Dai dati sulla liquidità e gli investimenti degli italiani nelle diverse fasce d'età emergono differenze generazionali profonde, influenzate da reddito, patrimonio familiare, territorio e condizioni.
Qual è la cifra giusta da avere da parte secondo la propria età? La domanda interessa chiunque, dalla giovane studentessa all'imprenditore prossimo alla pensione. I dati mostrano che la disponibilità finanziaria pro capite in Italia si amplia con il passare degli anni, ma queste medie celano differenze sostanziali dovute a molteplici fattori: in primo luogo reddito e posizione lavorativa, ma anche territorio, eredità, casa e composizione del nucleo familiare.
A vent'anni, spesso i pochi risparmi derivano dal sostegno familiare tra liquidità, case e investimenti; tra i 30 e i 50 anni tendono ad aumentare, pur dovendo affrontare il peso di rate, mutui e spese per figli; dopo i 60, la ricchezza si concentra in una quota importante della popolazione grazie all'accumulo di una vita, anche se questa regola generale conosce molte eccezioni.
Un elemento spesso trascurato nella lettura di statistiche sulla ricchezza è la distinzione tra patrimonio individuale e familiare. La maggior parte delle indagini italiane, come quelle condotte da Banca d'Italia o Istat, misura il patrimonio a livello familiare, riferendosi quindi al nucleo complessivo e non al singolo risparmiatore.
Quando si parla di media soldi posseduti per età e tipologia di asset, è decisivo specificare:
Prima di esaminare i dati è necessario chiarire cosa rientra nelle categorie di liquidità e investimenti finanziari. In Italia, la liquidità comprende solitamente:
Per i giovani tra 18 e 29 anni, la disponibilità finanziaria e gli investimenti sono generalmente limitati tra liquidità, case e investimenti. L'accesso al mercato del lavoro è spesso tardivo e discontinuo, i redditi sono modesti e una quota consistente ancora studia o vive con il sostegno della famiglia.
I dati mostrano che il saldo medio sul conto corrente di questa fascia oscilla tra 2.500 e 4.500 euro, valore che si abbassa ulteriormente per chi vive da solo, mentre cresce tra coloro che ricevono aiuti familiari:
Una fetta non marginale di questa generazione dichiara di non avere alcun risparmio o di non riuscire ad accantonare nulla a causa dei ritmi del mercato del lavoro e del costo della vita urbana.
I risparmi e gli investimenti tendono ad aumentare nel periodo tra i 30 e i 50 anni, ma incrociano tanto la curva della crescita quanto quella delle spese e dei debiti. In questa fascia si accumulano i primi risparmi consistenti, tipicamente tra 15.000 e 35.000 euro in media tenendo conto sia della liquidità sia degli investimenti. La fascia tra i 30 e i 39 anni presenta:
L'Italia vede una delle più alte concentrazioni di ricchezza nelle fasce over 60 tra liquidità, case e investimenti. Questo gruppo demografico, che include chi ha concluso la partecipazione attiva al mercato del lavoro, possiede spesso la parte più consistente del patrimonio nazionale sia in liquidità sia in investimenti finanziari. Le cause di questa concentrazione sono molteplici:
Ma la media non racconta tutto: esistono moltissimi pensionati con assegni bassi, donne con carriere poco continuative, anziani senza patrimoni investiti e molti proprietari di casa con scarsa liquidità a disposizione. Ancora marcate le differenze geografiche e tra nuclei monopersonali e famiglie di anziani:
|
Fascia d'età |
Liquidità media |
Investimenti medi |
Totale medio |
Valore mediano |
Debiti medi |
|
18-29 anni |
3.000 € |
900 € |
3.900 € |
1.600 € |
300 € |
|
30-39 anni |
9.000 € |
8.500 € |
17.500 € |
8.600 € |
11.000 € |
|
40-50 anni |
15.000 € |
18.000 € |
33.000 € |
17.000 € |
18.000 € |
|
60-69 anni |
26.000 € |
32.000 € |
58.000 € |
23.500 € |
2.000 € |
|
Oltre 70 anni |
22.000 € |
29.000 € |
51.000 € |
19.700 € |
500 € |
Sotto la superficie delle medie si cela una realtà fatta di milioni di persone prive o quasi di risorse finanziarie. Le analisi indicano che oltre il 40% degli adulti italiani ha meno di 2.000 euro tra conto e risparmi liquidi:
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...