Dal nuovo piano accertamenti fiscali 2026, illustrato dal generale Franzese, emergono strategie avanzate della Guardia di Finanza: dall'uso dell'AI alla lotta alle frodi, controlli su digital economy, PNRR e tutela della spesa pubblica.
L’anno fiscale 2026 segna una svolta nell’approccio ai controlli tributari in Italia, con una strategia delineata dalla Guardia di Finanza improntata su prevenzione e innovazione tecnologica. L’attività tradizionale di verifica e repressione lascia progressivamente spazio a un’intelligence predittiva, in cui AI e Big Data costituiscono gli strumenti principali per individuare anomalie e rischi fiscali. Così, il Corpo si configura sempre più come un ente di garanzia dell’integrità del sistema economico, puntando non solo ad accertare irregolarità, ma ad anticiparle e contenerle prima che generino danni all’erario.
L’intervento delle Fiamme Gialle, guidato dal generale Franzese, non mira più esclusivamente alla repressione dei reati fiscali. Benché il loro ruolo originario resti quello di polizia economico-finanziaria, la capacità di processare dati in tempo reale e la sinergia con l’Agenzia delle Entrate portano a una selezione dei controlli basata su criteri oggettivi, analitici e sempre meno occasionali.
Gli obiettivi fissati per il 2026 sono tra i più ambiziosi degli ultimi anni. Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) stabilisce che saranno svolti circa 320.000 controlli sostanziali dall’Agenzia delle Entrate e ulteriori 75.000 verifiche congiunte con la Guardia di Finanza, arrivando a un totale di 395.000 azioni ispettive. A queste si aggiungono i 600.000 controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi e oltre 2,4 milioni di lettere di compliance inviate ai contribuenti per favorire la regolarizzazione spontanea delle posizioni anomale.
Nel dettaglio, il 2026 prevede un incremento del 20% degli accertamenti sulle imprese di medie dimensioni rispetto all’anno precedente, con prospettive di crescita ulteriore fino al 50% entro il 2028. Da segnalare anche un rafforzamento dei controlli sulle partite IVA e sulle aziende con attività particolarmente esposte a rischi di evasione o di utilizzo anomalo di crediti fiscali. La strategia quantitativa si affianca a una selezione più qualitativa, poiché le risorse sono indirizzate laddove l’algoritmo individua una probabilità significativamente più elevata di irregolarità.
L’obiettivo finale resta quello di aumentare il tasso di riscossione effettiva, ottimizzare le risorse pubbliche ed evitare l’avvio di procedimenti verso soggetti privi di reale capacità finanziaria. Questo si traduce in un avvicinamento tra valore accertato e valore effettivamente incassato, limitando gli sprechi di risorse amministrative e riducendo la pressione sui contribuenti virtuosi.
La messa a punto delle strategie ispettive si basa su un approccio analitico che integra dati strutturali, posizioni individuali e indicatori di rischio. Attraverso l’interconnessione di oltre 200 banche dati – fornita dalla Sogei per il Ministero dell’Economia – vengono incrociate informazioni provenienti da fatturazione elettronica, scontrini telematici, dichiarazioni Irpef, Ires, IVA e flussi bancari. La selezione dei profili a rischio fa leva su sofisticati algoritmi e su indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA), che assegnano a ogni partita IVA un punteggio da 1 a 10 in base al comportamento fiscale e alla coerenza contabile.
Un ISA elevato consente al contribuente di beneficiare di agevolazioni e di una minore probabilità di controlli formali. Un valore inferiore alla soglia determina invece l’inserimento in liste di controllo prioritarie. L’analisi rischi non si esaurisce però nel dato numerico: viene eseguita una valutazione multidimensionale delle dichiarazioni, sottolineando incongruenze tra l’attività dichiarata, i costi di esercizio e il volume d’affari. Le procedure di compliance favoriscono l’interlocuzione con l’amministrazione: chi ignora le comunicazioni d’allerta si espone a una rapida escalation dal semplice invito al ravvedimento verso l’accertamento formale.
L’azione combinata tra Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e, a seconda dei casi, Agenzia delle Dogane, rafforza il coordinamento nazionale e territoriale, mentre l’uso condiviso dei database incrementa la capacità di stanare fenomeni di frode e sottofatturazione, garantendo una gestione più efficiente delle indagini e uniformità di trattamento su tutto il territorio.
Le cosiddette società “apri e chiudi”, nate al solo scopo di evadere le imposte per poi sparire rapidamente, rappresentano oggi uno degli obiettivi principali. Nel contesto operativo 2026, la chiusura d’ufficio delle partite IVA considerate fittizie diventa un meccanismo cardine per “ripulire” il mercato da soggetti che generano danni all’economia pubblica. L’attenzione delle Fiamme Gialle si concentra sulla creazione di società cartiere e sull’utilizzo fraudolento di crediti d’imposta, come emerso nei più recenti casi di commercializzazione di milioni di euro in crediti inesistenti.
