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Quali sono le normative sulla sicurezza che i locali pubblici devono rispettare in base tipologia e grandezza

di Marcello Tansini pubblicato il
Sicurezza locali pubblici

Le normative sulla sicurezza per i locali pubblici variano a seconda di tipologia e dimensioni: dal quadro legislativo agli obblighi generali, dai requisiti per spettacoli ai grandi esercizi.

Negli ultimi anni la sicurezza nei locali pubblici ha assunto una centralità senza precedenti nel panorama normativo italiano, spinta da episodi recenti e dall'esigenza di armonizzare regole, protocolli e controlli. Il Ministero dell'Interno ha emanato linee guida e decreti che intervengono su ogni aspetto della gestione dei locali, introducendo criteri e responsabilità differenziate in base a tipologia di attività e capienza.

Il quadro normativo: livelli, soggetti e ambiti di applicazione

La disciplina della sicurezza nei pubblici esercizi si articola secondo uno schema multilivello che vede interagire normative nazionali, regionali e comunali. Il pilastro normativo resta il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.) e i relativi regolamenti (R.D. 773/1931 e R.D. 635/1940), che definiscono i presupposti per l'autorizzazione, la gestione delle attività e i poteri delle autorità:

  • Al livello nazionale: Il T.U.L.P.S. disciplina la concessione delle licenze, i requisiti igienico-sanitari e le condizioni di esercizio per tutte le attività aperte al pubblico (bar, ristoranti, sale giochi, strutture ricettive e locali misti con spettacoli o intrattenimento).
  • Le regioni introducono requisiti aggiuntivi, spesso riferiti alle caratteristiche urbanistiche o alle specificità territoriali, ad esempio sugli orari di apertura o sulle modalità di gestione del suolo pubblico.
  • I comuni completano il quadro regolando ordinanze locali e criteri per le attività rumorose, emissioni acustiche, gestione dei rifiuti e sistemi di sicurezza complementari.
Tra i soggetti coinvolti, spiccano:
  • Gestori degli esercizi pubblici, responsabili diretti dell'implementazione delle misure di sicurezza.
  • Prefetture, con ruolo di coordinamento territoriale e promotori degli accordi di cooperazione pubblico-privato.
  • Associazioni di categoria, chiamate a formare e sensibilizzare i gestori, oltre a rappresentarne gli interessi in sede di stipula degli accordi provinciali.
  • Forze di polizia, incaricate della vigilanza e del controllo.
L'ambito di applicazione comprende tutti gli esercizi individuati dall'art. 86 del T.U.L.P.S.. Le ultime disposizioni nazionali coprono sia esercizi di piccole dimensioni sia grandi locali di intrattenimento e spettacolo, senza dimenticare gli esercizi cosiddetti di vicinato, che possono talvolta godere di esenzioni o regole proprie.
La definizione di locale pubblico oggi include:
  • Bar e ristoranti
  • Sale giochi e sale bingo
  • Stabilimenti balneari
  • Strutture ricettive e para-ricettive
  • Locali multifunzionali, cinema, teatri
Recenti decreti ministeriali hanno ampliato la platea dei destinatari, rafforzando i controlli e introducendo misure trasversali di prevenzione, con la possibilità di adattamento secondo tipologia e grandezza dei locali.

Accordi di cooperazione pubblico-privato e meccanismi premiali

L'attuale modello di sicurezza prevede che le misure principali siano definite attraverso accordi di collaborazione tra Prefetture e associazioni di categoria. Questi protocolli, siglati a livello provinciale, rappresentano un elemento chiave per creare un sistema di responsabilità condivisa tra pubblico e privati.

L'adesione degli esercenti agli accordi è su base volontaria, ma comporta vantaggi reputazionali e riduce la responsabilità oggettiva in caso di eventi critici. Il Questore, per avviare procedimenti di sospensione delle licenze, deve fornire una motivazione rafforzata se le misure previste dai protocolli sono state rispettate integralmente dal gestore:

  • Gli accordi identificano un set di misure calibrate in base alla dimensione del locale e al tipo di attività - dalla videosorveglianza al codice di condotta - con elasticità per valorizzare le specificità locali.
  • Così strutturata, la collaborazione pubblico-privato genera sia benefici reputazionali (maggiore affidabilità sociale), sia incentivi economici (agevolazioni e riduzione dei rischi sanzionatori, accesso a bandi, riduzioni fiscali, facilitazioni nell'interlocuzione con le autorità).
Questo nuovo approccio è stato reso operativo dal Decreto Ministeriale 21 gennaio 2025 (D.M. Piantedosi), che valorizza le condotte virtuose dei gestori anche ai fini dell'attuazione dell'art. 100 T.U.L.P.S. (sospensione o revoca delle autorizzazioni in presenza di situazioni pericolose o di turbative dell'ordine pubblico).

