Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quanti milioni di euro e a che partiti maggiormente andato il 2 per mille dell'ultima dichiarazione dei redditi

di Marcello Tansini pubblicato il
Dichiarazione dei redditi

Il 2 per mille rappresenta una scelta significativa nel finanziamento dei partiti politici italiani. Destinatari, criteri di assegnazione, modalit operative e impatto sociale di questa opzione fiscale.

Il sistema del 2 per mille è uno strumento di sostegno economico ai partiti politici che consente ai cittadini, in occasione della dichiarazione dei redditi, di devolvere volontariamente una piccola quota della propria Irpef a una formazione politica. Questo meccanismo si inquadra nel più ampio panorama delle scelte fiscali a favore di soggetti collettivi, come associazioni, fondazioni, organismi religiosi attraverso l'8 o il 5 per mille, ma si distingue per essere destinato esclusivamente agli attori della vita politica nazionale.

Si tratta di una quota dello 0,2% dell'Irpef, senza costi aggiuntivi per il contribuente e con il vantaggio di rafforzare quei partiti che rispettano rigorosi criteri di trasparenza e democrazia interna. Il 2 per mille va letto come espressione di partecipazione attiva e come un segnale di attenzione verso la salute democratica del Paese, favorendo il finanziamento limpido e diretto delle formazioni politiche.

Come funziona il 2 per mille nella dichiarazione dei redditi

L'opzione del 2 per mille compare tra le scelte fiscali della dichiarazione dei redditi, accanto a 5 e 8 per mille. Il contribuente ha la possibilità di indicare il partito beneficiario compilando l'apposita sezione del Modello 730, Redditi Persone Fisiche (ex Unico) o della Certificazione Unica:

  • Si deve scrivere il codice identificativo ufficiale del partito (pubblicato ogni anno in allegato alle istruzioni ministeriali) nell'apposita casella.
  • Va poi apposta la propria firma per attestare la scelta.
Il procedimento è estremamente semplice e può essere effettuato autonomamente nel caso di dichiarazione precompilata o con l'aiuto di CAF e professionisti.

Questa opzione non obbliga il contribuente a sostenere ulteriormente il partito con donazioni: si tratta di una quota dell'imposta già dovuta, che non comporta oneri aggiuntivi. La scelta è strettamente personale e, nei casi di dichiarazione congiunta, occorre compilare una scheda per ogni coniuge.

Il 2 per mille sottolinea la volontà di sostenere programmi e attività politiche, rendendo trasparente il percorso dei fondi e la destinazione, nel rispetto delle regole di democrazia e rappresentanza.

Quali partiti possono ricevere il 2 per mille

Non tutti i soggetti politici possono essere destinatari del 2 per mille. La selezione dei beneficiari si fonda su requisiti di legge precisi, volti a garantire trasparenza, legalità e impegno democratico. L'accesso al beneficio è riservato ai partiti:

  • iscritti in un apposito registro gestito dalla Commissione parlamentare;
  • dotati di statuto che preveda principi di democrazia interna;
  • in regola con gli obblighi di comunicazione e pubblicità dei bilanci (Legge 3/2019 e successive modifiche);
  • aggiornati annualmente con i relativi codici identificativi sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
La trasparenza dei bilanci viene pubblicata nei siti istituzionali e nei portali dei partiti che intendono concorrere alla raccolta del 2 per mille. Solo i soggetti che rispettano pienamente questi parametri possono figurare negli elenchi ufficiali dell'anno fiscale di riferimento. Tale processo rafforza la fiducia nei confronti dei partiti e dei meccanismi di finanziamento, garantendo ai cittadini che le risorse siano gestite in modo trasparente e conforme alle leggi vigenti.

Modalità per destinare il 2 per mille nelle tipologie di dichiarazione

L'assegnazione del 2 per mille segue procedure precise, che variano a seconda della modalità scelta dal contribuente:

  • Modello 730: va compilata la scheda apposita. Si indica il codice del partito e si firma nello spazio dedicato.
  • Modello Redditi: la sezione specifica contiene tutte le opzioni per la destinazione delle quote. Anche qui è fondamentale riportare codice e firma.
  • Certificazione Unica (ex CUD): permette l'indicazione del partito beneficiario se si riceve solo questo documento.
  • Soggetti non obbligati alla dichiarazione: possono scaricare dal sito dell'Agenzia delle Entrate una scheda apposita, da consegnare in busta chiusa agli uffici postali, a CAF o a intermediari abilitati, riportando scheda per le scelte della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'IRPEF e i dati del contribuente.
Ognuna di queste modalità prevede controlli per verificare la validità della scelta (giusto codice, firma presente). L'Agenzia delle Entrate pubblica ogni anno istruzioni aggiornate e la lista dei partiti ammessi, così da ridurre errori e favorire la corretta assegnazione delle somme.

