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Quanto è la percentuale del proprio stipendio che si dovrebbe investire ogni mese in base all'importo e all'età. Calcoli ed esempi

di Marcello Tansini pubblicato il
Investire lo stipendio

Quanto dello stipendio investire mensilmente non è semplice: dipende da età, entrate e obiettivi. Strategie diverse, dalla regola del 50/30/20 agli strumenti finanziari più adatti in ogni fase della vita.

Destinare ogni mese una quota del proprio reddito a forme di investimento è una delle scelte più sagge per costruire una solidità patrimoniale capace di sostenere nel tempo esigenze impreviste e obiettivi di lungo periodo. In Italia, tradizionalmente orientata al risparmio, la sfida attuale non è solo accantonare risorse, ma farle fruttare in modo efficiente.

Investire regolarmente una porzione dello stipendio non richiede grandi capitali o conoscenze tecniche avanzate: la costanza e la lungimiranza generano risultati tangibili, grazie anche alla possibilità di sfruttare il potere dell'interesse composto. La percentuale adatta varia in funzione dell'età, della situazione reddituale e degli obiettivi personali, ma adottare strategie consapevoli favorisce il benessere economico oggi e, soprattutto, domani.

Perché è importante investire parte dello stipendio

Il divario tra il reddito da lavoro e quanto si percepisce in pensione sta diventando sempre più evidente. Il sistema previdenziale pubblico italiano, basato sul metodo contributivo, lega strettamente l'assegno pensionistico ai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa e all'età in cui si va in pensione. Tuttavia, le stime più recenti mostrano che il tasso di sostituzione, cioè la percentuale dell'ultimo stipendio che viene corrisposta come pensione, si sta progressivamente abbassando. Molti lavoratori dipendenti possono aspettarsi di ricevere solo il 50-60% del proprio stipendio, mentre chi è autonomo affronta ipotesi ancora più penalizzanti, con livelli spesso inferiori al 50%.

Questo scenario è accentuato dalla dinamica demografica: una popolazione sempre più anziana e una platea di attivi in diminuzione rendono più vulnerabile il sistema. Il risultato è che senza strumenti di integrazione come investimenti o piani pensionistici privati, si rischia di dover rinunciare a molte delle abitudini acquisite durante la vita lavorativa. L'unica soluzione per riuscire a mantenere il tenore di vita è intervenire tempestivamente, investendo una quota di stipendio con regolarità e scegliendo strumenti adatti al proprio profilo.

Come decidere la percentuale ideale da investire mensilmente

Determinare quanto del proprio stipendio allocare ogni mese ad attività d'investimento dipende da diversi fattori: l'entità dello stipendio netto, la stabilità del lavoro, le esigenze personali e familiari, oltre alla tolleranza al rischio e agli obiettivi futuri. Tuttavia, esistono delle linee guida universalmente riconosciute, utili come punto di partenza:

  • 20% del reddito netto è una stima spesso considerata ottimale per risparmio e investimento: questa quota consente di costruire progressivamente una sicurezza finanziaria, senza sacrificare qualità della vita.
  • Fondi di emergenza prima degli investimenti: è raccomandabile accantonare quanto basta per coprire almeno 3-6 mesi di spese essenziali.
  • Gradualità e incremento nel tempo: si può iniziare con percentuali più basse (ad esempio il 5% o il 10%) e aumentare gradualmente i versamenti, man mano che aumenta la disponibilità economica.
Va sottolineato che la sostenibilità dell'importo investito è più importante del volume iniziale. L'importante è mantenere regolarità e adattare l'investimento agli eventi della vita (cambio di lavoro, figli, acquisto della casa, ecc.), modulando la percentuale di volta in volta.