Obblighi generali di sicurezza per tutti i locali pubblici

Le misure preventive dei recenti protocolli nazionali sono pensate per favorire ambienti ordinati e sicuri e facilitare l'attività di controllo delle autorità. Tra i principali obblighi per tutti i locali pubblici si segnalano:

  • Sistemi di videosorveglianza gestiti dal titolare o, alternativamente, affidati a istituti autorizzati, con conservazione e accesso alle registrazioni secondo i limiti normativi sulla privacy.
  • Illuminazione efficiente sia interna che esterna, integrata con quella pubblica e calibrata per aumentare la percezione e la realtà della sicurezza.
  • Codice di condotta esposto all'interno del locale, che stabilisce regole di comportamento e vieta l'introduzione di armi, sostanze stupefacenti o alcolici esterni, nonché il danneggiamento dei dispositivi di sicurezza e degli arredi.
  • Rispetto delle normative su somministrazione e consumo di alcolici tra le ore 24:00 e 7:00, con attenzione particolare agli obblighi verso i minori.
  • Pronta segnalazione di situazioni di rischio o eventi con forte afflusso alle Forze di polizia tramite la figura del referente della sicurezza.
Si sottolinea anche l'obbligo per i gestori di:
  • Conservare i dati delle telecamere secondo la legge
  • Manutenzione costante e trasparente dei sistemi di sicurezza
  • Gestione corretta dell'uso del suolo pubblico, nel rispetto delle concessioni e delle ordinanze fiscali/comunali
  • Promuovere campagne di informazione per il personale, specie sugli obblighi relativi a vendita alcolici e accesso dei minori
L'applicazione di questi obblighi rappresenta ora una condizione di affidabilità e un indice di credibilità per qualsiasi esercizio aperto al pubblico.

Videosorveglianza, illuminazione e gestione degli accessi

Il recente quadro prescrive l'installazione di videocamere con obbligo di ripresa su ingressi, uscite di sicurezza e aree di transito. Le telecamere devono essere regolarmente funzionanti, con le registrazioni custodite per il massimo periodo previsto dalla normativa privacy e, se del caso, integrate con le piattaforme comunali di videosorveglianza.

L'obbligo tuttavia varia in base alla dimensione e alla tipologia dell'esercizio:

  • I piccoli esercizi di vicinato possono essere esentati o avere regole semplificate, secondo la disciplina regionale.
  • Per i grandi locali e quelli a rischio elevato l'installazione è sempre richiesta e la mancata ottemperanza può comportare pesanti responsabilità.
L'illuminazione adeguata costituisce un altro pilastro: le aree interne ed esterne devono essere ben visibili, sfruttando tecnologie efficienti (ad esempio LED), senza creare inquinamento luminoso. L'integrazione tra illuminazione pubblica e privata è incentivata per aumentare la sicurezza diffusa e prevenire l'anonimato.

Per quanto concerne l'accesso e la permanenza del pubblico:

  • Deve essere disciplinato da regole pubblicizzate chiaramente alla clientela sia in loco che online.
  • Sistemi di riconoscimento - come il rilascio di timbri temporanei ai minori - possono essere adottati dai locali ove i rischi legati alla fascia d'età sono più elevati.
  • Eventuali anomalie o flussi fuori controllo vanno comunicate tempestivamente alle autorità competenti tramite il referente per la sicurezza.
Queste misure, oltre a fornire strumenti contro fenomeni illeciti, contribuiscono a creare un ambiente rassicurante, ordinato e sotto controllo per gli avventori.

Codice di condotta, tutela dei minori e responsabilità degli esercenti

Tra le innovazioni più rilevanti emergono i nuovi codici di comportamento per i clienti, da esporre visibilmente nel locale e nei canali digitali. Le regole prevedono:

  • Divieto assoluto di introdurre armi, spray urticanti, droghe e di consumare alcolici non provenienti dal locale.
  • Impegno a mantenere comportamenti rispettosi, senza arrecare disturbo né danneggiare dispositivi di sicurezza o arredi.
  • Divieto di rendere inutilizzabili le uscite di emergenza e di abbandonare rifiuti, soprattutto vetro, nelle aree circostanti.
  • Facoltà dell'esercente di negare prestazioni a chi violi il codice.
La responsabilità degli esercenti si estende inoltre alla tutela dei minori, con obblighi di controllo puntuali sull'età per la vendita di alcol e regolamentazione dell'accesso a giochi vietati ai minorenni. È previsto l'utilizzo di strumenti di riconoscimento (come timbri lavabili) nelle discoteche e in locali a maggiore rischio.
  • L'esercente è chiamato a segnalare alle autorità ogni situazione di illegalità o pericolo per l'ordine pubblico.
  • L'omissione, specie nei grandi eventi o dove si registrano afflussi elevati, può essere motivo di responsabilità o fattore valutato negativamente nei provvedimenti amministrativi.
Questo sistema premia la trasparenza, la tempestività di segnalazione e il rispetto delle regole come indicatori di affidabilità. Forte attenzione viene rivolta alla preparazione e aggiornamento del personale, specie nell'area della somministrazione di alcolici.