A chi è andata la maggior parte del 2 per mille

La ripartizione delle somme raccolte tramite il 2 per mille segue regole dettagliate. Ogni anno, l'Agenzia delle Entrate pubblica i dati ufficiali, indicando la quantità di fondi destinata a ciascun partito che ha ricevuto preferenze. Il meccanismo di ripartizione può essere così sintetizzato:

  • La somma totale raccolta viene suddivisa tra i partiti destinatari in proporzione alle preferenze espresse dai contribuenti.
  • Se un contribuente non indica alcun partito, la relativa quota non viene persa, ma si somma a quella da distribuire; in alcuni casi la quota non espressa resta nelle casse dello Stato, in altri viene ripartita in base alle preferenze del resto dei cittadini.
  • La tabella pubblicata ogni anno dettaglia gli importi in euro attribuiti a ciascun soggetto, illustrando in modo trasparente il flusso dei fondi.
I dati ufficiali costituiscono uno strumento importante di controllo pubblico e rendono misurabile l'effettivo orientamento dei cittadini rispetto alla destinazione delle risorse. Questo consente una visione chiara di quali partiti risultano maggiormente sostenuti in ogni tornata fiscale e di monitorare la trasparenza dell'intero processo:

Esempio di ripartizione

Quota ricevuta

Primo partito per numero di scelte

Milioni di euro proporzionali al numero di firme raccolte

Altri partiti ammessi

Somme minori sulla base delle preferenze

L'importanza della scelta del 2 per mille

Destinare questa quota della propria Irpef rappresenta più di una semplice opzione fiscale. Ha conseguenze reali sia per il sistema politico sia per la società:

  • Garantisce ai partiti risorse trasparenti, riducendo la dipendenza da altri finanziamenti privati di dubbia provenienza.
  • Consente ai cittadini di influire direttamente sulla vitalità del pluralismo politico premiando i soggetti percepiti come più vicini alle proprie idee e valori.
  • Introduce un principio di responsabilità democratica e rafforza la legittimità delle organizzazioni che ricevono il sostegno volontario degli elettori.
In termini sociali, la scelta del 2 per mille sostiene la qualità del dibattito pubblico e della rappresentanza, contribuendo alla crescita di una democrazia partecipata e consapevole. È anche un indicatore della fiducia dei cittadini verso il sistema politico istituzionale.

Cosa succede se non si indica una preferenza per il 2 per mille

Non esprimendo la preferenza per il 2 per mille, la quota collegata alla propria dichiarazione segue regole definite dalla normativa. Nel caso di scelta omessa:

  • La somma resta generalmente nelle casse dello Stato, senza essere assegnata a nessun partito politico.
  • Non vi sono penalità o obblighi aggiuntivi per il contribuente che lascia vuota la casella: la scelta rimane volontaria e non comporta conseguenze fiscali.
La possibilità di esprimere la preferenza resta comunque aperta a tutti, anche in assenza di dichiarazione ordinaria, attraverso la presentazione dell'apposita scheda presso gli enti abilitati.

Scadenze e possibilità per chi non presenta la dichiarazione

Per la presentazione della destinazione del 2 per mille valgono scadenze precise, stabilite ogni anno dall'Agenzia delle Entrate in base alle diverse tipologie di dichiarazione:

  • Per il Modello 730 la data ultima si colloca tipicamente tra fine settembre e inizio ottobre.
  • Per il Modello Redditi, la scadenza per l'invio telematico è normalmente fissata a fine ottobre.
  • I soggetti non obbligati alla dichiarazione possono compilare la specifica scheda, da consegnare agli uffici preposti entro il medesimo termine dell'invio telematico (31 ottobre).
L'accesso a questa opzione non è limitato ai soli contribuenti con obbligo dichiarativo: pensionati, lavoratori con redditi esenti o casi analoghi possono comunque destinare la loro quota, garantendo così ampia partecipazione al finanziamento responsabile dei partiti.