Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quali opere e costruzioni rimaranno per cittadini in Lombardia,Veneto,Trentino costruite per Olimpiadi Invernali e cosa serviranno

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Costruzioni per Olimpiadi invernali

Dalle Olimpiadi Invernali nelle regioni Lombardia, Veneto e Trentino nascono nuove opere e infrastrutture pensate per durare nel tempo, con impatti concreti su comunità, sostenibilità e qualità della vita dei cittadini.

La realizzazione delle infrastrutture per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina rappresenta molto più di un semplice adeguamento per accogliere atleti e spettatori. L'attenzione crescente alla legacy, ossia il lascito permanente per i territori, ha guidato pianificatori e istituzioni a investire su soluzioni utili anche oltre il grande evento, con uno sguardo al benessere delle comunità locali e alla valorizzazione di aree strategiche come Lombardia, Veneto e Trentino.

Integrando sviluppo sostenibile, innovazione e accessibilità, il progetto olimpico mira ad assicurare un impatto positivo di lungo periodo, valorizzando impianti, infrastrutture di mobilità e servizi.

La mappa delle opere: impianti sportivi e infrastrutture nei territori ospitanti

Il piano delle opere associate alle Olimpiadi Invernali 2026 comprende 98 interventi su larga scala, suddivisi tra impianti sportivi e infrastrutture di trasporto. Milano, Rho, Assago, Cortina d'Ampezzo, Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo, Anterselva e Verona rappresentano gli snodi principali, coinvolgendo sia ambiti urbani che contesti montani. Ecco una panoramica delle principali tipologie e localizzazioni:

  • Impianti sportivi: 31 opere destinate direttamente allo svolgimento delle competizioni: tra queste, la nuova pista da bob a Cortina, il Livigno Snow Park, lo stadio di biathlon di Anterselva e le arene del ghiaccio a Milano e Verona.
  • Infrastrutture stradali e ferroviarie: 67 interventi di legacy - lasciato per il territorio - tra ammodernamenti, varianti, elettrificazione delle linee e riqualificazioni delle principali stazioni ferroviarie nelle tre regioni. Quasi il 90% è costituito da progetti su reti viarie e ferroviarie, strategici per favorire connettività e sicurezza.
  • Nuovi hub intermodali: le stazioni di Tirano e Ponte nelle Alpi sono state trasformate in centri di interscambio fra treni e autobus per agevolare i flussi verso le sedi olimpiche.
La suddivisione degli investimenti evidenzia la predominanza di Lombardia e Veneto nel piano finanziario, con circa 1,5 miliardi di euro ciascuno investiti nelle rispettive aree, seguite dal Trentino e dal territorio altoatesino. Tra gli interventi più significativi si contano:
  • La riqualificazione delle stazioni di Longarone, Belluno, Feltre, Trento, Colico, Morbegno, Sondrio, Lecco e Tirano, indirizzate a migliorare accessibilità e qualità degli spazi.
  • Il potenziamento della Strada Statale 51 di Alemagna, cruciale collegamento tra il Veneto e il bellunese, oggetto di interventi strutturali avanzati, oltre all'ampliamento della variante di Cortina e del sistema di viabilità secondaria tra Lombardia e Trentino.
  • Parcheggi e aree di servizio potenziate nei pressi delle sedi di gara, come ad Assago (Milano), per favorire l'afflusso del pubblico.
  • La nuova cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina d'Ampezzo, elemento futuro anche del turismo locale.
Questa articolata rete di opere si traduce in investimenti di vasta portata e opportunità di sviluppo urbano e territoriale che proseguiranno il loro impatto anche a evento concluso.

Opere e infrastrutture essenziali per i Giochi: quali resteranno ai cittadini

Tra i numerosi interventi infrastrutturali, 36 sono stati individuati come essenziali per il corretto svolgimento delle Olimpiadi. Si tratta di:

  • Piste da sci come quelle di Bormio e Livigno, riammodernate per ospitare le gare di sci alpino.
  • Il Cortina Sliding Center Eugenio Monti per bob, skeleton e slittino, destinato a rimanere riferimento per il settore anche in seguito.
  • Villaggi olimpici a Cortina e Predazzo, progettati per essere riconvertiti in strutture di residenza, accoglienza o servizi una volta terminati i Giochi.
  • Lo Stadio del Biathlon di Anterselva, con funzione futura di centro sportivo internazionale.
  • L'Arena di Verona, oggetto di rinnovamento funzionale alle cerimonie ma con un'eredità sul fronte degli eventi pubblici e culturali.
L'attenta programmazione della legacy olimpica ha portato a privilegiare interventi con valore d'uso pluriennale. Oltre agli impianti sportivi, i cittadini potranno beneficiare di:
  • Trasformazione urbana sostenibile: le nuove infrastrutture ferroviarie e stradali non agevolano solo l'accesso alle aree di gara, ma ottimizzano anche la mobilità locale e regionale.
  • Servizi pubblici potenziati: la conversione di alcune aree olimpiche, come le residenze e le ciclostazioni presso le stazioni riqualificate, offrirà nuove risorse sociali ed economiche.
  • Impianti tecnologici e sistemi smart: molte innovazioni introdotte negli impianti sportivi verranno mantenute a beneficio di federazioni, scuole e associazioni sportive locali.
Infine, una quota significativa degli investimenti ha riguardato il rinnovo di stazioni ferroviarie strategiche, con zone più accessibili, moderne e sicure, destinandole a essere nuovi punti di riferimento per la mobilità sostenibile ed intermodale delle comunità.