La regola del 50/30/20 e le sue varianti

Il budget personale trova spesso una struttura efficace grazie alla diffusissima regola del 50/30/20. Questo metodo, citato in molte analisi autorevoli, consente di gestire le finanze in maniera intuitiva:

  • 50% dello stipendio netto è destinato alle spese essenziali: abitazione, alimentari, trasporti, bollette.
  • 30% per attività legate allo svago, ai desideri e al tempo libero.
  • 20% da riservare a risparmio e investimenti: questa voce include sia l'accantonamento per le emergenze sia le attività di investimento vero e proprio.
La flessibilità è un punto di forza di questo metodo: chi vive in città costose, come ad esempio Milano, può adattare la ripartizione spostando parte delle spese essenziali al 60%, stringendo sulle altre categorie, ma senza mai scendere al di sotto del 20% destinato al risparmio/investimento. Sul lungo periodo, anche versamenti più modesti, se costanti, producono effetti significativi grazie all'interesse composto. Per chi ha redditi irregolari, è utile basarsi su una media trimestrale o semestrale. Tabelle e app di budgeting aiutano a mantenere la disciplina necessaria a rispettare queste proporzioni.

Quanto investire in base all'età: strategie per ogni fascia di età

Le percentuali e le strategie di investimento devono essere calibrate sulle diverse fasi della vita, tenendo conto delle opportunità offerte dal tempo e della riduzione del rischio tollerabile con l'avanzare dell'età:

  • Under 40: il tempo lavora a favore, permettendo di assumere rischi maggiori e beneficiare della crescita composita degli investimenti.
  • Tra i 40 e i 60: possibilità di aumentare la quota da investire, grazie a maggiore stabilità economica e orizzonte temporale ancora lungo, ma con attenzione crescente alla diversificazione.
  • Oltre i 60: priorità alla protezione e conservazione del capitale, riducendo il rischio e privilegiando strumenti più sicuri e liquidi.
È sempre saggio ricalibrare le strategie a ogni cambiamento di status (matrimonio, figli, nuovo lavoro, pensionamento). Adattare periodicamente il piano alle circostanze personali consente di sfruttare appieno le potenzialità dell'investimento continuativo.

Giovani under 40: approfittare del tempo a favore

Nella fascia under 40, anche investimenti contenuti hanno un impatto eccezionale nel lungo periodo. Il tempo permette di sopportare meglio la volatilità dei mercati e sfruttare l'effetto capitalizzazione degli interessi. In questa fase, una strategia tipica prevede:

  • Allocare almeno il 20% del reddito a risparmio e investimento;
  • Considerare strumenti con una prevalenza azionaria, tipici delle linee dinamiche o bilanciate di fondi pensione o PAC in ETF;
  • Sfruttare vantaggi fiscali offerti da piani pensionistici volontari e piani individuali di risparmio;
  • Iniziare anche solo con piccoli importi (ad esempio 100 euro al mese), massimizzando i contributi crescenti e, dove possibile, il TFR;
  • Combinare investimenti e fondi per emergenze, lasciando sul conto corrente quanto basta per 3-6 mesi di spese.
La priorità non è l'importo iniziale, ma la costanza dei versamenti. Chi inizia a 25 anni, rispetto a chi comincia a 40, con la stessa cifra accumulata mensilmente, potrà raggiungere risultati notevolmente superiori. Il tempo è il miglior alleato dell'investitore.

Tra i 40 e i 60 anni: aumentare la percentuale degli investimenti

Arrivati a metà percorso lavorativo, crescono sia la capacità di risparmio sia la consapevolezza dei propri obiettivi. In molti casi, si consiglia di aumentare progressivamente la percentuale del reddito destinata agli investimenti, portandola anche al 25-30%, specialmente se si è già costruito un adeguato fondo di emergenza. In questa fascia:

  • Diversificazione degli strumenti (immobili, fondi, azioni, obbligazioni, PAC, piani individuali di risparmio), evitando di concentrare tutto il patrimonio su un'unica soluzione;
  • Pianificazione dell'integrazione previdenziale tramite fondi pensione, sfruttando eventuali contributi datoriali e le deduzioni fiscali;
  • Adeguamento graduale del profilo di rischio, riducendo la componente azionaria via via che ci si avvicina all'età del pensionamento
  • Impiegare le strategie multi-asset, includendo titoli legati all'inflazione per proteggere il capitale dal rischio erosione
Un approccio flessibile è determinante per gestire imprevisti e massimizzare il margine di risparmio nei periodi con picchi di reddito, destinando bonus e premi ad accantonamenti extra.

