Il sistema del 2 per mille è uno strumento di sostegno economico ai partiti politici che consente ai cittadini, in occasione della dichiarazione dei redditi, di devolvere volontariamente una piccola quota della propria Irpef a una formazione politica. Questo meccanismo si inquadra nel più ampio panorama delle scelte fiscali a favore di soggetti collettivi, come associazioni, fondazioni, organismi religiosi attraverso l'8 o il 5 per mille, ma si distingue per essere destinato esclusivamente agli attori della vita politica nazionale.
Si tratta di una quota dello 0,2% dell'Irpef, senza costi aggiuntivi per il contribuente e con il vantaggio di rafforzare quei partiti che rispettano rigorosi criteri di trasparenza e democrazia interna. Il 2 per mille va letto come espressione di partecipazione attiva e come un segnale di attenzione verso la salute democratica del Paese, favorendo il finanziamento limpido e diretto delle formazioni politiche.
Come funziona il 2 per mille nella dichiarazione dei redditi
L'opzione del 2 per mille compare tra le scelte fiscali della dichiarazione dei redditi, accanto a 5 e 8 per mille. Il contribuente ha la possibilità di indicare il partito beneficiario compilando l'apposita sezione del Modello 730, Redditi Persone Fisiche (ex Unico) o della Certificazione Unica:
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Si deve scrivere il codice identificativo ufficiale del partito (pubblicato ogni anno in allegato alle istruzioni ministeriali) nell'apposita casella.
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Va poi apposta la propria firma per attestare la scelta.
Il procedimento è estremamente semplice e può essere effettuato autonomamente nel caso di dichiarazione precompilata o con l'aiuto di CAF e professionisti.
Questa opzione non obbliga il contribuente a sostenere ulteriormente il partito con donazioni: si tratta di una quota dell'imposta già dovuta, che non comporta oneri aggiuntivi. La scelta è strettamente personale e, nei casi di dichiarazione congiunta, occorre compilare una scheda per ogni coniuge.
Il 2 per mille sottolinea la volontà di sostenere programmi e attività politiche, rendendo trasparente il percorso dei fondi e la destinazione, nel rispetto delle regole di democrazia e rappresentanza.
Quali partiti possono ricevere il 2 per mille
Non tutti i soggetti politici possono essere destinatari del 2 per mille. La selezione dei beneficiari si fonda su requisiti di legge precisi, volti a garantire trasparenza, legalità e impegno democratico. L'accesso al beneficio è riservato ai partiti:
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iscritti in un apposito registro gestito dalla Commissione parlamentare;
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dotati di statuto che preveda principi di democrazia interna;
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in regola con gli obblighi di comunicazione e pubblicità dei bilanci (Legge 3/2019 e successive modifiche);
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aggiornati annualmente con i relativi codici identificativi sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
La trasparenza dei bilanci viene pubblicata nei siti istituzionali e nei portali dei partiti che intendono concorrere alla raccolta del 2 per mille. Solo i soggetti che rispettano pienamente questi parametri possono figurare negli elenchi ufficiali dell'anno fiscale di riferimento. Tale processo rafforza la fiducia nei confronti dei partiti e dei meccanismi di finanziamento, garantendo ai cittadini che le risorse siano gestite in
modo trasparente e conforme alle leggi vigenti.
Modalità per destinare il 2 per mille nelle tipologie di dichiarazione
L'assegnazione del 2 per mille segue procedure precise, che variano a seconda della modalità scelta dal contribuente:
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Modello 730: va compilata la scheda apposita. Si indica il codice del partito e si firma nello spazio dedicato.
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Modello Redditi: la sezione specifica contiene tutte le opzioni per la destinazione delle quote. Anche qui è fondamentale riportare codice e firma.
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Certificazione Unica (ex CUD): permette l'indicazione del partito beneficiario se si riceve solo questo documento.
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Soggetti non obbligati alla dichiarazione: possono scaricare dal sito dell'Agenzia delle Entrate una scheda apposita, da consegnare in busta chiusa agli uffici postali, a CAF o a intermediari abilitati, riportando scheda per le scelte della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'IRPEF e i dati del contribuente.