Stato avanzamento lavori e tempistiche di consegna delle opere olimpiche

Numerose opere si sono rivelate complesse dal punto di vista gestionale e autorizzativo, influenzando cronoprogrammi e tempistiche di realizzazione. A fine ottobre risultavano concluse 16 opere, 51 in fase di esecuzione, tre in gara e 28 in progettazione. Gli adeguamenti necessari hanno determinato lo slittamento del 73% delle scadenze rispetto alle tempistiche originarie. Ciò nonostante, Simico - Società responsabile delle infrastrutture olimpiche - ha garantito la consegna delle 36 opere essenziali in tempo utile per le competizioni:

  • Solo il 42% delle opere sarà completato prima dell'evento. Il restante 57% vedrà la conclusione nei mesi, o anni, successivi, con alcuni cantieri previsti fino al 2033.
  • Interventi come il villaggio olimpico di Cortina, il Livigno Snow Park, l'innovativo impianto idrico per l'innevamento artificiale e l'Arena di Verona saranno consegnati in modalità parziale ma idonea allo svolgimento dei Giochi.
  • L'ammodernamento di infrastrutture minori e la realizzazione di opere di viabilità saranno completati per fasi successive, garantendo la funzionalità necessaria ma non la piena ultimazione prima della chiusura dell'evento.
L'adattamento dei tempi è stato spiegato con difficoltà relative alle autorizzazioni, alle procedure di gara e alle esigenze di sicurezza. Le piattaforme digitali di monitoraggio aggiornano periodicamente sullo stato dei cantieri, favorendo la trasparenza e il dialogo con i cittadini.

In alcuni casi, come per l'intervento al PalaItalia di Milano, sono state adottate soluzioni temporanee (strade provvisorie, impianti modulari) che saranno rimosse dopo i Giochi, lasciando invariata la pianificazione di lungo periodo.

Investimenti per la mobilità e potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali

I Giochi Invernali Milano Cortina sono stati occasione anche per investimenti storici nel settore dei trasporti. Il Gruppo Fs e Rfi hanno realizzato interventi per un totale di circa 650 milioni di euro, volti a rendere più efficienti, accessibili e sostenibili le principali stazioni ferroviarie e potenziare la rete di collegamenti:

  • In Lombardia, 341 milioni di euro sono stati destinati a efficientamento, eliminazione di passaggi a livello, riorganizzazione delle aree di attesa e sosta.
  • Tra Veneto e Trentino sono stati spesi 303 milioni di euro per riqualificazioni, accessibilità, videosorveglianza ed elettrificazione di tratti strategici.
In chiave stradale, Anas ha realizzato interventi per oltre 360 milioni sulla SS 51 di Alemagna, concentrandosi su riduzione rischio idrogeologico, manutenzione straordinaria, nuovi tracciati e la variante di Longarone. Le opere stradali più distanti dai contesti sportivi (come la variante di Vercurago) sono esempio di come l'evento olimpico abbia accelerato processi di ammodernamento infrastrutturale anche in aree tradizionalmente penalizzate dal punto di vista della mobilità:

Stazione

Tipologia intervento

Ponte nelle Alpi

Restyling, spazi comfort, nuovi sottopassi

Belluno

Adeguamento sismico, nuova ciclostazione

Feltre

Riorganizzazione piazzale, restyling edificio vincolato

Trento

Riqualificazione sottomarciapiedi e piazze adiacenti

Colico, Morbegno, Sondrio, Lecco, Tirano

Restyling, marciapiedi accessibili, nuovi servizi per mobilità dolce

Sono infine stati predisposti hub di interscambio modulare presso Tirano, Ponte nelle Alpi e Verona Porta Nuova per relazionare trasporti su ferro e gomma, incrementando la resilienza e la facilità di gestione dei flussi turistici e pendolari.

Impatto, sostenibilità e trasformazione urbana post-olimpiadi

L'approccio alla sostenibilità adottato nell'ambito delle opere include variabili ambientali, sociali ed economiche. La maggior parte degli investimenti è orientata alla legacy, garantendo effetti positivi sulla qualità della vita dei residenti. Fra gli elementi di impatto più significativi si segnalano:

  • Mitigazione ambientale: gli interventi su linee ferroviarie e stazioni privilegiano materiali innovativi, riqualificazioni energetiche e l'abbattimento delle emissioni, mentre oltre la metà delle opere stradali sulla SS 51 è dedicata alla gestione del rischio idrogeologico.
  • Crescita di servizi urbani: le nuove infrastrutture sono concepite per essere pienamente integrate nei contesti urbani, con valorizzazione di aree pedonali, ciclostazioni, spazi per eventi e centri di aggregazione.
  • Inclusione e accessibilità: numerosi progetti mirano all'eliminazione delle barriere architettoniche e alla creazione di reti capillari di interscambio, sostenendo la mobilità delle persone con disabilità e delle fasce più deboli.
I report sull'impatto rimarcano la necessità di continuare il monitoraggio dopo i Giochi, alimentando il dialogo pubblico, la trasparenza e l'adeguamento delle strategie in risposta alle sfide ambientali e sociali. I villaggi olimpici e le arene multifunzione, grazie a processi di conversione e riutilizzo, potranno supportare attività culturali e sociali per anni, promuovendo così una rigenerazione diffusa del territorio.