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Recuperati 11 miliardi di evasione, i controlli e metodi utilizzati. Ecco come Agenzia delle Entrate ci riuscita

di Marcello Tansini pubblicato il
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Gli ultima dati disponibili indicano che sono stati recuperati 11 miliardi di euro grazie all'azione mirata dell'Agenzia delle Entrate. Attraverso controlli tradizionali, tecnologie avanzate e sinergie tra istituzioni, il fisco ha rafforzato la lotta all'evasione.

Il contrasto all’evasione fiscale ha rappresentato negli ultimi anni una priorità strategica per le istituzioni italiane. Il 2024 si è imposto come un anno di svolta nel recupero delle somme evase, frutto di un’evoluzione significativa delle strategie adottate dall’Agenzia delle Entrate. Questo cambiamento si è riflesso sia nell’adozione di strumenti tecnologici avanzati sia nell’applicazione di nuove procedure operative. Gli organi decisionali hanno puntato su controlli mirati, promozione della compliance e over-performance di analisi del rischio, rafforzando la prevenzione e la correzione degli illeciti fiscali. 

I risultati record nel recupero dell’evasione fiscale nel 2024

Nel corso del 2024, lo Stato italiano ha ottenuto il più elevato recupero di risorse dalla lotta all’evasione fiscale mai registrato. L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno riportato complessivamente 33,4 miliardi di euro nelle casse pubbliche. Di questa cifra, 26,3 miliardi provengono da tributi erariali e 7,1 miliardi sono stati riscossi per conto di altri enti. Non è solo il volume complessivo del recupero a sorprendere, ma anche il dato relativo alla crescita annua: 2 miliardi in più rispetto all’anno precedente, confermando un trend strutturale positivo già visibile dal 2017.

I versamenti spontanei dei cittadini, relativi ai principali tributi, hanno raggiunto 587 miliardi di euro – superiore di 43 miliardi rispetto all’anno precedente – a testimonianza di una maggiore cultura della legalità e dell’efficacia delle misure di prevenzione. Nel dettaglio, la componente ordinaria delle attività dell’Agenzia ha generato 22,8 miliardi, un valore che rappresenta un nuovo massimo storico per questa metrica, mentre le misure straordinarie, tra cui la “pace fiscale” e la rottamazione delle cartelle, hanno contribuito con 3,5 miliardi.

Il potenziamento delle attività di promozione dell’adempimento spontaneo si è rivelato centrale: nel corso dell’anno sono state inviate 3,2 milioni di lettere ai contribuenti, con un ritorno di 4,5 miliardi. Sul fronte degli interventi antifrode, sono state bloccate indebitamente compensazioni e rimborsi per un valore complessivo di 5,8 miliardi di euro. Su questo totale spiccano le indebite compensazioni di crediti fittizi, pari a oltre 3,1 miliardi, a ulteriore testimonianza di una sempre maggiore attenzione alle frodi sofisticate.

Questi risultati trovano conferma anche nel confronto internazionale: il rapporto tra recupero ordinario e PIL ha raggiunto l’1,27%, segnando un record rispetto agli anni precedenti e sottolineando la solidità dei progressi ottenuti.

Le strategie dell’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione

Le recenti performance dell’Agenzia delle Entrate sono il risultato di una strategia multifattoriale che integra strumenti classici e innovativi, sostenuta da un impianto normativo in costante aggiornamento. Nel triennio 2025-2027, sulla base della convenzione siglata con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, si prevede di rafforzare il numero e la qualità dei controlli, aumentando del 20% gli accertamenti ordinari fino a superare i 270.000 entro il 2026 e raggiungere i 350.000 nel 2028. L’aumento progressivo di queste attività è stato reso possibile grazie alle risorse umane dedicate, incentivate da sistemi di riconoscimento e da nuovi strumenti informatici che guidano la selezione dei casi più a rischio.

Uno degli assi portanti della strategia istituzionale consiste nella prevenzione attraverso la promozione della compliance. Grazie all’analisi delle incongruenze e ai segnali d’allerta derivanti dai dati disponibili, vengono indirizzate comunicazioni ai potenziali evasori affinché regolarizzino la loro posizione fiscali, spesso con sanzioni ridotte. Questo approccio “preventivo” mira non solo al recupero di imposte, ma anche a rafforzare il rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini.

L’individuazione dei soggetti a rischio si basa su almeno sette capisaldi: dalla conclusione tempestiva delle istruttorie agli alert derivanti dal mancato riscontro delle lettere di compliance, fino all’utilizzo integrato di informazioni provenienti da POS, scontrini telematici, comunicazioni qualificate e nuovi software (come il sistema Isola). Questo consente di evitare duplicazioni d’intervento e di concentrare le risorse sulle situazioni davvero meritevoli di approfondimento.