Ognuna di queste modalità prevede controlli per
verificare la validità della scelta (giusto codice, firma presente). L'Agenzia delle Entrate pubblica ogni anno istruzioni aggiornate e la lista dei partiti ammessi, così da ridurre errori e favorire la corretta assegnazione delle somme.
A chi è andata la maggior parte del 2 per mille
La ripartizione delle somme raccolte tramite il 2 per mille segue regole dettagliate. Ogni anno, l'Agenzia delle Entrate pubblica i dati ufficiali, indicando la quantità di fondi destinata a ciascun partito che ha ricevuto preferenze. Il meccanismo di ripartizione può essere così sintetizzato:
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La somma totale raccolta viene suddivisa tra i partiti destinatari in proporzione alle preferenze espresse dai contribuenti.
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Se un contribuente non indica alcun partito, la relativa quota non viene persa, ma si somma a quella da distribuire; in alcuni casi la quota non espressa resta nelle casse dello Stato, in altri viene ripartita in base alle preferenze del resto dei cittadini.
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La tabella pubblicata ogni anno dettaglia gli importi in euro attribuiti a ciascun soggetto, illustrando in modo trasparente il flusso dei fondi.
I dati ufficiali costituiscono uno
strumento importante di controllo pubblico e rendono misurabile l'effettivo orientamento dei cittadini rispetto alla destinazione delle risorse. Questo consente una visione chiara di quali partiti risultano maggiormente sostenuti in ogni tornata fiscale e di monitorare la trasparenza dell'intero processo:
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Esempio di ripartizione
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Quota ricevuta
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Primo partito per numero di scelte
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Milioni di euro proporzionali al numero di firme raccolte
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Altri partiti ammessi
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Somme minori sulla base delle preferenze
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L'importanza della scelta del 2 per mille
Destinare questa quota della propria Irpef rappresenta più di una semplice opzione fiscale. Ha conseguenze reali sia per il sistema politico sia per la società:
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Garantisce ai partiti risorse trasparenti, riducendo la dipendenza da altri finanziamenti privati di dubbia provenienza.
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Consente ai cittadini di influire direttamente sulla vitalità del pluralismo politico premiando i soggetti percepiti come più vicini alle proprie idee e valori.
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Introduce un principio di responsabilità democratica e rafforza la legittimità delle organizzazioni che ricevono il sostegno volontario degli elettori.
In termini sociali, la scelta del 2 per mille sostiene la qualità del dibattito pubblico e della rappresentanza, contribuendo alla crescita di una democrazia partecipata e consapevole.
È anche un indicatore della fiducia dei cittadini verso il sistema politico istituzionale.
Cosa succede se non si indica una preferenza per il 2 per mille
Non esprimendo la preferenza per il 2 per mille, la quota collegata alla propria dichiarazione segue regole definite dalla normativa. Nel caso di scelta omessa:
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La somma resta generalmente nelle casse dello Stato, senza essere assegnata a nessun partito politico.
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Non vi sono penalità o obblighi aggiuntivi per il contribuente che lascia vuota la casella: la scelta rimane volontaria e non comporta conseguenze fiscali.
La
possibilità di esprimere la preferenza resta comunque aperta a tutti, anche in assenza di dichiarazione ordinaria, attraverso la presentazione dell'apposita scheda presso gli enti abilitati.
Scadenze e possibilità per chi non presenta la dichiarazione
Per la presentazione della destinazione del 2 per mille valgono scadenze precise, stabilite ogni anno dall'Agenzia delle Entrate in base alle diverse tipologie di dichiarazione:
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Per il Modello 730 la data ultima si colloca tipicamente tra fine settembre e inizio ottobre.
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Per il Modello Redditi, la scadenza per l'invio telematico è normalmente fissata a fine ottobre.
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I soggetti non obbligati alla dichiarazione possono compilare la specifica scheda, da consegnare agli uffici preposti entro il medesimo termine dell'invio telematico (31 ottobre).
L'accesso a questa opzione non è limitato ai soli contribuenti con obbligo dichiarativo: pensionati, lavoratori con redditi esenti o casi analoghi possono comunque destinare la loro quota, garantendo così ampia partecipazione al finanziamento responsabile dei partiti.