Pomodori fino a 8 euro al kg, fagiolini a 11, insalata introvabile: il clima estremo ha ridotto i raccolti fino al 40%. Ma zucchine e cetrioli sono in calo: ecco dove trovare verdura ancora conveniente.
L'estate più calda mai registrata sta lasciando il segno anche sugli scaffali dei supermercati italiani Pomodori, fagiolini e insalate sono diventati protagonisti di un'emergenza silenziosa che sta attraversando l'intero comparto ortofrutticolo, con prezzi che in alcuni punti vendita hanno raggiunto cifre difficili da immaginare fino a poche settimane fa Ma dietro i numeri più eclatanti si nasconde anche una realtà più articolata, fatta di prodotti che restano invece alla portata di chi sa dove cercare
Il problema nasce direttamente dai terreni agricoli Il caldo prolungato ha rallentato la crescita di alcune colture, mentre grandine, vento e temporali violenti hanno danneggiato parte dei raccolti nelle principali zone di produzione italiane, come confermato dagli stessi vertici di Esselunga in un avviso comparso nei punti vendita di tutta Italia "A seguito delle condizioni climatiche delle zone di produzione, la disponibilità di alcuni prodotti ortofrutticoli potrebbe essere temporaneamente ridotta", si legge nel cartello apparso sugli scaffali
Secondo Coldiretti, i danni complessivi stimati per il settore agricolo hanno già superato i tre miliardi di euro Le aziende agricole si trovano a fronteggiare perdite drammatiche comprese tra il 20 e il 30% sui raccolti, un dato che dimostra come l'aumento dei prezzi al consumo non stia affatto salvando gli agricoltori italiani, stretti tra minore produzione e costi crescenti lungo tutta la filiera Per alcune lavorazioni, la materia prima effettivamente disponibile nel 2026 si è ridotta fino al 30-40%, con scarti sui raccolti più danneggiati compresi tra il 10 e il 20%
I pomodori rappresentano probabilmente il caso più emblematico di questa crisi, con quotazioni che in diversi supermercati italiani hanno raggiunto e in alcuni casi superato gli 8 euro al chilo Le insalate, quando importate dall'Olanda per compensare la scarsità di prodotto nazionale, possono arrivare a costare cifre simili, fino a 7 o 8 euro al chilo, come confermato dal presidente di Mercafir Firenze Gianni Tapinassi, secondo cui questi prezzi sono destinati addirittura a raddoppiare prima di arrivare sulle tavole dei consumatori
Anche i fagiolini meritano un discorso a parte, perché raccontano bene quanto sia frammentato oggi il mercato ortofrutticolo italiano Mentre il prezzo medio nazionale rilevato da ISMEA nel mese di luglio si attestava intorno a 1,74 euro al chilo, in netto calo rispetto allo stesso periodo del 2025, in diversi punti vendita al dettaglio le quotazioni sono arrivate fino a 11 euro al chilo, con punte isolate che in alcuni mercati rionali hanno addirittura toccato i 16 euro Una differenza che si spiega con la fortissima disomogeneità territoriale della produzione, dato che le temperature elevate hanno frenato bruscamente la raccolta, rendendo necessario ricorrere a importazioni da Spagna e Germania per contenere la scarsità di fagiolino piatto verde italiano
Il quadro, però, non è affatto uniforme, ed è proprio questo l'aspetto più utile per chi vuole continuare a fare la spesa senza spendere cifre eccessive Secondo le più recenti rilevazioni di mercato, mentre fagiolini, finocchi, indivie, melanzane, peperoncini, pomodori e radicchi registrano quotazioni in aumento, altri prodotti si muovono in controtendenza In particolare, cetrioli e zucchine stanno vivendo una fase di prezzi in calo, grazie all'abbassamento delle temperature registrato nelle ultime settimane e a una domanda meno sostenuta da parte dei consumatori
Questo significa che chi vuole continuare a portare verdura fresca in tavola senza sostenere costi eccessivi può orientare le proprie scelte proprio verso queste alternative più convenienti, evitando temporaneamente i prodotti più colpiti dalla crisi climatica Anche il cavolo cappuccio, prodotto tipicamente autunno invernale già disponibile nei mercati all'ingrosso, si mantiene su prezzi contenuti, intorno a 1 euro al chilo, rappresentando una valida alternativa stagionale per chi cerca verdure economiche in questo periodo di transizione
Per affrontare al meglio questa fase di instabilità dei prezzi, diventa fondamentale conoscere la stagionalità reale dei prodotti, evitando quelli più esposti alla crisi climatica in corso e privilegiando invece le alternative in controtendenza Le melanzane, ad esempio, restano ancora in pieno campo fino a metà ottobre con prezzi relativamente stabili, mentre le zucche, con l'arrivo di settembre, iniziano il proprio ingresso stagionale a quotazioni ancora contenute
Un altro accorgimento utile riguarda la provenienza dei prodotti acquistati Come dimostra il caso delle insalate, spesso sono proprio i prodotti di importazione estera, necessari per compensare la scarsità della produzione nazionale colpita dal maltempo, a registrare gli aumenti più marcati Privilegiare, quando possibile, prodotti italiani di stagione, magari acquistati direttamente nei mercati rionali o attraverso filiere corte, può quindi rappresentare una strategia efficace per limitare l'impatto di questi rincari sulla spesa settimanale delle famiglie italiane, in attesa che la situazione nei campi torni gradualmente alla normalità con l'arrivo delle temperature più fresche e delle nuove produzioni autunnali
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...