiste accanto alle altre tipologie di certificazione (universitaria o sociosanitaria): viene sempre calcolata d’ufficio dall’INPS per le DSU presentate dopo il 1° gennaio e applica le nuove franchigie e maggiorazioni esclusivamente a:

  • Assegno di inclusione
  • Supporto per la formazione e il lavoro
  • Assegno unico e universale per i figli a carico
  • Bonus asilo nido
  • Bonus nuovi nati
Altre modifiche tecniche-gestionali
  • Aggiornamento dei dati fiscali utilizzati per la DSU, adesso riferiti all’anno d’imposta 2024
  • Esclusione dal calcolo dell’ISEE per gli immobili distrutti o inagibili a seguito di calamità naturali – misura di tutela che evita doppi svantaggi economici
  • La DSU Mini resta sufficiente per la gran parte delle prestazioni, ma in presenza di figli, disabilità o accesso a misure per l’inclusione, è richiesta una dichiarazione completa
  • Aggiornamento automatico delle certificazioni ISEE già rilasciate nel 2026 all’entrata in vigore delle nuove regole, senza necessità di inviare ulteriore documentazione

Effetti delle nuove regole: dati, platea dei beneficiari e chi rischia di restare escluso

Appare ormai chiaro, osservando i dati diffusi dall’Osservatorio ISEE dell’INPS, che i cambiamenti introdotti sul fronte ISEE hanno generato un impatto ambiguo per la platea dei beneficiari. Se le misure sulla prima casa e le maggiorazioni per i figli dovevano ampliare la platea dei destinatari, le statistiche attestano una realtà più articolata.

Un’analisi dei dati: come si è spostata la soglia di accesso

  • Nel 2022 le DSU presentate erano 10,02 milioni
  • Nel 2024 sono state 10,37 milioni
  • Nel 2025 il dato è salito a 11,03 milioni (+3% rispetto al 2022)
Tuttavia il dato saliente riguarda la profonda riduzione dei nuclei con ISEE sotto i 10 mila euro:
  • 2022: 4,97 milioni di famiglie
  • 2025: circa 3,93 milioni
  • Calano del 21% i nuclei nella fascia più bassa, quella di riferimento per numerose agevolazioni sociali
Si osserva pertanto una redistribuzione della popolazione tra le varie fasce, con molte famiglie che
  • non hanno sperimentato significativi miglioramenti economici reali,
  • bensì sono slittate appena sopra le soglie, perdendo così il diritto ai benefici.
Tabella: evoluzione delle fasce ISEE basso (2022-2025)
Anno Famiglie con ISEE<10.000€ DSU presentate (milioni)
2022 4,97 10,02
2025 3,93 11,03

Cause tecniche alla base dello spostamento delle soglie

  • Incremento dei valori catastali o patrimoniali (per rivalutazioni immobiliari o saldi bancari di fine anno)
  • Migliore tracciamento e controllo incrociato dei dati grazie all’integrazione delle banche dati pubbliche
  • Utilizzo di dati più aggiornati nel calcolo: aggiornata la base reddituale e patrimoniale all’anno d’imposta 2024
  • Possibili rivalutazioni o trasferimenti di beni tra i componenti del nucleo
Queste dinamiche, unite all’aumento generalizzato dei redditi lordi nominali (specie per pensionati, lavoratori in busta paga o per effetto delle rivalutazioni ISTAT) hanno spinto in su il valore di molti ISEE, pur senza effettivo incremento del benessere familiare.

Conseguenze pratiche: si allunga la distanza tra condizione reale e accesso agli aiuti

  • Bonus sociali (bollette luce, gas, acqua): la soglia rilevante resta spesso fissata a 9.530 o 10.000 euro; risultano esclusi molti nuclei che potrebbero aver effettivamente bisogno
  • Assegno unico, bonus figli e inclusione: qui intervengono invece le nuove maggiorazioni e franchigie per chi ha figli o abita in città metropolitane, che dovrebbero riequilibrare la platea. Ma la verifica pratica dipende dal tipo di bonus richiesto
  • Indicatori meno aderenti alla situazione reale: i soggetti con modesti patrimoni immobiliari (piccola proprietà, risparmi, auto vecchie) possono veder aumentare artificialmente il proprio ISEE
Famiglie a rischio esclusione: profilazione della “zona grigia”

La “zona grigia” accoglie coloro che, pur rimanendo in una fascia precaria o medio-bassa, finiscono appena sopra le soglie utili per i bonus:

