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Prezzi e costi esorbitanti bollette luce e gas: class action al via contro Eni Plenitude (come aderire e obiettivi)

di Marcello Tansini pubblicato il
Class action Eni Plenitude

I rincari delle bollette di luce e gas stanno mettendo in difficoltŕ famiglie e imprese, portando alla nascita di una class action contro Eni Plenitude.

L'incremento dei costi ha avuto un impatto diretto sui bilanci delle persone e dei piccoli operatori economici, amplificando il malcontento e innescando un'ondata di contestazioni collettive nei confronti dei principali fornitori energetici nazionali. In cima alle lamentele c'è una diffusa percezione di mancanza di trasparenza nella comunicazione di queste variazioni di prezzo, che ha spinto numerosi utenti a chiedere maggiore chiarezza e tutela.

In questo scenario, le associazioni di tutela dei consumatori hanno raccolto le numerose segnalazioni provenienti dagli utenti, dando voce a preoccupazioni reali e concrete. La richiesta centrale emersa è la necessità che le società rispettino gli accordi contrattuali e comunichino in modo chiaro e tempestivo ogni modifica delle condizioni di fornitura. Il disagio sociale generato dagli aumenti, unito alle carenze informative, ha portato a un'iniziativa di natura collettiva senza precedenti: un'azione legale strutturata contro due colossi dell'energia, Eni e Plenitude.

Aumenti esorbitanti delle bollette di luce e gas: cause e impatti

Nell'ultimo anno, il costo dell'energia ha segnato un'impennata che ha pesato sulla vita quotidiana dei cittadini. Le bollette di forniture domestiche e aziendali hanno raggiunto livelli mai registrati prima, registrando aumenti anche del 40% su base annua rispetto ai periodi precedenti. Le principali ragioni individuate riguardano l'incremento dei prezzi delle materie prime, le fluttuazioni dei mercati internazionali, la crescente instabilità geopolitica e l'aumento dei costi di produzione e distribuzione.

Le aziende energetiche, come Eni e Plenitude, hanno giustificato i rincari con la necessità di fronteggiare costi più alti sui mercati internazionali, sostenendo che adeguare i prezzi fosse indispensabile per garantire la sostenibilità della fornitura. Tuttavia, numerosi consumatori hanno riportato di aver ricevuto bollette con importi maggiori senza essere stati informati in modo chiaro delle variazioni tariffarie. Questo ha generato una forte sfiducia nelle aziende e una crescente richiesta di garantire trasparenza e correttezza, soprattutto nei momenti di passaggio dal mercato tutelato a quello libero.

L'impatto sugli utenti si può riassumere nei seguenti punti:

  • Maggiore pressione economica su nuclei familiari a basso e medio reddito
  • Difficoltà crescenti per le piccole e medie imprese nel sostenere i costi fissi energetici
  • Imprevedibilità del budget familiare ed aziendale
  • Tendenza alla riduzione dei consumi e a modificare abitudini, con possibili effetti sulle attività quotidiane e produttive
Le principali organizzazioni di consumatori lamentano la sproporzione tra i reali aumenti dei costi sulle borse energetiche e l'entità degli incrementi applicati ai contratti, sottolineando come, in mancanza di comunicazioni trasparenti, i consumatori si sentano lesi nei propri diritti fondamentali.

Violazioni contestate: mancate comunicazioni e diritti negati

I casi oggetto di contestazione hanno evidenziato il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza contrattuale. Molti utenti coinvolti si sono trovati di fronte a modificate condizioni economiche già applicate e fatturate, scoprendo gli aumenti solo leggendo la bolletta - senza aver ricevuto una comunicazione preventiva valida, chiara e verificabile. Secondo la normativa vigente, in particolare l'obbligo previsto dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e dalle deliberazioni Arera, è stabilito che ogni modifica delle condizioni contrattuali debba essere comunicata almeno 90 giorni prima dell'entrata in vigore, con dettagli sufficienti per consentire all'utente di valutare opzioni alternative o esercitare il recesso.

L'accertamento delle prassi commerciali scorrette si è basato su vari elementi:

  • Comunicazioni non inviate correttamente o non recapitate ai clienti secondo le modalità prescritte
  • Mancata adozione di misure per garantire la presa visione delle variazioni contrattuali
  • Imposizione di rinnovi peggiorativi nei periodi in cui modifiche unilaterali erano vietate dalla legge
  • Compromissione del diritto di recedere dal contratto in presenza di condizioni svantaggiose, dato che l'utente scopre tardivamente l'aumento
Le condotte contestate hanno inciso sulla libertà di scelta e sulla tutela degli interessi economici degli utenti. Gli effetti delle pratiche scorrette non sono soltanto di natura economica, ma si traducono nella perdita di fiducia nei confronti dei fornitori energetici e nella percezione di una sostanziale disparità di potere contrattuale tra aziende e consumatori. Le associazioni ribadiscono che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente pagate e il risarcimento dei danni restano impregiudicati, nonostante gli impegni assunti dalle società coinvolte nell'ambito dei provvedimenti dell'Antitrust.