Controlli tradizionali, lettere di compliance e nuova proattività

L’Agenzia ha saputo coniugare le modalità classiche di verifica con una nuova proattività. Mentre restano centrali le ispezioni ordinarie e straordinarie, si registra un forte incremento nei cosiddetti “controlli sprint”: accessi brevi e mirati, programmati direttamente presso le sedi dei contribuenti quando le anomalie rilevate meritano un approfondimento immediato. Il numero di questi interventi, quadruplicato nel primo semestre 2025 rispetto all’anno precedente, riflette l’urgenza di cogliere rapidamente i segnali di rischio prima che si strutturino in evasione conclamata.

Un altro capitolo importante è costituito dalle lettere di compliance, che non rappresentano solo uno strumento di sollecito, ma una vera occasione per i cittadini di regolarizzare errori, omissioni o dimenticanze. L’invio massivo di queste comunicazioni, supportato dai flussi della fatturazione elettronica e dall’utilizzo di banche dati interconnesse, ha prodotto, nel 2024, il ritorno spontaneo di quasi un quinto delle somme recuperate a livello ordinario.

La “promozione dell’adempimento spontaneo”, inoltre, presenta forti vantaggi in termini di deterrenza generale, riducendo la necessità di sanzioni e il ricorso al contenzioso fiscale, considerato oramai una sconfitta anche per l’amministrazione stessa.

Utilizzo di dati: fatture elettroniche e incrocio delle banche dati

L’avvio dell’accesso alle fatture elettroniche rappresenta una delle novità più rilevanti degli ultimi anni. Il patrimonio costituito da oltre 2,5 miliardi di fatture è oggi messo a frutto per individuare, tra i debitori iscritti a ruolo, i possibili crediti commerciali in essere, consentendo così di bloccare alla fonte i pagamenti diretti a soggetti morosi. La nuova procedura prevede l’elaborazione di pacchetti semestrali di dati aggregati, un ampliamento rispetto all’uso tradizionale di questo strumento da parte dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.

L’integrazione dei dati, tramite Sogei e oltre 200 banche dati interconnesse, permette di abbattere drasticamente il rischio di informazioni obsolete e di ottimizzare la selezione dei casi da approfondire. L’incrocio tra queste banche dati comprende:

  • movimenti bancari,
  • scontrini telematici,
  • spese e ricavi dichiarati,
  • posizioni anagrafiche e catastali.
Questa combinazione consente di tarare i controlli con rapidità e precisione, puntando soprattutto ai soggetti ad alta probabilità di successo nell’azione di recupero.

Innovazioni tecnologiche e analisi del rischio nelle attività di controllo

L’evoluzione delle metodologie di controllo è stata trainata dalle innovazioni digitali introdotte negli ultimi anni. L’adozione di algoritmi avanzati per l’analisi del rischio fiscale e l’automatizzazione dei processi selettivi ha rivoluzionato il modo di pianificare e condurre le verifiche. Sogei svolge un ruolo di primo piano nell’elaborazione dei dati e nella loro integrazione: attraverso sistemi informatici evoluti, garantisce la perfetta interoperabilità tra banche dati fiscali, contabili, catastali, previdenziali e commerciali.

L’infrastruttura informatica consente di combinare Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA), punteggi attribuiti a partite IVA e soggetti economici, e alert derivanti da anomalie nei flussi finanziari o negli andamenti economici territoriali. Il punteggio ISA da 1 a 10 consente di modulare la pressione dei controlli: chi mantiene un punteggio elevato gode di una riduzione della soglia di rischio e di semplificazioni negli adempimenti, mentre valori bassi possono innescare ispezioni più approfondite.

Il perfezionamento continuo degli algoritmi, orientato al contesto economico e alle specificità settoriali, ha permesso anche l’adozione di nuovi approcci “soft”: richieste di chiarimenti rapide e, in assenza di risposte, accelerazione delle fasi di accertamento. Sotto l’aspetto organizzativo, questi miglioramenti determinano significative economie di scala, consentendo di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e massimizzare l’efficacia delle azioni di controllo.

Focus su imprese, partite IVA e crediti indebiti

L’intensificazione dell’attività di contrasto si è concentrata in modo particolare su imprese, titolari di partita IVA e gestione dei crediti. In questi ambiti, le strategie puntano soprattutto a:

  • individuare pratiche di compensazione indebita di crediti;
  • identificare le cosiddette “partite IVA apri e chiudi”, fenomeno che riguarda micro-imprese operative per brevi periodi e spesso non in regola con gli obblighi;
  • recuperare le perdite riportate in assenza di presupposti validi, sia da parte di singoli contribuenti sia in ambito di consolidamento fiscale;
  • bloccare rimborsi e crediti fiscali generati da operazioni fittizie, soprattutto nei settori ad alto rischio di frode, come quello edilizio e delle compensazioni di bonus.
Nell’ultimo anno, infatti, l’Agenzia ha operato una sistematica attività di controllo preventivo, soprattutto sulle comunicazioni di cessione crediti legate a interventi edilizi, inibendo l’utilizzo di somme non spettanti per oltre 7,5 miliardi di euro. Parallelamente, quasi 6000 partite IVA sono state cessate d’ufficio a seguito di analisi del rischio e verifiche formali, conformemente alle disposizioni normative più recenti.




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