Normative e requisiti per tipologia e dimensione:

I locali di intrattenimento e pubblico spettacolo sono soggetti a requisiti ulteriori di sicurezza, che si aggiungono agli obblighi generali. L'entità delle misure dipende sia dalla tipologia di attività sia dalla capienza autorizzata:

  • Obbligo di impiego di personale qualificato addetto al controllo (steward o figure analoghe), come previsto dalla Legge 94/2009.
  • Designazione del referente per la sicurezza formale, comunicato alle autorità locali, con compiti di gestione dei rapporti informativi, segnalazione preventiva di eventi e monitoraggio delle situazioni di afflusso superiore al normale.
  • Impiego di sistemi di gestione degli accessi (contapersone, biglietterie elettroniche o sistemi equivalenti) per monitorare e rispettare il limite di capienza autorizzato.
  • Incentivazione all'uso di canali PEC per le comunicazioni con le autorità.
Le misure sono più stringenti nei grandi esercizi o in manifestazioni con rilevante presenza di pubblico, teatri, arene, discoteche, cinema e centri sportivi con pubblico.

Procedure e controlli antincendio nei locali di pubblico spettacolo

Per i locali in cui si tengono spettacoli pubblici, la prevenzione incendi è regolata da:

  • Il T.U.L.P.S. e il suo regolamento applicativo
  • Il D.P.R. 151/2011 (Regolamento di prevenzione incendi), che individua categorie in base a superficie e capienza (oltre 100 persone o oltre 200 m², soggetti a controlli specifici dei Vigili del Fuoco)
  • Le regole tecniche verticali (RTV) come il D.M. 22/11/2022 che si applicano a teatri, arene, cinema, palazzetti e ogni area pubblica soggetta a rischio incendi
La normativa distingue tra eventi temporanei e locali permanenti, con procedure diversificate:
  • Per manifestazioni fino a 200 spettatori e nell'orario tra 8.00 e 1.00 la SCIA semplificata sostituisce la licenza, a patto che una perizia tecnica certifichi la conformità del luogo alle prescrizioni antincendio.
  • Eventi sopra soglia o a rischio elevato richiedono parere preventivo della Commissione di Vigilanza Locale di Pubblico Spettacolo, sopralluoghi e rilascio del CPI - Certificato di Prevenzione Incendi.
  • La progettazione deve includere piani d'emergenza, vie d'esodo, impianti di rivelazione, allarme e controllo fumi, gestione degli affollamenti.
Questi obblighi si adattano sia ai locali chiusi sia alle strutture temporanee all'aperto.

Sistemi di sicurezza, steward, referente per la sicurezza e limiti di capienza

  • La presenza degli steward è obbligatoria nei locali di intrattenimento e spettacolo con capienza elevata o rischi particolari, per sovrintendere all'afflusso, alle emergenze e all'evacuazione.
  • Il referente per la sicurezza rappresenta il punto di contatto diretto tra il locale e le Forze di polizia, deve essere individuato formalmente e aggiornato con ogni variazione. La mancata nomina è valutata negativamente in caso di provvedimenti amministrativi.
  • I sistemi di controllo degli accessi devono garantire il rispetto della capienza massima prevista dal piano di sicurezza e dalle autorizzazioni, riducendo così il rischio di affollamenti eccessivi e facilitando l'evacuazione in caso di incidente.
Queste soluzioni rafforzano la prevenzione di incidenti, responsabilizzano il personale e migliorano il dialogo con le autorità nei momenti critici. Per i grandi esercizi la formazione continua degli addetti è valorizzata sia a livello normativo sia nei protocolli di best practice promossi dalle associazioni di categoria.

Monitoraggio, incentivi, formazione e ruolo delle Prefetture

Le Prefetture svolgono un'azione di coordinamento nel monitoraggio del rispetto degli accordi, raccolgono relazioni annuali e trasmettono i risultati al Ministero dell'Interno. In caso di criticità intervengono per la correzione delle misure:

Parimenti, sono previsti sistemi premiali per gli esercenti che garantiscono lo standard più elevato:

  • Accesso prioritario a bandi pubblici, eventuali riduzioni su tributi locali, riconoscimenti ufficiali e vantaggi reputazionali.
  • Formazione continua e iniziative di sensibilizzazione, spesso in accordo con le associazioni di categoria e le autorità di pubblica sicurezza, con sessioni dedicate alla prevenzione di fenomeni rischiosi per l'ordine pubblico, all'uso consapevole della videosorveglianza e alle norme su alcol e tutela dei minori.
La collaborazione con le associazioni è considerata strategica per la diffusione della cultura della sicurezza e per professionalizzare sia il personale sia i gestori stessi.