  • Chi possiede una casa di valore catastale appena sopra il nuovo limite (ad esempio 100mila euro in provincia, oppure 130mila in metropoli, senza figli successivi al primo)
  • Nuclei con riscossione di piccoli arretrati, TFR o contributi assistenziali occasionali
  • Famiglie che hanno iniziato a ricevere piccole pensioni integrative o rimborsi a fine anno
Queste situazioni producono una perdita secca del diritto all’agevolazione, con effetti paradossali:
  • Chi supera anche solo di poche decine di euro la soglia perde il diritto a riduzioni su bollette, mense, trasporti e servizi locali
  • L’entità di questi “casi limite” tende ad aumentare, alimentando la sensazione di un sistema fiscale poco aderente alla realtà
  • Anche nelle grandi città, nonostante le franchigie più alte, le famiglie senza figli numerosi restano svantaggiate rispetto alla richiesta di bonus
Segmentazione delle agevolazioni: attenzione alle differenze tra bonus
  • Le nuove regole, come chiarito dalla normativa e dalle circolari INPS, valgono solo per alcune prestazioni (assegno unico, inclusione, nido, nuovi nati, sostegno al lavoro): molti bonus energetici, socio-sanitari e borse di studio universitarie fanno ancora riferimento ai vecchi parametri e alle vecchie franchigie
  • La differenza di criterio può originare incomprensioni e una sensazione di disparità tra cittadini nella stessa condizione reddituale, ma con diversa tipologia di richiesta
Un problema di trasparenza e consapevolezza

Manca spesso una chiara comunicazione su:

  • Quale attestazione ISEE va richiesto e controllato per ogni singola prestazione
  • Come leggere l’effettivo valore dell’ISEE aggiornato dopo le recenti modifiche dell’INPS
  • Le differenze operative sulle DSU mini e complete
Sottovalutare questi aspetti può generare errori, omissioni involontarie e perdita di opportunità di accesso.

Cosa fare concretamente per massimizzare le agevolazioni: consigli pratici ed errori da evitare

L’emergere di queste tensioni richiede una strategie concrete per ottimizzare le probabilità di rientrare tra i beneficiari, ridurre gli errori e intervenire sulle tempistiche di presentazione delle domande. Ecco diverse azioni suggerite da operatori esperti e CAF:

  • Controllare il valore ISEE aggiornato: accedere periodicamente con SPID, CIE o CNS ai servizi online INPS per visualizzare e scaricare l’attestato aggiornato; è attiva l’integrazione d’ufficio da parte dell’INPS
  • Verificare quale tipologia ISEE richiedere: per ogni prestazione valutare se serve la nuova attestazione per specifiche prestazioni familiari/inclusione (bonus figli, asilo, inclusione), oppure la generica per altri bonus (social card, borse di studio, ecc.)
  • Attenzione alle scadenze: per molte prestazioni, come l’assegno unico, se il nuovo ISEE 2026 non viene presentato entro giugno si perdono gli arretrati, e si rischia di ricevere solo l’importo minimo
  • Escludere dal calcolo immobili distrutti o inagibili: in caso di eventi naturali, segnalare nella DSU l’immobile; l’INPS lo esclude dal patrimonio utile
  • Valutare la composizione familiare e i figli: in caso di nuovi nati, figli conviventi o modifiche nel nucleo, aggiornare subito la DSU; le maggiorazioni legate ai figli possono essere determinanti
  • Non omettere dati patrimoniali o reddituali: errori o dimenticanze possono generare blocchi nelle lavorazioni o riduzione degli importi spettanti
  • Per chi ha più immobili attenzione alle franchigie ridotte: solo la prima casa gode delle nuove soglie, gli altri immobili non beneficiano dell’ampliamento della franchigia
Errori comuni da evitare:
  • Confondere ISEE ordinario, minorenni e per specifiche prestazioni familiari
  • Non controllare le nuove soglie dopo l’aggiornamento automatico
  • Affidarsi esclusivamente agli importi percepiti nell’anno precedente senza considerare aggiornamenti patrimoniali
  • Trascurare l’effetto di piccoli risparmi, TFR, premi, disinvestimenti su saldi e patrimoni
  • Non presentare la DSU in tempo utile o dimenticarsi di rinnovarla annualmente
Ulteriori azioni consigliate:
  • Contattare un CAF per simulare diversi scenari ISEE prima della presentazione della DSU
  • Preparare e aggiornare la documentazione su redditi, patrimonio, mutui residui e dati catastali
  • Verificare se eventuali nuove regole regionali o comunali riflettono le franchigie aggiornate
  • Seguire le comunicazioni ufficiali INPS e le novità legislative, specie in caso di ulteriori modifiche sulla scala di equivalenza.





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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...