Le investigazioni non si fermano più alla semplice verifica formale, ma puntano a smantellare regie criminali e reti di prestanome, inibendo l’alimentazione di circuiti di frode che favoriscono il riciclaggio e l’occultamento di patrimoni, anche all’estero. Il nuovo piano prevede accertamenti preventivi e tempestività nell’attivazione delle procedure: individuare una posizione a rischio permette infatti di bloccare alla fonte l’emanazione di compensazioni indebite e la dispersione di denaro pubblico.
Elemento innovativo è la capacità di intercettare fenomeni macroeconomici anomali, come le frodi sulla contabilizzazione dei crediti edilizi o le irregolarità connesse alle importazioni extra UE, attraverso schemi di sottofatturazione o indebite compensazioni IVA.
Il nuovo assetto operativo si fonda su soluzioni di intelligenza artificiale e di analisi dati evolute, che consentono di processare volumi informativi altrimenti ingestibili. Applicativi come il software Isola permettono analisi su più livelli e dimensioni, offrendo una visione a 360° delle posizioni fiscali monitorate. L’adozione di tecniche di machine learning, text mining e network analysis – in linea con le best practice internazionali – permette di riconoscere pattern di rischio, collegamenti nascosti e anomalie nella gestione dei crediti e delle attività di impresa.
Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche ha il compito di supervisionare l’uso corretto dei nuovi strumenti, garantendo che l’innovazione non ceda il passo a rischi per la riservatezza dei contribuenti. L’equilibrio tra efficienza investigativa e tutela dei diritti rimane un punto fermo, con la presenza in ogni fase del procedimento di funzionari specializzati a livello umano, come richiesto dal Regolamento europeo per la protezione dei dati.
Questa rivoluzione digitale si traduce, oltre che in un incremento delle entrate e della velocità delle verifiche, in una maggiore trasparenza del sistema fiscale, incentivando comportamenti virtuosi e semplificando l’adempimento per chi rispetta le regole.
Il presidio sui flussi finanziari e sul ciclo economico delle imprese si rafforza grazie all’accesso in tempo reale ai dati dei POS e allo scambio incrociato tra le informazioni provenienti dai conti correnti e quelle delle dichiarazioni fiscali. L’integrazione dei dati con la fatturazione elettronica consente di rilevare immediatamente scostamenti e anomalie tra importi ricevuti e ricavi dichiarati.
Un aspetto centrale riguarda il monitoraggio delle perdite d’esercizio e delle compensazioni, reso possibile tramite il database Spa, uno strumento specifico per individuare eventuali abusi nell’utilizzo delle perdite per ridurre l’imponibile. Tali verifiche permettono sia di prevenire elusioni che di ricondurre alla legalità soggetti che, negli anni, hanno sistematicamente riportato perdite senza reali giustificazioni economiche.
L’attività delle autorità si concentra inoltre sull’analisi di indicatori come
L’economia digitale e i mercati internazionali sono sotto una sorveglianza sempre più stringente. In particolare, le multinazionali dell’intermediazione online – come quelle attive nell’affitto breve e nei servizi alloggiativi – sono state oggetto di operazioni che hanno portato al versamento di oltre 1,2 miliardi di euro per regolarizzare la posizione fiscale. Ciò ha comportato la loro trasformazione in sostituti d’imposta, aumentando la trasparenza dell’ecosistema digitale e obbligando anche i piccoli operatori a un maggiore rispetto delle normative tributarie.
Nel 2026, il piano d’azione rafforza i controlli sulle filiere di frode legate alla dematerializzazione dei servizi e all’occultamento di patrimoni illeciti all’estero. In parallelo, il monitoraggio delle criptoattività entra in una nuova fase, con i reparti speciali chiamati a identificare wallet digitali sospetti e a indagare transazioni che rischiano di sfuggire ai canali tradizionali.
L’investigazione sul ricorso alle criptovalute mira a sanzionare l’occultamento di ricchezze non dichiarate, facendo leva sulla collaborazione internazionale e sugli strumenti di cooperazione tra autorità fiscali dei diversi Paesi.
In questa fase, la protezione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) assume massima importanza, soprattutto riguardo ai settori edilizia e sanità, che in passato hanno manifestato elevata vulnerabilità alle frodi. Il presidio viene esercitato tramite controlli incrociati sui crediti d’imposta e su tutti i fondi destinati a progetti pubblici e servizi essenziali.
L’attività si articola su più piani:
La Guardia di Finanza consolida il presidio delle procedure amministrative relative ai fondi europei, prevenendo la dispersione di risorse e assicurando un concreto supporto all’economia nazionale.
Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.
Attualmente risiede a Roma e si...