Dopo i 60 anni: conservare e proteggere il capitale

Con la pensione all'orizzonte o già raggiunta, l'obiettivo principale si sposta sulla difesa del capitale accumulato. Le percentuali da investire possono ridursi in favore della liquidità e della protezione. Solitamente, in questa fase:

  • Si mantiene una quota del 10-15% riservata a investimenti a basso rischio, con attenzione alla possibilità di disinvestire rapidamente in caso di necessità;
  • Sono indicati strumenti come buoni fruttiferi postali, conti deposito, polizze a capitale garantito e piani previdenziali in fase di decumulo;
  • La diversificazione si orienta verso prodotti con rendita periodica garantita anziché ad accumulo, spesso con copertura assicurativa per la longevità o per le esigenze familiari successive;
La chiave è la pianificazione della liquidità, affinché il patrimonio sia nei fatti disponibile e protetto dall'inflazione, senza eccessiva esposizione ai mercati finanziari instabili.

L'importanza della pianificazione e della flessibilità

Un sistema di investimento efficace si fonda su pianificazione accurata e adattabilità rispetto all'evoluzione del reddito. L'entità della cifra versata deve essere commisurata sia all'ammontare dello stipendio che alla stabilità delle proprie entrate. Consigli pratici in tal senso comprendono:

  • Monitorare costantemente le proprie entrate e uscite tramite bilanci familiari o app di gestione finanziaria;
  • Ricalcolare almeno ogni anno la quota da destinare al risparmio e all'investimento, tenendo conto di aumenti o riduzioni del reddito;
  • Predisporre accantonamenti automatici subito dopo l'accredito dello stipendio, secondo il principio Pay Yourself First, spostando la percentuale scelta in un conto separato;
  • Garantire innanzitutto la copertura delle spese essenziali e delle emergenze prima di aumentare il rischio degli investimenti;
  • In caso di difficoltà temporanee, sospendere o ridurre temporaneamente i versamenti, senza azzerare completamente l'impegno.
L'obiettivo è la sostenibilità a lungo termine: l'investitore di successo non è quello che versa importi elevati per pochi mesi, ma chi mantiene una disciplina costante adattata alla propria evoluzione patrimoniale.

Strumenti e soluzioni per investire: fondi pensione, PAC, PIR

L'ampia varietà di strumenti presenti oggi sul mercato permette di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, età e profilo di rischio. Tra le alternative più diffuse e affidabili:

  • Fondi pensione (negoziali, aperti, piani individuali pensionistici): offrono deduzioni fiscali, contributo aziendale, ampia possibilità di scelta modalità di erogazione;
  • Piani di accumulo del capitale (PAC): investimenti ricorrenti in fondi o ETF, ideali per la gradualità e la gestione della volatilità di mercato;
  • PIR (piani individuali di risparmio): incentivano l'investimento in titoli italiani con vantaggi fiscali, per chi intende diversificare il proprio portafoglio;
  • Conti deposito e buoni fruttiferi postali: prodotti sicuri e liquidi applicabili soprattutto per accantonamenti a breve-medio termine;
  • Polizze vita e prodotti assicurativi: integrano il patrimonio con strumenti che offrono anche opzioni di tutela assicurativa e rendite periodiche;
  • Investimenti immobiliari e quote di fondi real estate: per chi intende diversificare con beni reali.
La scelta ottimale avviene tramite un'analisi preliminare dei propri obiettivi (pensione, fondo emergenze, esigenza di flessibilità, desiderio di accrescimento del capitale). Valutare costi di gestione, vantaggi fiscali e possibilità di liquidare gli investimenti è essenziale per scegliere la combinazione migliore.


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