L'intervento dell'Antitrust e le procedure correttive

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato nel corso del 2025 un'istruttoria nei confronti di Eni Plenitude, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da parte degli utenti. Il focus principale dell'indagine è stato il procedimento con cui la società avrebbe effettuato modifiche contrattuali senza garantire adeguata comunicazione preventiva, privando i clienti della possibilità di scelta e del diritto di recesso effettivo.

L'Antitrust ha qualificato queste condotte come potenzialmente scorrette, imponendo alla società una serie di procedure correttive:

  • Rafforzamento degli obblighi informativi ai clienti, con modalità di comunicazione rinforzate e tracciabili
  • Blocco automatico dei rinnovi in caso di mancata comunicazione verificabile
  • Ripristino delle condizioni economiche precedenti ove sia accertato l'invio non corretto delle comunicazioni
È importante sottolineare che, secondo le stesse associazioni dei consumatori, sebbene queste misure siano rilevanti sotto il profilo regolatorio, non producono effetti risarcitori né retroattivi: non annullano infatti gli effetti negativi subiti dai consumatori nel periodo antecedente all'adozione delle procedure correttive. La responsabilità di provare l'avvenuto invio e ricezione delle comunicazioni, dal gennaio 2025, è a carico del venditore, come stabilito da Arera; tale principio rafforza la posizione degli utenti nelle controversie future.

Obiettivi e natura della class action contro Eni Plenitude

La mobilitazione collettiva promossa dalle principali associazioni dei consumatori (Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori e iConsumatori) ha un duplice obiettivo: ottenere il rimborso delle somme considerate indebitamente incassate e il risarcimento dei danni subiti dai clienti coinvolti. Questa azione legale mira a ripristinare i diritti economici degli utenti e a riaffermare il principio di trasparenza nei rapporti contrattuali tra fornitori di energia e consumatori.

La class action si fonda su elementi di interesse pubblico: le violazioni contestate riguardano migliaia di utenti e toccano aspetti fondamentali della tutela economica, della libertà di scelta e della corretta informazione. In particolare, la rivendicazione riguarda i casi in cui i rinnovi peggiorativi sono stati applicati unilateralmente e in assenza di comunicazioni valide o quando la legislazione, in specifici periodi, vietava modifiche contrattuali non concordate.

Dal punto di vista giuridico, la collettiva si basa su principi già sanciti dalla normativa europea e italiana, tra cui la direttiva UE 2019/944 e le disposizioni del Codice del Consumo, che prevedono obblighi stringenti di trasparenza e tutela degli utenti anche nel settore energetico. L'azione mira quindi non solo al riconoscimento delle spettanze economiche, ma anche a stabilire un precedente a tutela dei clienti di tutto il comparto utility.

Come aderire class action: modalità, segnalazioni e assistenza

La partecipazione all'azione collettiva avviene attraverso la segnalazione del proprio caso alle associazioni promotrici. Gli utenti che si riconoscono nelle situazioni contestate (ovvero che hanno subito aumenti nelle bollette senza aver ricevuto adeguata comunicazione preventiva da parte di Eni Plenitude) possono:

  • Inviare una segnalazione tramite gli sportelli fisici o digitali di Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Codici e iConsumatori
  • Scrivere all'indirizzo email fornito dalle relative associazioni, inserendo la dicitura class action Eni nell'oggetto o nella descrizione del reclamo
  • Contattare telefonicamente o via WhatsApp i recapiti diffusi per l'assistenza ed esposizione del proprio caso
Una volta ricevuta la segnalazione, gli esperti delle associazioni analizzano il caso specifico e forniscono indicazioni sui passaggi successivi, inclusa la possibilità di essere rappresentati nell'azione legale collettiva. L'aderente verrà infine informato sugli sviluppi della vertenza e sulle eventuali iniziative di tutela messe in atto.

L'iniziativa collettiva promossa nei confronti dei maggiori operatori energetici potrebbe segnare uno spartiacque nel settore. Se l'azione legale dovesse concludersi con il riconoscimento dei diritti degli utenti, si produrrebbe un rafforzamento delle garanzie a tutela dei consumatori sia in termini di trasparenza sia per quanto riguarda l'effettività dei rimborsi e dei risarcimenti.

Gli effetti attesi sul mercato si possono sintetizzare come segue:

  • Incremento dei controlli da parte delle Autorità su tutte le pratiche commerciali nel settore energetico
  • Rafforzamento degli obblighi di trasparenza e della responsabilità dei fornitori
  • Maggiore leva contrattuale e strumenti di difesa collettiva a disposizione degli utenti
  • Possibile revisione delle regole di comunicazione, con maggiore efficacia delle notifiche digitali e cartacee
  • Stimolo verso una riforma del mercato energetico, orientata all'equilibrio tra sostenibilità e difesa del potere d'acquisto degli utenti
L'attenzione istituzionale e legislativa su questi temi si riflette anche a livello europeo, dove si discutono ulteriori misure di salvaguardia a vantaggio delle fasce più deboli e strategie di contenimento dell'impatto degli aumenti energetici.